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Time in Jazz
digit@l trance
Rea e Petrella: gli Italiani di Berchidda
11/15 agosto, Berchidda (OT)
di Antonio Terzo

Si svolge il 15 agosto, davanti ad una distesa di persone accovacciate sull'erba, il piano solo di Danilo Rea a "l'Agnata", la casa di Fabrizio De Andrè. Ad accogliere con un caloroso benvenuto il numeroso pubblico, una Dori Grezzi tanto sorpresa quanto commossa, che anche in questa occasione ha toccato con mano l'amore che lega molti amanti della musica – seppur di differente estrazione – al suo e un po' anche nostro, caro Fabrizio.

L'interpretazione jazz di capolavori di De Andrè, pietre miliari della canzone d'autore italiana, mette in rilievo la sensibilità musicale di Rea, che, come in Via del campo, brano d'apertura, applica il linguaggio jazz ai vari temi senza tuttavia stravolgerne lo spirito, anzi permettendo a chiunque abbia familiarità con il testo di canticchiarne in mente le parole, fra accordi dissonanti e basso marciante. E l'intensità espressiva del pianista si sposa perfettamente con la musica del cantautore genovese, anche quando ne esegue una delle –apparentemente– più ingenue composizioni, Girotondo, con inizio marziale a rendere il senso "antimilitaristico" del pensiero deandreiano, per poi improvvisarvi sopra vortici di scale. Ma a parte ciò che avviene sul prato – il silenzio raccolto quasi mistico nel ricordo di De Andrè, gli accorati applausi alla fine di ogni esecuzione – è piuttosto ciò che la suggestione del luogo e della musica, di quella musica, provoca all'interno di ciascuno, rivelando volti compenetrati ed occhi socchiusi, a covare dentro il momento di particolare intensità emotiva. E non stemperano la forza evocativa dell'evento neppure i brani più leggeri come Don Raffae', rimasta fino all'ultimo velata fra le mulinanti variazioni del pianista. Molte "canzoni" sono fra loro concatenate, Rea non smette di saldare proprie invenzioni alle griglie armoniche, gli assolo agli accordi, e l'estetica del suo pianismo si avvolge alla semplice ed immediata poetica del compositore ligure. Su Crueza de Ma il jazzista fa girare il basso, al particolare tempo composto dell'originale, e giunta ormai la fine del concerto, dopo il lungo battimani, bis con Canzone di Marinella, che ospita Paolo Fresu e la sua sordina, asciuttissima da riverbero, con Rea che mantiene il basso in sospensione, ovviando alle originarie modulazioni di tonalità. Frangente improvvisativo del trombettista sardo, condotto adesso al flicorno, con profonde e coinvolgenti geometrie, mentre l'assolo pianistico di Rea è invece contornato dalla respirazione continua del fiatista. E per finire Bocca di rosa, swingata dal tratto spigliato di Rea, ottimo supporto, adesso, alle parabole di Fresu, ma grande protagonista di un indimenticabile concerto.

Senza nulla togliere al collega jazzista e ad altri artisti pure di riguardo, quale gladiatore di quest'estate jazz-festivaliera possiamo additare Gianluca Petrella, giovane trombonista che ad appena trent'anni ha già collaborato con importanti artisti nazionali ed internazionali e ha licenziato, il 23 settembre scorso, Indigo 4, l'album pianoless per la BlueNote presentato sia a "Umbria Jazz '05" a luglio, in anteprima, che al "Time in jazz" di Berchidda, la sera del 15 agosto.
I
n entrambi i casi il concerto di presentazione del disco è pressoché lo stesso, più nutrito di brani il primo, ma più rilassato il secondo. Cominciano i borbottíi free del trombonista e del suo fido ancista Francesco Bearzatti, sul pedale trapuntato dall'elegante contrabbasso di Paolino Dalla Porta e ritmo libero per la spingente batteria di Fabio Accardi, che solo in un secondo momento assume la connotazione di un tempo dispari, di cui l'assolo di Bearzatti stravolge il tema, inerpicandosi su scale per tutta l'estensione del suo sax. Il tenore si fa funky sul battito dritto portato da Accardi per Lazy Moon – successo dei discotecari Groove Armada –,
incedere non singhiozzante, con Petrella che prima si affida alla sordina per bordare di dorate cromature l'interpretazione solistica del sassofonista, e successivamente detona appieno la propria voce, suonando con energia tale da rendere ogni nota scolpita nell'aria. Intro drum&bass su cui Dalla Porta sprigiona tutta la flessibilità di navigato ed eclettico contrabbassista, sempre in grado di dare il meglio proprio fuori d'ogni struttura preconfezionata. Acute giustapposizioni fra i fiati, Bearzatti adesso al clarinetto, netti i "vocalizzi" di Petrella, sfilato il suo slide, ricche le frasi come pure il suo repertorio "effettistico", fra sordina, wha-wha, harmonizer e versi dentro l'imboccatura: e mentre il contrabbasso varia continuamente di velocità, e si distende a rimarcare toniche e scampoli di griglia armonica, il giovane barese fa risuonare la rotondità del proprio trombone, ruggente, grintoso, fondendosi sull'obbligato in un tutt'uno con il tenore. Il tempo raddoppia per il solo di Bearzatti, a sfruttare i canali modali della composizione del trombonista che ne sottolinea gli spezzoni motivici, per trascinare il tenorista in un felice unisono, denotando una meravigliosa intesa.

