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European Jazz Expo. International Talent Showcase
25° Jazz in Sardegna
Cagliari, 15-18 novembre 2007
di Enzo Fugaldi
foto di Agostino Mela

La Gallery di Enzo Saba

Sono impressionanti i numeri dell'expo cagliaritana: 7 sale affollate in 4 giorni da oltre 400 artisti e oltre 20.000 spettatori, in una Città della musica allestita appositamente all'interno della Fiera internazionale della Sardegna. Quest'anno si festeggiavano i 25 anni dell'esistenza di questo celebre evento, nato negli anni '80 all'incirca negli stessi anni in cui in Calabria nasceva "Rumori mediterranei", il Festival di Roccella Jonica orientato, al pari di questo, a stimolare incontri creativi fra le migliori risorse artistiche afroamericane e quelle europee e mediterranee. Una scommessa non semplice, che ha dato spesso esiti di grande rilievo sul piano artistico, e ha contribuito a far maturare negli artisti e negli ascoltatori una nuova sensibilità nei confronti delle contaminazioni fra musiche diverse. Il mensile «Musica Jazz» ha reso omaggio ad entrambi questi festival con appositi inserti, un cd antologico dedicato a Roccella e un filmato in dvd sul festival sardo.








Orientarsi all'interno della pantagruelica offerta musicale cagliaritana è arduo. L'inizio, dopo un premio al maestro di launeddas Luigi Lai, è stato affidato al duo Rava-Bollani, protagonista del recente ottimo cd ECM "The Third Man". Se l'umorismo sfrenato di Bollani riesce a tirar fuori anche l'anima fanciullesca di Rava, non si può non lodare all'infinito la musica che i due realizzano insieme, che dal vivo diventa travolgente, grazie alla sfrenata fantasia dei due che agiscono da anni in perfetta simbiosi, sia nel precedente quintetto che in questo duo. La versione di Estate di Bruno Martino, che apre il cd e ha chiuso il concerto, era come illuminata da una bianca luce lunare, e svelava sfumature inedite del celebre brano italiano divenuto da tempo uno standard del jazz, grazie soprattutto a Michel Petrucciani. I due hanno iniziato con il ¾ di Sun Bay, unito a un mosso e fantasioso Algir Dalbughi (un titolo apparentemente orientale che nasconde nient'altro che la traduzione piemontese di "Il giro del boogie"), seguiti da Felipe del compositore brasiliano Moacir Santos, una divertentissima Cheek to Cheek, da Retrato Em Branco y Preto di Antonio Carlos Jobim, e dalla raviana Bandoleros.

Se sulla carta l'incontro fra Jack DeJohnette, il fido Jerome Harris, John e Ben Surman con l'etnomusicologa e cantante brasiliana Marlui Miranda si presentava molto interessante - tenuto conto della recente riuscitissima esperienza in quintetto del batterista con la cantante sudafricana Sibongile Khumalo -, non è stato di fatto possibile ascoltare l'intero gruppo in azione, a causa di un malore improvviso che ha colpito John Surman e soprattutto DeJohnette. Così sono state utilizzate basi preregistrate per dare spazio ad alcuni assoli di Harris e a interventi di Surman e della Miranda, con esiti intriganti che destano comunque curiosità verso il progetto.

Un momento problematico ma di grande intensità è stato l'incontro assolutamente estemporaneo fra tre consolidati duetti, quello fra il pianoforte di Antonello Salis e il sax alto di Sandro Satta, che partiti da un iniziale Naima hanno passato il testimone ai timbri norvegesi dei sassofoni di Trygve Seim e della fisarmonica di Frode Halti, che a loro volta hanno dato spazio ai sassofoni di Javier Girotto e alla fisarmonica di Luciano Biondini, per poi ripassare il testimone al primo duo, per momenti sempre più azzardati, sino a confluire in un collettivo, festoso e liberatorio St. Thomas. Salis ha dato anima e impresso direzione all'improvvisato sestetto, all'insegna del suo pianismo inimitabile, straripante, pieno di energia, rabbia, calore, tenerezza, tutto ciò che la musica deve contenere per entrare nei cuori, e restarci.

