Jazzitalia - Io C'ero: Piazza Jazz 2009
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Piazza Jazz 2009

31 luglio – 2 agosto, Piazza Armerina
di Antonio Terzo

La Sicilia, come tutta la penisola, non attraversa certo un buon momento sul piano culturale, e la musica ne risente di conseguenza; anche – e soprattutto – il jazz. Probabilmente è per questo motivo che spiccano quelle realtà dove cuore e passione sono il motore primo, e tutto il resto viene dopo.
Fra queste realtà va sicuramente annoverata la prima edizione di Piazza Jazz, festival che, unendo sotto la direzione artistica di Giovanni Mazzarino gli sforzi dell'associazione culturale "Non Solo Jazz" e dell'illuminata amministrazione comunale targata Carmelo Nigrelli, per tre giorni ha fatto risuonare di musica e cultura la città dei mosaici, grazie pure a protagonisti di rilievo internazionale.

A
pre le danze il quartetto di Roberta Marchese, inaugurando il Chiostro dell'ex Convento di Sant'Anna, rimasto chiuso per vent'anni, con un programma di brazilian jazz a tempo di bossa nova. Un avvio molto leggero, dove l'allegra voce della Marchese, accompagnata da chitarra acustica, basso a cinque corde e batteria, si cimenta in prevalenza nel repertorio del grande Antonio Carlos Jobim, del quale canta con trasporto Águas De Março, Chega De Saudade, Piazza Jazz - Giuseppe Mirabella Quartetil medley composto da Este Seu Olhar/Desafinado/Garota de Ipanema e sul finire Insensatez (How Insensitive), toccando anche altri importanti autori del genere, da Geraldo Pereira con A Falsa Baiana, a Luis Melodia con una fresca e pimpante A Voz do Morro (intriganti gli accenti spostati della batteria sulle spazzole e ripresa del tema ad opera del basso), da Rio di Roberto Menescal a Brasil (Meu Brasil Brasileiro) di Ary Barroso, dove si evidenzia la chitarra.

Su tutt'altro registro si muove il concerto al Chiostro dei Gesuiti nell'atrio della Biblioteca Comunale, tenuto dal Giuseppe Mirabella Quartet con un ospite speciale, Adam Nussbaum alla batteria. Una formazione originale che abbina le carezzevoli corde della chitarra di Mirabella al morbido velluto dell'organo Hammond suonato con gustosa misura da Angelo Cultreri ed ai ficcanti fraseggi del contralto di Orazio Maugeri, il tutto preziosamente rifinito dalle pennellate del drummer americano. Così si svolge Poinciana, seguita da Melvin's Masquerade (di Melvin Rhyne), dove Mirabella sfoggia un vocabolario fluido e ben strutturato, mentre Maugeri trascina il pubblico sulle intense note del suo sax. Nussbaum è attento compagno di palco, i suoi volumi calano per dare spazio all'Hammond, limitandosi a spingere dalle retrovie. E nonostante la sua presenza sia estemporanea, l'affiatamento è tale che il quartetto si permette anche un brano totalmente free, con le mazze della batteria e l'ausilio di qualche effetto, seguito da As I Am, un 3/4 scritto dallo stesso chitarrista e ben spazzolato da Nussbaum; quindi Retrato (Giovanni Mazzarino), un latin ritmato su cui si adagia il lessico spigliato del chitarrista, per chiudere con Jesse's Groove, un blues soffuso sugli accordi dell'organo in cui chitarra e sax si compenetrano a vicenda nell'esposizione del tema per poi infilare i rispettivi assolo. Un set in cui traspare un coinvolgimento fra gli abituali membri del gruppo, portato alle stelle dalla presenza della scintillante batteria di Nussbaum.

