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Blue Dolls Trio: concerto e intervista
Concerto al Blue Note di Milano, martedì 15 magio 2007
Recensione di Eva Simontacchi

Intervista di Marco Losavio
Fotografie di Alberto Gottardelli


Federica Pallante, Erika Celesti, Viviana Dragani

Il Blue Dolls Trio nasce a Torino nel 2005. Le tre vocalist impegnate in questo progetto sono Erika Celesti (soprano), Federica Pallante (soprano) e Viviana Dragani (contralto). La sezione ritmica che le accompagna in questa serata è formata da Paolo Volante (pianoforte e presentatore dei brani), Marco Parodi (chitarra, Yves Rossignol (contrabbasso, che sostituisce Riccardo Vigoré che fa parte della formazione ufficiale) e Luca Rigazio (batteria). Le Blue Dolls presenteranno un repertorio che spazia dagli arrangiamenti vocali anni '40 stile Andrews Sisters a quelli italiani in stile Trio Lescano, e include anche dei brani anni '50 stile The Chordettes. Gli arrangiamenti vocali sono tutti originali, scritti dal maestro Roberto Andriolo, tenore e trombonista e da Marco Parodi. Le Blue Dolls si sono esibite nei maggiori jazz club italiani, e in teatri prestigiosi quali il Teatro Coccia di Novara, il Teatro Carlo Felice di Genova, il Teatro Carignano di Torino, e stasera le abbiamo qui con noi al Blue Note di Milano.

Salgono sul palco del Blue Note i musicisti che partono con la musica, e fanno il loro ingresso in costume le tre splendide Blue Dolls le quali presentano la sigla iniziale che si intitola, appunto, "Blue Dolls", sulla musica di "Satin Doll". Lo show è caratterizzato dai costumi delle Dolls e dai movimenti coreografici concepiti da Elena Delmastro, ballerina e coreografa diplomata alla Scala.

Le Blue Dolls, peraltro giovanissime, risultano subito molto precise e l'impasto vocale è ottimo. Abbiamo l'impressione di essere tornati indietro nel tempo, all'epoca delle radio a galena. Ci vengono presentati: "Il Pinguino innamorato", "Some Of These Days", "Oh Capitan c'è un uomo in mezzo al mare!", un brano di Macario intitolato "Camminando Sotto La Pioggia", "Shoo Shoo Baby" delle Andrews Sisters, "Ma l'Amore No", "C'è Un'Orchestra Sincopata", "In cerca di Te" (brano del 1945), "Tornerai", "You Took Advantage of Me" (con un testo riadattato), e, sempre delle Andrews Sisters, "Tulip Time", nella versione in lingua italiana presentata dal Trio Lescano: "Tulipan".

Molto brave le tre vocalist che oltre ad avere un'ottima preparazione vocale si muovono in sincrono sulla scena evocando nello spettatore gli anni a cui fanno riferimento le canzoni. I musicisti accompagnano le voci con dinamiche perfette, attenti a non coprire l'impasto, e il risultato finale è estremamente morbido e gradevole. Prosegue la serata con "Maramao Perché Sei Morto", "Non Dimenticar Le Mie Parole", un brano jive-swing di Louis Prima: "Sing, Sing, Sing!", seguito da un brano di Fats Waller, maestro dello stride piano, "A Handful Of Keys".

Termina la serata con la sigla finale delle Blue Dolls: "Blue Skies" con testo riadattato per la circostanza. Il pubblico chiede un bis, e le Blue Dolls si ripresentano sul palco per eseguire prima una splendida versione di "'Round Midnight" (Thelonious Monk), seguita dal "Rondò alla Turca" di W. A. Mozart. A breve è prevista l'uscita del primo album delle Blue Dolls.


Federica Pallante, Erika Celesti, Viviana Dragani

M.L.: Trio Lescano, Andrews Sisters, Chordettes...ma come le avete scoperte e come nasce l'interesse per questa musica?

Erika CelestiL'interesse per i gruppi vocali è nato e cresciuto con lo studio del canto e con l'opportunità di lavorare insieme ad altri cantanti. Le canzoni del Trio Lescano erano quelle che mia nonna cantava a mia mamma; naturalmente mia mamma le ha cantate a me. Cercare di approfondire l'argomento in questo modo è come voler entrare in una favola che si conosce da sempre.

Federica PallanteHo scoperto questi gruppi grazie ai miei nonni che quand'ero piccola a volte mi canticchiavano qualche brano e grazie alle persone che ho conosciuto in teatro che mi hanno dato una vasta cultura musicale in molti campi. naturalmente una volta entrata a far parte delle Blue Dolls ho avuto la possibilità di approfondire la conoscenza che in parte avevo di questo tipo di musica...e poi tutto è venuto da sé. Conoscendo meglio e ascoltando quei brani carichi di energia viene la curiosità e l'interesse di scoprire cose nuove e di riproporre quelle atmosfere che accompagnano la musica di quegli anni.