Solo a Perugia il trombonista regala un numero singolare, che non manca di lasciare sbigottiti i puristi fra il pubblico. Prolusione del contrabbasso con punteggiatura quasi classicistica di grande presa, quindi compare sul palco Petrella con la sola coulisse del trombone, mutilo della campana, al posto della quale il nostro utilizza a mo' di cassa armonica un comunissimo bicchiere di plastica: e mentre sul fruscio sabbioso di Accardi, Dalla Porta dà conto dell'armonia, il giovane leader infiocchetta la linea di quel basso con una sorprendente Body & Soul. Eppure la sua "trovata" scatena un'indicibile tensione, stemperata da Bearzatti che al suo turno si appoggia alla melodia. Ma dopo la chiusura, il musicista pugliese osa ancor di più: effetti su trombone e contrabbasso per un nuovo brano dal timbro cavernoso e metallico, nel quale provocatorio risulta l'uso della radiolina a captare eteree frequenze da piegare all'estemporaneità della musica. Omaggio a Duke Ellington con Mood Indigo, scarificata fino a ridurre il ritornello ad una nota staccata per battuta, sincronizzata per tutto il quartetto, e senza preavvisi: il capolavoro ellingtoniano, nonostante l'arrangiamento minimalista, si riesce a seguire perfettamente. L'inciso è affidato al sibilante clarinetto di Bearzatti, che dopo il contrappunto solitario di Dalla Porta, divide con il leader le note del tema in un'alternanza sospinta dall'affidabile walking bass. Seguono i chorus in assolo, vorticoso quello del clarinettista, seghettato quello del trombonista, controllatissimo fino allo sciame di coda, in cui invece sfoga il suo approccio fisico allo strumento. È la volta di Accardi, sommessa la partenza, il suo spazio poco a poco si ispessisce, inglobando dentro la scansione dei 4/4 minuziose scomposizioni e tante coloriture dinamiche. Al Morlacchi di Perugia, il quartetto invece si congeda con una ritmata Calypso minor, ancorata agli impulsi di Accardi e al martellante contrabbasso di Dalla Porta, struttura portante su cui i due solisti sviluppano ciascuno la propria personalità jazzistica, aggressivo il leader, strepitoso il sassofonista.

A confermare che al vulcanico jazzista le idee non difettano, sono parimenti le altre sue due esibizioni "berchiddesi", entrambe in duo: con il contrabbassista Furio Di Castri (insieme al quale il simpatico trombonista ha all'attivo un album, Under Construction), a Nughedu San Nicolò il 14 agosto, nella chiesa di Sant'Antonio; e lo "Special Mountain Project" del collega Steve Bernstein, nella fiabesca foresta demaniale del monte Limbara, a Semida, il 15 agosto.

