Jazzitalia - Artisti: Silvano Borzacchiello
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Silvano Borzacchiello
drums

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Education:
- USA (Musician Institute, Los Angeles)
- Italy and Switzerland

Professional Experience:
- USA (Los Angeles, New York, San Francisco)
- Europe
(All countries)
- Asia
(Thayland, Malaysia)
- Jamaica

Collaborations:
Alessandro Bianchi
, Attilio Zanchi, Bebo Ferra, Claudio Pontiggia, Carlo Magni, Christian Gilardi, Cholet Jean Christophe, Cosimo Lampis, Dado Moroni, Danilo Moccia, Dario Faiella, Fulvio Chiara, Giulio Granati, Garrison Fewell, Glauco Masetti, Ivan Lombardi, Ilaria Kramer, Ivo Antognini, Joe Pantoomkomol, Joe Diorio, Joe Guido, Luigi Tognoli, Luca Zamponi, Laura Fedele, Michael Rosen, Massimo Colombo, Marco Detto, Marco Ricci, Maurizio Moraschini, Massimo Scoca, Marco Cortesi, Paolo Vianello, Paola Folli, Paolo e Marco Brioschi, Paolino Dalla Porta, Roberta,  Gambarini, Roberto Olzer, Riccardo Fioravanti, Sandro Gibellini, Santino Carcano, Silvia Infascelli, Sergio Turon, Stefano Dall'ora, Steve Lacy, Timothy Hauff, Tino Tracanna, Tom Alvarado.

Jazz Festivals:
Switzerland
- Lugano (estival)
- Chiasso

France
- French Tour with Giorgio Conte

Italy
- Padova
- Bergamo
- Caserta
- Belluno

TV: Participation in various programs at TSI (Swiss Italian Television) and RAI (Italian National Television Network).

Since 1994, Director of the Nuova Scuola di Musica in Balerna (Switzerland), where he is also teaching drums.

..::Discography::..

 

cover

coming

soon

 

2005

Bangkok Session

Piano: Joe Pantoomkomol

Bass: Timothy Hauff

Drums: Silvano Borzacchiello

 

 

cover

coming

soon

 

2005

Blue Difference

Ivo Antognini - Jochen Feucht - Arno Haas - Claudio Pontiggia - Marco Brioschi  Oskar Boldre - Marco Fratantonio - Stefano Dall'Ora -

Danilo Moccia - Silvano Borzacchiello

 

2004

Silvano Borzacchiello Quartet

Dado Moroni (piano)

Michael Rosen (sax)

Stefano Dall'Ora (bass)

Silvano Borzacchiello (drums)

listen and buy

 

2004

Live at mood

G.Granati -

S. Borzacchiello -

Stefano Dall'Ora -

Michael Rosen

 

2003

Rosalin Robinson Quartet

Rosalin Robinson

A.Bianchi-S.Carcano

S.Borzacchiello

 

2002

Giulio Granati Quartet

G.Granati

M. Rosen

S. Dall'Ora

S. Borzacchiello

 

as105

2001

Something more

T. Tracanna

A. Bianchi

S. Carcano

S. Borzacchiello

 

2000

Something like a trio

A. Bianchi

S. Carcano

S. Borzacchiello

 

2000

My first pair of glasses

G. Granati

R. Fioravanti

S. Borzacchiello

 

2000

Places

S. Carcano

A. Menafra

S. Borzacchiello

 

1997

Mix Tour

S. Carcano

A. Menafra

S. Borzacchiello

 

1994

Still on time

J. Guido

M. Scoca

A. Bianchi

S. Borzacchiello

 

1992

L.A

S. Turon (USA)

 

 

 

 

1990

Down on the town

L. Zamponi

Riccardo Fioravanti, Silvano Borzacchiello, Giuglio Granati











Yochen Feucht, Stefano Dall'Ora


..::Press::..

Jazzit.it   n° di gennaio/febbraio 2005

 

Il batterista Silvano Borzacchiello per questo robusto disco di modern mainstream si sceglie partners che possano conferirgli la necessaria energia e precisione.

La scelta é riuscita e tutti rispondono alla perfezione a cominciare dal sassofonista Michael Rosen che alterna soprano e tenore con perizia, sapendo sviluppare la dinamicità e l'anima melodica dei brani.

Suoi anche i due pezzi, Free To Choose e Zygosity, dove Borzacchiello può mostrare il suo drumming leggero e fantasioso alle spazzole e alle bacchette.

Non da meno sono Stefano Dall'Ora e il pianista Dado Moroni.

Quest'ultimo ha modo di distendere pregiate tele armoniche e lanciarsi in assoli sempre ricchi di invenzione e buon gusto come nel veloce Carpe Diem a firma del leader.

Jazz privo di asprezze e inquietudini come un piacevole e rialssato incontro di amici. (F.M)

Musica Jazz  01.03.05

 

Recensione disco

Silvano Borzacchiello

<<Quartet>> : Waiting in The Wings / Carpe Diem / Free To Choose / In Your Own Sweet Way / L.A. 1992 / Red Wawes / Zygosity / The Peacocks.

Michael Rosen (sop., ten.), Dado Moroni (p), Stefano Dall'Ora (cb.) Silvano Borzacchiello (batt.).

Bergamo, 10 e 11-6-03

ALTRISUONI AS 153, distr. Materiali sonori.

 

Il batterista svizzero d'origini italiane guida una formazione che, per tre quarti, costituisce l'ottimo quartetto del pianista Giuglio Granati. L'ingresso di Moroni alla tastiera é ovvia garanzia di qualità, e l'interplay collettivo sboccia con naturalezza evidenziando un modern mainstream tecnicamente brillante e ispirato.

Lo sviluppo espressivo si snoda senza cali di tensione, in equilibrio tra dinamismo ritmico e gusto narrativo. Si passa così da liriche ballad, esaltate dal cantabile soprano di Rosen, dal profondo basso di Dall'Ora e dal sofisticato armonizzare di Moroni (The Peachocks, Free To Choose) a temi dinamicamente spigliati, variegati nei tempi e nelle strutture (Carpe Diem, L.A. 1992, Zygosity). Un disco di qualità, che nasce dall'alta padronanza del linguaggio di riferimento e dal rilassato dialogo collettivo.

A.L.