Viviana DraganiDunque, io non riesco a non essere sincera...ammetto di non aver avuto alcuna frequentazione del genere musicale cui appartengo prima di iniziare a praticarlo...La vita, che è fatta di incontri, mi ha fatto "scontrare", a un certo angolo di strada, con questi ritmi e con queste note, a cui mi sono affezionata strada facendo e senza alcuna fatica. A volte bisogna solo trovare qualcuno che ti porti a galla quello che è già dentro di te, forse da sempre...


M.L.: Un artista che ti ha colpito in modo particolare e di cui ritieni di aver assimilato qualcosa...

Erika CelestiElla Fitzgerald...

Federica PallanteAnche se sembra altisonante e può sembrare banale, la cantante da cui ho cercato di assimilare l'energia nel canto e nella presenza sul palco è certamente Maria Callas. E' poi doveroso citare Oscar Peterson: nonostante la mia avversione nei confronti del pianoforte non ho mai pensato che si potesse suonare con tanta genialità. E naturalmente Stéphane Grappelli che mi ha fatto scoprire un nuovo modo, sorprendente, di suonare il violino.

Viviana DraganiCredo di essere un catalizzatore umano...ho assimilato il bene e il male di tutti i miei ascolti, che lascerebbero scandalizzato qualunque purista di jazz! Io sono cresciuta pressoché nel silenzio, in casa mia non circolava musica, neanche molte parole per la verità, al massimo mi arrivava all'orecchio il liscio delle feste paesane abruzzesi, un vero must...Per fortuna, studiavo danza e così succhiavo energia da tutte le "colonne sonore" delle mie coreografie. In particolare devo qualcosa a Sting...l'ho ballato moltissimo! Per il resto la mia adolescenza è stata scandita dalla voce di Vasco, ebbene sì, e mi fa sempre un certo effetto ascoltarlo, soprattutto gli album degli esordi, stile "Anima fragile", per intenderci. Devo aver ereditato da lui l'espressività della voce cantata, che non è altro da quella parlata, a differenza di quanto pensa tanta gente, piena di studio e di tecnica, che perde pezzi di ghiaccio ad ogni performance. E poi i grandi cantautori italiani, Battisti e De André, principalmente, fino ad approdare a Carmen Consoli e Cristina Donà. Dichiaro di avere avuto persino un periodo rap... discreto mix!


M.L.: Tra gli studi effettuati, quale ritieni ti abbia aiutato di più a crescere soprattutto per quello che oggi fai?

Erika CelestiIl Voicecraft, che è tuttora la tecnica vocale che studio.

Federica PallanteSicuramente gli studi classici. Sin da piccola ho studiato violino e successivamente ho cominciato canto lirico avendo già partecipato al coro di voci bianche del Teatro Regio di Torino. Nonostante l'impostazione classica sia molto diversa, soprattutto per la mentalità, da quella jazzistica, è il rigore che è imposto dall'approccio classico alla musica che mi ha consentito di affrontare con serenità gli altri diversi generi musicali.

Viviana DraganiBeh, le arti coreutiche mi hanno insegnato praticamente tutto quello che sono oggi in scena, dalla postura alla disinvoltura (solo apparente!), al modo sinuoso di muovermi, alla mimica facciale e all'importanza dello sguardo alto, sempre (e qui mi possono capire a pieno solo i ballerini...). Per quanto concerne invece il canto, ringrazio tutti i miei insegnanti di cuore, ma in realtà il vero maestro è stato ed è il palco, il mio banco di scolaretta, dove ho mosso i primi passi senza sapere neanche quali fossero i miei limiti e i miei punti di forza. Non c'è studio migliore che cantare continuamente, anche sotto la doccia, esplorare la propria voce, mettersi alla prova, accarezzarsi le corde vocali. Sentire come cambia la propria voce in base allo stato d'animo e riportare tutte queste esperienze "private" al pubblico. La voce cresce con noi, invecchia con noi, si ammala insieme a noi, si incrina quando ci emozioniamo e traballa quando ci agitiamo. Si fa roca con la rabbia, soffiata con l'amore. La voce non mente. Proprio per questo, il salto di qualità c'è stato davvero quando ho imparato a rilassare tutto e a non cantare come se dovessi per forza sfondare un muro. La Maestra Pizzoli diceva che meno si fa nel canto e meglio è. Parole sante...

M.L.: Non temi che proporre qualcosa del passato possa soffrire del rischio di déja-vu?

Erika CelestiPenso che nel nostro caso un senso di déja-vu faccia parte del gioco. Non lo vedo come un rischio, ma come un ingrediente.

