Jazzitalia - Articoli: Il Jazz italiano dai sorrisi alle lacrime?
versione italiana english version
 
NEWS
Bookmark and Share Jazzitalia Facebook Page Jazzitalia Twitter Page Feed RSS by Jazzitalia - Comunicati Feed RSS by Jazzitalia - Agenda delle novit�

Il Jazz italiano dai sorrisi alle lacrime?
di Alceste Ayroldi
Editor Manager Jazzitalia

Più o meno tre anni fa, sulle pagine della webzine Andy Magazine, partì la mia inchiesta (ricerca?) sull'universo jazzistico italiano; indagine che da qualche anno continua su queste pagine attraverso interviste a direttori artistici e casa discografiche italiane che si occupano di jazz. Il prologo per una pubblicazione che, per vari motivi a me addebitabili, tarda a concludersi. In verità, visti i continui sviluppi e coupe de théâtre governativi, la conclusione sarebbe da psicodramma: imprevedibile.

Tanto è cambiato rispetto al 2012: i musicisti si sono radunati sotto un'associazione – il Midj - che sgomita (per quanto può) a destra e sinistra e si da un gran daffare, grazie all'abilità e tenacia della presidente Ada Montellanico. Gli impresari, organizzatori di festival e rassegne partecipano sempre più numerosi alle attività dell'I-Jazz. Tanti, però, sono i maverick che vanno dritti per una strada sempre più impervia e nebbiosa. Poi, c'è un ministro del governo che pronuncia la parola jazz, ascrivendola nel patrimonio culturale italiano: giubilo e tripudio di speranza che si associa all'elargizione di 500.000 euro raschiati dal fondo di una padella, che hanno ingolosito molti e, soprattutto, hanno acceso un lumino di speranza.

Ma…chi di speranza vive, disperato muore! E, così, nell'imminenza del ferragosto italiano (si chiude tutto: anche il cervello), fioccano notizie di guerra: tagli a tutte le attività culturali. In pratica il FUS, già mai prodigo a sentire tutti, si assottiglia drammaticamente, mandando in fumo le aspettative di tanti (tutti?).

Il talk-show universale rappresentato dai social network e dai blog s'inferocisce e sputa veleno, emette sentenze, crea nuovi soloni pronti a dispensare le ricette della felicità. Senza contare che nulla di nuovo si legge e si apprende, se non aver (mal)riposto le speranze e aver creduto che il jazz, al pari della musica classica, dell'opera, del teatro, avesse conquistato un posto nell'Olimpo. Il problema non è il jazz o le altre musiche, ma la cultura che non va in Italia: non se ne sente il bisogno. Altrimenti, perché mettere mano all'istruzione a casaccio (peraltro, alcune cose sarebbero eccellenti se si fosse previsto un adeguato funzionamento e, soprattutto, se vi fosse una copertura finanziaria)? Obiettivo distruttivo che non sta a cuore solo al governo in carica, ma fa parte delle strategie militari di parecchi governi: non dimentichiamolo.

C'è un'altra novità rispetto al 2012: la chiamata alle armi per L'Aquila alla quale il mondo jazzistico ha risposto con il consueto cuore ed entusiasmo e che ora – alla luce dei feroci tagli – viene messa in discussione; anzi si vorrebbe usarla come arma di ricatto per poter manifestare l'orrore, il disappunto di fronte a certe scelte.

Ecco il perno di tutto: il denaro. Le provvidenze economiche e i criteri per assegnare le stesse. Criteri di quantità e di qualità: FUS che ha destinato, progressivamente, più soldi al jazz e che nel 2015, a quanto pare, ha fatto vittime illustri, dando credito ad altre realtà più piccole ma non imbolsite. La levata di scudi c'è stata e ci sarà. A rincarare la dose di tale eccidio, ci sono i festival e le rassegne triturate dalle provvidenze degli enti territoriali. E gli organizzatori si leccano le ferite sanguinolente lanciando messaggi di guerra all'indirizzo di chi governa. Ma se Atene piange, Sparta ride: perché tra tante lacrime, vi è anche chi si sbellica dalle risate, per aver ricevuto (o riceverà) parecchi più denari rispetto al passato. E questo fa infuriare (giustamente o meno, non si sta qui a discutere) chi si era abituato a un certo tenore di vita festivaliera: soldi pubblici (governo centrale ed enti territoriali), sponsor privati e vendita dei biglietti. Un trinomio parecchio anomalo: ricevere denaro pubblico e far pure pagare a prezzo pieno il biglietto è un ossimoro.