Giorgio Coppola   18.12.04

 

Silvano Borzacchiello Quartet

***Silvano Borzacchiello Quartet ft. Dado Moroni***

Di SIlvano Borzacchiello abbiamo già avuto occasione di parlare nelle pagine di questo sito, a proposito dei dischi di Giulio Granati, cui vi rimando. Qui invece lo vediamo impegnato in una prova a suo nome, alla testa di un quartetto di favolosi strumentisti. Musicisti ispirati capaci di suonare senza mai perdere il contatto con uno swing elastico che incita il combo a mantenersi in piena vita e a trovare la sua ragione di vivere; tutto funziona a meraviglia, grazie a un’empatico interplay e alle straordinarie capacità improvvisative dei singoli. Le pagine dell’album scorrono in bell’alternanza d’umori, mutamenti di clima, meditando su brani magmatici, riposanti, atmosfere blues, pagine aperte a ricche evoluzioni, interscambi serrati; gioia ed entusiasmo sono la via delle improvvisazioni. Metà dei brani del cd provengono dalla penna del leader; pilastro che sostiene la volta. Egli rappresenta le fondamenta di tutta l’architettura musicale di questo lavoro. Silvano gioca, colora, disegna fra rullante e piatto un percorso ritmico d’accompagnamento che ricama e sottolinea un ruolo narrativo, intrecciando dialoghi rivolti a valorizzare le non comuni individualità del quartetto, attento all’equilibrio complessivo; in perfetta sintonia la qualità del suo lavoro dalla quale ci accorgiamo di quanto in essa risalti il drumming fantasioso. Dado Maroni musicalità poetica d’inesauribile fantasia, con nitida sicurezza dei propri mezzi espressivi evidenzia maturità con fraseggio ricco di costruzioni in un percorso di suggestivi territori fatti di frasi scolpite, intrecci ritmici; sensibilissima gradazione di contrasti dinamici, esemplare controllo tecnico, gusto, un pianismo nel senso della forma che ha pochi equivalenti tra i grandi del jazz moderno. Michael Rosen saxofonista soprano & tenore dal pensoso fraseggio fluido, incisiva esasperazione delle possibilità timbriche; stempera colori coltraniani esplorando il mondo poetico mistico andando in profondità nell’universo ritmico e armonico. La valenza narrativa del suo sax soprano rappresenta uno dei pregi dell’opera. Stefano Dall’Ora conferma appieno tutte le doti che evidenzia ormai da anni. Contrabbassista basato su un assoluto senso ritmico fonde un corpo unico col piatto sulla predominanza del ruolo di sostegno ritmico e armonico, una concezione tradizionale che sviluppa con personalità. Silvano Borzacchiello: drummer ha studiato in Italia, negli Stati Uniti (musicans institute, Los Angeles) e in Svizzera; numerosissime sono le sue collaborazioni con musicisti di calibro come: Attilio Zanchi, Giulio Granati, Paolo e Marco Broschi, Tino Tracanna, Steve Lacy ecc. Ha iniziato ad incidere nel 1990 con Down on the town e ha poi proseguito con L.A (1992) Still on Time (1994), Mix Tour (1997), My first pair of glasses (2000), Something Like a tio (2000), Something more (2001), Giulio Granati Quartet (2002), Rosalin Robinson Quartet (2003), Live at mood (2004), Blue Difference (2004), ed infine questo Silvano Borzacchiello Quartet (2004). Borzacchiello si è esibito in numerosi festival jazz in Italia, Europa, USA e Asia. Presso la Nuova Scuola di Musica di Balerna svolge l’attività di insegnante dal 1994 anno in cui insieme a Pierisa Croci (insegnante di musica per bambini) decide di creare una scuola di musica nella quale gli stili jazz, blues, funk, rock, musica classica e leggera possano essere suonati e studiati da chiunque lo desideri, a tutti i livelli e a qualsiasi età, con un insegnamento personalizzato che rispetti i ritmi e le esigenze di ognuno. (Giorgio Coppola)

Source: Jazz Notes 15.12.04

 

 

Silvano Borzacchiello Quartet ft. Dodo Moroni

***SELECTION LE DISQUE JAZZ NOTES***

Les mêmes sauf que le leader devient le batteur et que le pianiste est Dodo Moroni. Compositions de Silvano et de Rosen, plus deux reprises, on retrouve donc une ambience un peu similaire au disque précédent (Giulio Granati: Live At Moods), mais où l'enthousiasme semble encore plus développé. Moroni donnant à sa prestation une vigueur affichée, "Carpe Diem", ce qui contribue à transcender le leader sans pour autant ne pas les laisser naviguer dans une attitude plus poétique "Free To Choose", mais aussi trouver la sérénité sur "In Your Own Sweet Way" de Brubek et même accueillir la modernité avc panache sur "L.A. 1992" où Rosen dévoile son talent. Au total un disque épatant qui devrait plaire à un public qui apprécie la diversité avec un batteur appliqué et discret à la fois.

Source: Jazz Notes 13.12.04

 

Giulio Granati Quartet

***Live at Moods***

Un live enregistré le 12 juin 2003 au Moods de Zurich et comprenant: Granati (pianiste intéressant), Michael Rosen (t&ss), inspiré et sachant s'envoler, Stefano Dall'Ora (cb), au talent certain et qui sait faire chanter sa contrebasse et, enfin, le pointilleux batteur, Silvano Borzacchiello. Compositions superbes pour l'ensemble de Granati sauf deux. Plus d'une heure d'un concert sans prétention où l'évidence complicité est constante. Cela donne au public présent des moments où le bonheur est total "Last Minute" ou "Just Awake". Encore des Suisses solides, toniques qui vous font monter en pression sur des harmonies somptueuses. Du jazz simple, authentique et bouré de vitamines.

Source: Percussioni 09.12.04

 

Silvano Borzacchiello

***Silvano Borzacchiello Quartet ft. Dado Moroni***

Batterista svizzero, perfezionatosi al Musician Institute di Los Angeles, Silvano Borzacchiello si è conquistata una solida reputazione nel circuito jazzistico del suo paese e del nord italia collaborando con musicisti statunitensi di passaggio (Steve Lacy, Joe Diorio, Garrison Fewell) o con affermati solisti italiani quali Dado Moroni, Tino Tracanna, Attilio Zanchi e Massimo Colombo. Nel suo primo CD da leader, Borzacchiello si cimenta anche come autore (sua metà delle composizioni del CD): un ottimo viatico per far apprezzare a un pubblico ancora più vasto il drumming pulito e puntuale di un batterista più attento agli equilibri generali della musica prodotta dal suo quartetto (completato da Dado Moroni, Michael Rosen e Stefano Dall'Ora) che ansioso di mostrare quanto sia bravo con bacchette e pedali. (Guido Bugatti)

La Provincia 23.12.03

 