Federica PallanteSì, probabilmente corriamo questo rischio, ma non è detto che avere questo tipo di déja-vu sia una brutta sensazione!

Viviana DraganiOrmai non c'è più niente che non venga riciclato in campo artistico. Ed è normale che sia così, d'altra parte i colpi di genio non si verificano mica tutti i giorni...noi andiamo ancora a teatro a vedere le tragedie di Euripide, e quanti millenni sono? No, non credo proprio: la gente ama tuffarsi nel passato, far riaffiorare i ricordi, commuoversi. Non voglio arrivare a dire che le Blue Dolls siano catartiche, eppure non è la prima volta che il vecchietto della prima fila si scioglie in lacrime su una nostra ballad...


M.L.: Non è molto consueto che giovanissimi si avvicinino al jazz. Come è vissuta questa inclinazione tra i tuoi amici? Ti vengono a vedere? Ti supportano?

Erika CelestiHo sempre ascoltato musica con i miei amici, jazz e non solo. Molti di loro sono musicisti, ci supportiamo a vicenda, quando possono vengono a vedermi.

Federica PallanteLa maggior parte dei miei amici sono musicisti e quindi non è affatto strano per loro che io mi sia avvicinata al jazz e anche quelli che non hanno nulla a che fare con la musica sanno che per me invece è molto importante e quindi s'interessano e - se possono - mi vengono a sentire. Quello che è stato molto importante per me è che tutti i miei amici, musicisti o no, sono sempre stati presenti e mi hanno sempre sostenuto.

Viviana DraganiI miei amici, che per altro non sono poi così "giovanissimi", vengono per sentire me, se ne hanno il desiderio, non certo per sentire "il jazz"...


M.L.: Un artista del presente che ti piace e ascolti volentieri.

Erika CelestiAvishai Cohen, Renè Maire, Joni Mitchell, Bjork, Bill Frisell, Dee Dee Bridgewater, Ani Di Franco, Sting...

Federica PallanteUno solo? Comincerei con Charlie Haden, Pat Metheny...Deep Purple....e come non citare il nostro Marco Parodi!

Viviana DraganiCome ho già accennato, sono piuttosto onnivora: mi piace accendere la radio e sentire le programmazioni più buffe, più datate, più trash...Sono la jazzista meno snob che popoli la terra...ma d'altra parte, se non si ascolta mai il peggio, come si fa ad evitarlo?


M.L.: Se avessi un microfono in questo istante, che brano canteresti e per chi?

Erika CelestiCanterei I Treni a Vapore di Fossati per chiunque avesse voglia di ascoltarmi.

Federica Pallante"The moon is a harsh mistress"...a chiunque volesse ascoltare.

Viviana DraganiLo canterei anche senza microfono, anche senza conoscere la melodia, per chiunque abbia voglia di starmi ad ascoltare qualche minuto.

M.L.: Vai d'accordo su tutto con le altre due colleghe? L'ultima discussione?

Erika CelestiSì, si può non essere d'accordo su qualcosa, ma in genere si discute soltanto per stanchezza o agitazione.

Federica PallanteNaturalmente no! Abbiamo tre caratteri diversi e ci sono cose per cui abbiamo opinioni diverse...Devo dire però che non abbiamo mai litigato e siamo unite.......L'ultima discussione? Forse per chi dovesse essere la prima a lavarsi i capelli!!

Viviana DraganiOvviamente no...che gusto ci sarebbe ad andare sempre d'accordo? Non ci si sposterebbe di una virgola da dove si è! Non sono mai stata per il quieto vivere e quando ci devo stare forzatamente, maturo ottime gastriti! Nutro l'esigenza costante di manifestare il mio eventuale disappunto e lo faccio senza mezzi termini. Non so rinunciare al mio punto di vista, almeno là dove so che può contare qualcosa. Discussioni ce ne sono tante, e derivano principalmente da divergenze caratteriali che vanno un po'oltre l'esibizione della serata. Ma, in definitiva, devo riconoscere che le altre due mi vengono abbastanza incontro in questi raptus del mio ego, e quando lo fanno mi sento come stretta nella morsa di un abbraccio a cui non pensavo di appartenere.


M.L.: Un aggettivo per ognuna delle altre due...

Erika CelestiUn aggettivo è davvero troppo poco… per Viviana i primi aggettivi che mi vengono in mente sono emotiva e sensibile; è dissacrante, contraddittoria, comica, è golosa di tutto quello che le può piacere. Federica mi mette allegria appena arriva, è di una dolcezza disarmante, le piace parlare, sorridere, le piace essere coinvolta e dare sempre un apporto positivo.

Federica PallanteCredo che Viviana sia una persona sensibile e impulsiva ed Erika generosa e capace di trasmettermi serenità ed allegria...e tutte e due garantiscono sempre grasse risate!!!

