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Südtirol Jazz Festival

Bolzano, 24 giugno 2011 - 3 luglio 2011
di Vincenzo Fugaldi

Il festival altoatesino prosegue nella direzione intrapresa dal direttore artistico Klaus Widmann, confermando e ampliando il suo ruolo di varco di comunicazione tra Italia e Europa, senza trascurare il grande jazz e le novità provenienti dagli Stati Uniti.
Un concerto emblematico di questa scelta è stato quello che ha chiuso il festival, il Nord-Sud Quartet, avventuroso incontro tra i nostri Livio Minafra e Domenico Caliri e i tedeschi Matthias Schriefl e Bodek Janke. Caliri collabora con Minafra nel nuovo quartetto di questi, mentre Janke forma con Schriefl il Duo Fanfarov. Il quartetto è nato dietro invito del festival altoatesino, e combina quattro personalità differenti e creative: Minafra, dopo gli esordi incentrati sul piano solo, è oggi uno dei nomi più interessanti del giovane jazz italiano; Caliri, con una forte esperienza negli Electric Five di Rava, è una certezza nel panorama dei chitarristi italiani; Schriefl è trombettista (ma suona anche altri strumenti) sorprendente e innovativo; Janke è batterista e percussionista che fa tesoro delle proprie matrici etniche polacco-russe. La musica che i quattro hanno messo su per il pubblico altoatesino è piena di vigore, teatrale, ironica e coinvolgente, come nel brano di Minafra dedicato ad Antonello Salis, Boomerang, un divertente interscambio di energia tra musicisti e pubblico.
La moltitudine di eventi che si svolgono nella stessa giornata su palcoscenici dislocati in numerose località del'Altoadige ci ha consentito di seguire un itinerario di ascolti, iniziato il 27 giugno, che ha potuto coprire solo una parte di concerti.

Il Parco dei Semirurali di Bolzano ha ospitato il quartetto denominato "Mare & Monti", costituito dalla cantante turca residente in Svizzera Saadet Türköz, dal sassofonista siciliano Gianni Gebbia, dal batterista e percussionista piemontese Michele Rabbia e dal contrabbassista altoatesino Günther Pitscheider. L'improvvisazione radicale dei quattro poggia sui solidi riferimenti etnici della cantante che sfoggia una voce potente e un vasto campionario di suoni e rumori, sul suono profondo del contrabbasso che si fa carico di fornire robusto sostegno ritmico, pedali e bordoni con l'archetto, sui fantasiosi colori dei tamburi e dei piatti di Rabbia, e sul fraseggio multiforme dell'ancia di Gebbia, pronto a incrociarsi con la voce e a colmare gli spazi, in un set concentrato e ben equilibrato.

L'impareggiabile panorama alpino che si gode dal Rifugio Feltuner Hütte, situato sul Corno di Renon, ha fatto da cornice alla prima esibizione italiana dei Three Fall, un trio di giovani tedeschi (Lutz Streun-sax tenore e clarinetto basso, Til Schneider-trombone, Sebastian Winne-batteria) con all'attivo due cd («Bomboclive!», Konnex, 2009 e «On A Walkabout», Act, 2011). La proposta è di grande impatto, e coniuga sapientemente improvvisazione e cantabilità. Ritmi che spesso richiamano l'hiphop, trascinanti riff di trombone, spazi solistici densi e significativi, utilizzo non eccessivo di effetti analogici, e un repertorio che alterna valide composizioni originali (Fiets, Kohlenhydrate, Spaziergang, Song For Alma, Skyscraper, Bones & Steaks), a Walkabout dei Red Hot Chili Peppers, gruppo cui è dedicato il cd più recente del trio, per un concerto riuscitissimo, che ha rivelato – senza mai sovrastare la comunicazione musicale con fastidiosi virtuosismi - le notevoli competenze tecniche dei tre, dal suono perfetto di Streun, al completo controllo del ritmo di Winne, al ruolo di Schneider, debitore della grande lezione del conterraneo Albert Mangelsdorff. Specie in Dunkel Grün, basato su suoni lunghi e suggestivi e respirazione circolare, i Three Fall hanno realizzato un momento di intenso incontro tra la musica e la suggestione paesaggistica.