Non sempre gli incontri artisti diversi danno esiti perfettamente compiuti. Quello fra il trio vocale sardo delle Balentes e di Rita Marcotulli, con le chitarre di Bebo Ferra, la mandola di Mauro Palmas e i tamburelli di Carlo Rizzo, fra belle composizioni della pianista e omaggi ad Andrea Parodi, nonostante le ottime e differenziate personalità musicali coinvolte, si presenta ancora piuttosto schematico, e necessita probabilmente di una messa a punto per dare migliori risultati.

Ci si aspettavano grandi cose dal trio del chitarrista Larry Coryell, mitico protagonista della fusion negli anni '70, con il preziosissimo supporto di Mark Egan al basso e Paul Wertico alla batteria. E così è stato, con un Coryell in evidente stato di grazia, che si è alternato sapientemente fra sei corde elettriche e acustiche, fra robuste e trascinanti composizioni originali dei tre tratte dall'ultimo cd "Tricycles", omaggi alla tradizione del jazz, alla musica brasiliana, al blues. Uno dei maggiori pregi di questo trio è di muoversi con la medesima competenza e con esiti eccellenti fra generi diversi, mostrando una perfetta conoscenza di tutto il jazz moderno. Lo hanno mostrato in Trinkle, Tinkle di Monk, brano il cui tema ha una diteggiatura molto ardua da trasporre sulla chitarra, affrontato con grande perizia. Da manuale le versioni alla chitarra acustica di Maña de Carnaval, con un trio raccolto e intimista, e della gerschwiniana Our Love Is Here To Stay per sola chitarra. Il gruppo ha ripreso infine groove con un trascinante blues hendrixiano, cantato da Coryell insieme alla giovane moglie Tracy.

A Enrico Rava si deve da tempo la scoperta e valorizzazione di grandi talenti della nostra scena musicale: pensiamo a Massimo Urbani, a Bollani, e oggi al ventiduenne pianista Giovanni Guidi, già al secondo lavoro come leader, a Cagliari alla testa di un quartetto di giovani ma collaudatissimi musicisti: il sassofonista statunitense Dan Kinzelman, il batterista portoghese Joao Lobo e il contrabbassista italiano Stefano Senni, gruppo che ha già al suo attivo un cd per l'etichetta Cam Jazz, dal titolo "Indian Summer". La notevole personalità esecutiva e compositiva di Guidi ha regalato un concerto di straordinaria intensità, con ottime composizioni come Frankie Bear dedicata a Francesco Bearzatti, la splendida canzone The House Behind This One, ispirata a una poesia di Raymond Carver, la veloce e swingante Second Life, e una riuscitissima versione di Peace Warriors di Ornette Coleman.

Un duo che ha dieci anni e due cd al suo attivo, "Bagatelle" e "Aria", che lavora con esiti felici sulle sfumature, sulla gioia dell'incontro fra suoni acustici, su un interplay fresco e naturale è quello composto dal chitarrista Bebo Ferra, cagliaritano trapiantato a Milano che suonava per la prima volta nella sua città d'origine, e dal contrabbassista Paolino Dalla Porta. Insieme hanno eseguito alcune loro belle composizioni come Bagatella mediterranea, Ninna nanna per Lele, Bagatella n. 2, Amor sacro, amor profano, Eja.

Le magiche sonorità di "Vaghissimo ritratto", l'ultimo lavoro di Gianluigi Trovesi, Umberto Petrin e Fulvio Maras, hanno dato luogo a un concerto altrettanto affascinante, una proposta davvero unica nel panorama jazzistico europeo contemporaneo. L'esplorazione della forma canzone del passato, dal Rinascimento al secolo scorso, com'era naturale aspettarsi da questo magnifico trio, non ha nulla di calligrafico: sulle cangianti basi di colore del liquido pianoforte di Petrin e sulle pennellate elettroniche di Maras si staglia il segno forte del clarinetto basso di Trovesi, nelle romantiche melodie di Primo apparir e Terzo Apparir del compositore ottocentesco Alfredo Piatti, poi nel danzante Serenata/Matona mia cara con grande spazio per le percussioni, nel trovesiano Grappoli Orfici, nel rinascimentale El Grillo con il pianoforte che evoca un carillon, in Canto vago di Petrin, in Particolare di J. Donne di Maras, trascinante passerella per le sue percussioni e in Al primo vostro sguardo, il tutto all'insegna della massima sintesi, in brani che riescono a dire tutto in pochi minuti. Una sorta di arte della miniatura musicale.