Il pubblico è stipato nella piccola chiesetta di Sant'Antonio, ma il brusio scema all'istante non appena Petrella fa partire la rumoristica del proprio strumento, "implementato" dai marchingegni elettronici e svariate "protesi" di cui il trombone si avvale – sordine, coppe, plunger e quant'altro –, e soprattutto dai caratteristici glissati della coulisse: dopo l'obbligato in connubio con Di Castri, Petrella torna ad arricciarsi sulla quinta dominante, quasi a prendere la rincorsa per imbastire i propri voli sul walking dell'amico, liquidi e boppeggianti. Quindi una insistente figurazione ritmica apre all'assolo del contrabbassista, cantabile e ritmato, mentre per la conclusione il barese sdoppia il suono del trombone con mugugni interni. Raccolta l'approvazione per questo primo pezzo, è adesso Di Castri a farsi percussivo e ad "incidere" un sample che andrà a costituire scheletrato per il successivo: il risultato è quasi ipnotico, specie quando il contrabbassista suona tamburellando sulla fascia dello strumento ed il trombone passa da sonori barriti a traccianti frasi ben congegnate ed articolate, con ottimo controllo delle coloriture dinamiche. Ancora Di Castri campiona un tiro d'archetto, grave ed intenso, per sovrapporvi una suggestiva introduzione che gli consente di girare su armonie rarefatte e struggenti, ricostruibili unendo gli apici dei suoi precisi arpeggi. È il turno di Petrella, che aggiunge lirismo a lirismo con toni malinconici e sinceri che divengono striduli e più marcati all'ottava superiore. Più pungente il brano successivo, scattante il fraseggio dei due jazzisti: è il contrabbasso ad imprimere il pulse, ora rallentando – e permettendo a Petrella di divenire addirittura sensuale in un blues su cui le cadenze in settima si sprecano –, poi esaltando sia lo svolgimento che il piglio ironico, assecondato dal wha-wha che Petrella usa per controllare le aperture del suo periodare, fino all'ultimo giro, a firmare la splendida intesa fra i due. Petrella propone qui il suo numero del trombone smontato con bicchiere di plastica al posto della campana, ma a differenza di Perugia, questa volta è assecondato anche dal contrabbasso, vibrato da Di Castri con un fuscello: ciarliero il trombone – o quello che ne rimane – che viene rimontato in "corso d'opera" per C'mon baby light my fire dei Doors. Segue una sorta di sfida a tinte caraibiche fra i due jazzisti, con accenni a Brazil: sciame di poderose e strombazzate note introduttive, e i due danno vita a svaganti e svagati siparietti che evitano che il gradevole spettacolo, condotto da due soli protagonisti, possa diventare anche soltanto a tratti monotono: si rincorrono per il palco, proseguendo a suonare, fino a guadagnare a turno l'uscita e rientrare, sempre suonando. L'ultima parte del concerto si svolge così all'esterno, su un prato scosceso ricoperto da tutta la gente riversatasi fuori: ed ancora sulla scia di Brazil – prima lentissima, poi via via più accelerata, quindi vestita di rumba, di bossa, di samba – sibila il trombone, corroborato in un crescendo dall'insostituibile contrabbasso che tesse adesso trame ispaniche, snaturando l'originaria versione festosa e carnevalesca.

Sulla stessa falsariga d'ironia e versatilità virtuosistica il concerto al boschetto del monte Limbara, che vede l'ingresso di un Petrella "georgico", con tanto di erbetta a coibentare gli interstizi fra la campana e la sordina, sulle scivolanti note di Bernstein: ancora trovate r/umoristiche di Petrella che fa vibrare uno stelo, contrappuntando il disegno della tromba, mentre l'atmosfera si arricchisce di misteriosi armonici orientaleggianti ad opera del gong di Kenny Wollesen per procedere sulla stessa linea con mazze lievi ed ovattate che accompagnano gli intrecci bluesy del collega newyorkese. Di seguito una lenta marcia in stile neworleansiano che Petrella rifinisce con accenti sul registro basso, di cui Bernstein si serve come sostegno per il refrain di 8 e ½ di Rota, in un avvicendarsi e rincorrersi, fra i due, di grande presa ed avvincente estemporaneità. È la tromba di Bernstein ad aprire il pezzo successivo, un cicaleccio trascinante di note sottolineato dal fitto drumming sui piatti di Wollensen, dove il frangente arabesco mette in luce la genialità di Petrella anche come accompagnatore e rifinitore di armonie. Parti invertite, adesso, con Petrella che improvvisa su Black cat funk, scortato dal controcanto del compagno fiatista: il vento e le vibrazioni sonore repentinamente stoppate da Wollensen si confondono, Petrella si lascia andare a corali nenie pseudo-tibetane e – colpo di scena! – ad un cenno del batterista, il pubblico tira fuori delle ronzanti "raganelle", cui si aggiungono specialissimi effetti di bolle di sapone… surreale. Si succedono altri brani, che incontrano tutti il favore del pubblico, ben ripagato della notevole scarpinata – parte in auto e parte a piedi – che ha dovuto affrontare per raggiungere l'amena location, e gli applausi sono convinti e fragorosi, degni del bis di chiusura: una articolata Yardbird Suite, che gioca sulla velocità esecutiva e che conclude il concerto con quel tocco di jazz al cui mondo entrambi i polimorfici strumentisti si ascrivono.






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Aria sublime al XXIII° Time in Jazz, Ornette Coleman Quartet inaugura le notti stellari in Piazza del Popolo: "Tappa nell'isola nella road map italiana dell'Ornette Coleman Quartet. L'ottuagenario padre del free jazz mondiale ha illuminato con la sua band, la ventitreesima edizione del Time in Jazz di Berchidda, quest'anno dedicato al tema dell'Aria." (Luigi Coppola)