La cornice elegante del giardino dell'Hotel Laurin ha invece ospitato l'atteso duo tra il nuovo astro della vocalità, la coreana Youn Sun Nah, e il grande chitarrista europeo Ulf Wakenius. Dopo un inizio per sola chitarra acustica tra suggestioni morriconiane e Brasile, la giovane cantante ha impegnato le sue non comuni doti vocali (una dinamica che va con naturalezza dal sospiro all'urlo, delicatezza e potenza, creatività e sensualità) in un repertorio estremamente variegato, da Nat King Cole (Calypso Blues) a Frevo di Egberto Gismonti, alla sua composizione Uncertain Weather, a un antico poeticissimo canto d'amore coreano, al brano fusion Breakfast in Baghdad composto dal chitarrista, a una versione raccolta e intima dell'indimenticabile Avec le temps di Leo Ferrè, a Jokey Full Of Bourbon di Tom Waits, a Same Girl di Randy Newman, a Enter Sandman dei Metallica, dimostrandosi a suo agio in ogni confronto, dando a ogni canzone interpretata un'impronta personale. Dal canto suo, Wakenius è accompagnatore ideale, mirabile per tecnica e affiatamento. Youn Sun Nah non utilizza solo la voce, ma anche il kazoo, e per accompagnarsi la kalimba (in una lunare My Favorite Things) e una music box, diversificando opportunamente le atmosfere a seconda dei brani.

L'EURAC ha ospitato, dopo l'interessante convegno internazionale Culture meets economy, dal tema "Quanto costa la cultura? Prospettive di collaborazione tra mercato e politica", dove è stato tra l'altro presentato l'ottimo esempio del festival amburghese ELBJAZZ, il duo franco-giapponese Donkey Monkey, composto dalla pianista francese Eve Risser e dalla batterista giapponese Yuko Oshima. Provenienti da esperienze differenti (la pianista da studi classici e contemporanei, la batterista da esperienze varie, principalmente rock), si incontrano sul territorio accidentato dell'improvvisazione, con l'utilizzo del piano preparato, delle voci, di un moderato uso dell'elettronica. Il risultato, pur interessante, è gravato da un approccio piuttosto rigido.

Il Castello di Prösels, in territorio di Fié, ha fatto da suggestiva cornice al concerto del quartetto del vibrafonista Pascal Shumacher, con Franz von Chossy al pianoforte, Christoph Devischerr al contrabbasso e Jens Düppe alla batteria. Una materia sonora duttile, elegante e di classe, con una buona intesa tra vibrafono e piano – purtroppo non agevolata dall'acustica del luogo – per una serie di brani originali gradevoli e orecchiabili, contraddistinti da struttura in crescendo e diminuendo, piuttosto distanti dalla linea maestra della tradizione afroamericana.

Il giovane statunitense di origini cino-giapponesi Dana Leong ha portato a Bolzano la prima esecuzione europea della sua opera commissionata dall'Apollo Theater Life After Dark, in cui affianca al suo trombone e al violoncello la dj Val-inc, il batterista Aviv Cohen, il koto di Yumi Kurosawa, la chitarra di John Shannon e la voce di PYeng Threadgill. L'idea di fondo è quella di mescolare artisti di diversa provenienza geografica (Stati Uniti, Israele, Giappone, Haiti) in un progetto multimediale che utilizza filmati dello stesso leader e di Johnny Moreno. La parte audiovisiva, nella sezione contenente le interviste ai musicisti del gruppo proiettate prima che ciascuno entrasse in azione sul palco, presentava delle eccessive lungaggini, mentre la parte strettamente musicale si avvaleva con parsimonia delle notevoli doti dei comprimari, che si avvicendavano sul palco in duetti o trii, per suonare tutti insieme solo nella seconda metà del lungo concerto. L'approccio di Leong in Life After Dark è assolutamente lontano dal jazz, e sembra partire da orizzonti musicali lontani, disparati, esotici, per approdare a risultati probabilmente discutibili - dovuti ad esempio a un certo autocompiacimento - ma non privi di un certo fascino, tra Sakamoto, l'hip-hop e numerose altre influenze, le sonorità del koto, il mobilissimo drumming di Cohen, i colori di Val-Inc e il fascino della voce della Threadgill.

All'Abbazia di Novacella, accompagnata dal marito batterista Igal Foni e dal basso elettrico di Andrea Castelli, si è esibita la trombonista israeliana Reut Regev, attiva in area newyorchese sin dal 1998, tra il settore del klezmer e quello dell'avanguardia. Un repertorio di brani originali e un omaggio a Ornette Coleman, in un set in cui ha mostrato un suono pieno e robusto, buone idee musicali e capacità solistiche, sicurezza e determinazione.