Sonorità ancora differenti quelle che pervadono l'esibizione della vocalist Maria Pia De Vito con il pianista gallese Huw Warren in "Diálektos Duo". Il progetto si riferisce non solo ai dialetti linguistici ma pure all'etimo "dialogo" nonché alla stessa articolazione dei fonemi da cui ha vita il linguaggio. Warren crea al piano paesaggi come un viaggio in luoghi diversi e suggestivi, a cui la De Vito, affascinante zingara del canto, abbina le proprie suggestioni vocali. In And the Kitchen Sink, l'introduzione vocalizzata ed ariosa suscita una tensione che sfocia nel giro armonico, con intreccio di ruoli: la De Vito fa da ritmica quando Warren opera sulle corde del piano, e tratteggia l'armonia, mostrando – se mai ve ne fosse bisogno – un'ampia estensione vocale. Il testo di Allirallena è scritto dalla cantante partenopea su un brano di Warren (Singing of You?), un'aria con andamento ternario di grande poeticità, mentre in Miguillim, ispirata invece ad una composizione dell'amica Rita Marcotulli, la De Vito rima la batteria sostenendo gli svolazzi del piano. Grande momento di pathos per Si Fosse n'Auciello, poesia di Totò musicata dalla stessa De Vito con la benedizione dell'erede del Principe De Curtis, la figlia Liliana: delicata e commovente. Quindi ancora un pensiero rivolto a Napoli, città dalla mille contraddizioni, e sulla musica di Warren, iniziata con un rintocco sui tasti bassi stoppati da una monetina da 5 pennies, viene adattata una composizione napoletana del 1200 con invocazione al sole di uscire per illuminare la città e i suoi governanti: Jesce, anche in questo caso un risultato sublime. Il pezzo che dà titolo al disco e al progetto, Diálektos, utilizza sulla voce un chorus con delay per ordire un loop ritmico su cui i due musicisti imbastiscono le loro improvvisazioni: un incontro fra Africa e Mediterraneo. Si cambia continente con Beatriz, di Chico Buarque de Hollanda e Edu Lobo, una De Vito ancora istrionica e struggente. E incantato da questa incantevole ammaliatrice di suoni, il pubblico richiede a gran voce il bis.

Piazza Jazz - Patane MaccaroneIl giorno seguente regala nel concerto delle 18.30 un'altra gemma di sicura germinazione con il duo Stefania Patané e Sandro Maccarrone. La voce delicatissima e raffinata della cantante catanese sorvola appena la sapiente chitarra del compagno, in un repertorio scelto con cura, a metà fra America Latina e Mediterraneo, come ad unire i Sud del mondo. Accanto alle canções brasiliane, eseguite andando oltre la solita rappresentazione oleografica del Brasile e dei suoi rinomati autori, come Querelas do Brasil di Sebastiao Tapajos, trova posto anche Tango di Jaques Morelenbaum e Ryuichi Sakamoto, con testo portoghese di Paula Morelenbaum: la voce della Patanè è di grande finezza ed il chorus sulla chitarra, nonostante certe ardite soluzioni solistiche, risulta funzionale al pezzo. Oltre all'omaggio a Francesco De Gregori con la toccante Pezzi di Vetro, e quello a Norma Winstone con una personale Lazy Afternoon, spiccano le composizioni originali, come la deliziosa Spring di Maccarrone e la buona prova della stessa Patanè come autrice di Eu seu quem é, senza dimenticare la rivisitazione della popolare Ciuri Ciuri con piglio etno-arabeggiante e Rattera, ancora del chitarrista, dedicata alla litigiosa Sicilia con l'auspicio di maggiore cooperazione. Non mancano gli standard, come My Foolish Heart, arrangiamento in bossa in cui la cantante si produce, sempre con eleganza, al bongo, mentre la chitarra si distingue in Joy Spring con un marcato walking e un rifinito assolo. Dopo Piano na Mangueira (Jobim), ultimo brano in scaletta, la richiesta del bis fa chiudere il concerto con A Felicidade. Una coppia artistica di lungo corso e ben affiatata, un repertorio vario ma non dispersivo, con una voce, quella di Stefania Patanè, da tenere d'occhio: ottime premesse per porsi sulla scia di duo chitarra e voce come Noa e Gil Dor o Tuck & Patti.

