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L'apertura
di Fabio Tullio
ftullio@everyday.com

L'apertura è la distanza che c'è tra la punta e la prosecuzione del piano, ovvero, in pratica, tra la punta e l'ancia.
Viene misurata in inches ma commercialmente le varie ditte costruttrici usano dei simboli, lettere e/o numeri, che ne danno indicativamente l'entità.
La Selmer usa lettere e simboli:
                    B* C C* C** D E F G H
                    <-chiuso-----aperto-->

La statunitense Ottolink usa numeri e simboli:
             4* 5 5* 6 6* 7 7* 8 8* 9 9* 10 10*
             <--chiuso----------------aperto-->

La Meyer usa solo numeri:
                       5 6 7 8 9 10 11 12
                       <-chiuso--aperto->

Le tre marche sopra citate sono quelle più commercializzate.
Ma l'apertura non basta per definire completamente le qualità di una imboccatura: è molto importante anche la progressione della curva per cui due imboccature di marche diverse, a parità di apertura e di ancia montata possono avere risposta, timbro e durezza diversi in virtù del fatto che potrebbero avere uno la curva più ripida, l'altro più degradante.
Per misurare il tipo di curva si usano 5 lamine di metallo (calibri) di spessore standardizzato, ovvero 0.0015 - 0.010 - 0.024 - 0.034 - 0.050 inches (pollici).
Si pone l'imboccatura su di una superficie perfettamente piana, sulla quale è disegnata un scala in millimetri, con la punta sullo zero, dopodiché, uno alla volta si inseriscono i calibri, dal più sottile al più spesso.(Fig. 6)
Annotando la distanza dalla punta alla quale ognuno dei calibri si ferma avremo una idea precisa del tipo di curva dell'imboccatura.
Il punto di arresto del primo calibro, quello da 0.0015 inches, ci dara il punto di inizio della curva, ovvero la sua lunghezza.
Nel fare questa operazione avremo anche un idea precisa della simmetria esistente tra i due "baffi" per cui se il calibro giunto a battuta si pone in maniera non ortogonale all’imboccatura e alle linee di riferimento sul piano vuol dire che i due "baffi" hanno una curva diversa tra loro, e questo, ovviamente, compromette le prestazioni della nostra ancia.
Ad esempio i parametri del bocchino Selmer C* sono i seguenti :
Apertura 0.060 inches

Calibro da 0.0015 a 38 mm (inizio curva)
         =       0.010  a 29 mm
         =       0.024  a 17 mm
         =       0.034  a 12 mm
         =       0.050  a  6 mm

Voglio qui approfondire la relazione che esiste tra apertura, curva e grado di ancia.
Se l’apertura ha un valore basso (ad esempio Selmer C/C*, Meyer 5 .... vedi appendice) la curva, verosimilmente, sarà più lineare e corta.
Su imboccature di questo tipo monteremo ance rigide, di grado 3-3,5 o superiore (vedi Le ance).
Questo perché l’ancia deve fornire una maggiore opposizione in conseguenza del fatto che l’apertura è piccola e la curva corta e lineare, altrimenti alla minima pressione chiuderemmo completamente lo spazio d’entrata dell’aria, cioè avremmo una imboccatura nel complesso troppo morbida.
Una configurazione del genere ci permette di avere un buon controllo dell’intonazione, nei passaggi d’ottava nonché un suono più tondo.
Non a caso, ad esempio, il Selmer C* è una delle imboccature più diffuse tra i sassofonisti classici, i quali danno una importanza preponderante all’intonazione ed alla precisione.
Al contrario con imboccature aperte è facile avere curve repentine e lunghe, il che ci dona brillantezza e ci costringe a suonare con più decisione e potenza a scapito però della precisione.
Su una imboccatura del genere monteremo ance tendenzialmente più morbide perché dovremo piegarle di più, con movimenti più ampi e quindi più difficilmente controllabili.
Per avere un'idea precisa dei tipi di imboccature in commercio e delle loro caratteristiche visitate la pagina specifica del sito Saxgourmet

C
i sono però delle puntualizzazioni da fare, al fine di non creare equivoci o false certezze.

1 -  Non esiste una relazione statica tra apertura, curva e grado di ancia.

Quello che è stato detto è puramente indicativo tant’è che abbiamo sassofonisti che,   a parità di imboccatura usano ance di grado diverso anche nell’ordine di 1-1,5 gradi.

2 -  Non è detto che chi usa imboccature chiuse non possa avere un suono potente ; se  su un Meyer 5 monto una 3,5 piuttosto che una 3 otterrò comunque un volume superiore.

3 -   Non è detto che chi usa imboccature aperte debba per forza essere stonato  o non abbia controllo, tutt’altro ; il fatto è che nel Jazz raramente si è legati a dinamiche rigorosamente prestabilite come nella musica classica, dove un Pianissimo deve essere veramente un Pianissimo, uno staccato o uno sforzando devono essere veramente tali.

Questo è il motivo per cui, a prescindere dal genere musicale che si vorrà suonare, tutti i didatti esigono dall’allievo cultura e preparazione classica, perché questa permette all’allievo, ma anche e soprattutto al professionista, di non perdere il contatto con un certo rigore esecutivo e con la piena padronanza dello strumento.
Nelle valutazioni fatte, quindi, bisogna sempre tener presente che il fattore umano, la personalità del musicista, il proprio modo di suonare  giocano un ruolo determinante nella scelta dei materiali ; a riprova di questo sta il fatto che non è facile trovare professionisti che usano la stessa combinazione strumento-imboccatura-ancia, e se li trovassimo e li mettessimo a confronto ci accorgeremmo che stranamente (ma non tanto se ci pensate bene), hanno timbri molto diversi. ! ! !
Mai come nella musica, ed in special modo nella musica Jazz, la diversità è benvenuta.


Zast
Nebuloso






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COMMENTI
Inserito il 9/6/2008 alle 12.55.21 da "andreaborrelli"
Commento:
innanzitutto complimenti per le lezioni e la chiarezza espositiva. mi piacerebbe vedere una lezione sui patterns tipo salti di terza, di quarta o altri. grazie
 
Inserito il 15/10/2008 alle 10.10.50 da "gianniegino"
Commento:
cosa bisogna fare per evitare di fischiare ed avere un controllo sui bassi
 
Inserito il 14/4/2012 alle 23.40.18 da "ovyderyus"
Commento:
Complimenti...chiarissimi!!! Se gradito dalla mia esperienza posso agiungere che tutto sta nella vostra volonta...studiate e ancora studiate.
 

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Data pubblicazione: 03/07/2000

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