Jazzitalia - Live: Harold Danko pianosolo
versione italiana english version
 
NEWS
Bookmark and Share Jazzitalia Facebook Page Jazzitalia Twitter Page Feed RSS by Jazzitalia - Comunicati Feed RSS by Jazzitalia - Agenda delle novit�

Harold Danko pianosolo
28 agosto 2014 - Museo Etnografico di Alessandria
di Andrea Gaggero

Harold Danko  (Museo Etnografico di Alessandria)Harold Danko  (Museo Etnografico di Alessandria)
click sulle foto per ingrandire

Harold Danko (p),
ospiti Gigi Di Gregorio (ts), Felice Reggio (flic)

Appuntamento numero zero per il Jazz Club di Alessandria. Fondato diversi anni fa, poi sopitosi, necessitante oggi di forze e idee fresche riprende il suo cammino grazie alla nuova direzione artistica di Giorgio Penotti. Questi è insegnante, sassofonista (e flautista) compositore e soprattutto animatore appassionato e infaticabile del jazz nel capoluogo di provincia. L'Alessandria Jazz Club riapre così i battenti facendosi ospitare dal bel museo Etnografico nella centrale piazza della Gambarina.

L'apertura è affidata a uno di quei musicisti noti agli appassionati per le frequentazioni illustri ma, come diversi altri, forse per tale motivo non sufficientemente stimato e valutato. Chet Baker e Lee Konitz sono i primi due, celeberrimi, nomi che salgono alla mente in connessione con il nome di Harold Danko. Con il primo ha suonato in diverse occasioni a distanza di anni lo troviamo così a Roma a metà anni Settanta in un disco pubblicato dalla Moon Records, l'anno seguente con Ron Carter e Mel Lewis e un decennio dopo nelle tournée europee di Baker. Ancor più assidua e regolare la presenza di Danko al fianco di Konitz nel cui quartetto ha avuto un ruolo non secondario contribuendo al repertorio con diverse composizioni proprie. Rimane d'obbligo citare ancora la partecipazione almeno alla Thad Jones/Mel Lewis big band con la sezione ritmica della quale inciderà un album pregevole. E pressoché tutto di composizioni originali sarà il concerto per piano solo in questione.

Ad aprire When She Smiles/Let's Start Again eseguite senza soluzione di continuità, sono due temi delicati, ariosi ed orecchiabili senza essere banali. Da subito emerge la grande abilità nel voicing e di fine armonizzatore messe a punto nei gruppi citati e a seguito di un attento, non superficiale, ascolto di Bill Evans e Bud Powell. E proprio di quest'ultimo Danko è grande estimatore e per alcuni tratti felice continuatore. Nello Spinning Waltz è imprescindibile la lezione di Evans ma originalmente fusa con frammenti di minimalismo e di musiche classiche americane. A Powell (e Shorter e Tyner) Danko dedica poi un brano tripartito. Uno dei punti più sentiti del concerto l'apertura del brano dedicato a Powell con la ricostruzione di aperture e frammenti di brani solistici resi con il corretto drive e l'urgenza espressiva tipica di Powell del quale Danko possiede la solidità alla mano sinistra e lo swing possente. Nella dedica a Tyner ne replica, senza imitarlo il pianismo modale, robusto. Il pianismo di Danko non è fluido e agile, e neanche leggero, perlomeno non nella dimensione solistica, invece quasi in ogni istante sono presenti il peso e la fatica dello strumento quale animale da domare più che fidato compagno. A seguire Mirth Song, deliziosa composizione giovanile, raramente eseguita e sospesa delicatamente tra musica di tradizione euro colta e jazz; qui all'alternanza e al percorso ritimico-melodico variato e sinuoso si aggiunge l'abile uso della cordiera del pianoforte. Nel corso del concerto la musica si fa più fluida, a tratti colloquiale e nel successivo Waiting Time dopo una cadenza introduttiva e il tema nascosto da una ricca armonizzazione emerge il debito nei confronti di Evans. In Danko troviamo però uno swing e un drive possenti presenti nel primo Evans maggiormente debitore della lezione powelliana e poi totalmente abbandonati.

In conclusione di serata al piano si affianca il tenore di Gigi Di Gregorio, dalla buona articolazione e dal suono opaco, per un altro tema originale quel Tidal Breeze prontamente inciso da Baker. Ai due si aggiunge infine il flicorno di Felice Reggio, musicista nostrano fin troppo misconosciuto. All The Things Your Are e Autumn Leaves sono i brani eseguiti dall'inconsueto trio. Impossibile non sottolineare qui come il pianismo di Danko rifulga assai più in una situazione di collaborazione e di accompagnamento, la sua capacità di ascolto e di continuo stimolo ritmico-armonico per i solisti è peculiarità di questa musica e di alcuni preziosissimi musicisti.












Inserisci un commento


© 2000 - 2017 Tutto il materiale pubblicato su Jazzitalia è di esclusiva proprietà dell'autore ed è coperto da Copyright internazionale, pertanto non è consentito alcun utilizzo che non sia preventivamente concordato con chi ne detiene i diritti.


Questa pagina è stata visitata 473 volte
Data pubblicazione: 28/09/2014

Bookmark and Share



Home |  Articoli |  Comunicati |  Io C'ero |  Recensioni |  Eventi |  Lezioni |  Gallery |  Annunci
Artisti |  Saranno Famosi |  Newsletter |  Forum |  Cerca |  Links | Sondaggio |  Cont@tti