Un viaggio nella canzone d'autore italiana è il progetto Flora Faja Italian Songs, in quest'occasione presentato con la formula del quintetto: e forse in questa veste "ridotta" risulta più raccolto e meno ridondante che con l'orchestra. A scortare l'esuberante vocalista sono il sax contralto di Orazio Maugeri, il piano di Giuseppe Vasapolli, il contrabbasso di Riccardo Lo Bue e la batteria di Fabrizio Giambanco, per una rivisitazione in chiave jazz di capolavori della canzone italiana, con soluzioni ritmiche ed arrangiamenti di gran pregio ad opera di Mazzarino, autore anche delle musiche degli innesti originali con testi scritti dalla stessa Faja: da Senza Fine, con un graffiante contributo di Maugeri, a La vita è strana/Eppur mi son scordato di te con coda in ottave di Vasapolli, a cui fanno seguito E se domani, con ritmo trasversale, e Parlami d'amore Mariù, con inciso in 3/4 ed un sapore d'antan modernizzato dai frequenti cambi di tonalità. Ad aprire l'unica composizione interamente originale della serata, Un colore che non so, è il piano di Vasapolli, con un rubato che cattura l'attenzione del pubblico, per una ballad larga, sabbiata dalle spazzole di Giambanco, senza il sax. Per ragioni di tempo si giunge alla fine con Cosa vuoi dalla vita/Ma l'amore no, che dopo l'obbligato con il sax si distende a ritmo di samba lungo il turnaround finale, con la platea che mostra d'aver apprezzato la performance "leggera".

Il set successivo presenta il nuovo lavoro discografico di Giovanni Mazzarino, Light, qui in versione trio con il posatissimo Marco Panascia al contrabbasso e l'effervescente Adam Nussbaum alla batteria. A dare l'avvio è proprio Light, rilassata e solare, con Nussbaum alle spazzole che è un piacere osservare, ed un denso groove che promana dal contrabbasso di Panascia e che porta al tema principale con la batteria a distillare dosi centellinate di ritmo. Amabile No way, ballad in cui il pianismo riflessivo del titolare può abbandonarsi a dilatate divagazioni improvvisative, lasciando buoni margini per il recitato nitido e concentrato di Panascia e le lucide spazzolate di Nussbaum, con smisurata classe. I due pezzi successivi sono suonati in combinazione: London, grande semplicità unita ad un'esecuzione avvincente, principia con un vamp introduttivo che innesca una seconda parte dove primeggiano le fantasiose e sempre sorprendenti batterie del drummer americano; quindi Piazza, lirico omaggio alla città dove il pianista messinese risiede ormai da circa diciotto anni, una perla che racchiude un meditativo assolo del contrabbasso ed un profondo intervento del piano. Quindi Calà, altra composizione all'insegna dell'immediatezza e dell'efficacia, seguita da Beautiful Child, composta per la nascita del figlio, diciotto anni fa: due soli accordi sopra cui il walking bass di Panascia asseconda le frustate su piatti e tamburi da parte di Nussbaum, che, fatto più unico che raro, rompe una bacchetta (più tardi richiesta da un allievo come cimelio). Un concerto emozionante con un Mazzarino emozionato per la folta presenza di pubblico che a gran voce reclama ancora un altro brano: We Three, una ballad distesa ed intensa di Adam Nussbaum, che chiude davvero in bellezza.

La terza giornata è arricchita dalla presenza di 80 videomakers provenienti da 40 diverse nazioni che partecipano alla manifestazione Cinemadamare '09, catturati dalle peculiarità architettoniche della cittadina ma anche dalle note di jazz che vi si respirano. Primo concerto con il duo tutto femminile Capponi-Donato: Marta Capponi, cantante frosinate molto affezionata alle terre di Sicilia, incontra la pianista e compositrice peloritana Cettina Donato per un progetto quasi estemporaneo cui, per i primi due pezzi, si aggiungono il contrabbasso di Alberto Fidone e le inesauribili batterie di Adam Nussbaum. Le composizioni del duo sono giocate sulle atmosfere a cui danno vita le strutture semplici – spesso dei pedali di due accordi – unite alla voce caldo-umida della Capponi: così By Mistake, della pianista, e Good Faith, dove il ritmo in 7/4 contribuisce ad un bel mood. Scesi dal palco i due occasionali accompagnatori, le musiciste rimangono da sole con In a Moment (Capponi), fascinosa la ballad, sottile la voce, per proseguire quindi con And I look for you, in 3/4, e Maybe I should leave for good, ancora della Capponi, questa volta un pezzo articolato che produce grande tensione prima di riversarsi su un inciso più aperto. La stoffa c'è ed il pubblico se ne accorge chiedendo anche un bis, soddisfatto con Waltz Time (Donato), ovviamente un valzer, condotto sui vocalizzi della Capponi. Indubbiamente la presenza di più timbri e colori strumentali potrebbe rendere maggiore giustizia alle interessanti composizioni delle due jazziste ed alla emozionante vocalità della Capponi.