22/08/2010

Gezmataz 2010: Al "concerto sovente imbarazzante e per omaggiare un pezzo vivente di storia del jazz" dell'Ornette Coleman Quartet in cui "problemi di emissione e di articolazione del fraseggio rendono diversi assoli degli abbozzi incompiuti", si contrappongono "abilità tecnica, personalità spiccata, doti compositive non comuni, musicalità assoluta, rispetto e stima reciproca, voglia di divertirsi e divertire..." della Brass Bang! di Paolo Fresu, Gianluca Petrella, Steven Bernstein e Marcus Rojas. (Andrea Gaggero)

16/08/2010

Igloo (Remo Anzovino)- Antonio Terzo

15/08/2010

Südtirol Jazz Festival Altoadige: "Il festival altoatesino prosegue nella sua tendenza all'ampliamento territoriale e quest'anno, oltre al capoluogo Bolzano, ha portato le note del jazz in rifugi e cantine, nelle banche, a Bressanone, Brunico, Merano e in Val Venosta. Uno dei maggiori pregi di questa mastodontica iniziativa, che coinvolge in dieci intense giornate centinaia di artisti, è quello, importantissimo, di far conoscere in Italia nuovi talenti europei. La posizione di frontiera e il bilinguismo rendono l'Altoadige il luogo ideale per svolgere questo fondamentale servizio..." (Vincenzo Fugaldi)

07/08/2010

Dawn (The Plug) - Alceste Ayroldi

25/07/2010

Beat Spirit (Claudio Cojaniz – Francesco Bearzatti)- Vincenzo Fugaldi

12/06/2010

Young Jazz Festival 10 con al direzione artistica di Gianluca Petrella: "La rassegna fulginate si distingue tra le iniziative italiane per il proposito di coinvolgere esperienze artistiche giovani con un'attenzione a proposte poco o per niente inflazionate, ma senza isolarle dall'esperienza dei maestri. Un punto di forza del jazz è la capacità di innovarsi grazie all'affermarsi di nuovi talenti, che nei casi più felici contribuiscono a perpetuarne la tradizione e ne determinano anche l'evoluzione e l'apertura." (Vincenzo Fugaldi)

06/06/2010

Terza edizione del Reggio Calabria Top Jazz Festival: "...il concerto memorabile è stato quello del quartetto "Tinissima", una delle opere più importanti del jazz europeo degli ultimi anni, e nella dimensione live raggiunge una compiutezza che la già notevole registrazione in studio faceva solo intuire. A supporto della musica, una serie di struggenti fotografie di Tina Modotti proiettate a cura di Antonio Vanni." (Vincenzo Fugaldi)

17/04/2010

Bergamo Jazz 2010: "Tocca sempre a Bergamo il compito di inaugurare la nuova stagione del jazz in Italia, dall'alto di una tradizione di scintillante fattura, impreziosita dalla seconda conduzione artistica di Paolo Fresu, il cui obiettivo quest'anno è stato quello di concentrarsi su alcune delle correnti che attribuiscono al genere nuova linfa." (Vittorio Pio)

10/04/2010

Pan Atlantic (Bobby Previte)- Paolo Incani

01/01/2010

The Modern Sound of Nicola Conte (Nicola Conte)- Alessandro Carabelli

26/12/2009

Musica Dentro (Paolo Fresu)- Marco Buttafuoco

12/12/2009

Coming Tomorrow (Gianluca Petrella Cosmic Band) - Alceste Ayroldi

01/11/2009

Danilo Rea, "La lirica magia del piano solo" a Divino Jazz 2009: "...un concerto dalla forte caratterizzazione lirico-espressiva, densa di tenere immagini e vividi ricordi che, sia negli spunti stride piano, ombreggiature blues, bruschi cambi direzionali mainstream, ha lasciato il segno, incantando il pubblico e gli addetti ai lavori, inondando la "piazzetta" con la musica di uno dei più amati protagonisti della "canzone d'autore" italiana." (Francesco Peluso)

25/10/2009

Giunto alla 29a edizione il Roccella Jazz Festival sotto il titolo "Rumori Mediterranei" propone quest'anno trenta concerti in undici giorni con i più grandi artisti della scena internazionale. Una rassegna itinerante partita da Reggio Calabria e che, toccando diverse località, si è conclusa nella sua città natìa Roccella Jonica con i consueti quattro giorni di musica e appuntamenti collaterali. (Vincenzo Fugaldi)

19/09/2009

XXII Edizione del Festival Internazionale Time in Jazz dedicata all'Acqua: "Forse, mai come stavolta, si è percepito tra i cultori del jazz e delle sue variabili una simbiosi tra musica e luoghi intesi come mondo in cui vivere. Nei giorni del festival, ogni artista, ogni singola nota, ogni messaggio ha ribadito che anche attraverso la musica si può - anzi, si deve - offrire il proprio contributo per tenere in vita nel miglior modo possibile per noi e per coloro che arriveranno, un mondo che oggi appare offeso e trascurato nelle sue risorse essenziali: tra queste l'acqua, nelle sue forme e mutazioni in parallelo con le infinite combinazioni musicali." (Viviana Maxia)