Silvano Borzacchiello Quintet

Ieri mattina è calato il sipario sulla prestigiosa rassegna “Jazz Matinée”, un fiore all’occhiello del “Jazz Club Mendrisio”. L’onore di concludere il ciclo è toccato al “Silvano Borzacchiello Quintet” che si è esibito, in una buona performance, all’Osteria Teatro Unione di Riva San Vitale. Eterogeneo il repertorio, spaziante da alcuni standard ormai classici a composizioni originali dello stesso Borzacchiello. Il quintetto è costituito da validi musicisti. Ognuno, a livello personale, ha contribuito alla buona riuscita del concerto. Il batterista-leader Silvano Borzacchiello ha rinunciato a grandi sprechi di passaggi sui tamburi per un suono più caldo ed essenziale. Roberto Olzer è un pianista che emerge più per le doti tecniche e armoniche che per quelle espressive. Sonorità incantevoli sono emerse nel giovane vibrafonista Marco Bianchi, padrone dello strumento sia dal punto di vista tecnico che cantabile. Il sassofonista Martin Buergi ha colpito per il suo fraseggio suggestivo e la tecnica invidiabile. Abile contrabbassista, soprattutto nel contesto armonico, Ivan Lombardi. La nuova stagione si aprirà il 18 gennaio 2004, sempre all’Osteria Teatro Unione di Riva San Vitale, con l’”Alessandro D’Episcopo Trio” che presenterà il nuovo cd “Stella cadente” prodotto dall’etichetta “Altrisuoni”. Alberto Cima

Oltner Tagblatt 31.07.03

 

Oltner Tagblatt 31.07.03

Giulio Granati Quarten: Live in Olten

ENERGETISCHER JAZZ ERSRTLASSIG GESPIELT Drei eindrückliche Konzerte durften die zahlreichen Zuhörer im Magazin erleben . Waren es bei Giulio Granati am Freitag eher die leisen Töne und sanften Melodien , so drehte sich bei den Bands um sie Schlagzeuger Steve Reid und Julio Barreto am Samstag alles um Energie : Virtuose Solisten und treibende Kicks Der im Tessin lebende Römer Giulio Granati erwies sich einmal mehr als Meister der feinen Tönen am Piano. Inspiriert von Bill Evans , rehte er perlende Läufe aneinander , suchte stets noch eine Variation oder ein Voicing mehr : So baute er in seinen oft elegisch anmutenden Soli eine unheimliche Spannung auf . Auch seine Mitmusiker boten je eine Solonummer : Stefano Dall'Ora einen Beatles -Song auf dem Kontrabass und Michael Rosen wunderschön phrasierte Linien auf dem Tenor und Sopranosaxofon . All dies wurde von der bebopigen Seite der Band kontrastiert : der feurige Drummer Silvano Borzacchiello setze seine treibenden Kicks gerne auf der Bassdrum und Rosen zeigte sich als virtuoser Solist mit durchdringendem Ton .

Tinforma  27.06.03

 

Giulio Granati Quartet : In the mood (Dal vivo al Moods-Zurigo)

IL QUARTETTO DI GIULIO GRANATI SI È ESIBITO RECENTEMENTE AL MOODS DI ZURIGO. UN SUCCESSONE, COME CI DESCRIVE IN QUESTO ARTICOLO MATTEO TRIACCA, ESPERTO DI JAZZ E FIGURA PROFESSIONALMENTE MOLTO VICINA A GRANATI...

Giovedì 12 giugno, il “Giulio Granati Quartet” si è esibito al Moods di Zurigo, il quale è ormai diventato uno dei piú importanti jazz club europei e che rappresenta un’ icona fondamentale del jazz Svizzero. All’ inizio del concerto hanno fatto capolino le reminescenze della formazione classica di Giulio Granati, il suo amore per gli impressionisti ed il neoclassicismo dei primi del 900. Con Trio n. 3, nello stile compositivo dei Dreams, si sentono atmosfere già presenti nei suoi ultimi lavori in trio ed in piano solo. In questo pezzo, il contrabbassista Stefano Dall’Ora dà prova del suo virtuosismo (anche con l’arco) e della sua sensibilità nell’improvvisazione . Da questo punto in poi il discorso si fa più jazzistico e per il secondo brano (intitolato, guarda caso, Welcome Mike), Giulio Granati invita sul palco Michael Rosen che, con il sax tenore, inizia il pezzo da solo con un fraseggio dall’attacco morbido e seducente che introduce un tema sulla cui struttura le improvvisazioni sono già di una notevole intensità nonostante il concerto sia solo all’inizio . È poi la volta di Last Minute, un tempo “medium” dalla più classica delle strutture :A-A B-A. In Last Minute si sente che già che il concerto é nel vivo e ci sono anche i break con il sempre presente ma mai invadente batterista , Silvano Borzacchiello. Eseguiti elegantemente e rispettata la scaletta che programmava i primi tre brani del nuovo CD “In the Mood”, Giulio Granati fa scoprire il suo vastissimo universo musicale, dal bop di The Come back in cui dopo un brillante solo del pianista, Rosen e Borzacchiello danno vita ad un duetto che infiamma il pubblico, ad atmosfere un po’ tribali ed arabeggianti con Vento del deserto presente nel CD “My First Pair of Glasses” del 2000 per il quale Rosen cambia strumento ed imbraccia il sax soprano, creando, insieme ai compagni che traggono l’impossibile dai propri strumenti, delle sonorità che ti portano dritto in sella ad un dromedario con davanti una palla di fuoco che sprofonda nell’orizzonte. A questo punto, a sorpresa, Giulio Granati decide di fare un totale cambiamento di atmosfera ed emerge pienamente la sua poetica musicale con una breve ma intensissima versione in piano solo della song Bewitched accolta da un’ovazione dei presenti. Al che, lo “show man” Granati invita anche Dall’Ora ad una “solo performance” ed il contrabbassista si produce in Norwegian Wood dei Beatles traendo dal suo strumento la melodia , gli accordi e…le percussioni . A questo punto, dopo un altro simpatico dialogo con il pubblico, Granati chiude questo momento veramente magico con un’altra brevissima perla : Over The Rainbow. Dopo lo spazio dedicato ai solo, il quartetto si riunisce ancora e dopo un brano “swingante”, forse un po’ più mainstream, intitolato Just Awake, Giulio, Michael, Sivano e Stefano vanno ad esplorare i confini del free (inteso come libertà totale di espressione dei 4 musicisti dopo l’esposizione del tema) al quale si avvicinano alcune parti di Flutin’ (siamo già al bis). È abbastanza particolare prendere coscienza che il “Giulio Granati Quartet” non sarà presente alle manifestazioni piú importanti a livello Ticinese visto che, passato il Gottardo, il quartetto infiamma e costruisce momenti eleganti ed indimenticabili. Sarebbe stato molto interessante vedere Giulio, Michael, Silvano e Stefano impegnati a regalare questi stessi momenti magici al pubblico ticinese. Infatti, nel 2003, il “Giulio Granati Quartet” si è esibito nei piú importanti club svizzeri (meno che in Ticino) toccando Basilea, Losanna, Ginevra, Aarau, Zurigo ed Olten e riscontrando sempre un grande successo. Al di là poi del parere soggettivo del pubblico, “In the Mood” ha ricevuto ottime recensioni in Svizzera (Jazz’n More , 5 stelle) , Francia (Jazz Notes, jazz notes selection), Italia ( Musica Jazz ), oltre che sul web magazine All About Jazz. Le composizioni ci sono, il talento non manca, il supporto della stampa jazz è presente ed il desiderio di portare “In the Mood” al pubblico è fortemente richiesto dal pubblico stesso e dai musicisti. Si spera che il gruppo riesca a trovare spazio anche nelle manifestazioni jazz ticinesi che fino ad ora non hanno mostrato particolare interesse per un quartetto che rappresenta sicuramente una delle voci piú importanti del jazz nostrano. Matteo Triacca