Piazza Jazz - Rosalba BentivoglioAncora sul filo di coinvolgenti suggestioni il concerto di Rosalba Bentivoglio, in trio con Giuseppe Vasapolli (piano) e Orazio Maugeri (sax soprano). E non è casuale la scelta del soprano, suono che molto si avvicina a quello della voce della Bentivoglio: ispirata ad una frase di Vincenzo Consolo, Lunatica prevede una simmetria sax-voce dove in pratica l'altezza è la stessa, più caldo e meno nasale il timbro della cantante catanese, che raggiunge vette acute e bassi profondi, ottimo Maugeri in assolo. Tratto dal disco con Paul McCandless, stellare musicista con il quale la Bentivoglio ha collaborato a lungo, Il Restauro si basa su di una progressione discendente per un'esecuzione particolarmente difficile, specie dal vivo, che lascia il pubblico in assoluto silenzio; mentre Last Bloom, composto proprio da McCandless, nel poetico testo in siciliano della Bentivoglio diviene L'urtimu ciuri, con scat sillabico che riprende le linee ondivaghe dell'ancista americano. Altro stupendo affresco di melodia e armonia, in 5/4, è Cieli di Marzo, spazioso l'intervento di Maugeri, un moto ondoso quello di Vasapolli, il quale, sul palco con la cantante per la prima volta, traduce in musica le sue emozioni per trasmetterle ai presenti attraverso i suoi contributi pianistici carichi di sfumature e intensità. Ultimo brano La danza del sole, un calipso solare colorato dal soprano, ed eseguito dalla cantante suonando la mbira (che purtroppo si sente appena). Una vocalist che va oltre l'uso strumentale della voce, a volte diafana, a volte anche potente, sempre evocativa.

Il concerto che chiude l'intera rassegna è di quelli che non si dimenticano: l'Island Blue Quartet di Francesco CafisoMazzarino (piano), Toscano (contrabbasso) e l'amico flicornista Dino Rubino – con l'aggiunta di quello stacanovista delle bacchette che risponde al nome di Adam Nussbaum. Francesco Cafiso ha imparato a giocare bene le sue carte, non si ferma un attimo e in poco più di un mese dalla chiusura del suo festival di Vittoria, è già stato ad Umbria Jazz e in Francia, ha suonato in tour con Wynton Marsalis, e con il suo Italian Jazz Quartet si è esibito alle Canarie: e, ricettivo e brillante com'è, sembra sempre avere nuove frecce al proprio sax. Dopo l'enunciazione del tema di A New Trip insieme al flicorno, Cafiso prende a viaggiare su binari altri andando a ricercare nuove vie oltre ciò che è melodia armonia e ritmo, mentre il pastoso flicorno di Rubino mette a nudo la linearità delle complesse architetture costruite dal contraltista. In Pablo, trascinante ed orecchiabile tango firmato Rubino, Nussbaum, infaticabile vulcano di idee, suona battendo le mani direttamente sui tamburi, sotto il periodare ponderato del flicornista, che prende pure lui a giocare con le frasi. Un amalgama perfetto che emerge in Conversations (Rubino), parallelismi in contrappunto fra i due fiati in tacet della band, quindi il trio ritmico con posto per un affabile Mazzarino. Denso e misurato il flicorno, Nussbaum a sottolinearne tutti i colori, quando Cafiso al suo turno attacca replicando la frase di chiusura di Rubino, per poi dar vita ad un fiume di citazioni e stili dai grandi sassofonisti del jazz. Coda con il solo quartetto che infine lascia Nussbaum in solitudine con la sua batteria: un'esplosione di gioia. A testimoniare la bellezza del brano Piazza, presentato da Mazzarino la sera prima, la nuova esecuzione ne mostra risvolti ancora sorprendenti: introduzione quasi noir del piano, poi Cafiso irrompe con tutta la sua energia per infilare una serie incredibile di chorus, Rubino stacca un assolo dai toni appassionati, quindi una strepitosa chiusura in crescendo di tutto l'ensemble sul pedale proposto da Mazzarino e Toscano. Pubblico in visibilio che pretende a gran voce il bis: e Cafiso riparte con un infuocato standard.