Il grande trombettista europeo Tomasz Stanko si è presentato alla guida di un nuovo quartetto, costituito da eccezionali musicisti, due trentenni e un ventenne, già protagonisti di un'incisione in trio, "Constellations", Jazzways, 2006: Alexi Tuomarila al pianoforte, attivo in Belgio, il norvegese Mats Eilertsen al contrabbasso e il finlandese Olavi Louhivuori alla batteria. Come Rava, Stanko è scopritore di talenti, basti pensare al gruppo con cui ha inciso il cd "Lontano" pubblicato dall'ECM nel 2006 (Wasilewski, Kurkiewicz e Miskiewicz). Anche stavolta ha fatto centro: i suoi tre giovani nuovi affiatati collaboratori si integrano perfettamente con i temi lividi e dolenti, le sonorità nude e sporche e il peculiare fraseggio del leader, dando vita a una sezione ritmica interessante, ove il batterista spazia all'interno del tempo con un piglio alla Motian, il contrabbasso dà una forte impronta ritmica e il piano si ritaglia spazi solistici in cui sfoggia un fraseggio granitico e maturo.

L'Orchestra Parco della Musica (PMJO), al terzo anno di attività, si è esibita a Cagliari in una matinée. La collaudata compagine diretta da Maurizio Giammarco, composta da solisti di grande valore, ha suonato con la consueta elevata professionalità, in un solido modern mainstream orchestrale, alcune fra le composizioni più frequenti nel proprio repertorio, come Time Machine di Pino Iodice e G. Pleasure di Giammarco, con un bell'arrangiamento gilevansiano. Uno dei grandi pregi di questa orchestra è l'ecletticità, la massima apertura alle collaborazioni: lo hanno mostrato ospitando in due brani il trio di Randy Weston, eseguendo due trascinanti blues del pianista. Si è sentita in questi due brani proprio un'altra orchestra, di cui il pianista sudafricano è rimasto entusiasta, con il giusto drive, i suoni ruvidi, il jungle style, tutto ciò insomma che occorreva per accompagnare al meglio l'ospite.

Weston si è quindi esibito con il suo trio composto da Alex Blake al contrabbasso e da Neil Clarke alle percussioni. Inattaccabile dal tempo, il gigante – anche in senso fisico - afroamericano offre ancora una grande lezione di recupero delle matrici africane, grazie al suo inconfondibile stile asciutto e percussivo, intriso di Monk, di blues e di gospel, e al formidabile contrabbasso di Blake, che mostra una tecnica personalissima, suonando da seduto, con un assoluto dominio dello strumento che viene piegato a svolgere i compiti più incredibili: le corde vengono percosse ritmicamente, accarezzate, producendo un suono ritmico avvolgente, caldo e pastoso, che conferisce alla musica energia fisica e spirituale a un tempo. I due erano ben coadiuvati dalle fantasiose percussioni africane di Clarke. Tra i brani eseguiti, la splendida African Sunrise, scritta per Dizzy Gillespie e Machito, Blue Moses, e la rollinsiana St Thomas come breve bis.

Tutt'altre atmosfere proponeva invece il duo del contrabbassista Lars Danielsson e del pianista Leszek Mozdzer, reduci da una recente incisione per la ACT, dal titolo "Pasodoble". I due hanno proposto le atmosfere più composte, romantiche e sognanti del disco, convincendo per l'assoluta empatia, la ricercatezza e la pulizia dei suoni, proponendo una musica che ricorda un dialogo sommesso e struggente, un viaggio immaginario sulla scia di immagini e ricordi, e ingloba linguaggi diversi come il jazz, la canzone, la musica contemporanea e minimalista, fra temi lenti e temi mossi, come quello che dà il titolo al cd.

Gal Costa, grande interprete della bossa nova, accompagnata dall'ottima chitarra di Luis Meira, ha presentato con grazia e professionalità una carrellata di brani celebri, fra successi di Tom Jobim, Gilberto Gil, Caetano Veloso, Chico Buarque, Dore Caymmi, Djavan. Immancabile Garota de Ipanema, ma ha emozionato soprattutto Vapor barato, un brano tratto dal disco "Fa-Tal" del 1971, dedicato a Caetano Veloso in esilio a causa della dittatura.

