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Kenny Barron - David Sanchez Quartet and After-Hours, Eugenio Macchia Trio at Dizzy's Club "Coca-Cola"
New York - Dizzy's Club Coca Cola - 13 ottobre 2010

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Dizzy's Club Coca-Cola
Presenta:
 
Kenny Barron with David Sanchez
Kenny Barron - piano
David Sanchez - sassofono tenore
Kiyoshi Kitagawa - contrabbasso
Johnathan Blake - batteria

After Hours Set:
Eugenio Macchia & Friends
Eugenio Macchia - pianoforte
Dario Di Lecce - contrabbasso
Gianlivio Liberti - batteria

di Roberta E. Zlokower
trad. by Andrea Gaggero

Kenny Barron, uno dei tanti fenomeni della grande rassegna di Todd Barkan, ha fatto il pieno al Dizzy's Club questa sera. Barron ha aperto il set con un tributo a Bud Powell "Bud Like"; David Sanchez al tenore e lo Steinway di Barron si uniscono per un ruggente, energetico riff che incendia subito il Dizzy's Club. La padronanza assoluta di Kiyoshi Kitagawa al contrabbasso fornisce un supporto ricco e melodicamente rilevante. Sanchez riempe gli spazi con una musicalità ad ampio spettro: il suono imponente e di grande rilievo di questa formazione è merito suo. Niente di astruso nella proposta del trio: solo musica intensa, trascinante ed eccitante. Segue "Wanton Spirit" di Earl McDonald, dal tema morbidamente melodico, condotto dal piano evocativo di Kenny Barron. I momenti entusiastici sono persistenti, con la batteria di Johnathan Blake che suggerisce la clavè, Sanchez chiude il brano.

Barron dialoga ora con i suoi fans, in religiosa attenzione, di una colonna sonora incompleta dal titolo "Roman Numeral IV". Brano tortuoso, "urbano" e in levare, mentre Sanchez si ritaglia una pausa. Le spazzole di Blake rinforzano il basso ventoso di Kitagawa, quando si produce in un assolo coinvolgente e vibrante di musicalità. Poi Sanchez si sposta lentamente verso il centro del palco, suonando, e si produce in un fraseggio di gran classe. Rapidamente Sanchez prende la guida del brano, completando e insieme contrastando con il piano di Barron.

"In Memoria" chiude il secondo set, sembra un brano perfetto per una danza moderna, con una potenza ritmica enorme. Il sassofono di Sanchez porta la musica alle stelle, mentre il piano di Barron e la batteria di Blake innestano il turbo. Durante tutto il set, Sanchez ha abbandonato ed è rientrato al centro palco con grande carisma e mentre assistiamo al suo allontanamento dal centro, fino ad avvicinarsi alla finestra, Kitagawa si produce in un lungo assolo, dapprima echeggiando il tema, poi solo citandone brevi frammenti, mentre Blake accompagna con colpi ripetuti. La batteria di Blake in tutta la sua ricchezza inizia subito dopo lentamente fino ad un breve, ma virtuosistico, intermezzo percussivo. I trilli conclusivi del sassofono di Sanchez sono sbalorditivi.

Per l'After Hours, si esibisce il pianista italiano (di Gioia del Colle) Eugenio Macchia con il suo trio; questo evento notturno fa parte degli Italian Jazz Days al Dizzy's Club Coca-Cola. Il trio di Macchia, completato dal contrabbasso di Dario Di Lecce e dalla batteria di Gianlivio Liberti apre il set con un tema delizioso e d'atmosfera. Liberti fa risuonare velocemente i bordi metallici del suo drum set per tutto il brano, mentre la musica diventa serenamente sentimentale. Il secondo brano è caratterizzato da ritmi di danza consequenziali, persino un ritmo di fox-trot viene citato. Le ballads a tempo di swing sotto le dita di Eugenio Macchia si trasformano in cascate di melodie dall'eleganza sublime. Grazie al basso di Di Lecce, le ballads del tutto americane vengono arricchite da un gusto europeo. Un brano di Eugenio Macchia dedicato a Kenny Werner diventa la vetrina della padronanza delle possibilità del piano jazz. Il suo suono è etereo, ed ha in se un senso di innocenza, sempre affettuoso e del tutto particolare. Gli effetti metallici della batteria di Liberti si completano perfettamente con i ritmi del basso di Di Lecce.

Una nuova possibilità per il Songbook Americano: i brani sono stati eseguiti con una intensità mozzafiato, in perfetto tono e senza orpelli. Il trio passa immediatamente ad un tema di Miles Davis in cui il pianoforte si fa selvaggio con glissandi ripetuti. Segue un tema elettrizzante, con il contrabbasso sulle note basse e gli accordi del piano in piena risonanza. Nuovamente, i bordi metallici vengono impiegati per arricchire il momento. Il riff di batteria di Liberti è seguito dalla ripresa del tema davisiano, un finale stupendo. Il brano successivo, probabilmente un tema originale di Eugenio Macchia con accenti manciniani e la conclusione affidata ad un brano caratterizzato da una ricca vivacità e da un ritmo di clavè.


Johnathan Blake on Drums
Courtesy of Roberta E. Zlokower


David Sanchez on Saxophone
Courtesy of Roberta E. Zlokower


Kenny Barron on Piano
Courtesy of Roberta E. Zlokower


Kiyoshi Kitagawa on Bass
Courtesy of Roberta E. Zlokower


Kenny Barron and David Sanchez
Courtesy of Roberta E. Zlokower


Kenny Barron at Leisure
Courtesy of Roberta E. Zlokower


Dario di Lecce on bass
Courtesy of Roberta E. Zlokower


Eugenio Macchia on piano
Courtesy of Roberta E. Zlokower


Eugenio Macchia on piano
Dario di Lecce on bass
Gianlivio Liberti on drums
Courtesy of Roberta E. Zlokower


Dario di Lecce, Eugenio Macchia,
Gianlivio Liberti
Courtesy of Roberta E. Zlokower


Desmond L. Prass
Assistant Manager
Dizzy's Club Coca Cola
Courtesy of Roberta E. Zlokower






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Data pubblicazione: 27/11/2010

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