C'è da aggiungere che ogni serata si è protratta fino a notte fonda con le jam session svoltesi presso il ristorante-pizzeria "Amici Miei", dove si sono alternati non soltanto alcuni dei musicisti presenti, fra cui Nello Toscano, Fabrizio Giambanco, Orazio Maugeri e Giuseppe Vasapolli, ma anche i docenti delle masterclass, con l'eplxoit, l'ultima notte, di Maria Pia De Vito, Huw Warren, Adam Nussbaum, Marco Panascia, Francesco Cafiso, Dino Rubino e Mazzarino, tutti insieme a rendere praticamente irripetibile la serata e la musica.

A latere della rassegna, si sono infatti svolti dei workshops tenuti d Maria Pia De Vito e Huw Warren, Adam Nussbaum, Marco Panascia, Giuseppe Mirabella, Orazio Maugeri e Giovanni Mazzarino, direttore della scuola, a cui hanno partecipato più di 50 studenti, professionisti e giovani leve. Fra queste, è stata assegnata una borsa di studio che per questa prima edizione è andata alla cantante Daniela Spalletta, la quale si esibirà in concerto al Vittoria Jazz Festival 2010.

Piazza Jazz - Flora Faja Piazza Jazz - Jam Sessions Piazza Jazz - Jam Sessions
Piazza Jazz - Jam Sessions Piazza Jazz - Work Shop Piazza Jazz - Work Shop
Piazza Jazz - Maria Pia De Vito - Huw Warren Piazza Jazz - Maria Pia De Vito - Huw Warren Piazza Jazz - Giovanni Mazzarino - Marco Panascia - Adam Nussbaum
Piazza Jazz - Giovanni Mazzarino - Marco Panascia - Adam Nussbaum Piazza Jazz - Giovanni Mazzarino Piazza Jazz - Francesco Cafiso
Piazza Jazz - Jam Sessions Piazza Jazz - Jam Sessions Piazza Jazz - Cettina Donato
Piazza Jazz - Cettina Dnoato - Marta Capponi Piazza Jazz - Marta Capponi

Piazza Jazz - Daniela Spalletta Piazza Jazz - Work Shop Piazza Jazz - Work Shop
Piazza Jazz - Work Shop Piazza Jazz - Patane Maccarone Piazza Jazz - Work Shop Piazza Jazz - Work Shop






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Ethos (Quartetto Alborada)

13/04/2009

Francesco Cafiso e Dino Rubino aprono la stagione 2009 di The entertainer: "Non sono mancati i momenti intensi e lirici che hanno una volta di più confermato quanto sia grande il talento di questo ragazzo. Un musicista che ha il jazz dentro la sua anima di artista, che vive emotivamente la musica che suona..." (Giuseppe Mavilla)

14/03/2009

Italian Songs (Flora Faja)

09/02/2009

Portrait In Black And White (Francesco Cafiso Sicilian Quartet)

08/02/2009

Jazz & Wine, Live Music Buffet presso il Palermo Jolly Hotel con la direzione artistica di Giovanni Mazzarino: "Chissà perché le iniziative o gli esperimenti più interessanti durano poco e finiscono per sparire. Grandi hotel internazionali hanno un proprio jazz club di riferimento, spesso anche accorpato nelle proprie pertinenze, dove vengono chiamati a suonare dei jazzisti di rilievo, sia locali che stranieri, per il diletto di ospiti ed esterni." (Antonio Terzo)

05/10/2008

A Sagliano Cavour (LE) il Locomotive jazz festival 2008. In questa terza edizione, sotto la direzione artistica di Raffaele Casarano, Sheila Jordan con Billy Drummond, Roberto Cipelli, Attilio Zanchi e Alborada quartet; Franco Califano, Cuncordu e Tenore De Orosei, Nguyen Le; e ancora Massimo Manzi, Bebo Ferra, Maria Pia De Vito, hanno incontrato il meglio del jazz pugliese e salentino. (Mariagiovanna Barletta)

29/06/2008

si è concluso il Vittoria Jazz Festival - Music & Cerasuolo Wine: "...una prima edizione ben riuscita, tanto sotto l'aspetto musicale che per il buon seguito di pubblico, giunto anche dalle province limitrofe, il cui successo ha indotto già le realtà organizzatrici, Comune di Vittoria in testa, a dare appuntamento all'anno prossimo per l'edizione numero due..." (Antonio Terzo)

22/03/2008

Francesco Cafiso, be bop, ma non solo!. "Il quartetto di Cafiso è apparso "solido" come non mai. Già dal primo brano (di Sonny Rollins) s'è capito che c'era qualche cosa in più rispetto all'ultima volta che l'avevamo sentito. Ma soprattutto nei brani firmati da lui Francesco ha dato prova di aver intrapreso la strada della "ricerca"." (Marcello Migliosi)