Il sassofonista sardo Enzo Favata ha proposto un quartetto esclusivo che accoglie personalità molto diverse ma complementari: il chitarrista Maurizio Brunod, il percussionista sloveno Zlatko Kaucic e il grande violinista rumeno Alexander Balanescu. Questi, noto soprattutto per il suo quartetto d'archi e per le collaborazioni con Michael Nyman, è un musicista di confine che ama dare il proprio apporto a progetti jazzistici, come nel caso della big band di Carla Bley. È perfettamente a suo agio nell'improvvisazione, e lo ha potuto ampiamente dimostrare in questo progetto di Favata, con una musica dalle maglie molto larghe, che dava grande spazio alla fantasia dei partecipanti, con la base costante del live electronics del leader. Ritmi balcanici, atmosfere siderali e liberissime, veicoli ideali per le calde e intricate improvvisazioni dei solisti, in particolare del leader ai sax e al clarinetto basso e dell'inconfondibile violinista.

La parte più schiettamente jazzistica della manifestazione cagliaritana si è conclusa con il nuovo quartetto di Ron Carter: Stephen Scott al piano, Rolando Morales-Matos alle percussioni e Payton Crossley alla batteria. Nei contenuti un omaggio a Miles Davis ("Dear Miles"), ma nella forma un sentito tributo all'indimenticabile Modern Jazz Quartet, da parte di Carter e soci. Dunque elegantissimi abiti neri, ma soprattutto eleganza nella musica, che ricreava magistralmente, nonostante la differenza di organico - le percussioni al posto del vibrafono -, le atmosfere cristalline del quartetto di John Lewis. Una ricerca della massima pulizia del suono, che ha fatto rendere al meglio l'interazione fra il magico contrabbasso del leader e gli squisiti colori creati dal percussionista, che impreziosivano la musica, sostenendo mirabilmente il lavoro degli altri strumentisti. Si sono ascoltati, fra i tanti brani legati al ricordo del Davis più classico, My Funny Valentine, tutta per un raccolto Scott, e Someday My Prince Will Come.




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25/06/2006

Musica Nuda 2 (Petra Magoni e Ferruccio Spinetti)

18/06/2006

Madre Tierra (J. Girotto, N. Mangalavite, D. Garcia Bruno, C. Buschini )

09/06/2006

LEZIONI (Trascrizioni): Un coinvolgente solo di Javier Girotto sul brano Rua Algoinhas 301 (Marcello Zappatore)

04/06/2006

Fado Meridiano (Lillo Quaratino)

24/04/2006

Enrico Rava e Franco D'andrea La Palma: "Se Rava ama la melodia nel fraseggio ... D'Andrea procede dal piccolo al grande con la curiosità di scoprire anche in un frammento di tema l'occasione per una proliferazione di variazioni o suggestioni..." (Daniele Mastrangelo)

17/04/2006

Nuova gallery con le foto di Barbara Rigon

09/04/2006

Enrico Rava e Dado Moroni: "Gran parte del pubblico ha dimostrato di gradire la scelta di un repertorio di standards, che non ha tuttavia emozionato gli appassionati di jazz..." (Giovanni Greto)

09/04/2006

Ottetto di Gianluigi Trovesi + Stefano Bollani al Piacenza Jazz fest: "Il semplice simbolo matematico ha trasformato un dimenticabile lunedì sera in un qualcosa che si deve tentare di raccontare..." (Alessandro Armando)

31/03/2006

Le foto di Incroci Sonori, Ternijazz Winter e Italian Jazz Graffiti (Paolo Acquati)

22/03/2006

Le foto di Franco D'Andrea ed Enrico Rava a La Palma

11/03/2006

Jack De Johnette Quartet all'Auditorium di Roma: "...DeJohnette ha offerto una performance che ha entusiasmato soprattutto gli amanti del jazz, coloro che riconoscono in DeJohnette un batterista che ha segnato gli ultimi quarant'anni di storia del jazz..." (Dario Gentili)

