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In occasione delll'International Jazz Day 2019, a Tricase lo Unit Six Jazz Sextet ripercorre l'hard bop con la guida all'ascolto a cura di Alceste Ayroldi..

Furto di Sax alla collezione privata del Maestro Berni. Trafugato anche un Selmer appartenuto a Sonny Rollins.

Ravenna Jazz 2019. Il festival ravennate raggiunge la 46ma edizione, caratterizzata da una programmazione ad ampio raggio: ben dieci giorni di musica con concerti diffusi su tutto il territorio cittadino..

Il compositore e arrangiatore Luigi Giannatempo, invitato al Birdland di New York per collaborare ad un Tributo a Clark Terry..

I 50 anni di Woodstock: fu vera gloria? Incontro gratuito col giornalista e critico musicale Alceste Ayroldi per un'analisi dei momenti chiave che ne hanno fatto un evento simbolo di una generazione..

JAZZ e Cinema: la storia della musica jazz nel cinema attraverso aneddoti, proiezioni a cura di Alceste Ayroldi con la band di Mike Zonno.

Bargajazz Festival 2019 - Pubblicati i bandi per partecipare alla XXXI edizione del concorso internazionale per orchestra jazz dedicato alla musica del trombettista Dave Douglas..

Premiato a livello internazionale il film Claudio Fasoli's Innersounds, un viaggio nei processi creativi del jazzista Claudio Fasoli.

Rosario Giuliani Hammond Trio per il prosieguo della rassegna Boogie Jazz Season a Roma, curata da Gabriele Buonasorte.

Lorenzo Vitolo, pianista jazz, vince il prestigioso concorso per solisti Leiden Jazz Award 2019.

"La batteria jazz, strumento per...tamburi e griot", libro a cura di Enzo Lanzo con 21 assoli di batteristi jazz che hanno rivoluzionato il jazz drumming.

Concorso il Jazz ed i Colori della Musica: Concorso di composizione e arrangiamento riservato a giovani musicisti residenti nella Regione Campania, scadenza 31 marzo 2019.

Al via la prima edizione di Boogie Jazz Season, rassegna curata da Gabriele Buonasorte, che ospita il grande Jazz italiano e internazionale sul palco del BOOGIE CLUB..

Quest'anno la ECM compie 50 anni, mentre la Ducale, distributrice in Italia, ben 60! Ancora oggi il catalogo si arricchisce con una costanza unica.

Pubblicato un nuovo testo da Antonio Ongarello dedicato a Scott Joplin: "10 Rags for Jazz Guitar" (trascrizione di "The Enterteiner").

Storica decisione della ECM: la prestigiosa etichetta di Jazz e Musica Contemporanea rende l'intero catalogo disponibile in streaming sulle piattaforme digitali più diffuse.

"The Great 78 Project", digitalizzate 25mila vecchie registrazioni, rese gratuite per il download.

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About la Swing Era e Contaminazioni
Una serata con la Big Band Swingtime
06/08/2018
Ispani (Capitello) (SA)

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Info/Luogo: Luigi Giudice
Indirizzo: Ispani capitello (SA)
Città: Ispani (Capitello) (SA)
Telefono: 3496763738

Una serata nella swing era
Lunedì 6 agosto alle ore 21,30 i riflettori della elegante rotonda del Palm Beach di Capitello d’Ispani si accenderanno sulla Big Band SwingTime, diretta dal M° Antonio Florio

