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Grady Tate & "Latin Flavor" at Dizzy's Club Coca-Cola
New York, 23 luglio 2006
di Roberta E. Zlokower

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Grady Tate & Latin Flavor
Grady Tate, vocals
Wilson "Chembo" Corneil, congas/percussion
Montez Coleman, drums
Lance Murphy, tenor saxophone
Ray Gallon, piano
Paul West, bass


Grady Tate performing at Dizzy's Club Coca-Cola.
Photo courtesy of Frank Stewart

Photo courtesy of Frank Stewart

Ecco una dichiarazione di Grady Tate sul Dizzy’s Club Coca-Cola: "Ho suonato musica jazz in club e teatri in giro per il mondo negli ultimi 50 anni, e sono qui per dirvi che questa è l'arena più favolosa che abbia mai visto...è il posto migliore tra tutti." (19/7/06, Courtesy of JALC Press).

Il cantante/batterista Grady Tate si è esibito con rinomati musicisti come Wes Montgomery, Jimmy Smith, Nat Adderley, Stan Getz, Tony Bennett, Kenny Burrell, Ella Fitzgerald, Duke Ellington, Benny Goodman, Rahsaan Roland Kirk, Count Basie, Oscar Peterson, e molti altri. Stasera Grady, appena salito sul palco, si è subito complimentato per il posto. Ho già sentito suonare Grady in passato ma la sua voce è stata una piacevole sorpresa. Ad accompagnarlo ci sono Wilson "Chembo" Corneil alle congas e percussioni, Montez Coleman alla batteria, Lance Murphy al sax tenore, Ray Gallon al piano e Paul West al contrabbasso.

La voce di Grady è smooth e anche molto chiara. Il primo brano è...relativo all'inseguimento di arcobaleni...fluisce senza alcuno sforzo insieme al sensuale ritmo latin suonato da Chembo per poi terminare con uno dei finali tipici di Grady costituito da un decrescendo a cappella. Altra sorpresa di questa sera: una superba performance da parte di Lance Murphy al sax tenore, un giovane musicista da tenere d'occhio. Si approda in Body and Soul cantata morbidamente, con il supporto sapiente di Ray Gallon, prima che Lance Murphy prendesse il comando del gruppo. Gli intensi accordi di Gallon e il brillante refrain ha aggiunto ulteriore raffinatezza e prima che il brano fosse terminato è stato accennato...Somewhere Over the Rainbow.

La dinamica è cresciuta con I’ll Remember April in cui abbiamo assistito ad un solo strumentale scatenato. I due percussionisti, Chembo e Montez Coleman, si sono uniti con Murphy per un giro di soli turbolento terminando poi il brano lascinado una sensazione veramente cool. E' ora la volta di I’ve Grown Accustomed to Her Face che per questa occasione è stata eseguita a cappella rendendo evidente come la voce di Grady, in questo secondo e ultimo set, non mostri né usura né strappi. Grady ha poi proseguito con Don’t Misunderstand di Gordon Parks. Il dolce basso di Paul West e le percussioni di Chembo fanno da sfondo al riff del sax di Murphy. Profonde, forti note che scorrono dilaganti.

Si prosegue con I’ve Got the World on a String, un energico swing in cui il solo della voce è supportato da un walkin' di basso mantenuto sulla linea tematica, con un carattere sincopato molto evidente finchè Chembo e Coleman hanno iniziano entrambi a suonare ritmi in clave e jazz. Windmills of Your Mind di Michel Legrand ha visto Gallon alle tastiere con suono hamond e Chembo, a sua volta, vi ha aggiunto effetti in stile esotico. La ballad finale, Hooray, è stata cantata solo con piano e delle accennate percussioni creando così un suggestivo mood conclusivo.






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Data pubblicazione: 12/11/2006

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