Jazzitalia - Saranno famosi: Mamady Koyaté
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Mamady Koyaté
percussioni, batteria

Mamady Koyaté nasce ad Abidjan, in Costa d'Avorio nel 1963, discendente di etnia "Mandingo" con padre "griot" e madre "cantante di cerimonie", eredita una voce potente e stupenda, tipica dei cantanti africani. Fin da bambino è attratto dal suono dei "djembé" e incomincia prestissimo a suonare la batteria, è un vero talento naturale.

Mentre frequenta la scuola dei Salesiani, dove si diploma in contabilità, comincia a cantare e suonare nei night-club. Prende parte, con successo, a diverse manifestazioni canore tra cui "Podium". Suona nell'orchestra della "Gendarmerie National". Poi diventa batterista di Alpha Blondy, arricchendo così la sua esperienza musicale. In seguito diventa animatore-cantante nei villaggi turistici, dove matura la decisione di trasferirsi in Europa. Inseguendo il sogno di diventare famoso, giunge in Italia, a Torino, dove nei primi anni suona la batteria e canta in una famosa  orchestra di liscio, ma segue altre ispirazioni, iniziando collaborazioni musicali con diversi noti musicisti di Torino.

Mamady conosce Giorgio Li Calzi, famoso trombettista torinese ed il Gruppo della Rocca, mettono in scena l'opera "Suk", per la rassegna "Identità e differenza" da cui è tratto l'omonimo album "Suk", nel quale interpreta "Ne me quitte pas" di J. Brel.

Contribuisce alla realizzazione di altri album con Giorgio Li Calzi, fra i quali "Autoloop", interpretando magistralmente "La Fanette" di Jaques Brel e "Santa Lucia" con "Naseraemaggio", un connubbio tra jazz e canzone partenopea.

In seguito inizia la sua collaborazione con altri altrettanto famosi musicisti, quali Paolo Ricca, Marco Gallesi, entrando a far parte, in qualità di cantante-batterista, del gruppo "Macalè", durante la stagione di massimo splendore dei locali torinesi, ospiti graditi ovunque si suonasse musica dal vivo.

Per la rassegna "Mosaico", organizzata dal Comune di Torino e rivolta a gruppi multi-etnici emergenti, incidono un album, per l'appunto "Mosaico" con il brano "Fulgence Kassy", genere afro-reggae. Nel 1994 incidono l'album "Sauaque", che contiene brani inediti, scritti in collaborazione con la cantautrice francese Pascale Charreton, e alcune cover, come ad esempio una loro versione di "Malayka", dopodichè dopo alcuni mesi, il gruppo si scioglie.

Dopo lo scioglimento del gruppo forma lui stesso un gruppo, "Mamady Band" con il tastierista Tony Velardi esibendosi per diversi anni nei locali di Torino e in varie parti d'Italia, condividendo la passione per la musica afro e lo "zouk" delle "Antille" ma, in seguito alla defezione del tastierista, anche questo gruppo si scioglie.

Negli ultimi anni partecipa a seminari sui suoni dell'Africa e di djembé, organizzati da associazioni culturali e volontariato che raggruppano musicisti provenienti da varie parti del mondo. Prende parte a rappresentazioni teatrali, con lettura di testi e poesie, con tematiche sociali, come la preziosità dell'acqua, i diritti dei bambini, apportando il suo magico tocco musicale.

Attualmente collabora con Cesare Carbonari, un artista poliedrico e generoso, che coniuga la musica con spettacoli di "clown" e giocolieri. Insieme, nell'estate 2007 prendono parte, nei "punti verdi" a "Incontriamoci ballando" nei quartiere Lingotto e Mirafiori, a cura di un'associazione culturale ottenendo un grande successo in tutte le fasce di età. Potrete andare a sentirli in varie località del Piemonte e Valle d'Aosta.

File Audio:
Brano #1
Metalzouk 
Ne Me Quitte Pas (Giorgio Li Calzi e il Gruppo La Rocca) 

Per contatti e informazioni:
Mamady Koyaté
email: m.koyate@hotmail.it

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Data ultima modifica: 10/10/2009





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