Viviana DraganiMmmh...posso esimermi...? Trovo quanto meno riduttivo appioppare etichette...gli esseri umani sono più complessi di quanto non li facciamo noi, pensandoli secondo quell'infinitesimale lato di sé che decidono di mostrarci...


M.L.: Ti hanno dato un soprannome?

Erika CelestiPiù di uno, ma è meglio glissare.

Federica PallanteTanti! Ma non sono assolutamente ripetibili!!!

Viviana DraganiSì e lo porto con fierezza! DRAGANOVA, una nuova étoile russa...


M.L.: Gli arrangiamenti sono a cura di Roberto Andriollo, Marco Parodi e Paolo Volante. Hai mai partecipato ad alcune fasi, hai proposto tue idee? Magari se qualcosa non ti piaceva così com'era stata pensata...

Erika CelestiNon sono mai stata presente durante la fase di arrangiamento di un brano, ma durante le prove o in concerto possono venire spunti per nuove idee.

Federica PallanteIn effetti no, perché non ce n'è mai stato bisogno, però non credo ci sarebbero problemi a proporre qualcosa di diverso.

Viviana DraganiNo, lascio fare a chi ne sa più di me. Non metto lingua sugli arrangiamenti, a meno che non mi senta sminuita o sacrificata vocalmente, per estensione o ruolo che sia. Mi piace la parità nelle cose, il senso della misura e della chiarezza.


M.L.: E il rapporto con il resto della band com'è?

Erika CelestiGli voglio bene, credo non sappiano quanto.

Federica PallanteCon il resto della band mi trovo benissimo. Sono delle persone con cui è difficile non andare d'accordo e nonostante non sia tanto tempo che ci conosciamo, mi sono affezionata molto.

Viviana DraganiE qui mi confesso. Diciamo che il rapporto varia in base al mio umore...siccome l'attività principale del gruppo è ridere, se sono in vena di scherzare mi trasformo in un giullare camaleontico. Ma se la luna è storta, le risate degli altri, continue, prolungate, a volte un po' esagerate per i miei livelli di comprensione (nonché di sopportazione acustica) non me la raddrizzano, anzi mi irritano ulteriormente. Allora semplicemente mi faccio un giro; forse è per questo che arrivo ai concerti così fisicamente stanca e provata?!? Mah...


M.L.: Ti hanno mai fatto uno scherzo?

Erika CelestiSpesso...

Federica PallanteCerto!! ad ogni concerto ce ne inventiamo sempre di nuovi!!

Viviana DraganiCome state per dedurre non sono esattamente una a cui venga l'istinto di fare uno scherzo...anche perchè tendo a prenderla un po' sul personale... Ciononostante una volta il chitarrista, Marco, mi ha dato la tonalità sbagliata in sound-check. E, misteriosamente, sono rimasta senza un filo di voce, come se non ce la facessi proprio ad entrare, con le altre due dietro che, incredule, mi suggerivano la nota, ovviamente della tonalità sbagliata. Tre orecchi dissoluti.


M.L.: L'esperienza professionale che non ti ha fatto dormire la notte prima e...anche quella dopo, per l'adrenalina...

Erika CelestiLa prima volta che ho fatto un concerto, in un locale di Genova, a 17 anni. Quando ho cantato nel musical Cotton Club al Teatro Coccia di Novara e per il nostro concerto al Blue Note.

Federica PallanteE' una domanda alla quale non posso rispondere perché io riesco a dormire sempre e ovunque!!!

Viviana Dragani

E qui vado a colpo sicuro...Cantando in un trio ci si fa abbastanza scudo a vicenda, e anche quando si è soliste ci si sente comunque un po', come dire, "giustificate". Quando invece bisogna ricoprire un ruolo protagonistico come quello di una soubrette che canta, balla e recita al contempo, con un cast di gente invidiosa perché hai la stanza d'albergo tutta per te, con più stelle della loro, e hai diritto a un menù diverso rispetto ai ruoli minori, diventa davvero dura sopravvivere...Sembra fantascienza medievale e invece mi è capitato sul serio al Festival lirico di San Marino, un paio di estati fa o forse più, ho rimosso. Quel che so è che dopo aver affrontato quella cosa lì, posso fare davvero di tutto. Emotivamente ridotta ai minimi termini, ho fatto tutto quello che dovevo, sì, credo fosse l'adrenalina a tenermi in piedi, e soprattutto la voglia di gettarmi tutto alle spalle. Così ho preso i miei applausi, e non i fischi che si malignava e ho stritolato la povera mano del tenore con cui duettavo, Emil Alekperov, uno dei pochi alleati che abbia avuto in quel frangente. Mai più visto, tra l'altro. Beh, a lui va un grazie sentito...


M.L.: L'ultimo cd e l'ultimo libro acquistati...

Erika Celesti"Made in Japan" dei Deep Purple e "Il Suono Giallo" di Kandinsky.