Uno dei momenti più attesi del festival, nello spazio all'aperto antistante il Museion, è stato l'incontro tra Michel Portal, Bojan Z e il trio Fly (Jeff Ballard, Larry Grenadier e Mark Turner). La collaborazione tra il grande musicista francese - qui al clarinetto basso e al sax soprano - e il pianista di Belgrado risale ad anni addietro, in duo e in formazioni più ampie come nel suo recente «Baïlador». L'interazione con il trio statunitense è corsa sulla scia dell'entusiasmo e del reciproco ascolto, pur trattandosi di un incontro tra diversi mondi e diverse concezioni musicali, tra recenti splendide composizioni di Portal (Dolce, Baïlador, Citrus Juice e Cuba Si, Cuba No, introdotta da un suggestivo duo soprano-pianoforte) dai temi fascinosi e ardui, nella cui esposizione Turner è sembrato per un attimo leggermente in difficoltà, e brani dei Fly (Lady B, Sky & Country), in cui Portal è entrato con totale padronanza, così come il pianista, a suo agio in ogni brano anche col piano Fender.

L'esibizione del Tinissima Quartet di Francesco Bearzatti, Giovanni Falzone, Danilo Gallo e Zeno De Rossi, nella ormai notissima suite «Malcom X», non ha riservato sorprese, confermando l'ottimo impatto di questa proposta nella dimensione live, impreziosita dagli splendidi disegni di Francesco Chiacchio, dallo stesso autore sincronizzati con la musica.

L'ultima giornata si è svolta soprattutto in Val Badia, nei rifugi sopra San Vigilio di Marebbe. Qui, al Fodara Vedla Hütte, con all'intorno panorami di incomparabile bellezza, si è ascoltato il duo friulano composto da Daniele D'Agaro al clarinetto e sax tenore e Denis Biasion alla chitarra. Strumenti d'epoca: chitarra Ibanez modello George Benson, sax tenore Cohn del 1928 e clarinetto storico donato da Tony Scott. Scelta dei brani non convenzionale, da archivisti musicali: gli ellingtoniani Azure, Up And Down, Up And Down (I Will Let Them Up And Down), tratto da «Such Sweet Thunder» e Under The Balcony, tratto dalla «Perfume Suite», Music Forever di Freddie Redd, da «The Connection», Translation di Lucky Thompson, It's You Or No One, Please Send Me Someone To Love, soul song di Percy Mayfield, Agosta, kaseko del Suriname, Exactly Like You, e la composizione di D'Agaro Calypsonia. Suoni di assoluta purezza, jazz di elevatissima qualità eseguito da un duo affiatato e coeso, con una competenza musicale senza pari, completa padronanza della tradizione jazzistica, swing poderoso.

Terence Blanchard ha portato a Bolzano un nuovo quintetto, con Brice Winston al sax tenore, il cubano Fabian Almazan al pianoforte, il contrabbassista Joshua Crumbly e il batterista Kendrick Scott. Jazz di gran classe che, pur complesso e articolato, scorreva fluido e naturale, valorizzando le eccelse qualità di ciascuno, dalla tromba del leader, lucida e assertiva, alla bella pronuncia di Winston, al tocco ineccepibile di Almazan, alla sorprendente competenza dell'appena diciannovenne Crumbly, alla perfezione stilistica di Scott, in un hardbop aggiornatissimo che ha sciolto in breve tempo l'iniziale freddezza, con ottime composizioni originali.






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Terza edizione del Reggio Calabria Top Jazz Festival: "...il concerto memorabile è stato quello del quartetto "Tinissima", una delle opere più importanti del jazz europeo degli ultimi anni, e nella dimensione live raggiunge una compiutezza che la già notevole registrazione in studio faceva solo intuire. A supporto della musica, una serie di struggenti fotografie di Tina Modotti proiettate a cura di Antonio Vanni." (Vincenzo Fugaldi)

13/03/2010

14ma edizione di Parma Jazz Frontiere 2009, "A viva voce": "E' una rassegna piena di coraggio. L' artista oggi si trova davanti tante porte. Magari dietro molte di queste porte non ci sono percorsi da seguire. Ma bisogna aprirle ugualmente e rischiare, perchè senza ricerca e senza rischio c' è la cristallizzazione, che è nemica dell'arte. Un festival non deve far solo ascoltare il noto ed il già sentito. Non deve invitare solo i musicisti più che conosciuti, o invitarli solo perchè americani e-o afro-americani." (Marco Buttafuoco)