05/01/2008

I Festival Piemontesi, II Tappa: "I viaggi sono costruiti attraverso ritorni, passaggi e paesaggi e possono diventare con il tempo frequentazioni; le novità sanno stupire presentandosi come eccezioni o consolidate esperienze e il jazz acquista nuovamente lo stimolo per attraversare e ri-attraversare il Piemonte dell'estate 2007." (Alessandro Armando)

14/10/2007

Clusone Jazz 2007: "Clusone divenuta famosa grazie anche all'idea di Bennink, Moore e Reijseger, che diversi anni or sono decisero di dare al loro trio il nome di quel luogo magico in cui si era costituito, ma oggi vanta una fama internazionale per meriti propri: per il clima (tra artisti e organizzatori) e per la qualità della musica offerta, tanto, che gli organizzatori hanno deciso di esportare il loro sapere e conoscere altrove..." (Luca Vitali)

13/06/2007

La Scomparsa di Majorana (Luca Lo Bianco)

15/04/2007

William Parker, Manu Dibango, Leena Conquest, Adam Nussbaum e molti altri a Chiasso per la decima edizione del Festival di Cultura e Musica Jazz dal titolo "Colour is Jazz", ricca di infinite proposte musicali, di stili, ritmi e improvvisazioni, come infiniti sono i colori a disposizione nel mondo dell'arte figurativa...(Bruno Gianquintieri)

21/12/2006

Sacile 2006, Il Volo del Jazz (Luca D'Agostino)

14/12/2006

Intervista a Rita Marcotulli: "Credo però anche che sia molto importante trovare una propria voce, raccontare la propria storia, non quella di qualcun altro, altrimenti si diventa solo dei grandi interpreti, come gli esecutori di musica classica. Non è poco, perchè non è facile interpretare qualcun altro. Però il jazz non è musica scritta come la musica classica: vale la pena dipingere il quadro di un altro pittore?" (Antonio Terzo)

16/05/2006

A Tribute to Charlie Parker (Francesco Cafiso & Strings)

19/03/2006

So Right (Maria Pia De Vito)

05/03/2006

Umbria Jazz Winter #13: "Un festival importante, quello di quest'anno, dove hanno trovato spazio musicisti affermati come John Scofield e Bireli Lagrene, ma anche giovani promesse del jazz mondiale come il pianista americano Robert Glasper e gli inglesi Soweto Kinch..." (Marco De Masi)

05/03/2006

Gallery di Umbria Jazz Winter (Francesco Truono)

06/11/2005

Le foto dell'Enrico Rava Quintet a Jazz in Parco 2005. (Francesco Truono)

16/09/2005

Intervista a Francesco Cafiso, l'enfant prodige che vuole crescere: "...Fino ad adesso è stato tutto naturale, senza alcuna forzatura, sia musicalmente che per quanto riguarda la partecipazione ai festival: spero che proceda così..." (Antonio Terzo)

28/08/2005

"Ciò che la guerra ha distrutto la musica cerca di ricostruire, passando per il linguaggio, universale della musica...della musica nera! Umbria Jazz, balcanic windows against racism ha preso ufficialmente il via a Belgrado" (Marcello Migliosi)

09/07/2005

LEZIONI (Trascrizioni): Duo, un fenomenale dialogo tra il corroborante sax di Bob Mintzer e la fluida batteria di Peter Herskine. (Orazio Maugeri)

03/07/2005

Intervista a Riccardo Arrighini: "...Sto approfondendo molto lo stile tradizionale, sto tornando al blues e alle improvvisazioni ricche di block chords e di blue notes, di stride piano. Secondo me è importante tornare indietro su cose che pensavi di aver già studiato a sufficienza..." (Michela Lombardi)

12/06/2005

Workshop di Maria Pia De Vito al CEMM di Bussero: "...Una giornata senza dubbio fruttuosa per tutti i presenti, che hanno avuto modo di attingere all'esperienza e al know-how di una docente di alto livello, grande preparazione e serietà, e chiara eloquenza nelle spiegazioni..." (Eva Simontacchi)

