Jazzitalia Eventi - James Brandon Lewis & Chad Taylor (Usa)
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Ventisettesima Edizione per l'EFG London Jazz Festival, unanimemente riconosciuto come uno degli eventi più sfavillanti all'interno dell'offerta culturale della capitale inglese.

Sessantesimo anniversario del Bologna Jazz Festival, sui palchi e nei club anche di Modena e Ferrara, con un ricco programma e molti eventi didattici, culturali .

Chick Corea, John Scofield, Joe Lovano, Enrico Rava, Pat Martino tra i nomi di spicco del Padova Jazz Festival che si terrà dal 13 ottobre al 24 novembre.

Esce il 19 ottobre "La Fenice", registrazione del concerto che Keith Jarrett ha tenuto a Venezia nel luglio 2006.

Robert Vignola da Trivigno a Hollywood e ritorno con la musica di Zerorchestra: l'anteprima mondiale di "Beauty's Worth" è stato un autentico trionfo..

Brda Contemporary Music Festival: festival dedicato alla musica creativa e d'improvvisazione vede la sua ottava edizione tornare a Smartno, con la dir. artistica di Zlatko Kaučič.

Seconda edizione del Premio Internazionale "Pino Massara" per giovani compositori di musica pop e jazz. Premi per un totale di 25.000 euro.

Pubblicato un nuovo testo da Antonio Ongarello dedicato a Scott Joplin: "10 Rags for Jazz Guitar" (trascrizione di "The Enterteiner").

Storica decisione della ECM: la prestigiosa etichetta di Jazz e Musica Contemporanea rende l'intero catalogo disponibile in streaming sulle piattaforme digitali più diffuse.

"The Great 78 Project", digitalizzate 25mila vecchie registrazioni, rese gratuite per il download.

Ultimi aggiunti:

            COLI Alessio (sax)
            D'AVERSA Vanessa (arpa)
            DI VEROLI Angelo (batteria)
            FABBRINI Franco (contrabbasso)
            FUMO Marco (piano)
            GALATRO Francesco (contrabbasso)
            LI VOTI Dario (batteria)
            MENEGOTTO Mauro (batteria)
            MUZZU Manuel (basso elettrico)
            NASONE Antonio (chitarra)
            PANTALEO Gianluca (basso e contrabbasso)
            PANTIERI Filippo (piano)
            PILATO Frank (chitarra)
            PISANELLO Donatello (chitarra)
            RAVERA Leo (piano)
            SPARTà Gaetano (pianoforte)
            VIGNALI Michele (sax)
James Brandon Lewis & Chad Taylor (Usa)
Domenica 4 Febbraio ore 18.00
04/02/2018
San Vito di Leguzzano (Vicenza) (VI)

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Info/Luogo: CSC Centro Stabile di Cultura
Indirizzo: Via Leogra, 4
Città: San Vito di Leguzzano (Vicenza) (VI)
Email: csc_centrostabile(at)yahoo.it
Sito: www.centrostabile.it

Domenica 4 Febbraio ore 18.00

James Brandon Lewis - sax tenore
Chad Taylor – batteria, percussioni, mbira

Per la prima volta in Italia presentano il nuovo disco “Radiant Imprints”


“It sounds like three melodic improvisers going for it.” The New York Times

Altra band di fuoriclasse internazionali. La musica è una potente e sensuale miscela di funk, jazz, free-jazz, soul, hip hop: la spiritualità e i suoni caldi della black music trasportati nella contemporaneità.

James Brandon Lewis compare nelle top chart di fine anno 2017 in UK ed in USA, musicista straordinario invitato da Thurston Moore (Sonic Youth) a suonare al Sonic City Festival del 2017, è fondatore del collettivo Heroes Are Gang Leaders.
Chad Edward Taylor è cofondatore con Rob Mazurek di tutte le declinazioni dei progetti denominati Chicago Underground (Duo, Trio, Quartet, Orchestra) e fa parte della band Spiritual Unity di Marc Ribot.

Biografia breve:
Su James Brandon Lewis, negli ultimi anni, si sono addensate attenzioni assai elevate, figlie di un paio di dischi straordinari come “Days Of Freeman”, tensione coltraniana ed afrori hip-hop, ed il precedente “Divine Travels” che lo aveva imposto all’attenzione generale come voce originale all’interno del panorama afroamericano di New York. Il suo approccio materico rimanda direttamente ai grandi della nostra musica, anche nell’afflato spirituale che avvolge lavori poliedrici, sviluppati con grande feeling.
Oltre oceano, per dirlo in modo assai conciso, JBL è stato definito tout court “One of the modern titans of the tenor”, difficile non convenire. Considerato dalla critica internazionale come una delle punte di diamante della nuova scena afroamericana, la sua musica è un viaggio verace tra avanguardia, jazz, soul e funk. Una lettura personale e coinvolgente dell’anima della black music degli ultimi 30 anni, fuori da schemi ed etichette convenzionali.

BIO
James Brandon Lewis, sassofonista e compositore, è considerato tra i più creativi giovani talenti del jazz afroamericano. Nato a Buffalo, New York, nel 1983, Lewis ha raggiunto una solida maturità artistica studiando tutte le fasi della musica americana contemporanea, dal gospel alla fusion, dal rap al free jazz. Appartiene a una generazione che ha a disposizione tutto lo scibile sonoro, che viene attraversato con seria consapevolezza. Mentre studiava alla Howard University, ha suonato con Benny Golson, Geri Allen, Wallace Roney, assimilando le tecniche del mainstream ma subito affiancandole a quelle più eterodosse dell’hip-hop e della musica funk. Negli anni 2000 studia con Charlie Haden e Wadada Leo Smith e collabora con Joshua Redman, Tony Malaby, Matthew Shipp.
Si stabilisce a New York nel 2012 ed emerge velocemente come voce strumentale originale e come esponente di una nuova avanguardia di sintesi. Dopo un esordio discografico ancora incerto, Lewis firma un’opera di notevole livello con Divine Travels, affiancato da grandi nomi come William Parker al basso e Gerald Cleaver alla batteria. Un disco in cui si afferma un forte rigore stilistico, con accenti che vanno da Coltrane a Redman, ma con un piglio già fortemente individuale.
Il successivo Days of FreeMan (con Jamaladeen Tacuma e Rudy Royston) sposta l’attenzione del sassofonista su un percorso volutamente autobiografico, ricordando l’adolescenza di Buffalo, a contatto con le musiche di strada e con il nascente hip-hop. I capitoli dell’album sono organizzati per sequenze ben definite, per gruppi tematici, ispirati allo sport, alla musica di A Tribe Called Quest e Digable Planets, alla libera improvvisazione. Un disco anomalo e avvincente che apre la strada per il recente No Filter, che presenta il nuovo trio con Stewart e Crudup III, formazione che affronta una musica nuda e cruda, libera da orpelli, concentrata soltanto sull’energia e sul rapporto tra il jazz storico e le correnti più disinibite della black music. È un artista in costante trasformazione, James Brandon Lewis, che forse non ha ancora stabilizzato una sua compatta fisionomia, ma che proprio per questo è in grado di sorprendere e affascinare.

Intervista in italiano: http://www.traccedijazz.it/index.php/interviste/2802-sulle-tracce-di-james-brandon-lewis

LINK
http://www.jblewis.com/
https://it-it.facebook.com/JamesBrandonLewis/
http://www.chadtaylordrums.net/
https://it-it.facebook.com/HAGLMusic/
https://heroesaregangleaders.com/










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