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Ari Hoenig and Punk Bop
Venerdì 25 Novembre 2011 Teatro "Lauro Rossi" Macerata
di Viviana Falcioni
foto di Andrea Feliziani

Will Vinson - sax
Jonathan Kreisberg - chitarra
Gabriele Pesaresi - contrabbasso
Ari Hoenig - batteria

Ari Hoenig è di nuovo nelle Marche e questa volta con il progetto Punk Bop! Nel foyer del teatro tra i giovani fan del batterista di Philadelphia c'è grande fermento e un'atmosfera frizzante. In questa tappa del tour sul palco del Lauro Rossi c'è il contrabbassista Gabriele Pesaresi in sostituzione di Danton Boller rimasto a terra per problemi con il passaporto.
Ci soffermiamo a guardare le luci sul palcoscenico: irraggiano di una "luminosità" un po' inconsueta per un concerto jazz, avranno un bel da fare i fotografi presenti alle prese con le "cromie calde".
Alla vista di cotanti fari roteanti giallo-verde-blu che ricordano tanto Saturday Night Fever, c'è chi sbircia qua e la tra il pubblico, desideroso di incontrare visi conosciuti e la certezza di non esser capitati nel posto sbagliato: ma con l'inizio del concerto i dubbiosi vengono rassicurati.

La musica di Ari Hoenig e Punk Bop si muove liberamente fuori da schemi e concetti, il jazz diventa un pretesto per improvvisare, il criterio per dialogare con gli altri strumenti è, citando le parole del giovane batterista, "la libertà in funzione della spontaneità".

Il suono un po' underground, intriso di Rock e Progressive con la chitarra di Jonathan Kreisberg, dà impulso al lavoro percussivo di Ari Hoenig che esalta il pubblico con cambi precisi da piatto a rullante e spostamenti all'interno di frasi musicali, e ancora cambi di tempo e accelerazioni repentine.
Il giovane chitarrista possiede grande ricchezza armonica ed una tecnica formidabile. Sono sue, spesso, le introduzioni ai brani, Johnatan ha una tale padronanza dello strumento da permettergli di passare dal jazz tradizionale alla Fusion sorvolando il manico della sua chitarra e fraseggiando alla Hendrix con grande naturalezza.
Nelle atmosfere ovattate Will Vinson si lancia in lunghe improvvisazioni con sonori acuti e scale graffianti inoltre si inserisce egregiamente il suono rotondo e le note precise e immediate del contrabbasso di Gabriele Pesaresi che trovo estremamente a suo agio nel contesto musicale. "Solo poche ore di prove prima del concerto…." spiega il contrabbassista a fine concerto, forse non sono molte per immergersi appieno nella musica del Punk Bop anche se, è l'imprevedibilità a far da padrona in questo progetto, nelle tante improvvisazioni e nel continuo gioco di scambi e ammiccamenti.

Tra i brani proposti c'è "Green Spleen" che ha scatenato la gioia dei giovani sostenitori del batterista presenti al concerto. Nota divertente: in una pausa tra un brano e l'atro, un grido nel silenzio assoluto scandisce un sonoro "BRAVO" ! Il ricordo alla scena del mitico Nerone-Petrolini è d'obbligo, il giovanotto nel fare l'urlo d'approvazione sui riff, era decisamente in ritardo. Torniamo alla musica, tra standard e brani originali spicca la coltraniana "Moment's Notice" in un originale arrangiamento. Di seguito una lunga introduzione del drummer che, maneggiando di chiavi, "afferra" le note lavorando di "gomito", facendolo cioè strisciare sulla pelle del rullante: anche se visto più volte dai tanti batteristi, tali evoluzioni divertono comunque. Il solo pirotecnico di Ari Hoenig confluisce nella splendida "Work Song", blues in 16 battute che è diventato uno tra gli standard più suonati, naturalmente a firma di Nat Adderley.

Con momenti corali e note all'unisono i giovani musicisti si tuffano in un gioco di cambi di tempo e un groove incessante, facendoci muovere a ritmo nelle comode poltrone del teatro.
Si può constatare apertamente che tutti possiedono grande tecnica e improvvisazione, questo non è sufficiente per avere sempre una continua attenzione da parte del pubblico. E quando le situazioni tendono a ripetersi si perde la concentrazione: troppi soli e talvolta troppo lunghi fanno perdere di vista la progettualità dell'intento.

Una frase viene alla mente. Diceva Lucky Thompson "Si può suonare moderno senza suonare Bop..." ma questo succedeva tempo fa.






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Data pubblicazione: 18/03/2012

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