Jazz'n'more 24.05.03

 

Giulio Granati Quartet : In the mood

Ein weiteres Highlight - und besonders erfreulich ist der Umstand, dass es aus der Schweiz kommt. De... more

Ein weiteres Highlight - und besonders erfreulich ist der Umstand, dass es aus der Schweiz kommt. Der in Rom gebürtige und in Lugano lebende italienische Pianist Giulio Granati bleibt vermutlich noch eine Zeit lang Geheimtipp. Zu Unrecht, denn was er zusammen mit dem amerikanischen Sopran-und Tenorsaxofonisten Michael Rosen, dem italienischen Bassisten Stefano Dall'Ora und dem Tessiner Drummer Silvano Borzacchiello eingespielt hat, ist grossartig. Wenn auch stilistisch nicht unbedingt revolutionär, sondern eher dem Mainstream in Richtung Bill Evans zuzuordnen, muss Granati doch eine heutzutage in diesem Bereich des Jazz immer seltener werdende Eigenständigkeit attestiert werden. In den sieben Eigenkompositionen Granatis, welche teilweise bis zu zehn Minuten dauern, findet sich genügend Raum für ausgedehnte Soli. Ob moda, moderat oder up-tempo, die vier agieren durchwegs souverän. Rosens voller Sound, seine Frechheit auf dem Sopran, aber auch Dall'Oras melodiös gestrichener Bass und Granatis ausgefuchste Dynamik Begeistern. Silvano Gerosa

All About Jazz 04.05.03

 

Giulio Granati Quartet : In the mood

Dopo un disco in trio ed uno in solo, il pianista Giulio Granati si presenta in questo CD alla guida... more

Dopo un disco in trio ed uno in solo, il pianista Giulio Granati si presenta in questo CD alla guida di un quartetto, del quale entra a far parte il sassofonista Michael Rosen. In the Mood è un esempio di jazz moderno, dinamico e tradizionale, ma è incorniciato da due brani in trio, che aprono e chiudono il CD, dalle caratterizzazioni più intimiste. Il primo è permeato da un'atmosfera sospesa ed è lungamente condotto dal contrabbasso di Dall'Ora, che si produce in uno splendido passaggio lirico all'archetto, dopo il quale spetta a Granati condurre un'improvvisazione armonica, molto tesa e fuori dal tema, che viene in conclusione ripreso proprio dal contrabbasso. Molto incisivo il lavoro ritmico di Borzacchiello, perlopiù giocato in punta di bacchetta. Rosen appare con il tenore, in solitudine, all'apertura del secondo pezzo, "Welcome Mike". Le sue frasi nette e la sua narrazione fluente non hanno davvero niente da invidiare a tanti decantati "giovani leoni" del jazz contemporaneo. Più dinamica, ma dello stesso genere, la successiva "Last Minute", nella quale Granati spicca per un solo di curiosa originalità timbrica. In "Searchin'" Rosen imbraccia il soprano, conducendo il gruppo su atmosfere più rarefatte e tese, forse più adatte al genere di improvvisazione del pianista, che infatti si produce in un'ottima improvvisazione. Si torna comunque ad atmosfere da ballad con "Easy Song", che nonostante (o, forse, grazie a) la "facilità" segnalata nel titolo, si presta ad interpretazioni molto coinvolgenti, sia di Granati che di Rosen. L'ultimo brano in quartetto, "Sommertime is Over", vede il sassofonista - ancora impegnato al soprano - prodursi in una lunga improvvisazione, molto fluida, che ricorda in certa misura Dave Liebman e si conclude con un pregevole solo del contrabbasso di Dall'Ora. La conclusione dell'album, in trio, è una libera esplorazione di universi sonori soffusi e cangianti, guidata in questo caso interamente da Granati. Complessivamente, l'album si segnala per l'ottimo interplay, per l'eccellente interpretazione dei solisti e per la qualità dei suoni. Nei brani in quartetto, c'è forse un deficit di originalità, che invece appare colmato nelle performance in trio. Neri Pollastri

 

Giulio Granati Quartet

Swiss Jazz Diagonales - A qualcuno piace jazz - Altrisuoni - Bird's Eye - Basel

Der verkannte Prophet im eigenen Land. Auf Giulio Granati, den gebürtigen, aber schon lange in Lugano domizilierten Römer Pianisten, trifft dies vollumfänglich zu. Mit seinem exzellenten Quartet spielte er in Basel vor knapp zehn Nasen. Da trifft Peter Bürlis Kritik am konzept des Diagonales Festivals schon zu. Zwar ist die Idee des Kulturaustausches zwischen den drei Landesregionen sehr gut, das Problem liegt jedoch darin, dass nur das Festival an sich und nicht die einzelnen Bands promotet wurden. So ist auch der schlechte Besuch von Granatis Auftritt zu erklären. Nördlich des Gotthards kennt ihn eben kaum jemand. Qualitativ boten er und seine Mitmusiker sicher das musikalisch höchste Niveau aller am Festival auftretenden Musiker. Mit perlenden Läufen spannte Granati in seiner Eigenkomposition "Il vento del deserto" einen wunderschönen Bogen. Lässig auf einem Barhocker sitzend bläst der in Mailand lebende Amerikaner Michael Rosen einige krächzende Schreie auf dem Sopransaxofon. Sehr überzeugend die Solobeiträge des Kontrabassisten Stefano Dall'Ora; Doppelgriffe und virtuose Streichpartien - an ihm hätte Mingus bestimmt Freude gehab. Mit dem binären Tune "Easier Than You Think" wurde das Konzert in funky Manier abgeschlossen und Drummer Silvano Borzacchiello konnte seine Stärken nochmals beweisen. Silvano Gerosa