Federica PallanteUn cd sulla musica fiamminga e "L'evoluzione della fisica" di Einstein e Infeld.

Viviana Dragani

Ultimamente compro musica negli autogrill...l'ultimo è stato "La cura" di Battiato. Credo sia una delle dichiarazioni d'amore più vibranti che siano mai state scritte e musicate. L'ultimo libro comprato, che è quello che sto finendo in questi giorni, è "Undici minuti" di Coelho. È un romanzo geniale. È il diario di una che per scelta e per necessità fa sesso a pagamento, e riesce a darsi una serie di giustificazioni filosofiche, di un'intelligenza e di una lucidità che lasciano cadere davvero tanti pregiudizi nel vuoto e l'assolvono completamente da ogni reato. Grazie alla sua antica professione la protagonista coglie il senso recondito dell'amore, una cosa diversa da ciò che accade in quegli undici minuti. Lo consiglio a tutti.


M.L.: La cosa che ti piace di più di questo lavoro...e quella che ti piace meno...

Erika CelestiLa sensazione fisica che mi dà cantare. Non mi piace dovermi allontanare spesso da persone alle quali voglio bene e che mi aspettano a casa.

Federica PallanteLa paura, la voglia e il bisogno di stare sul palcoscenico. Ciò che forse mi piace meno è il fatto che stando spesso fuori casa si corre il rischio di sacrificare al lavoro le proprie amicizie.

Viviana Dragani

Beh, sembra banale a dirsi, ma sono le gratificazioni personali che me lo fanno amare così tanto; in realtà gli artisti amano se stessi, più che questo lavoro, il che è un po' la stessa cosa. Per quelli poi che, come me, vivono metà della giornata almeno in un mondo parallelo, fatto di silenzio e di pensiero, comunicare, cantando, con il resto del mondo è una benedizione di cui non si riesce più a fare a meno. Inoltre vorrei che non finissero mai i viaggi per raggiungere le sedi dei concerti! C'è sempre un lato di me che fa turismo in queste trasferte e, anche quando il tempo è poco, mi concedo sempre la mia mezz'ora esplorativa...Non mi piace lo stress, le "marchette" in cui la gente non ti sta a sentire, le visite foniatriche...


M.L.: Prova a immaginarti tra 10 anni, chi e come vorresti essere?

Erika Celesti Vorrei essere come sono ora, magari con un bambino di 5 anni.

Federica PallanteMi viene in mente un augurio che mi è stato fatto in occasione del mio 18° compleanno: di diventar grande e di rimanere sempre un po' piccina.....credo che sia questo che vorrei.

Viviana Dragani

Una che è felice, realizzata, cosa che non sono ora, o meglio, che non sono del tutto, ora. Mi piacerebbe vedere sotto qualche forma il frutto degli anni di vita che ho dedicato alla mia laurea. Mi piacerebbe tradurre libri e anche scriverne. Prima ancora che ballerina e cantante, il mio sogno nel cassetto era scrivere un romanzo autobiografico a quattro mani con la mia amica Eva. Io non so neanche dove sia adesso...Lo scriverò da sola. E se non partorirò un libro, farò almeno un figlio, anzi, una figlia, che si chiamerà Viola. È il nome più dolce che mi venga in mente.


M.L.: Chi vorresti ringraziare?

Erika Celesti I miei genitori...

Federica PallanteNon basterebbero poche righe se dovessi fare un elenco perciò, volendo esser breve, ringrazio tutte le persone che mi sono state e mi sono vicine tuttora, quelle che mi hanno sostenuto ma soprattutto sopportato in questi anni! Naturalmente un ringraziamento particolare va alla mia famiglia e a tutti i miei maestri.

Viviana Dragani

Dio, o chi per lui, per avermi dato questa mia voce e non un'altra. Me stessa, per essermi pagata tutti gli studi canori, conservatorio compreso, con i soldi dei concerti e delle lezioni che impartivo, di danza. E infine Paolo, pianista e amico, per la sua incrollabile pazienza e dedizione.


M.L.: Un ultimo pensiero totalmente dedicato alle altre due colleghe...

Erika Celesti "I don't know where I'm going but I'm going there fast/Tonight there ain't no future and there isn't a past/We'll make it like the first time so it won't be the last/All I wanna do is everything that you ask/Don't you know I'm really gettin' in the mood" (Andy Razaf)

Federica PallanteOgnuna di noi ha la propria forma con i suoi spigoli e i suoi colori; tutte insieme alla fine, come i pezzi nel gioco del Tetris, ci incastriamo armonicamente.

Viviana Dragani

Ragazze, sopportatemi ancora per un po'...
