26/02/2006

Nuova Gallery con le foro di Giuseppe Arcamone

14/02/2006

Eventi Jazz 2005 a Busto Arsizio: "...un plauso all'amministrazione comunale, al direttore artistico, responsabile del jazz club "Art Blakey" e a tutte le persone che hanno contribuito alla realizzazione e al successo di questa bella rassegna itinerante nei cinque teatri cittadini." (Bruno Gianquintieri)

07/02/2006

Una "Italian Jazz Musicians Gallery" a cura di Jos L. Knaepen

06/02/2006

Franco Cerri: ottant'anni suonati!! Teatro Arcimboldi, Milano - 28 gennaio 2006 (Giorgio Alto)

27/01/2006

Rita Marcotulli e Nguyen Le a Terni Winter #6, Palazzo Gazzoli - 21 gennaio 2006 (Francesco Truono)

02/01/2006

Conclusa la 21a stagione concertistica del Brass Group di Trapani che si è tenuta presso l'Auditorium Comunale di Valderice, uno spazio funzionale per le dimensioni contenute e per la buona acustica...(Vincenzo Fugaldi)

29/12/2005

Gallery fotografica del 400° concerto degli Aires Tango a La Palma di Roma (Francesco Truono)

19/12/2005

Maurizio Giammarco & Megatones: "...la proposta di Giammarco risulta essere meritevole di attenzione e approfondimento. Dalle sue composizioni si coglie quel sottile "fil rouge" che in qualche modo lega i due elementi apparentemente inconciliabili..." (Bruno Gianquintieri)

06/11/2005

Le foto dell'Enrico Rava Quintet a Jazz in Parco 2005. (Francesco Truono)

01/11/2005

La performance del pesarese Odd Times Quintet ha introdotto il concerto di piano solo di Stefano Bollani che, tra scatti ironici e virtuosismo tecnico, ha saputo intrattenere il pubblico rivisitando il grande patrimonio jazz e presentando brani di propria creazione. (Michela Sbaffo)

01/11/2005

I concerti di Viggiano 2005: Aula, Vigorito e Zambrini con intervista, Zegna, Marcotulli, Bonvini, Giammarco e l'Orchestra Laboratorio diretta da Mario Raja... (Francesco Peluso)

28/10/2005

Enrico Rava e Pat Metheny Live ad Alghero nella gallery a cura di Fabio Doro.

16/10/2005

Dietro le quinte del Beat Onto Jazz Festival Edizione 2005: "Siamo abituati a vedere festival, rassegne musicali e concerti da una posizione comoda, tranquilla che pensiamo privilegiata. Molte volte non abbiamo giusta contezza di quello che si vive - più o meno freneticamente - per regalare delle emozioni ed anche per regalarsene..." (Alceste Ayroldi)

15/10/2005

Tati (Enrico Rava)

09/10/2005

Due grandi per Jazz a Juan 2005, Keith Jarrett: "...fluidità, miriadi di delicatissimi accenti ricercati nel più profondo della propria anima, fraseggi vertiginosi che accompagnano e si incanalano verso armonie vibranti..." e Sonny Rollins: "...Magiche sonorità, piene, potenti, tutte di un fiato...esecuzioni magnifiche all'altezza del personaggio, protagonista indiscusso del jazz moderno..." (P. & B. Gianquintieri)

01/10/2005

Stefano Bollani a Stresa: "...come sua consuetudine, gioca e diverte il suo pubblico al quale si rivolge con battute simpatiche che creano clima e partecipazione. Il pubblico apprezza e ricambia con calorosi applausi..." (Bruno Gianquintieri)

18/09/2005

"Dall'alto dell'Anfiteatro Romano i due pianoforti, uno di fronte all'altro, sembravano scrutarsi prima di un duello. E sono stati sottili ma violenti, i colpi che Stefano Bollani e Martial Solal si sono scambiati nel concerto-duo che ha chiuso il Vivere Jazz Festival..." (Agnese Fedeli)

03/09/2005

Intervista a Gianluigi Trovesi: "...Dico sempre che se non vado dall'analista è perché soffio in un tubo! Penso solo ed unicamente a soffiare nel tubo e quindi alla nota che emetto e non penso a vincere un concorso oppure ad avere un posto fisso, oppure alle realtà della vita..." (Alceste Ayroldi)