03/01/2010

Francesco Cusa, Gianni Gebbia, Alessandro Salerno a Roma presso Il Baffo della Gioconda: "Questi tre giovani musicisti dimostrano di saper rimanere sempre "dentro" alla performance, sfruttando in modo innovativo le potenzialità dei loro strumenti, dandosi ciascuno il turno nel "trascinare" gli altri, senza perdere mai concentrazione e l'interplay è davvero grandioso." (Laura Mancini)

26/12/2009

10/15 (Javier Girotto & Aires Tango) - Fabrizio Ciccarelli e Andrea Valiante

01/11/2009

The Unknown Rebel Band (Giovanni Guidi) - Vincenzo Fugaldi

25/10/2009

Remembering Weather Report (Miroslav Vitous Group w/Michel Portal) - Dario Gentili

19/09/2009

Intervista a Giovanni Mazzarino: "Tutto ciò che noi definiamo Arte in realtà è già presente in natura. L'artista non inventa nulla; scopre attraverso la sua opera giornaliera di studio (o in maniera fortuita) alcuni dei principi compositivi (questo vale per tutte le espressioni artistiche); la combinazione di tali principi compositivi, fa in modo che possano venir fuori eventi nuovi...l'invenzione "non inventata"." (Fabrizio Ciccarelli)

05/09/2009

Timoka (Walter Beltrami) - Marco Losavio

04/07/2009

Reggio Top Jazz Festival, Seconda Edizione: "Nell'accogliente Teatro Cilea della città sullo Stretto, si sono alternati otto fra i vincitori della competizione, e due ospiti stranieri." (Vincenzo Fugaldi)

21/06/2009

Bologna, Ravenna, Imola, Correggio, Piacenza, Russi: questi ed altri ancora sono i luoghi che negli ultimi tre mesi hanno ospitato Croassroads, festival itinerante di musica jazz, che ha attraversato in lungo e in largo l'Emilia Romagna. Giunto alla decima edizione, Crossroads ha ospitato nomi della scena musicale italiana ed internazionale, giovani musicisti e leggende viventi, jazzisti ortodossi e impenitenti sperimentatori... (Giuseppe Rubinetti)

25/01/2009

Herbie Hancock Sextet al Roma Jazz Festival: "La formazione si è mossa abilmente tra esecuzioni acustiche ed elettriche, tra strumenti acustici ed elettrici, a partire dallo stesso Hancock, che si è alternato al pianoforte e al sintetizzatore. Tutti musicisti di altissimo livello internazionale..." (Dario Gentili)

18/01/2009

The Birth (Sandro Fazio), Incipit (Giuseppe Finocchiaro), Geometrie Semplici (Fabrizio Mandolini)

01/01/2009

Herbie Hancock al Bologna Jazz festival: "Quella di Hancock è una poetica della complessità, l'evocazione di un «villaggio globale» musicale che non si semplifica in un'assimilazione jazzistica di altri materiali, ma che muove piuttosto dalla ricerca di un terreno comune, dalla definizione di un orizzonte di intesa che si situa oltre le distinzioni di genere." (Giuseppe Rubinetti)

16/11/2008

La Fiamma e il Cristallo (Livio Minafra)

16/11/2008

Intervista a Livio Minafra: "Non c'è niente di più bello che la fantasia. In particolare se non è la fantasia dei sogni nel cassetto ma è quella dei lenti ma profondi cambiamenti. Credo che oggi non esista più la musica, e né le musiche e neppure i generi o gli stili. Oggi esistono le persone e per distinguersi la gente ha bisogno che la musica sia autobiografica. La gente ha bisogna che l'artista sia totale con la sua personalità artistica ed umana." (Fabrizio Ciccarelli)

20/08/2008

Südtirol Jazzfestival Alto Adige 2008: "Nove giorni di festival itinerante in Alto Adige, curati dall'infaticabile Klaus Widmann e da un gruppo di ottimi collaboratori. Musica, spesso ottima; paesaggi e località incantevoli; buona accoglienza, grandi vini e cibi locali. Un insieme delizioso, disturbato solo da alcune fastidiose bizze atmosferiche, che hanno costretto gli organizzatori a spostare alcuni concerti in spazi all'interno." (Enzo Fugaldi)

