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Pietro Condorelli
On My Browser

SOS (Sound On Sound)  2000
Recensito il 12/07/2000 - marco@jazzitalia.net
Ho ascoltato varie volte il CD di Pietro Condorelli perché oltre ad essere un ottimo chitarrista cerca di differenziarsi senza chiudersi in schemi preconfezionati e di più facile diffusione. A tal proposito riporto una frase che Condorelli ha scritto sulla copertina del suo CD:

"il voler essere graditi, magari protetti da icone di successo, confonde, la nostra identità. Pur pagando l'alto prezzo della "libertà", tali abitudini dovrebbero essere interrotte senza la paura di essere differenti."

Pietro Condorelli Ha vinto il premio Top Jazz 1997 (Musica Jazz) come miglior talento e attualmente si dedica anche all'insegnamento guardando la musica nella sua globalità senza soffermarsi esclusivamente su ciò che concerne la chitarra.

Il primo brano Upi/The notes are yellow mostra subito quello che sarà il groove portante dell'intero CD. Ottimo ritmo, praticamente metronomico, con un basso che conduce inequivocabilmente l'armonia. Qui Condorelli si lancia in improvvisazioni tecniche, forte del solido sostegno ritmico/armonico del trio base.

Ancora ritmo sostenuto, nel brano che intitola il CD, On My Browser, si inserisce il trombone suonato da Roberto Schiano. Dopo l'esposizione del tema inizia una lunga e densa improvvisazione di Condorelli che sfodera molti tecnicismi senza però tralasciare un valido gusto nelle scelte. Subito dopo è la volta di Vittorio Pepe (basso) e poi si riprende il tema per concludere. Mi sarei aspettato il trombone, ma va bene così, anche perchè sul finale comincia a farsi notare Pietro Iodice alla batteria.

Lost Generation vede l'ingresso del flauto (Franco Coppola). Anche qui l'aggiunta di questo strumento è finalizzata come supporto all'esposizione del tema che gioca su molti cambi ritmici con accelerazioni rapide ed improvvise. Il solo cresce gradualmente fino ad arrivare ad uno swing rassicurante. Intermezzo del pianista (Francesco Nastro) che preapara la  ripresa del tema con il flauto.

Talkin' Stars. Un vero e proprio "parlare di stelle". Una bossa eccellente, suonata benissimo da tutti. Il tema è perfetto e originale e dopo qualche ascolto ti ritrovi a cantarlo, così come le improvvisazioni. E' da questo brano che si comincia ad avere voglia di sentire un po' di più Francesco Nastro che, nei brani successivi avrà modo di farsi ascoltare. Cosa dire: 30 e lode :-)

Con Sly Game si riprende a swingare, con l'intervento del sax soprano di Daniele Scannapieco. Alternanza di soli da parte di tutti, il brano scorre piacevole.

October Ballade fa sentire, per la prima volta, un intro con voicing suonato solo da Condorelli. Il brano è suonato in trio per buona parte fino all'ingresso del piano al momento del solo. Atmosfera garantita.

Peace è, come dice il titolo, un brano che inneggia alla pace. Flauto, tromba muta, rullante a ritmo di marcia appena accennata. 

Ecco un old swing per tutti, grandi e piccini, con tanto di sezione di fiati: Silent Moon. Buono solo del piano che incalza il ritmo accentuato dall'intero ensamble.

Piacevole, almeno per me che "suono" la chitarra, Bridge Club eseguito interamente con la chitarra classica in fingerstyle.

Uno dei brani migliori: Careful inquiry. Emergono senza dubbio sia Pietro Iodice che Francesco Nastro. Quintetto a tutta birra (c'è il tenore di Scannapieco).

Chiusura in dolcezza. Lotus Blossom è una ballad per chitarra e piano.

Be' in conclusione posso dire che è un CD di ottima fattura, nulla da invidiare agli americani!
Tutti i musicisti reggono i ritmi a volte complessi e le armonie non immediate con ottima padronanza, curando molto le dinamiche.
L'unica critica, personalmente, la posso fare solo riguardo ad alcuni momenti, con atmosfere un po' sentite (qualche frase a la Benson, un intermezzo tipo Mays-Metheny, bossa di sapore Hortiano), ma sempre di ottima fattura. Del resto è fin troppo facile riscoprire pattern sentiti, mentre è estremamente difficile oggi differenziarsi e devo dire che comunque il fraseggio di Condorelli è personale e di elevata qualità.

P.S. mi sarebbe piaciuto sentire ogni tanto qualche altra chitarra, oltre alla Manne, e un contrabbasso...


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