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Matteo Brancaleoni al Blue Note: "Una delle cose più importanti per me è "sentirsi nel brano" rispecchiarsi, trovare una propria chiave di lettura nell'interpretazione essendo onesti con sé stessi e con il pubblico." (Eva Simontacchi)

27/01/2008

Gonzalo Rubalcaba Quintet al Blue Note di Tokyo: "Rubalcaba rivela sempre una tecnica invidiabile ma, col trascorrere degli anni, è riuscito a staccarsi dalla tastiera, a selezionare meno note, il che giova all'equilibrio di ogni brano." (Giovanni Greto)

11/01/2008

Chiara Civello al Blue Note: "...la musica che propone va al di là di qualsiasi etichetta, e include tante influenze e contaminazioni...In questa serata ho sperimentato una bella energia sul palco, e la performance è stata molto ben giocata sugli equilibri, le atmosfere e le energie." (Eva Simontacchi)

18/08/2007

Vik and The Doctors of Jive al Blue Note: "L'interpretazione dei vari brani da parte di Vik è dinamica e ricca a livello coreografico. Partecipano alle gag anche i fiati. Vik recita mentre canta, utilizzando una pronuncia in puro stile "broccolino"..." (Eva Simontacchi)

26/05/2007

Intervista a Karrin Allyson: "...Sono sincera nel voler portare gioia e bellezza, divertimento e raccoglimento all'ascoltatore. Non si tratta di posare. Si tratta di raggiungere le persone. Ed è ciò che spero accada..." (Eva Simontacchi)

26/05/2007

Karrin Allyson al Blue Note: "...Karrin Allyson dimostra prontamente la sua versatilità e le sue doti eseguendo canzoni in stili diversi con diversi tempi e moods, passando dal vocalese allo scat. Il suo scat è superbo; precisione e creatività non le mancano, e trasmette gioia e giocosità..." (Eva Simontacchi)

24/04/2007

Intervista a Billy Cobham: "...la musica è il linguaggio universale, ma una cosa è crederlo e un'altra cercare di dimostrarlo ... Questo è il mio compito della vita di ogni giorno, di confermare e far comprendere ogni volta questo concetto, e anche come viverlo, praticarlo per potermi sentire ogni giorno una persona migliore..." (Mario Livraghi)

07/04/2007

Gli SwingMatics al Blue Note: "...un organico insolito che nell'eccezionalità della sua struttura ha creato un fenomeno consueto nella musica jazz: l'originalità e l'importanza della timbrica come ricerca di qualcosa di diverso..." (Mario Livraghi)

01/04/2007

Ahmad Jamal Trio al Blue Note di Milano: "Ahmad Jamal è il leader indiscusso del proprio trio. Il suo stile sa essere nel contempo ricchissimo o minimalista. Ha una padronanza totale dello strumento e si percepisce tanta musica classica nel suo attuale modo di suonare. Ma vi è anche il blues. Un grandissimo contrasto di mondi, di stili, di sonorità ... Ha il carisma del capogruppo. Ha un suo modo di suonare che non assomiglia a nessuno. E' Ahmad Jamal. Con l'unicità dei grandi." (Rossella del Grande)

19/11/2006

The Blue Note Years: The Jazz Photography of Francis Wolff (Michael Cuscana, Charlie Lourie, Francis Wolff)

19/11/2006

Jimmy Scott al Blue Note di Milano, ha detto di lui Ray Charles: "Quest'uomo è tutto feeling. Ha definito cosa significhi la parola "soul" nel canto prima ancora che a qualcuno venisse in mente di usarla." (Eva Simontacchi)

15/10/2006

Gal Costa al Blue Note di Tokyo: "Gal Costa è apparsa fisicamente appesantita - ha compiuto 61 anni - ma ha conservato il timbro giovane della voce, assieme all'apparente facilità con cui spazia dalle tonalità alte a quelle basse." (Giovanni Greto)

02/09/2006

Chris Potter al Blue Note: "La mia esperienza con Dave Holland è stata molto significativa. Ora ho molta libertà con la mia band. Pur essendoci parecchi aspetti in comune con la musica di Holland, la mia musica di adesso è differente, per via del sound elettrico, per il tipo di struttura." (Rossella del Grande)

04/08/2006

Al Di Meola al Blue Note: "...è un grande virtuoso, un compositore sensibile e sempre innovativo. Un talento che sa esprimersi in forme molteplici e variegate pur rimanendo immediatamente riconoscibile. Un concerto veramente memorabile." (Eva Simontacchi)

01/06/2006

Tuck and Patti al Blue Note di Milano: "...Tuck e Patti non solo riescono ad arrivare a toccare delle corde profonde e nascoste nell'ascoltatore, arrivando a commuoverlo, ma lo fanno anche sorridere e divertire." (Eva Simontacchi)

18/05/2006

Ronnie Jones and The Soul Syndicate Band al Blue Note: "...il concerto è stato piacevolissimo...Ronnie Jones ha talmente tanta esperienza e know-how da rendere ogni sua esibizione un successo." (Eva Simontacchi)