19/09/2009

Intervista a Giovanni Mazzarino: "Tutto ciò che noi definiamo Arte in realtà è già presente in natura. L'artista non inventa nulla; scopre attraverso la sua opera giornaliera di studio (o in maniera fortuita) alcuni dei principi compositivi (questo vale per tutte le espressioni artistiche); la combinazione di tali principi compositivi, fa in modo che possano venir fuori eventi nuovi...l'invenzione "non inventata"." (Fabrizio Ciccarelli)

05/09/2009

Timoka (Walter Beltrami) - Marco Losavio

08/08/2009

Doppio concerto inaugurale per "Luglio suona bene 2009" con l'Ornette Coleman Quartet seguito dall'Enrico Rava Quintet. (Roberto Biasco)

04/08/2009

Da Umbria Jazz 2009: Guinga "Dialetto Carioca" con Gabriele Mirabassi & Lula Galvao; Gianluca Petrella Cosmic Band con Paolo Fresu: cronaca di una rivoluzione Jazz; Chick Corea & Stefano Bollani Duet; Richard Galliano Quartet Feat. Gonzalo Rubalcaba, Richard Bona, Clarence Penn (Enrico Bianchi)

09/06/2009

Nell'ambito di Musicadonna, a Catania, Danilo Rea e Rita Marcotulli musicano live il film "Metropolis" di Fritz Lang: "Musica e immagini nella potenza evocativa del jazz. Quando il cinema muto incontra il jazz nasce una forza evocativa unica: le immagini che si traducono in musica, la musica che racconta le immagini." (Liliana Rosano)

06/04/2009

Big Guns (Previte / Petrella / Salis)

18/01/2009

The Birth (Sandro Fazio), Incipit (Giuseppe Finocchiaro), Geometrie Semplici (Fabrizio Mandolini)

13/12/2008

"Cinema songs", la serata della magica e romantica melanconia. Danilo Rea suona sulle immagini di Schindler's List e il suo sestetto, accompagna Gino Paoli in un percorso di musica del mondo del cinema.

22/11/2008

Eventi in Jazz di Busto Arsizio: "Dopo il successo degli anni scorsi, anche questo autunno a Busto le calde note del jazz hanno acceso la vita culturale cittadina. Dal 18 ottobre gli "Eventi in Jazz", giunti alla VI edizione, hanno portato, come da consuetudine, artisti di grandissimo livello nei principali teatri cittadini quali il Sociale, il Manzoni, il Lux, Fratello Sole, con un cartellone davvero invidiabile." (Alessandro Carabelli)

17/09/2008

Opening (Marco Bardoscia)

25/08/2008

Renato Sellani e Danilo Rea ad Elba Jazz: "...una serata di musica incantevole. Da gustare per il puro piacere di ascoltare belle melodie, trasformate con sapienza ed adagiate su uno swing morbido. Intrattenimento di altissimo livello, fruibile da un pubblico vasto..." (Marco Buttafuoco)

19/08/2008

Reggio Top Jazz Festival 2008: "Il sondaggio fra i critici specializzati che il mensile Musica Jazz dedica da ben cinque lustri al meglio del jazz in circolazione, in questo venticinquesimo anno è stato per la prima volta incentrato esclusivamente sul jazz italiano. Da qui la nascita del Reggio Top Jazz Festival, che nella prima edizione ha schierato buona parte dei vincitori del referendum, durante quattro serate primaverili nella città di Reggio Calabria." (E. Fugaldi - G. Taormina)

13/08/2008

Clusone Jazz Festival: "La ventottesima edizione del festival ha avuto come sempre la sua conclusione con una tre giorni finale ambientata a Clusone e dintorni. Un festival che presta attenzione nei confronti delle nuove tendenze e dei giovani musicisti." (Roberto dell'Ava)

12/08/2008

Suoni Naviganti nel sagrato del quattrocentesco Convento dell'Annunciata: "Il festival ci ha presentato artisti prestigiosi ed un repertorio molto vario, tale da soddisfare il pubblico più vasto..." (Rossella Del Grande)

22/07/2008

Suite For Tina Modotti (Francesco Bearzatti Tinissima Quartet)

29/06/2008

si è concluso il Vittoria Jazz Festival - Music & Cerasuolo Wine: "...una prima edizione ben riuscita, tanto sotto l'aspetto musicale che per il buon seguito di pubblico, giunto anche dalle province limitrofe, il cui successo ha indotto già le realtà organizzatrici, Comune di Vittoria in testa, a dare appuntamento all'anno prossimo per l'edizione numero due..." (Antonio Terzo)

