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Armonizzazione e voicings del tema
When Lights Are Low
di Antonio Ongarello

Ci sono in commercio libri che presentano le "posizioni" di migliaia di accordi...quanta carta sprecata!!
In realtà le forme armoniche usate dai chitarristi sono relativamente poche; a volte faticano ad arrivare alla ventina! Non è infatti importante conoscere molte diverse posizioni per fare una buona armonizzazione, ma saper come "collocare" gli accordi e come "sostituire" le armonie, owero come riarmonizzare un Tema.

Questo campo della musica (l'armonia jazz appunto) mi ha sempre enormemente affascinato fin dal primo incontro con Franco Cerri. Franco ha fatto della capacità di riarmonizzare, un'arte, con esempi che ai miei occhi sono di una geniale poesia. In questo Cerri è un artista di levatura mondiale. Ho perfino scritto un libro a lui dedicato in occasione dei suoi 45 anni di musica (
La chitarra alla Cerri! Ed.Zanibon 1992) in cui sono esposte le basi della sua maestria armonica. Anche in altre pubblicazioni ho trattato di come lavorare sulle armonie: "Chitarra jazz-Tecnica Armonica" Zanibon 1978; "Introduzione alle tecniche di trascrizione per chitarra" Zanibon 1983 e "Metodo per chitarra jazz Vol.2" BMG 1999.

Ma fedeli al concetto che a suonare s'impara innanzi tutto suonando, passiamo ad un esempio musicale di armonizzazione e scelta del "voicing".

Il brano che ho scelto per questo incontro è lo splendido "
When lights are low" di B.Carter. L'accompagnamento della melodia (comping) riprende molto da vicino la linea melodica in quanto la nota più acuta degli accordi è la stessa del Tema. Inoltre la scansione degli accordi segue in sincronia quella della melodia perciò possiamo dire di essere in presenza di un "quasi chord-style melody". Di questo brano mi piace ricordare la versione che ne ha dato Kenny Burrell nel disco "When lights are Low" (Concord jazz CJ 83 del 1979).

C
redo non serva molto commentare passo dopo passo l'esempio riportato. Il miglior consiglio che mi sento di dare è di suonare il brano fino a memorizzarlo bene. Cercate poi di trovare il "perché" di certe scelte. E' il modo migliore per imparare e per ricordare: far fatica e scoprire le cose da soli.

In seguito si potrà cercare delle conferme da un insegnante o sui libri, ma prima di tutto bisogna pensare di "fare da soli".

L
a struttura del brano è AABA per un totale di 32 battute. Le sezioni A sono tutte e tre uguali tra loro. La sezione B altro non è che la sezione A trasportata una quarta sopra.

E' un esempio relativamente semplice che va suonato con estremo relax e che c'introduce al "chord melody" ed allo stesso tempo ci fornisce delle idee compositive...
 

Ecco ora il primo chorus del "solo" di Kenny Burrell sulle armonie di "When lights are low". E' un ottimo esempio da studiare perché contiene quasi tutti gli elementi che fanno un "buon solo": organizzazione e sviluppo tematico, note guida, intervalli, arpeggi, scale, appoggiature... In pratica è un manuale completo d'improvvisazione. In più ha il pregio di essere relativamente facile da suonare e da leggere anche senza aver sentito il disco (che consiglio in ogni modo vivamente di cercare ed ascoltare perché è tutto molto bello).

N
otate l'uso degli anticipi nella frase, e della figurazione della terzina, collocata generalmente sul primo e sul quarto movimento della battuta.

La diteggiatura che ho indicato è una delle tante possibili e non ha la pretesa d'essere quella effettivamente usata da Kenny Burrell. In linea generale cercate sempre di usare la diteggiatura che vi è più naturale e facile.

Pensate per "frasi"
: ogni frase va eseguita nella diteggiatura che vi crea meno problemi e che scorre più fluidamente. In questo modo sbaglierete di meno e la ricorderete più facilmente.

A1:
La nota guida è il G, quinta della tonalità di C maggiore. E' un concetto importante. Le frasi che iniziano o terminano sulla quinta sono in genere da preferire.

B:
Notate gli intervalli quinta-prima e sesta-prima e la ripetizione della nota di F per dare ritmo alla frase (ricordate Charlie Christian e Lester Young?). Anche in questo caso la frase parte dalla nota di C, quinta del F.

A3:
La chiusura del "solo" avviene con una frase blues (scala di C blues). E' sempre una buona scelta usare una frase blues anche in un brano Bop o Standard perché ci riporta subito al "jazz nero".

Buona Musica!!

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COMMENTI
Inserito il 8/3/2009 alle 20.19.36 da "sergiosimeoni135"
Commento:
Grazie, davvero una mezzoretta piacevolissima (il brano è delizioso) ed una lezione 'cotta e magnata': letta e subito sotto le dita, in controtendenza con tante astruse cervellotiche cabale a cui si riducono le 'spiegazioni' di jazz.. bis!
 

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Data pubblicazione: 02/01/2002

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