13/05/2006

Indigo4 (Gianluca Petrella)

04/05/2006

Israel "Cachao" Lopez with His Latin Band al Blue Note di New York: "E' stato il più grandioso evento di danza dell'estate newyorkese anche se non c'erano piste da ballo! Tuttavia, i cuori e le anime hanno danzato un intenso mambo con il magnifico bassista cubano e la sua band...." (Dr. Roberta E. Zlokower)

15/04/2006

Intervista a Michel Camilo: "Credo che la cosa più importante sia imparare e conoscere la tradizione. Una volta che si è compresa la tradizione e si ha rispetto per essa allora si può esplorare il proprio suono e la propria interiorità..." (Marco Losavio)

31/12/2005

Marco Zurzolo Band al Blue Note di Milano: "...Una musica che si sta spogliando sempre più del tipico incidere un po' a marcia bandistica un po' a tarantella della tradizione napoletana..." (Lauro Tamburi)

25/11/2005

Sheila Jordan e l'E.S.P. Trio al Blue Note di Milano: "La sala del Blue Note è gremita di cantanti e vocalist, intervenute per ascoltare una grande cantante 'messaggera', come ama dire di sé, del 'bebop' e della musica jazz..." (Eva Simontacchi)

03/09/2005

Patti Austin con la Montecarlo Nights Orchestra in "Ella Fitzgerald Project": "...ascoltare dal vivo una Big Band di 13 elementi come la Montecarlo Nights Orchestra insieme alla voce una Signora di classe come Patti Austin è estremamente piacevole a prescindere..." (Marco Losavio)

27/08/2005

Gigi Cifarelli al Blue Note. Grande emozione e grande coinvolgimento in un sentito tributo che "il Cifa" dedica principalmente a Wes Montgomery... (Eva Simontacchi)

23/06/2005

Viktoria Tolstoj al Blue Note: "...una grande professionista con un grande feeling uniti ad una intonazione perfetta, una serenità ed una gioia di vivere e di amare la musica..." (Carlotta Gottardelli)

19/06/2005

Master Class di Marcus Miller al Blue Note: "...il 10 aprile 2005 si è tenuto presso il Blue Note di Milano il Master Class di un'icona del basso elettrico Marcus Miller. Il pomeriggio ha visto riunirsi intorno a questa grande occasione numerosissimi ragazzi e ragazze, la maggior parte con basso alla mano, ansiosi di vedere il nostro musicista all'opera accompagnato dalla propria sezione ritmica..." (Michelangelo Flammia)

17/03/2005

Nick The Nightfly & The Montecarlo Nights Orchestra al Blue Note per un tributo a Cole Porter: "...Nick riesce a catalizzare, intorno a questo progetto, attraverso i concerti della sua big band e le sue trasmissioni radio, l'interesse del pubblico per lo swing, offrendo un grande servizio al jazz in Italia..." (Eva Simontacchi)

23/02/2005

Reverie de Django (Marco Parodi & Les Swing Manouche)

21/12/2004

Other Directions (Nicola Conte)

19/12/2004

Jane Monheit al Blue Note: "...Jane ha una intonazione perfetta, è precisissima e sa usare molto bene le dinamiche, oltre ad avere un ottimo senso dello swing..." (Eva Simontacchi)

04/12/2004

Paula Morelenbaum al Blue Note: "...equilibrio perfetto tra una voce elegante e raffinata e gli arrangiamenti schiettamente elettronici. Il cocktail finale è un'insieme di innovativi contrasti che danno un tocco di originalità molto personale alla tradizionale musica brasiliana." (E. Simontacchi e V. Dominioni)

02/11/2004

Jim Hall trio con Enrico Pieranunzi al Blue Note: "La voce della chitarra di Jim Hall è estremamente fluida e delicata, ogni singola nota è densa di significato. A volte canta quasi impercettibilmente anche lui insieme alla sua chitarra mentre improvvisa." (Eva Simontacchi)

28/09/2004

Intervista a Michael Brecker: "...ho sentito musicisti davvero fenomenali, giovani musicisti che mettono una grande energia nella loro musica, musicisti con una grande creatività ed altri con abilità tecniche incredibili..." (Claudia F. Bernath)

07/08/2004

Regina Carter al Blue Note: "...Il fascino del violino assume un ruolo fondamentale nella mani di questa musicista che fa dell'intensità espressiva uno dei principali elementi della sua musica..." (Marco Losavio)

01/08/2004

Charles Lloyd al Blue Note: "...con i fraseggi del suo sax, Charles Lloyd, e la sua eccellente sezione ritmica riescono a dare delle pennellate luminose alla loro tela, creando zone di luce e ombra proprio come farebbe un Maestro sulla sua tela..." (Eva Simontacchi)