02/05/2005

Francesco Cafiso per la rassegna Sintesi Jazz "...L'arte di "flautare" l'ancia appartiene a Cafiso, con venature fortemente bebop e mainstream. Ed è forse l'influsso dello swing e del ragtime, il vezzo e il limite – più che naturale data la giovane età, solo 16 anni – dell'altosassofonista di Vittoria..." (Marcello Migliosi)

11/12/2004

Intervista a Maria Pia De Vito: "...Io penso che per cantare oggi qualcosa che è stato scritto e cantato in maniera magistrale sessant'anni fa, ci voglia una grossa maturità..." (Cinzia Eramo)

12/08/2003

Tumulti (Maria Pia De Vito)

09/07/2003

Maria Pia De Vito al Dolce Vita Jazz Festival: "L'ultima immagine del concerto è una processione di spettatori che fa la fila sotto il palco per ringraziare Maria Pia De Vito per le emozioni che ha fatto provare stasera." (Alessandro Marongiu)

31/08/2002

Nel Respiro (Maria Pia De Vito)





Video:
FRANCESCO CAFISO 4 OUT @ BLUE NOTE 11/1/2011
Francesco Cafiso, Dino Rubino, Stefano Bagnoli, Paolino Della Porta...
inserito il 16/02/2011  da tibet1962 - visualizzazioni: 2807
Francescco Cafiso For Out - I hear a rapsody
Francesco Cafiso, Dino Rubino, Sefano Bagnoli, Paolino Della Porta...
inserito il 14/02/2011  da tibet1962 - visualizzazioni: 2481
Francesco Cafiso 4 out @ Blue Note 11 gennaio 2011 (BIS)
Francesco Cafiso, Dino Rubino, Stefano Bagnoli, Paolino Della Porta...
inserito il 11/01/2011  da tibet1962 - visualizzazioni: 2647
OJFESTIVAL2010-VASANELLO-CAFISO/RUBINO
ORTACCIO JAZZ FESTIVALVASANELLO 15/18 LUGLIO 2010...
inserito il 26/07/2010  da maracao - visualizzazioni: 2297
Cafiso - Rubino ...
ProveCheck Sound...
inserito il 06/04/2010  da MacertoVideo - visualizzazioni: 2376
Pablo (Dino Rubino, Francesco Cafiso and the Island Blue Quartet)
catania jazz, a new trip tour...
inserito il 20/01/2010  da fab2yeux - visualizzazioni: 2357
NOTTE BIANCA CATANIA 2009 FRANCESCO CAFISO DINO RUBINO SCUCCESS
nessuna descrizione disponibile...
inserito il 02/11/2009  da tonicarbone - visualizzazioni: 2314
NOTTE BIANCA CATANIA 2009 FRANCESCO CAFISO DINO RUBINO SCUCCESS
nessuna descrizione disponibile...
inserito il 02/11/2009  da tonicarbone - visualizzazioni: 2414
ALBERTA BRAVO CAFE E FRANCESCO 092FRANCESCO CAFISO THE GENIOUS!!!|!BOLOGNA OTTOBRE 2009
20 e 21 ottobre Bologna al Bravo Caffè Francesco Cafiso THE GENIUS !!!! grazie di darci una emozione che dai tempi di Coltraine o dei grandissimi...
inserito il 22/10/2009  da albertantonia - visualizzazioni: 2659
Gallarate Jazz Festival 2009 - Francesco Cafiso parte 1
Prima parte dell'intervento di Francesco Cafiso al Gallarate Jazz Festival 2009Leggi articolo:http://www.portaleassesempione.it/cultura/4580-g...
inserito il 12/10/2009  da Assesempione - visualizzazioni: 2374
Cafiso & Rubino in Concerto a Sant'Agata M.
Sant'Agata Militello (Me) - Nell'incantevole scenario del "Castello Gallego", Francesco Cafiso, il talento più recente ...
inserito il 25/07/2009  da cirosca3 - visualizzazioni: 2225
il moro cava de' tirreni-FRANCESCO CAFISO,DINO RUBINO,ALDO VIGORITO E AMEDEO ARIANO
Francesco Cafiso, Dario Rubino, Amedeo Ariano, Aldo VigoritoConcerto solo su prenotazione onlinePrenotazioni online chiuse. Telefonare al moro per inf...
inserito il 28/06/2009  da elchimico - visualizzazioni: 2210
Enrico Rava conferenza stampa
Enrico Rava...
inserito il 27/11/2008  da hornitos75 - visualizzazioni: 3327


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Data pubblicazione: 16/08/2009

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