19/08/2008

Reggio Top Jazz Festival 2008: "Il sondaggio fra i critici specializzati che il mensile Musica Jazz dedica da ben cinque lustri al meglio del jazz in circolazione, in questo venticinquesimo anno è stato per la prima volta incentrato esclusivamente sul jazz italiano. Da qui la nascita del Reggio Top Jazz Festival, che nella prima edizione ha schierato buona parte dei vincitori del referendum, durante quattro serate primaverili nella città di Reggio Calabria." (E. Fugaldi - G. Taormina)

13/08/2008

Clusone Jazz Festival: "La ventottesima edizione del festival ha avuto come sempre la sua conclusione con una tre giorni finale ambientata a Clusone e dintorni. Un festival che presta attenzione nei confronti delle nuove tendenze e dei giovani musicisti." (Roberto dell'Ava)

22/07/2008

Suite For Tina Modotti (Francesco Bearzatti Tinissima Quartet)

22/06/2008

Downtown (Roberto Cecchetto)

21/06/2008

Tango Fugato (Francesco Venerucci)

14/10/2007

Clusone Jazz 2007: "Clusone divenuta famosa grazie anche all'idea di Bennink, Moore e Reijseger, che diversi anni or sono decisero di dare al loro trio il nome di quel luogo magico in cui si era costituito, ma oggi vanta una fama internazionale per meriti propri: per il clima (tra artisti e organizzatori) e per la qualità della musica offerta, tanto, che gli organizzatori hanno deciso di esportare il loro sapere e conoscere altrove..." (Luca Vitali)

30/09/2007

Bari in Jazz 2007: "La rassegna, che si è avvalsa della direzione artistica di Roberto Ottaviano, si è sviluppata per il secondo anno consecutivo lungo gli affascinanti vicoli del Borgo Antico, permettendo ad un pubblico allargato di godere delle esibizioni dei musicisti chiamati in quest'occasione." (Alberto Francavilla)

28/06/2007

Nuova gallery con le foto di Marco D'Amico.

13/06/2007

La Scomparsa di Majorana (Luca Lo Bianco)

23/04/2007

Kind Of Illusion (Luca Cacucciolo)

22/04/2007

Xenophonia (Bojan Zulfikarpasic)

30/03/2007

Fòua (Municipale Balcanica)

05/02/2007

Terronia (Pino Minafra)

01/02/2007

Journey to Donnafugata (Salvatore Bonafede)

28/01/2007

Stolen Days (Francesco Bearzatti Sax Pistols)

28/01/2007

Circle (Michelangelo Decorato Trio)

13/01/2007

La dolcezza del grido (Livio Minafra)

21/12/2006

Sacile 2006, Il Volo del Jazz (Luca D'Agostino)

20/11/2006

Ecologic Island (Mauro Ottolini)

17/11/2006

For the time being (Salvatore Bonafede)

10/09/2006

Gezmataz 2006: Frisell, Weinstein, Tindiglia, Petrella, Matt Renzi, Bearzatti ... dieci giorni di workshop intensi ed entusiasmanti oltre a concerti di pregio che hanno visto anche l'interazione degli allievi ...

01/09/2006

Il Bizart Trio a Bari in Jazz: "Elevati livelli di fluidità e coesione, impianti ritmici che vanno oltre la tradizione, sapientemente disegnati da Aldo Romano che ha mantenuto costantemente il drumming su quote di alta raffinatezza e poesia." (Alceste Ayroldi)

09/08/2006

Chante (Aldo Romano)

13/05/2006

Indigo4 (Gianluca Petrella)

21/04/2006

Michel Portal e Bojan-Z duo per Musicus Concentus: "...un duo che coniuga mirabilmente avanguardia e tradizione, impegno e grande comunicatività, palpabile gioia di suonare insieme e grande amore e rispetto per chi ascolta." (Enzo Fugaldi)

26/03/2006

Michel Portal Quartet feat. Louis Sclavis allo IUC di Roma: "...da un lato l'ascoltatore viene catturato dall'estasi di una poliritmia che rimanda all'Africa e dall'altro è invitato a seguire il corso di melodie suadenti cullanti..." (Daniele Mastrangelo)

18/03/2006

Nuova gallery a cura di Paolo Madussi

15/12/2005

Stravagario 2 (Stefano Battaglia e Michele Rabbia )

10/12/2005

Night Funk (Tommaso Genovesi Quartet)