Altrisuoni 22.01.03

 

 

ALTRISUONI NEWS

To be released in january, february, march 2003

ALTRISUONI NEWS To be releasen in january, february, march 2003 In switzerland distribued by PHONAG 13.01.2003 AS131 Stefano Saccon featuring Enrico Rava: Underscore Enrico Rava: trumpet, fluegelhorn Stefano Saccon: saxes Léo Tardin: piano, Fender Rhodes Ivor Malherbe: bass Norbert Pfammatter: drums AS132 Bovet-Moser-Dougoud featuring Glenn Ferris: Time for tolerance Glenn Ferris: tb Cédric Bovet: ts, ss, bs, didgeridoo Markus Moser: g, voc Pierre-André Dougoud: cb, didgeridoo Lucien Bovet: dr AS130 Magnoni-Sordet-Studer: Facing the wall Maurice Magnoni: ts, ss, bs, bass clar Fredy Studer: dr Nicolas Sordet: ethnic inst & computer 17.02.2003 AS134 Fredi Lüscher-Nat Su-Cécile Olshausen: Dear C.-The music of Carla Bley Fredi Lüscher: p Nat Su: sax Cécile Olshausen: cello AS135 John Wolf Brennan: Glockenspiel AS129 No Square Trio with Daniel Küffer Michael Fleiner: p André Hahne: cb Yannick Oppliger: dr Daniel Küffer: sax 17.03.2003 AS133 Chevrolet-Bastet: Duo François Chevrolet: sax Michel Bastet: p AS119 Giulio Granati Quartet: In the mood Giulio Granati: p Michael Rosen: sax Stefano Dall'Ora: cb Silvano Borzacchiello: dr

Ticinonline 20.01.03

 

 

Giulio Granati: La buona musica nasce dalla buona amicizia

Incontro con Giulio Granati, di cui esce in questi giorni l'album "In the mood" e che si prepara ad una tournée svizzera con il suo quartetto.

Tanti anni trascorsi in Ticino, in attività musicale ormai da più di due decenni, Giulio Granati è sicuramente una delle figure più note nel panorama jazzistico svizzero italiano. Un artista completo e dall'attività multiforme che lo porta a rivestire i panni dell'entertainer, del compositore e, non da ultimo, del jazzista puro. La sua lunga carriera l'ha portato a produrre numerosi album in cui ha di volta in volta concretizzato le sue idee musicali: dal rithm'n blues coi "Many Rhythms & Blues Band" agli album dedicati alle musiche di Chick Corea, attraverso parentesi veramente notevoli (quali il trio con Ivano Torre e Marco Danese con cui ha realizzato "Across my universe"), per approdare all'album di pianoforte solo "Dreams" e all'ultimo, piacevolissimo, "In the mood". Granati è un artista in costante movimento, impegnato in una continua ricerca compositiva ma che è sempre rimasto fedele ai propri principi: un amore profondo per il lessico jazzistico e una grande voglia di musicalità schietta e comunicativa. In questi giorni esce per Altrisuoni la sua ultima fatica discografica, "In the mood" , in cui è affiancato da Michael Rosen al sassofono, da Stefano Dall'Ora al contrabbasso e da Silvano Borzacchiello alla batteria. L'album è stato presentato martedì sera in un concerto tenuto All'Albergo Principe Leopoldo di Lugano, propio alla vigilia di una piccola tournée svizzera che vedrà il quartetto impegnato nello "Suisse jazz Diagonales" esibirsi a Zurigo, Basilea, Losanna e Ginevra. Abbiamo colto l'occasione per rivolgergli alcune domande e per farci raccontare qualcosa della sua esperienza. Qualche tempo fa mi dicevi dell'importanza che riveste la qualità dei rapporti umani all'interno dei tuoi gruppi. "Si , per me i rapporti umani che si instaurano all'interno di un gruppo sono di fondamentale importanza per la musica , l'interplay , la spontaneità e naturalezza con cui musicalmente si dialoga e sono certo che trasmettano qualcosa anche a chi ascolta." La necessità di comporre e quindi di 'pensare' a tavolino la tua musica è un tratto distintivo nella tua carriera. Pensi che derivi dalla tua formazione classica? "Io non compongo a tavolino , quando mi siedo al piano per scrivere , ho già quasi tutto chiaro in mente , in questo modo i lavori hanno maggior fluidità e spontaneità , non mi arrampico mai sui vetri per avere un'idea 'originale' , nuova a tutti i costi ." Senti che la tua maturazione come compositore vada di pari passo con la tua crescita quale improvvisatore? "Penso che la mia maturazione come compositore vada di pari passo con la mia crescita 'come uomo'. L'improvvisazione non è che una composizione estemporanea ". Come vedi e come hai visto evolversi nel corso degli anni la scena jazz ticinese? "La scena Jazz ticinese si è certamente evoluta rispetto a quando sono arrivato da Roma . Sono le strutture che purtroppo mancano se si fa un paragone , per esempio ,con la Svizzera interna ." Quanto jazz c'è nella tua professione di entertainer, e quanto del'intrattenitore porti nella tua esperienza jazzistica? In altre parole, cos'è il jazz per Giulio Granati? "Nella mia professione di entertainer , c'è jazz , perchè nella mia vita c'è jazz e durante i miei concerti , c'è quell'abitudine , comunque , di dare qualcosa in più della musica alla gente. (D. Gillespie : tutto quanto fa spettacolo )." Alessando Zanoli

Corriere Del Ticino 18.01.03

 

 

Giulio Granati Quartet

Dopo l’avventura in “solo” di Dreams, Giulio Granati torna ad esplorare le potenzialità espressive d... more