25/02/2008

Le secolari pietre che formano l'ipogeo della masseria "Il Trappeto" di Monopoli, hanno accolto Irio De Paula, uno dei più grandi chitarristi della cultura brasiliana e il Tubolibre Quartet di Gianluca Petrella. (Mariagiovanna Barletta)

04/02/2008

A Sassari l'insostenibile Leggerezza del Jazz. Gianluca Petrella e Antonello Salis incantano la settima edizione To Be in Jazz, dedicata quest'anno al trombone. Teatro Civico gremito e standing ovation la strenna natalizia sassarese. (Luigi Coppola)

25/01/2008

Divino Jazz 2007, Musica, danza, vino ed altro per palati raffinati: "...il Jazz ha ricoperto il ruolo primario con una trasversalità di contenuti ed atmosfere, che hanno sempre mantenuto alta l'attenzione ed il gradimento dell'uditorio. Il programma, infatti, ha presentato un alternarsi di accezioni espressive che sono apparsi più nelle loro significative peculiarità, che negli evidenti contrasti stilistici." (Francesco Peluso)

05/01/2008

Il trio di Danilo Rea e Roberto Gatto, con Joseph Lepore al contrabbasso, al Dizzy's Club Coca-Cola di New York: "...l trio ha presentato alcune arie tratte dalle opere italiane eseguite con arrangiamenti jazz, oltre a classici della musica americana di Bacharach e Lennon, e originali interpretazioni in chiave jazzistica di note canzoni italiane." (Roberta Zlokower)

05/01/2008

I Festival Piemontesi, II Tappa: "I viaggi sono costruiti attraverso ritorni, passaggi e paesaggi e possono diventare con il tempo frequentazioni; le novità sanno stupire presentandosi come eccezioni o consolidate esperienze e il jazz acquista nuovamente lo stimolo per attraversare e ri-attraversare il Piemonte dell'estate 2007." (Alessandro Armando)

05/01/2008

Gino Paoli con il suo Milestones al NotomusicaFestival: "E' stato un incontro di jazz come ce ne sono stati altri tra il grande patrimonio della canzone italiana d'autore e non. Una via percorsa da tempo da parte di alcuni musicisti nostrani che hanno capito che si poteva creare un filone tutto italiano di jazz pescando nella nostra tradizione." (Giuseppe Mavilla)

03/01/2008

Umbria Jazz Winter #15, l'anno del Jazz Made in Italy: "Oltre 60 concerti a pagamento e circa 50 ad ingresso libero, 12 mila le presenze paganti, 165 mila euro gli incassi ai botteghini, 65 mila le presenze complessive, 180 artisti, 80 persone di staff, 25 tecnici, 50 unità di servizio e 210 le persone direttamente impegnate nella organizzazione del festival..." (Marcello Migliosi)

03/11/2007

"E' stato il poeta della tromba, Enrico Rava, ad aprire la stagione invernale del Jazz Club Perugia, in programma fino al prossimo 11 aprile presso l'auditorium dell'Hotel Giò Jazz Area di Perugia." (Marcello Migliosi)

28/10/2007

Sotto la consueta direzione artistica di Paolo Damiani, si è tenuta la XXVII edizione di Roccella Jazz Festival 2007, intitolata "Al tempo che farà": "...un'edizione di "Rumori mediterranei" che certo resterà fra le migliori dell'intera storia del festival" (Enzo Fugaldi)

14/10/2007

Clusone Jazz 2007: "Clusone divenuta famosa grazie anche all'idea di Bennink, Moore e Reijseger, che diversi anni or sono decisero di dare al loro trio il nome di quel luogo magico in cui si era costituito, ma oggi vanta una fama internazionale per meriti propri: per il clima (tra artisti e organizzatori) e per la qualità della musica offerta, tanto, che gli organizzatori hanno deciso di esportare il loro sapere e conoscere altrove..." (Luca Vitali)

23/09/2007

Gianluca Petrella e il jazz spaziale del Bread and Tomatoes Trio: "Atmosfere lunari e un tocco d’Africa nel concerto di Petrella: il trombone sposa felice e contento l’elettronica" (Marco Buttafuoco)

26/08/2007

Multiculturita Summer Jazz 2007, i concerti di Balducci Ensamble, Funk Off, Rava Quintet, Gino Paoli e il quartetto di Pat Metheny e Brad Mehldau, l'intervista a Pat Metheny: "Capurso capitale pugliese del jazz nell'estate 2007. Non si tratta di un messaggio promozionale volto a promuovere un evento, ma un giusto riconoscimento per chi ha consentito a questo paese, sito nell'hinterland barese, di divenire in così pochi anni uno dei punti di riferimento regionali dal punto di vista musicale..." (Alberto Francavilla - Marco Losavio)

19/08/2007

Manu Dibango all'Auditorium RAI di Torino: "Manu Dibango è icona in movimento che ha intriso la sua vita e il suo suono della mondialità che la musica più di qualunque altra arte può avere e insegnare..." (Alessandro Armando)

08/08/2007

The words and the days (Enrico Rava)

28/06/2007

Nuova gallery con le foto di Marco D'Amico.