Il Palm Beach, il più “giovane” tra i lidi che insistono sulla splendida spiaggia della frazioncina marina del comune d’Ispani, Capitello, che quest’anno si fregia della bandiera blu, creato dall’inventiva estrosa di Luigi Giudice, lunedì 6 agosto, alle ore 21.30, ospiterà nel corso dei suoi noti eventi musicali, una serata evento dedicata all’era dello swing. Protagonista indiscussa la Big Band SwingTime, composta da Francesco Florio e Nicola Rando sax alto, Umberto Aucone e Maurizio Saccone al sax tenore, Enrico Scarpa al sax baritono, Giuseppe Fiscale, Mauro Seraponte, Gianfranco Campagnoli e Pino Melfi alla tromba, Alessandro Tedesco, Raffele Carotenuto e Umberto Vassallo, al trombone, Antonio Perna, al pianoforte, Antonello Buonocore al doublebass e alla batteria Gianluca Mirra, diretta dal M° Antonio Florio, il quale, nel suo ruolo anche di fine arrangiatore, di musica che nel suo procedere nel tempo è stato sempre sorretto da una indiscussa, incredibile vitalità, in un nesso sanguigno e vibrante tra epoche e stili succedentisi, costituente la prima e l’ultima fondamentale caratteristica di questo linguaggio che continuamente rinnova se stesso. Il piatto forte della serata, sarà, naturalmente, il portrait di Glenn Miller, musicista simbolo dello sbarco quanto il boogie, con il celebrato In The Mood, divenuto un vero e proprio inno della liberazione nel mondo, colonna sonora della fine della guerra e di un’epoca, e simbolo dell’inizio di un’altra era, quella della libertà. Fu proprio la sua musica ad arrivare per prima in Europa, attraverso i famosi “V” disc, al seguito delle truppe americane. In the Mood, un boogie woogie che si potè ascoltare nella colonna sonora del film Sun Valley Serenade e Moonlight Serenade, con quel loro inconfondibile suono ottenuto con l’impasto delle ance furono musiche che servirono a far capire agli europei che la guerra era veramente finita. Ora, chi voleva, da questa parte dell’Atlantico, poteva anche scoprire, o riscoprire, il jazz, quello ritmato e un po’ melenso dell’ “era dello swing”, e quello dei suoi dintorni, a cominciare dall’impareggiabile Duke Ellington, che vedremo tratteggiato in pagine che hanno scritto la storia di questo genere, quali “It Don’t mean a Thing if ain’t got that Swing”, pezzo che ha dato appunto il nome a questo periodo, Mood Indigo, Caravan, Echoes of Harlem, e ancora, Count Basie con Splanky, Randy Brooks evocato da Harlem Nocturne, la potenza dell’orchestra di Chick Webb con Stompin’ at the Savoy. Gli europei, che a queste cose si interessavano, si buttarono sui “V” discs e, quindi, sulle prime incisioni regolari disponibili, per fare una scorpacciata di jazz. Inghiottirono in un sol colpo anni di musica e cercarono di capire. Forse, trovandosela dinanzi tutta insieme, poterono comprendere meglio degli americani che cosa era stata la musica swing, e che cosa, di tutto quanto era stato registrato negli anni della “swing craze”, valesse la pena di essere ricordato e conservato. Non poteva certo mancare un brano altamente simbolico: Sing, sing, sing ! composto da Louis Prima nel 1936. E’ questa la pagina voluta da Benny Goodman per chiudere la scaletta dello storico concerto del 16 gennaio 1938 alla Carnagie Hall. Il jazz in quella data sbarcò nel tempio della musica classica, con un’orchestra composta da rappresentanti di tutte le minoranze che avevano fatto nascere questo genere, unitamente all’America. Bianchi, neri, ebrei, creoli, italiani, sud-americani, lanciarono uno dei primi inni di pace, aperto dall’evocazione dei tamburi d’Africa, nello storico a-solo di Gene Krupa. Ma si andrà ben oltre lo swing, con un assaggio di crossover nel ricostruire le emozioni dell’ “Ich bin ich” del preludio al poema straussiano, Also Sprach Zarathustra e quelle del preludio della Traviata di Giuseppe Verdi, nell’arrangiamento firmato da Antonio Florio. D’altra parte l’improvvisazione e la variazione rappresentano in musica i percorsi di unità e divergenza di tutti i generi, una “semplice” complessità in cui la manipolazione del materiale sonoro definisce strutture e modelli, la cui interazione genera sistemi a livelli crescenti d’astrazione. La ragione semantica della musica emerge, nel continuo divenire del “ludus harmonicus”, il gioco dell’invenzione e della mutazione.

L’ufficio Stampa della Big Band Swingtime
olga.chieffi@virgilio.it 347/8814172


INGRESSO GRATUITO








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