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Paolo Zampini Trio improvvisa insieme al pubblico dello Zen.Zero
Zen.0 - 6 novembre 2009
di Laura Mancini

V
enerdì 6 Novembre lo Zen.0 di Roma ha ospitato il trio del sassofonista Paolo Zampini con Fabio Petrucci ai clarinetti e – aggiuntosi di recente – Franco Minissi al contrabbasso.

I musicisti consegnano al pubblico uno "spartito" per seguire il pezzo d'apertura che si intitola "Input 7": sul pentagramma, dopo una chiave di violino, vediamo delle righe oblique, dei cerchi concentrici, un'ottava, un breve, un triangolo equilatero, una linea ondulata, altre quattro ottave, poi lo stesso triangolo di prima capovolto, dei puntini, insomma, con questa trovata divertente vogliono coinvolgerci nella loro idea di improvvisazione.

Clarinetto e sax cominciano in duo, senza sostegno ritmico: la scansione del tempo è data dai silenzi. I due sembrano divertirsi a creare giocose trame sonore alternando "strilli" scherzosi con brevi melodie accattivanti, a semplici "sbuffi". Nel secondo pezzo entra in azione anche Minissi ma non è lui a scandire il tempo, che per altro varia di continuo; vale ancora il principio ritmico di prima, tanto è vero che vediamo i tre muoversi col corpo nei momenti di silenzio per tenere il tempo: c'è una gran sintonia, un accordo "mentale". Petrucci abbandona per un istante il clarinetto per le percussioni creando un suono che va ad adornare e aggiungere qualcosa, senza condizionare il lavoro degli altri. In "When things go wrong" Zampini imbraccia il soprano ed apre il brano con un lamento, per poi annunciare il tema insieme a Petrucci, ripreso più volte tra un'improvvisazione e l'altra, mentre Minissi interviene producendo una vibrazione continua, percuotendo le corde del contrabbasso. La performance si chiude con un suono acuto e stridente del sax. Si passa ad un blues ed i fiati procedono all'unisono, mentre Minissi a tratti li segue, altrove li contrasta: è un sound coinvolgente, il clarinetto è di una delicatezza straordinaria, Minissi gratta energico le corde del contrabbasso nel suo assolo e poi avvia un dialogo animato col sax. Si continua con "Criss Cross" che vede Fomignani alternare clarinetto basso e percussioni in un "bisticcio" originale e curioso col contrabbasso. Il trio suona poi "Cromatico" di Petrucci che alterna bei momenti in solitudine del clarinetto ad altri corali.

Dopo l'intervallo da notare è la bella introduzione di "Profumo" improvvisata ai fiati, per approdare a "Round midnight", dai toni cupi e nostalgici, in cui il clarinetto basso, con la sua voce roca, fa da controcanto al sax soprano; "Trampoliere cibernetico", di loro composizione, che alterna rapidamente bassi e acuti creando un senso di aspettativa/delusione; "Come rain or come shine", ballata sensuale scandita da Minissi che spazzola sulle corde; fino alla conclusione che ripropone "Input 7", stavolta coinvolgendo il contrabbasso.

Quello del trio di Zampini è stato un concerto pieno di calore, che anche nelle fasi più libere e bizzarre non ha creato mai un distacco dal pubblico.

 












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Data pubblicazione: 20/12/2009

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