20/11/2005

Danilo Rea e Gianluca Petrella: gli Italiani di Berchidda: "...l'interpretazione jazz dei capolavori di De Andrè mette in rilievo la sensibilità musicale di Rea..." - "Senza nulla togliere al collega jazzista e ad altri artisti pure di riguardo, quale gladiatore di quest'estate jazz-festivaliera possiamo additare Gianluca Petrella..." (Antonio Terzo)

30/09/2005

Intervista a Francesco Bearzatti: "...io sono rockettaro d'animo. Ho trascorso la mia infanzia nella provincia friulana, dove con i coetanei ascoltavamo Led Zeppelin, i Deep Purple, poi è arrivato il punk, Ramone, Sex Pistols, eccetera..." (Antonio Terzo)

02/09/2005

Circular Thought (Kekko Fornarelli)

01/09/2005

Cassandra Wilson e Terence Blanchard a Umbria Jazz 2005: "Fra i concerti più attesi dell'intera rassegna perugina, è stato anche quello più provato dal maltempo ..." (Antonio Terzo)

13/08/2005

Concerts (Michel Portal – Richard Galliano)

10/07/2005

Dialogs, mostra di grandi tele di Arturo Carmassi - featuring Francesco Bearzatti, Marco Tamburini e Achille Succi: "...Un viaggio - anzi tre - attraverso le "grandi tele" che il maestro toscano ha realizzato dagli anni '90 ad oggi, nella sua ricerca incessante verso le possibilità espressive del segno e della creazione..." (A. Terzo, F. Albanese)

01/07/2005

Innovazione e tradizione a Terniinjazz 2005 con i "Sax Pistols" di Francesco Bearzatti "...Un progetto che riesce ad applicare la migliore improvvisazione di matrice jazz ad un repertorio rock moderno..." e il piano di Abdullah Ibrahim: "...Superba, nondimeno, la performance, il cui finale a note sospese merita il sentito applauso dei presenti." (Antonio Terzo)

07/05/2005

Francesco Bearzatti e il suo Bizart Trio insieme a Enrico Rava: "...La musica del quartetto è una musica larga, che respira, fatta anche di pause, di spazi aperti…ma soprattutto è una musica dove trovano posto senza sopraffarsi a vicenda, anzi, arricchendosi reciprocamente in un'autentica contaminazione..." (Vito Mancino)

06/12/2004

Hope (Bizart Trio)

31/08/2004

Antonello Salis e Michele Rabbia a Villa Guariglia: "...Musica della variazione, dove l'imprevedibile diventa la norma e i molteplici cambi di direzione mettono in campo una serie di "figure musicali" che sottintendono una logica quasi teatrale nella realizzazione delle frasi, negli sviluppi improvvisativi..." (Olga Chieffi)

13/04/2004

Michel Portal Trio per Jazz all'Ambra: "Dalla musica classica al jazz più ortodosso all'avanguardia più radicale: la capacità live più sorprendente di Portal è di mescolare tali stili e generi anche in uno stesso brano..." (Dario Gentili)

21/09/2003

A Gezziamoci 2003 di scena il Bizart Trio con la sua 'musica non convenzionale': "Francesco Bearzatti, Emmanuel Bex ed Aldo Romano intraprendono il "loro" viaggio all'interno della "loro" musica, definita da essi stessi poco convenzionale, proprio come il nome dato al trio..." (Dino Plasmati)

24/04/2003

Stravagario (Michele Rabbia e Stefano Battaglia)

12/04/2003

Virus (Francesco Bearzatti Trio)

17/01/2002

Intervista a Terence BLANCHARD: Gli Entusiasmanti Viaggi nel Jazz. Dalla vita, alla didattica, ai suoi lavori per il cinema fino al suo ultimo CD Let's Get Lost.





Video:
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Francesco Bearzatti Tinissima QuartetTerni, Anfiteatro Romano, 29 giugno 2008...
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Francesco Bearzatti Tinissima QuartetTerni, Anfiteatro Romano, 29 giugno 2008...
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Sabato 28 - Kenny Werner QuartetDegustazione di Vini: AmaroneDomenica 29 - Francesco Bearzatti Tinissima QuartetDegustazione di Vini: Barolo e Barbare...
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Francesco Bearzatti Tinissima Quartet au festival de jazz les Rendez-vous de l'Erdre 2008 à Nantes....
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Data pubblicazione: 08/08/2011

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