14/05/2007

Enrico Rava Quintet all'Auditorium di Roma: "La musica che oggi il trombettista propone, lontana dai più banali stereotipi jazzistici, è frutto di un lungo percorso che dall'inizio degli anni settanta si è spinto fino ad oggi sviluppando - secondo una propria coerenza - un linguaggio personale ed indipendente, una visione della musica fortemente caratterizzata." (Marco De Masi)

23/04/2007

Handuful Of Soul (Mario Biondi)

23/04/2007

Kind Of Illusion (Luca Cacucciolo)

09/02/2007

Umbria Jazz Winter: "La quattordicesima edizione di Umbria Jazz Winter è stata contrassegnata dall'incontro tra il jazz e la canzone d'autore: un binomio che molti anni fa negli Stati Uniti ha prodotti quei famosissimi standards su cui i jazzisti di tutto il mondo continuano ancora oggi ad improvvisare. Questo "fenomeno" ha raggiunto ormai da anni anche nel nostro paese, ed ha contribuito a rafforzare un'identità troppo spesso condizionata dagli stereotipi d'oltre oceano." (Marco De Masi)

28/01/2007

Stolen Days (Francesco Bearzatti Sax Pistols)

28/01/2007

Circle (Michelangelo Decorato Trio)

27/12/2006

Gino Paoli Quintet (R.Bonaccorso, D.Rea, R.Gatto, F.Boltro) al Teatro Augusteo di Salerno (Francesco Truono)

21/12/2006

Sacile 2006, Il Volo del Jazz (Luca D'Agostino)

20/11/2006

Ecologic Island (Mauro Ottolini)

08/10/2006

Stefano Bollani a Berchidda in un concerto per Quintetto e Caterina: "Bollani pone la qualità narrativa dei suoi brani al servizio del racconto, ma non sfugge mai alla tentazione di improvvisare qualcosa di astruso ... " (Roberto Botta)

10/09/2006

Gezmataz 2006: Frisell, Weinstein, Tindiglia, Petrella, Matt Renzi, Bearzatti ... dieci giorni di workshop intensi ed entusiasmanti oltre a concerti di pregio che hanno visto anche l'interazione degli allievi ...

01/09/2006

Il Bizart Trio a Bari in Jazz: "Elevati livelli di fluidità e coesione, impianti ritmici che vanno oltre la tradizione, sapientemente disegnati da Aldo Romano che ha mantenuto costantemente il drumming su quote di alta raffinatezza e poesia." (Alceste Ayroldi)

27/08/2006

Radio 3 Sessions (Domino Quartet)

09/08/2006

Chante (Aldo Romano)

05/08/2006

Il Nick La Rocca Jazz Festival 2005 in uno scenario con un'atmosfera semplicemente incantevole, una perfetta organizzazione, una manifestazione che ha offerto sicuramente più luci che ombre. (Francesco Peluso)

04/06/2006

Fado Meridiano (Lillo Quaratino)

03/06/2006

Solo. Live at the Auditorium Parco della Musica (Danilo Rea)

13/05/2006

Indigo4 (Gianluca Petrella)

09/04/2006

L'allieva (Mina)

19/03/2006

So Right (Maria Pia De Vito)

18/03/2006

Nuova gallery a cura di Paolo Madussi

16/03/2006

I Doctor 3 a Villa Celimontana 2005 (Stefano Ramaccia)

26/02/2006

Gallarate Jazz Festival 2005: "...terza edizione di un Festival Jazz che anche quest'anno si è distinto per l'impronta personale che il suo Direttore Artistico, il Maestro ed Amico Max De Aloe, ha saputo conferirgli..." (Patrizio Gianquintieri)

10/12/2005

Night Funk (Tommaso Genovesi Quartet)

06/11/2005

Le foto dell'Enrico Rava Quintet a Jazz in Parco 2005. (Francesco Truono)

29/10/2005

A riconferma della peculiarità del Time in jazz di Berchidda, esclusiva è stata l'iniziativa realizzata sotto il nome di TEE - TrancEuropExpress con la collaborazione delle Ferrovie della Sardegna e Paolo Fresu nelle vesti di capotreno...(Antonio Terzo)

23/10/2005

Time in Jazz a Berchidda: "All'insegna dell'ampio ombrellone tematico di quest'anno, il binomio "digit@ltrance", la rassegna ha espresso tutta la trasversalità delle esperienze musicali che lo stesso Fresu ha maturato nel corso dei suoi ultimi incontri..." (Antonio Terzo)