03/09/2005

Makin Whoopee - Stormy Weather (Andrea Pozza)

28/08/2005

24 luglio, prima giornata di Siena Jazz 2005: la straordinaria Piazza del Campo, i concerti di Pietro Tonolo Quartet e Gianluigi Trovesi Ottetto (Alceste Ayroldi)

28/08/2005

"Ciò che la guerra ha distrutto la musica cerca di ricostruire, passando per il linguaggio, universale della musica...della musica nera! Umbria Jazz, balcanic windows against racism ha preso ufficialmente il via a Belgrado" (Marcello Migliosi)

26/08/2005

Viaggio nelle Terre dei Lucani (Dino Plasmati)

16/07/2005

Il trio Servillo - Girotto - Mangalavite al Multiculturita di Capurso: "...Una vera lezione di grazia, levità e stile è la rivisitazione della magica Vuelvo al Sur impreziosita dalla voce di Pablo Neruda che opportunamente ne accompagna l'esecuzione..." (Alceste Ayroldi)

21/06/2005

Terra Madre (Luciano Biondini & Javier Girotto)

05/06/2005

Punkromatic (Maurizio Giammarco & Megatones)

04/06/2005

Encanto (Attilio Zanchi - Naco - Bebbo Ferra)

07/05/2005

Francesco Bearzatti e il suo Bizart Trio insieme a Enrico Rava: "...La musica del quartetto è una musica larga, che respira, fatta anche di pause, di spazi aperti…ma soprattutto è una musica dove trovano posto senza sopraffarsi a vicenda, anzi, arricchendosi reciprocamente in un'autentica contaminazione..." (Vito Mancino)

04/05/2005

Recordando Gardel (Javier Girotto)

16/04/2005

Jack De Johnette, John Scofield e Larry Goldings in "A Celebration of Tony Williams": "...Poteva essere un semplice tributo, e in vece non lo è stato..." (Dimitri Berti)

15/04/2005

Umbria Jazz Winter: "...è il pianoforte a dominare la manifestazione, come può testimoniare anche l'evento jazzistico più significativo del Festival: i Duets di solo piano del 2 gennaio al teatro Mancinelli, con protagonisti Brad Mehldau e Danilo Rea prima e Martial Solal e Stefano Bollani poi..." (Dario Gentili)

06/04/2005

Maurizio Giammarco, nell'ambito di Terninjazz 2005: "...la notevole esperienza ed il caldo affiatamento del trio sono stati gli elementi aromatizzanti che hanno smussato sapientemente anche i sapori più aspri di alcune esecuzioni..." (Alceste Ayroldi)

09/02/2005

Mari Pintau e Megatones per Pinocchio Jazz: "...Mari Pintau funziona bene, e i quattro sul palco del Pinocchio lo hanno dimostrato...Meno trasparenze, musica concreta, urbana, a volte astratta ma comunque caratterizzata da un forte legame con la melodia per i Megatones..." (Paolo Carradori)

19/01/2005

Intervista a Stefano Bollani: "...è il mondo che è surreale. E qualcuno cerca sempre di farcelo diventare sempre molto reale, molto palpabile. Soprattutto oggi che ci sembra tutto facilmente raggiungibile con la comunicazione..." (Alceste Ayroldi)

02/01/2005

MAG Trio (Pensieri Circolari)

08/12/2004

L'Enrico Rava Quintet apre la rassegna Antiphonae 2004: "...L'ambiente, già caldo per l'intera performance, diventa incandescente: è in piedi, canta ed applaude i cinque musicisti presenti sul palco..." (A. Ayroldi, M. Losavio)

08/12/2004

Intervista a Enrico Rava: "...Le note necessarie sono quelle che rimangono quando si sono eliminate quelle non necessarie. Bisogna lavorare per individuarle..." (M. Losavio, A. Ayroldi)

09/11/2004

Enrico Rava Under 21, "...il suo carisma rimane alto, la sua tromba e il suo flicorno raggiungono momenti di poesia unici che pochi musicisti oggi si possono permettere..." (Paolo Carradori)