30/07/2004

M-Pact, un travolgente gruppo vocale a-cappella che entusiasma il Blue Note. 5 ragazzi che imitano tutti gli strumenti possibili e stabiliscono attraverso la loro musica un particolare feeling col pubblico che si entusiasma tributando loro una vera e propria standing ovation. (Claudia Federica Bernath)

21/07/2004

Toots Thielemans al Blue Note: "...Bruno De Filippi e Toots Thielemans iniziano a duettare in uno struggente 'In a sentimental mood' le cui note arrivano direttamente al cuore del pubblico che ascolta in religioso silenzio..." (Claudia Bernath)

20/06/2004

Il Blue Note di Milano compie un anno. Il direttore artistico Nick The Nightfly fa da patròn per una festa in grande stile. (Marina Stiletto)

20/06/2004

Amalia Grè al Blue Note: "Una donna multi-sfaccettata, poliedrica, creativa, una artista a 360 gradi. Non è possibile definirla semplicemente una cantante..." (Eva Simontacchi)

28/03/2004

Lalah Hathaway al Blue Note: "E' indubbiamente una giovane cantante ricca di talento e di doti naturali che ha saputo trovare un suo stile originale senza dare per nulla l'impressione di essere costruita." (Eva Simontacchi)

22/03/2004

Intervista a Lalah Hathaway: "...Sono stata molto fortunata ad essere sempre stata a contatto della musica per tutta la mia vita...sono molto sorpresa e contenta di aver visto di avere un pubblico italiano..." (Eva Simontacchi)

25/02/2004

Tuck & Patti al Blue Note: "...Grandissimi artisti, imperdibile serata. E, per chi è in grado di comprendere i testi, un balsamo per l'anima." (Eva Simontacchi)

20/12/2003

Rossana Casale al Blue Note: "...la trovo tanto piacevole quando canta il jazz. La sua voce è inconfondibile, trovo che non ci sia una voce nel panorama musicale italiano che le assomigli. E' veramente unica, come il sapore, il gusto che ci offre con la sua timbrica particolare.". (Eva Simontacchi)

29/11/2003

John Scofield Trio al Blue Note: "...trovo che Scofield sia un musicista in continua evoluzione, assorbe di continuo gli stimoli esterni e li mette in musica con intelligenza, si mette ancora in gioco, rischia." (Andrea Lombardini)

15/11/2003

Sarah Jane Morris al Blue Note: "...canta e "recita" sul palco, con quella sua voce duttile che passa dalla delusione alla rabbia, dall'ironia, alla dolcezza..." (Eva Simontacchi)

13/11/2003

Dianne Reeves: "Ha un approccio recitativo al canto, ed esprime con molto vigore ed energia i sentimenti e le sensazioni che i testi le suggeriscono. Osservandola cantare, ho pensato: Una vera Signora del Jazz". (Eva Simontacchi)

10/10/2003

Written in the stars (Bill Charlap)

23/08/2003

Kurt Elling al Blue Note: "...si resta affascinati dalla padronanza ritmica, melodica, dalla semplicità e facilità con le quali Kurt si esprime, facendo delle cose che per un comune mortale sono quasi impensabili..." (Eva Simontacchi)

11/08/2003

Anita O'Day e Karrin Allyson al Blue Note di New York: "Il 23 luglio 2003, a New York, sul palco del mitico Blue Note, si sono alternate una grande leggenda del passato ed una nuova stella del jazz americano..." (Laura Pigozzi)

23/07/2003

L'Orchestra Tascabile di Claudio Angeleri ospite Paola Milzani al Blue Note. (Fabio Vitto)

06/07/2003

Barbara Casini al Blue Note: " ...Nei brani più lenti abbiamo la possibilità di entrare maggiormente in intimità con la voce di Barbara, che è più scoperta, è lasciata più sola… possiamo apprezzarne il colore, le sfumature, la bellezza..." (Eva Simontacchi)

31/05/2003

Jimmy Smith & Mark Whitfield al Blue Note. "...Jimmy Smith è una parte della storia del jazz e Mark Whitfield ha mostrato grandi doti tecniche. Un concerto senza grossi picchi ma con un elevato impatto emotivo per chi ha amato ciò che questo grande organista ha fatto.." (Marco Losavio)

20/04/2003

McCoy Tyner al Blue Note. "...è sempre un'emozione ed una bella esperienza vedere simili musicisti a cui la storia del jazz non può non offrire adeguato spazio." (Marco Losavio)

06/04/2003

Apre il Blue Note di Milano e, in occasione del concerto del Branford Marsalis Quartet, siamo andati a "perlustrare" questo luogo per mostrarvelo e per fornire una nostra opinione. (Clara Salina)





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Data pubblicazione: 12/08/2007

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