Dopo l’avventura in “solo” di Dreams, Giulio Granati torna ad esplorare le potenzialità espressive di un serrato interplay con un quartetto agguerrito e affiatatissimo, in compagnia di musicisti che mostrano di capirsi al volo e di sapersi ispirare l’un l’altro. Ascoltando In the mood, il disco pubblicato da Altrisuoni che sarà presentato questa sera al pubblico ticinese, si avverte chiaramente l’unità d’intenti che anima il quartetto, e infatti Giulio è molto soddisfatto di questa formazione: “Sono musicisti fantastici, si sono calati in modo del tutto naturale nel mio universo musicale, ci capiamo al volo e riusciamo ad arricchire le mie composizioni ad ogni nuova esecuzione. Ho cercato a lungo dei compagni d’avventura così bravi e vicini allo spirito della mia musica, e finalmente li ho trovati!” Non è un caso, quindi, se il tema del brano che apre il disco, Trio3, viene esposto dal contrabbasso di Stefano Dall’Ora, e il secondo si intitola Welcome Mike e presenta una bella introduzione solitaria di Michael Rosen al sax tenore... è il tuo modo di accogliere i nuovi arrivati, rispetto alla formazione di My first pair of glasses ? “È il mio modo di intendere un quartetto formato da quattro leader. Tre anni fa, proprio con “My first pair of glasses”, credo di aver aperto un nuovo “ciclo” creativo che coincide con una maturità espressiva più consapevole e che prosegue con “In the mood”. È stato, anche, il primo frutto concreto del mio sodalizio artistico con il batterista Silvano Borzacchiello, il cui apporto alla poetica del mio mondo musicale si è fatto negli anni sempre più importante. Al contrabbasso non c’è più il bravo e affidabile Riccardo Fioravanti e al suo posto c’è Stefano Dall’Ora, forse più vicino alla mia sensibilità classica e abilissimo anche con l’arco, il che mi permette di scrivere delle impegnative parti “obbligate”. Il trio, poi, è diventato un quartetto quasi per caso: avevo già avuto la fortuna di suonare occasionalmente, su un repertorio “regolare” di standard, con il giovane e talentuoso sassofonista americano Michael Rosen, e ogni volta si era creato un eccellente feeling. Così ho deciso di coinvolgerlo in un progetto originale e gli ho spedito le nuove composizioni, lui si è subito mostrato entusiasta e la prima prova è stata illuminante, ho capito di aver trovato il solista che cercavo. La sua introduzione a “Welcome Mike” è solo una delle sue notevoli improvvisazioni che si ascoltano nel disco. A me, personalmente, piace moltissimo in particolare quando si esprime al sax soprano, strumento “difficile” che solo pochi suonano ai suoi livelli. Il titolo del disco, In the mood, sembra alludere ellingtonianamente al vostro personale piacere nel suonare questa musica… “In realtà il titolo originale doveva essere un altro, ovvero “Different colours”, perché in questo disco ho cercato di sublimare i miei vari amori per la musica di grandi maestri come Keith Jarrett, John Coltrane, Bill Evans o Jan Garbarek. Così, ogni brano riflette una luce, un “colore” musicale diverso, e il disco credo che rappresenti bene la varietà dei miei punti di riferimento. Ma tutto sommato penso che In the mood sia un titolo molto evocativo e, naturalmente, mi piaceva l’idea dell’implicito riferimento al grande Duke Ellington. In effetti, ogni brano del disco ha una sua precisa identità, ed è stimolante il contrasto tra le diverse atmosfere che vanno a comporre l’insieme. A proposito di Bill Evans, tra i temi di In the mood spicca quello di Welcome Mike che sembra una sorta di emanazione di uno dei suoi cavalli di battaglia, Waltz for Debbie… “Giuro che non ci avevo pensato, a conferma del fatto che queste reminiscenze vengono dal cuore e non dal pensiero razionale. È vero, anche se ritmo ed armonia sono differenti, l’incipit della melodia è in qualche modo “rubato” a Bill Evans. Questa sera, a partire dalle 19.00, presenterai il disco al Principe Leopoldo di Lugano… “È stata una scelta dettata dalle circostanze. Ci tenevo a presentare per la prima volta il nuovo repertorio al pubblico ticinese, prima di partire per una breve tournée svizzera nell’ambito di “Suisse digonales jazz” che ci porterà ad Aarau, Basilea e Ginevra. Non nascondo, poi, di essere affezionato alla sala di quell’albergo, e non solo perché ci lavoro regolarmente come pianista: per esempio ho inciso un Live at the Principe Leopoldo, e in generale apprezzo l’entusiasmo della direzione che ha sempre cercato di favorire la diffusione della musica jazz. Sergio Albertoni

Jazz Time 10.01.03 

 

 

Giulio Granati Quartet

Bei Glenn Miller meinte "In The Mood" noch lüpfige Tanzmusik. Giulio Granatimeint eher Ellingtons "S... more

Bei Glenn Miller meinte "In The Mood" noch lüpfige Tanzmusik. Giulio Granatimeint eher Ellingtons "Sentimental Mood". Seine Musik ist schattig, gedämpft, lyrisch. Er interessiert sich für Melodien und klangfarben. Seine Stücke kommen still daher. Seine Compagnons sind der amerikanische Saxophonist Michael Rosen, am Bass der Italiener Stefano Dall'Ora, am drums der Schweizer Silvano Borzacchiello.

Ticinonline 26.11.02

 

 

Il Trio è diventato un Quartetto

Giulio Granati con la sua nuova formazione all'Osteria Unione di Riva San Vitale

Penultimo appuntamento con matinées del Jazz Club Mendrisio, domenica all'Osteria Unione di Riva San Vitale: sul palco la nuova formazione di Giulio Granati, pianista ticinese dalla lunga militanza sulle scene jazz del cantone. Granati, ospite usuale del Jazz Club Mendrisio, si è presentato al pubblico con una nuovo gruppo in cui lo affiancano Michael Rosen al sassofono, Stefano dall'Ora al contrabbasso ed il fido Silvano Borzacchiello alla batteria. Il pianista ha offerto una scelta di brani composti per il suo nuovo ensemble e che saranno pubblicati all'inizio del 2003 da Altrisuoni nell'album "In the Mood". Inutile dire che il cambiamento di formazione ha portato ad una trasformazione nella musica di Granati: la presenza del sax corposo e denso di Rosen ha aggiunto una voce di indubbio spessore alle trame melodiche, che erano in passato affidate alla sola voce del pianoforte. Granati ha trovato un interlocutore solido ed affidabile: il sound generale, liberandosi dalla forma classica del trio piano-basso-batteria, si è fatto forse meno intimista e lirico per diventare più sanguigno e corposo. Il contributo di Dall'Ora in questo senso pare determinate: solido e rotondo, il suono del suo strumento ha portato un nuovo calore alla musica di Granati. Lo stesso Borzacchiello, inoltre, è apparso molto rilassato e ricettivo, ed ha offerto un'ottima ed intelligente interpretazione: fa piacere vedere i giovani musicisti ticinesi acquisire sempre maggiore eloquenza e capacità nel corso del tempo. Il programma del concerto è stato costruito attorno ad una serie di composizioni del leader: alcune recentissime come "Welcome Mike" (dedicate al nuovo parner) o "Last Minute", altre appartenenti da tempo al repertorio del pianista, come "Trio numero 3", eseguita in apertura di concerto, o "Vento del deserto". Particolarmente interessanti i brani più ritmati e coinvolgenti, come "Dark Blues" ed il piacevolissimo "Is your damn thing", dalla scansione ritmica piuttosto funky, firmato da dall'Ora. Quale bis Granati ha riproposto "Fluting", una composizione scritta per la sua gloriosa formazione dei "Muzaik" e dedicato all'amico e flautista Christian Gilardi: Rosen al sax soprano si è destreggiato altrettanto abilmente per interpretarne la sinuosa e complessa melodia. Il prossimo appuntamento a Riva per l'ultimo concerto della stagione 2002, è fissato per il 22 dicembre. Ospite: l'orchestra dixieland "Milano jazz gang". Alessandro Zanoli