30/09/2005

Intervista a Francesco Bearzatti: "...io sono rockettaro d'animo. Ho trascorso la mia infanzia nella provincia friulana, dove con i coetanei ascoltavamo Led Zeppelin, i Deep Purple, poi è arrivato il punk, Ramone, Sex Pistols, eccetera..." (Antonio Terzo)

02/09/2005

Circular Thought (Kekko Fornarelli)

22/07/2005

Intervista a Gianluca Petrella: "...il jazz è fatto di diversi rami che partono da un unico tronco: può esserci il ramo della musica improvvisata...il ramo un po' più quadrato...quello ancora più schematico..." (Caterina Finelli)

10/07/2005

Dialogs, mostra di grandi tele di Arturo Carmassi - featuring Francesco Bearzatti, Marco Tamburini e Achille Succi: "...Un viaggio - anzi tre - attraverso le "grandi tele" che il maestro toscano ha realizzato dagli anni '90 ad oggi, nella sua ricerca incessante verso le possibilità espressive del segno e della creazione..." (A. Terzo, F. Albanese)

02/07/2005

Charlap, D'Andrea, Mehldau, Rea, Corea...Il piano jazz in un nuovo spazio di fotografia a cura di Giorgio Alto

01/07/2005

Innovazione e tradizione a Terniinjazz 2005 con i "Sax Pistols" di Francesco Bearzatti "...Un progetto che riesce ad applicare la migliore improvvisazione di matrice jazz ad un repertorio rock moderno..." e il piano di Abdullah Ibrahim: "...Superba, nondimeno, la performance, il cui finale a note sospese merita il sentito applauso dei presenti." (Antonio Terzo)

22/05/2005

Intervista tripla a Danilo Rea, Massimo Manzi ed Enzo Pietropaoli. Abbiamo posto lo stesso schema di domande a tutti e tre gli artisti rilevando molte affinità nell'approccio e nella visione attuale della musica, nei fattori predominanti che hanno influenzato le proprie scelte artistiche... (Marco Losavio)

07/05/2005

Francesco Bearzatti e il suo Bizart Trio insieme a Enrico Rava: "...La musica del quartetto è una musica larga, che respira, fatta anche di pause, di spazi aperti…ma soprattutto è una musica dove trovano posto senza sopraffarsi a vicenda, anzi, arricchendosi reciprocamente in un'autentica contaminazione..." (Vito Mancino)

15/04/2005

Umbria Jazz Winter: "...è il pianoforte a dominare la manifestazione, come può testimoniare anche l'evento jazzistico più significativo del Festival: i Duets di solo piano del 2 gennaio al teatro Mancinelli, con protagonisti Brad Mehldau e Danilo Rea prima e Martial Solal e Stefano Bollani poi..." (Dario Gentili)

03/03/2005

Under Costruction (Furio Di Castri - Gianluca Petrella)

11/12/2004

XVII Festival Internazionale "Time in Jazz" a Berchidda: "...La Follia, questo era il titolo di quest'anno, follia intesa come imprevedibilità del processo creativo che sta alla base di qualsiasi arte, non solo quella musicale." (Fabio Pibiri)

06/12/2004

Hope (Bizart Trio)

17/07/2004

Renato Sellani e Danilo Rea a Cattolica per in duo inedito: "Da quella straordinaria coppia apparentemente seduta a un unico, lunghissimo pianoforte con due tastiere, trasudava qualcosa di grande e il pubblico partecipava sempre più." (Enrico Mariani)

17/10/2003

Lirico (Danilo Rea)

17/10/2003

Intervista ad Danilo Rea. In questa intervista dai toni prima rilassati, poi addirittura confidenziali, il pianista romano parlando del nuovo lavoro ci rivela ancora un po' della sua arte, del suo intenso mood espressivo, del suo approccio "visivo" nei confronti della musica. (G. Taormina)

21/09/2003

A Gezziamoci 2003 di scena il Bizart Trio con la sua 'musica non convenzionale': "Francesco Bearzatti, Emmanuel Bex ed Aldo Romano intraprendono il "loro" viaggio all'interno della "loro" musica, definita da essi stessi poco convenzionale, proprio come il nome dato al trio..." (Dino Plasmati)

12/04/2003

Virus (Francesco Bearzatti Trio)

13/02/2003

Intervista a Roberto Gatto: "Il jazz è una musica che non ti regala niente ... il Jazz è una fede, è un pensiero, è una musica che richiede grande concentrazione, grande preparazione ma soprattutto grande spiritualità ..." (Filippo Maria Cazzolla)

15/10/2001

In anteprima assoluta, X-Ray, il nuovo attesissimo CD di Gianluca Petrella. Ascoltalo e prenotalo subito!





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Data pubblicazione: 20/11/2005

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