Jazzitalia - Io C'ero: Ute Lemper
versione italiana english version
 
NEWS
Bookmark and Share Jazzitalia Facebook Page Jazzitalia Twitter Page Feed RSS by Jazzitalia - Comunicati Feed RSS by Jazzitalia - Agenda delle novit�

Ute Lemper
Piccolo Teatro di Milano, 11 ottobre 2007
di Eva Simontacchi

«Ogni canzone è una pièce di teatro che racconta di un paradiso perduto, e ci parla di oggi, e di noi» scriveva Ute Lemper a proposito dell'album Illusions.

Lei mette in scena suoni e parole di un piccolo universo personale; svela l'ambiente suggestivo del cabaret storico berlinese (Hollaender) e parigino (Piaf, Brel), il cui senso profondo, nell'America dove lei vive, rivive non tanto nel vecchio music hall, ma nei club di San Francisco e del Village a New York dove i songwriters (Dylan, Waits, Cave), oggi come negli anni Sessanta, recitano il loro dissenso verso la società e l'omologazione dell'arte.

I
l Piccolo teatro, di fronte al Castello Sforzesco di Milano, è affollato di persone venute ad ascoltare ciò che Ute Lemper, poliedrica e magnetica cantante, attrice, ballerina e show-woman ha da raccontare al pubblico milanese. Spiega che questa sera, il suo viaggio ci porterà indietro nel tempo, in Germania, fino ai giorni nostri, ripercorrendo la guerra, il dopoguerra, la caduta del muro di Berlino, e giorni odierni. Il filo conduttore che collegherà tutte le canzoni e tutti i fatti è un boa di piume rosso lacca, che porta sul vestito nero. Parla dei vari proprietari che hanno ricevuto o a cui è stato regalato questo boa rosso, e a ogni aneddoto – nel quale include anche dei riferimenti storici e politici – canta un brano diverso. A ogni concerto cambia "viaggio", e i musicisti ci spiegano che durante il tour i concerti sono stati sempre diversi. In effetti, anche a Milano, le serate si differenziano e hanno titoli diversi: "Voyage" e "Angels Over Berlin".

La band che la accompagna in tour è formata da eccellenti musicisti: Mark Lambert (chitarra, voce); Werner "Vana" Gierig (piano), Don Falzone (contrabbasso), Todd Turkisher (batteria). La band prepara l'arrivo della bionda artista con un interludio musicale, e mentre i riflettori la seguono lungo il palco, Ute Lemper inizia il suo monologo. Abito nero, splendida figura e movenze feline e teatrali, ci regala il primo brano, "Yiddish Medley" (Chava Alberstein). Segue una sublime versione di "Lili Marlène" (Schultz), che ci riporta ai tempi della divina Marlène Dietrich. Segue "Lola" (Friedrich Hollaender). Ute Lemper intrattiene il pubblico da grande professionista e diva, e la sua voce a tratti spigolosa e aspra, a tratti angelica e cristallina tiene tutti con il fiato sospeso in attesa del seguito. E' impossibile distrarsi perché ogni sua movenza, ogni cambiamento nel colore della sua voce, ogni gesto che offre al pubblico incanta e affascina. La band accompagna egregiamente l'eclettica artista, che presenta ogni musicista al pubblico varie volte durante la serata.

Lo spettacolo prosegue con quattro brani di Brecht/Weill: "Salomon Song", "Kanonen Song", "Surabaya Johnny" e "Bilbao". Nel racconto, in qualche modo il boa rosso ci porta all'esecuzione di "Moondance" (Van Morrison), seguito tra monologhi e aneddoti da "Pirate Jenny" (Brecht/Weill), "Ghosts Of Berlin" (Ute Lemper), "Moritat" (Brecht/Weill). Il concerto termina con "Estate" di Bruno Martino e "Cabaret" di Kander/Ebb.

Al termine del concerto, richieste di bis e ovazioni da parte del pubblico. Una splendida serata all'insegna della musica d'autore accompagnata da una sezione ritmica dall'impronta raffinatamente jazzistica.






Articoli correlati:
22/09/2013

Ute Lemper sings Brecht and Weill: "Ciò che si avverte dalle prime note, è la sua capacità di vivere sul palcoscenico per un tempo indefinito con naturalezza, amando il proprio lavoro e mettendo una grande passione in tutto quello che canta." (Giovanni Greto)

07/05/2011

Jazz al Lincoln Center Presenta: "La Musica di Kurt Weill", con Ute Lemper: "Con le espressioni del volto e i gesti ha saputo sottolineare e rafforzare il senso delle canzoni: una vera cantante da teatro-Miss Lemper ha cantato con gusto, sensualità, intelligenza, calore e i più amabili toni che io abbia ascoltato da anni." (Roberta E. Zlokower)

08/07/2007

Ute Lemper a Pordenone in "Vojage, tra Ieri e domani": "E' spesso vibrante la voce di Ute, si trasforma in uno strumento a percussione, accarezza il cuore di chi la sta ad ascoltare e si avventura in uno scat che non ha nulla da invidiare a quello di cantanti votate esclusivamente al jazz." (Giovanni Greto)







Invia un commento


© 2000 - 2017 Tutto il materiale pubblicato su Jazzitalia è di esclusiva proprietà dell'autore ed è coperto da Copyright internazionale, pertanto non è consentito alcun utilizzo che non sia preventivamente concordato con chi ne detiene i diritti.


Questa pagina è stata visitata 3.348 volte
Data pubblicazione: 25/02/2008

Bookmark and Share



Home |  Articoli |  Comunicati |  Io C'ero |  Recensioni |  Eventi |  Lezioni |  Gallery |  Annunci
Artisti |  Saranno Famosi |  Newsletter |  Forum |  Cerca |  Links | Sondaggio |  Cont@tti