Cadence 03.10.02

 

 

Somethinglikea Trio with Tino Tracanna:Something more

Is a more straight-ahead affair, the encounter of Somethinglikea Trio with soprano saxophonist Tino ... more

Is a more straight-ahead affair, the encounter of Somethinglikea Trio with soprano saxophonist Tino Tracanna. The trio of pianist Alessandro Bianchi, bassist Santino Carcano, and drummer Silvano Borzacchiello achieves an exquisite balance of relaxation and tension in their interactions, resulting in a music that stimulates as it simmers. Carcano's "Missis PC", a cousin of Trane's "Mr. P.C.", kicks things off with a seven minute excursion that introduces the group with solos by a passionate Tracanna, soulful Bianchi and the jaunty and tasteful Carcano, plus an inventive Borzacchiello underneath it all. All three members of the trio contibute material, with an old standard ("For Heaven's Sake") and interpretations of three jazz classics rounding out the bill. Eddie Harris' classic "Freedom Jazz Dance" is given an atypically angular arrangement, relaxed and snaky, with the piano sneaking up on the melody and giving it a real bluesy tinge. Bianchi's ballad "Once there was time" inspires a fine solo by Tracanna, who emphasizes the plaintive quality of the writing without ever becoming shrill or nasal. A young drummer could learn a lot from listening to Borzacchiello closely throughout this disc; his dynamism and flow of ideas is exceptional. He never grandstands or calls much attention to himself, but his playing is critical to the success of this one. The CD goes out in fine style with a pair of Monk tunes played by the trio, a brisk rendition of "In Walked Bud" and a mellow stroll with "Ruby, My Dear". All in all, another keeper from the fertile Italian Jazz scene. Stuart Kremsky

Jazz Notes 08.04.02

 

 

Giulio Granati Trio: My first pair of glass

Le piano de Giulio, accompagné de Riccardo Fioravanti (cb), Silvano Borzacchiello (dr) est des plus ... more

Le piano de Giulio, accompagné de Riccardo Fioravanti (cb), Silvano Borzacchiello (dr) est des plus aériens dans les différentes compositions du pianiste. Une belle musique où le rêve s'installe et qui vous permet de vous évader dans un monde plein de saveurs, à la fois émouvant, reposant, poétique et enlevé "Just Awake". Nous avons là un garçons au talent certain dont le charme fait merveille. Les deux partenaires sont sans cesse en éveil pour lui donner l'ampleur nécessaire et d'une façon des plus courtoises et attentives. Une musique où l'âme et le coeur sont au rendez-vous. Une belle magie.

BlackinRadio 12.03.02

 

 

BlackinRadio e Altrisuoni

Blackinradio trasmette da parecchio tempo le produzioni discografiche dell’etichetta svizzera AltriS... more

Blackinradio trasmette da parecchio tempo le produzioni discografiche dell’etichetta svizzera AltriSuoni che ha di recente portato il suo catalogo a 105 album. Nonostante la vicinanza all’Italia e la qualità delle sue produzioni, il bacino di vendite privilegiato per AltriSuoni resta la Francia, con artisti molto apprezzati come il sassofonista Maurice Magnoni, il suonatore di corno Claudio Pontiggia ed il vibrafonista Frank Tortiller (membro della Vienna Art Orchestra). Christian Gilardi (flautista e compositore) è un po’ l’anima della label elvetica e ci ha anticipato le prossime iniziative ed uscite. Alla fine di novembre verrà pubblicato “Sometimelikea Trio”, un album del sassofonista Tino Tracanna (con Alessandro Bianchi, piano; Santino Carcano, contrabbasso; Silvano Borzacchiello, batteria); il Cd rafforza il legame artistico tra aree jazzistiche confinanti e vede Tracanna – che è un dotato compositore oltrechè solista, collaboratore di Franco D’Andrea e Paolo Fresu – in veste di leader. A gennaio AltriSuoni sarà presente al Midem a Cannes, la più importante delle manifestazioni discografiche continentali: in questa cornice il 24 gennaio suoneranno il sassofonista tenore Martin Bürgi ed il vibrafonista americano Dave Samuels, presentando al pubblico il Cd appena inciso per l’etichetta elvetica. Sempre a Cannes verrà messo in vetrina un album antologico intitolato “Cento” – si tratta del centesimo disco di AltriSuoni – insieme al nuovo catalogo dell’etichetta. Altre tre uscite sono previste tra la fine del 2001 e l’inizio del 2002. “Deux” è una preziosa serie di duetti tra la tuba e gli strumenti a fiato di Michel Godard e le percussioni policrome di Pierre Favre, uno dei più apprezzati jazzisti svizzeri; oltre a composizioni originali l’inedito duetto esegue anche un brano di Billy Strayhorn. Entrerà presto in distribuzione un disco del pianista e arrangiatore francese Bertrand Lajudie, un musicista che ha giocato un ruolo importante nell’ambito del varietà e della chanson senza trascurare le sue qualità jazzistiche; Lajude si propone con un tentetto di cui fa parte il percussionista Mino Cinelu. Un’assoluta novità per AltriSuoni è la riedizione di un disco di Chet Baker, opportunamente rimasterizzato in digitale: si tratta di un album in studio – “Silent Nights” - inciso nel gennaio 1986 con Christopher Mason al sax alto, Mike Pellera al piano, Jim Singleton al contrabbasso e Johnny Vidakovich alla batteria. Finora AltriSuoni ha prodotto solo jazz contemporaneo e l’album di Baker è l’inizio di una collaborazione con Philippe Zunbrun, fotografo svizzero che ha lavorato a Parigi negli anni Cinquanta, grande appassionato di musica afroamericana, anch’egli produttore discografico. La collana è un omaggio al suo operato e al suo magistero fotografico, apprezzabile attraverso i booklet. “Silent Nights” è una produzione per il mercato svizzero ma è anche acquistabile in Internet. AltriSuoni, oltre alla produzione di album, rinnova il suo festival “A qualcuno piace jazz” che si terrà a Balerna il 20-21, 26-27 aprile 2002. Nel corso della manifestazione suoneranno svariati artisti presenti nel suo catalogo, a testimonianza di una non comune vivacità artistica. Luigi Onori