03/07/2004

Nuevo Tango Ensamble insieme con Javier Girotto, uno splendido concerto con intervista a Pasquale Stafano, pianista del gruppo "...Nel trascrivere la musica di Piazzolla mi rendo conto dell'immensità cultural-musicale di questo artista, che non disdegnava affatto alcuna contaminazione basando le sue composizioni sull'identità popolare del tango argentino ma sfruttando la competenza profonda che derivava dalla musica classica...." (Francesco Lombardo)

30/06/2004

Easy Living (Enrico Rava)

18/04/2004

Intervista a Enrico Rava: "Conosco molti musicisti che sono rimasti intrappolati nella gabbia del free jazz, che secondo me aveva un senso nel '68 o nel '70, e fanno le stesse cose che facevano trent'anni fa per un motivo ideologico...alcuni si sentono in lotta contro il resto del mondo, soli contro tutti." (Francesco Ughi)

10/04/2004

Intervista a Javier Girotto, Peppe Servillo, Natalio Mangalavite. Immagini d'amore di tre trovatori del nuovo millennio. Al Teatro Verdi di Salerno l'anteprima nazionale del disco di Javier Girotto, Peppe Servillo e Natalio Mangalavite. Conversazione con i protagonisti della prima serata di Over Jazz e Contaminazioni. (Olga Chieffi)

04/04/2004

Enrico Rava Quintet a Busto Arsizio: "...uno dei musicisti italiani più rappresentativi ed apprezzati a livello internazionale...accompagnato da un affiatato e fantasioso quartetto composto da musicisti dotati di originalità e classe..." (Franco Donaggio)

02/04/2004

Gianluigi Trovesi Ottetto special guest Louis Sclavis: "...la contaminazione tra generi musicali così diversi non diventa mai provocazione sonora, anzi ogni brano sembra costruito in modo che l'amalgama non risulti mai forzata, né tanto meno kitsch..." (Dario Gentili)

02/04/2004

Mari Pintau (Bebo Ferra)

10/03/2004

Javier Girotto, Peppe Servillo, Natalio Mangalavite aprono la rassegna Over Jazz e Contaminazioni: "...Musica, Teatro, Poesia per la presentazione del disco "L'Amico di Cordoba" in cui il sentire napoletano di Servillo sposa le sonorità sudamericane del duo argentino. Saggio di finissima versatilità e creatività di Javier Girotto in veste di polistrumentista...." (Olga Chieffi)

09/02/2004

Intervista a Stefano Bollani: "...Il primo amore per me è stato Oscar Peterson ... poi mi sono appassionato ad Art Tatum ... e finalmente intorno ai 15 anni mi sono innamorato di Bill Evans..." (Ada Rovatti)

11/01/2004

Stefano Bollania La Palma: "...con l'entusiasmo autentico di un bambino che ti porta per mano a vedere i giocattoli che più ama, Bollani ci accompagna tra le sue grandi passioni in musica, attraversando generi diversi..." (Francesco Lombardo)

11/01/2004

Javier Girotto all'Auditorium di Roma: "Pubblico dell'auditorium romano incantato dal musicista argentino, che si è esibito con Daniele Di Bonaventura, Aires Tango e l'orchestra Roma Sinfonietta." (Olga Chieffi)

19/10/2003

Fuori le Mura (Gabriele Mirabassi - Luciano Biondini)

16/08/2003

Il pulsare del tempo, lo specchio, la voce dell'anima. Javier Girotto e Luciano Biondini stregano l'esigente uditorio di Villa Guariglia. Non subisce cedimenti il successo del saxofonista argentino, ovunque accolto calorosamente. La sua musica quale grido intriso di dolore e nostalgia per la sua terra martoriata. (Olga Chieffi)

16/08/2003

Rita Marcotulli, la Signora della porta accanto. Incontro con la pianista che presenta al Festival Internazionale Musicale di Ravello il suo Progetto Truffaut. Cinema e jazz due "amanti" che hanno firmato il nostro Novecento. (Olga Chieffi)

16/08/2003

La "sumpatheia" di Rita Marcotulli e Javier Girotto. Nonostante i problemi organizzativi, il Festival di Ravello è stato impreziosito dal Progetto Truffaut della pianista romana. (Olga Chieffi)



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Data ultima modifica: 21/02/2008

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