All About Jazz 15.01.02

 

 

Giulio Granati Trio: My First Pair Of Glasses

Fermatevi qui, restate ad ascoltare un disco che vi farà commuovere, tanta è la poesia musicale. Giu... more

Fermatevi qui, restate ad ascoltare un disco che vi farà commuovere, tanta è la poesia musicale. Giulio Granati al pianoforte, con il suo trio, vi regala una preziosa gemma d'arte, 50 minuti di infinità, perché la concezione del tempo si perde quando si trascorrono momenti fantastici. Si parla tanto dell'immenso Brad Mehldau, il pianista americano che ha riportato il trio di pianoforte agli splendori di una volta, intitolando i suoi lavori (non immotivatamente) The Art Of Trio: è senza ombra di dubbio un musicista eccezionale, forse l'unico giovane grande talento nel jazz dei pianisti d'oggi, tuttavia qualche dubbio nascerà, una volta ascoltato My First Pair Of Glasses. Non ci si trova, infatti, di fronte a qualcosa di ordinario e usuale. Potrete infatti avere dimostrazione perfetta di un concetto musicale ricorrente, ma che raramente trova riscontro nella realtà: l'interplay, quella magica sensazione per cui il dialogo fra i musicisti è così reale, così vero, che il tutto diventa un voce sola ("a three-person voice - one voice" questa la definizione di Paul Motian, ai tempi del Trio con Bill Evans). Viene ripreso, dunque, un concetto su cui pianisti come Evans, appunto, avevano basato la propria esistenza: le Village Vanguard Sessions, con Evans - La Faro - Motian (che ogni amante del jazz dovrebbe possedere) sono il manifesto di questo pensiero, in cui molte forme e strutture si lasciano sottintendere per dare maggior spazio all'interazione fra i singoli. Non è Granati a guidare i suoi compagni, infatti, ma tutti e tre si muovono armoniosamente verso la stessa direzione, così il contrabbasso di Riccardo Fioravanti e la batteria di Silvano Borzachiello non sono lo sfondo di "qualcosa", ma sono quel "qualcosa" stesso. In tutti gli otto brani questo delicato equilibrio viene sempre mantenuto: Fioravanti cerca di evitare il più possibile di "andare in 4/4", di scandire ogni beat con la tecnica del walking bass, favorendo uno stile più contrappuntistico e lirico, ed anche Borzacchiello riesce, nei limiti imposti dallo strumento, ad assumere toni melodici e coloristici lasciando, spesso, soltanto trasparire il ritmo. Sono spudoratamente chiare (ma non è affatto un male!) le citazioni al mondo evansiano: le suggestioni per il tardo ottocento degli impressionisti francesi Debussy e Ravel, particolarmente udibili nell'introduzione di "Dream 9", il ruolo del contrabbasso, come in "Vento del deserto" dove espone il tema, l'affezione ad alcuni stilemi di Evans, ad esempio gli eleganti block chords (quando gli accordi seguono l'andamento ritmico della melodia) in "Just Awake", oppure i fraseggi per terze. Oltre a tutto questo, vi è un'apprezzabile preferenza per improvvisazioni cantabili e non ansiose, una caratteristica purtroppo rara in molti jazzisti moderni, per i quali improvvisare significa, a volte, dare una dimostrazione di velocità e conoscenza di tutte le scale possibili ed immaginabili. Questo non serve e non fa bene al jazz. My First Pair Of Glasses rappresenta perfettamente l'ottimo lavoro e il grande talento di Giulio Granati e dei suoi bravissimi compagni Fioravanti e Borzachiello, a cui auguriamo tutta la fortuna che si meritano in attesa di un secondo paio d'occhiali... Valutazione * * * * * Luigi Sidero

RTSI-RETE 2  14.01.02

 

 

Giulio Granati Trio: My first pair of glasses

Giulio Granati, pianoforte Riccardo Fioravanti, contrabbasso Silvano Borzacchiello, batteria Casa... more

Giulio Granati, pianoforte Riccardo Fioravanti, contrabbasso Silvano Borzacchiello, batteria Casa discografica: ALTRISUONI I brani: 1. Dream 7 (Giulio Granati) 5'25 2. Dream 8 (Giulio Granati) 6'41 3. Dream 9 (Giulio Granati) 4'05 4. Vento del Deserto (Giulio Granati) 11'47 5. Dony (Giulio Granati) 5'28 6. Just Awake (Giulio Granati) 6'07 7. Tune for Unlucky People (Giulio Granati) 5'07 8. Solitude (Giulio Granati) 5'09 «Quasi sempre, almeno quando risponde a un'accorata, interiore urgenza d'espressione, l'istinto creativo riflette situazioni, esperienze, tappe fondamentali della vita che fanno crescere, mutare, adattare ed affinare la sensibilità dell'artista. In un lento e imprevedibile processo di elaborazione, l'intreccio delle idee che rendono concreti i sogni musicali si avviluppa inestricabilmente al cammino esistenziale e così, d'incanto, prendono corpo oggetti preziosi che hanno il potere di trasmettere ed amplificare le sensazioni di chi ne viene a contatto. Il disco che avete tra le mani è uno degli innumerevoli risultati di questo meccanismo inafferrabile e il suo titolo, in questo senso, è assai significativo. Il primo paio di occhiali di Giulio, quindi, diviene il simbolo di una stagione che comincia e coincide con l'improvvisa libertà di rileggere la propria poetica, il personale approccio alla musica. Sogni sonori sospinti dal Vento del deserto che soffia tra le note di ogni brano, un tema che viene da lontano nel tempo e nello spazio, uscito da una selva di rielaborazioni che l'hanno trasformato e reso autentico, sentito, in perfetta simbiosi con la naturale evoluzione del suo creatore. In quel tema che leggero emerge da una brezza di colori ritmici sta l'essenza dell'intero lavoro, pronto ad aprire sinuose prospettive d'ascolto a chi, come voi, sa riconoscere la musica del cuore.» Sergio Albertoni

Contacts and Information:
Silvano Borzacchiello
Via Sottobisio 3/a, CH-6828 Balerna (Switzerl.)
Phone 0041-91-682 98 13 / 0041-79 487 37 65
email: silvanoborz@bluewin.ch
web: http://www.silvanoborzacchiello.com
 



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Last Modified Date: 21/11/2006



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