Festival e rassegne: sembra proprio che il punto G della signora del jazz italiano sia tutto lì. Mentre, dall'esame dei dati emersi dalle interviste, si rileva che il fattore "x" del jazz è dato dal pubblico: in calo e piuttosto âgée. E, a dire degli organizzatori, solo i concerti con i big (i soliti noti, tanto per intenderci) sono affollati e mettono il buon umore ai cassieri. Ciò significa che i soldi erariali vanno a finanziare i concerti dei "soliti noti" che, a sentir bene, potrebbero finanziarsi autonomamente con le vendite dei biglietti. Ha senso tutto ciò?

Forse, un criterio opportuno da inserire nei parametri di valutazione del FUS (e delle provvidenze pubbliche in generale) sarebbe quello già in atto in altri Paesi europei: obbligare i soggetti finanziati a inserire nel cartellone progetti artistici italiani e – aggiungerei – di giovani jazzisti.

Il festival, la rassegna dovrebbe essere la vetta della piramide e non il punto di partenza. Il principio è l'educazione del pubblico all'ascolto di jazz non trionfalmente sbandierato in tv, o proveniente da oltreoceano, o frutto di callide operazioni di marketing. Obiettivo principale e comune a tutti dovrebbe essere quello di incrementare l'afflusso di pubblico, di avvicinare i giovani (purtroppo ancora lontani dal jazz) e abituare il pubblico del jazz a pagare, anche poco, per vedere un concerto: perché l'eccesso di gratuità, soprattutto d'estate, massifica le scelte del pubblico-consumatore che, di fronte all'alternativa, preferisce un concerto gratuito a uno a pagamento. Quasi sempre senza farsi troppe domande e senza troppe distinzioni artistiche.

Per tutto questo sarebbe auspicabile unire le forze e tracciare un piano comune. Di una lobby del jazz non se ne sente il bisogno.






Articoli correlati:
12/07/2017

Multiculturita Summer Jazz Festival: Si apre la XV edizione del Festival di Capurso con l'incontro "Jazz History: 100 dischi per 100 anni di Jazz" ed a seguire lo swing "da ballare" del combo Swing and Dance

23/06/2017

Poliorama VII Edizione: Sarà l'Ensemble piccolo del compositore e pianista Leszek Kulakowski ad aprire la VII edizione di Poliorama

23/06/2017

Roero Music Fest 2017: Un omaggio all'American Songbook, "Cinema & Jazz" a cura di Alceste Ayroldi, il pianista americano Marc Copland per il Roero Music Fest 2017

19/06/2016

Lo sviluppo dell'organizzazione concertistica e dei festival jazz dagli anni ottanta ad oggi (prima parte): "Affaire spinoso quello della memoria concertistica e festivaliera del jazz in Italia, perchè la confusione e le gesta leggendarie la fanno da padrone..." (Alceste Ayroldi)

16/03/2014

BasiliJazz: Masterclass d'autore con Enrico Rava e Alceste Ayroldi: Per BasiliJazz a gennaio interessante seminario "Marketing e Legislazione dello Spettacolo", intensa e proficua master class di Enrico Rava e concerto serale nella suggestiva Casa Cava di Matera. (Marco Losavio)

20/06/2010

Jazzitalia compie 10 anni: "...il 20 giugno 2000, iniziava l'avventura di Jazzitalia. Oggi, a distanza di 10 anni, siamo ancora qui a rendere disponibile uno strumento utile per chiunque voglia far conoscere il proprio lavoro nell'ambito della musica Jazz, per chiunque voglia essere aggiornato sulle evoluzioni, le tendenze, le novità di questo mondo musicale..." (Marco Losavio)





Video:
Pugliaeccellente.com ospite: Marco Losavio
Descrizione:Altri video http://www.pugliaeccellente.comFacebook: http://www.facebook.com/pages/Puglia-......
inserito il 14/05/2010  da Pugliaeccellente - visualizzazioni: 3517
Pugliaeccellente.com ospite: Alceste Ayroldi
Altri video http://www.pugliaeccellente.comFacebook: http://www.facebook.com/pages/Puglia-......
inserito il 12/05/2010  da Pugliaeccellente - visualizzazioni: 2868


Inserisci un commento


© 2000 - 2017 Tutto il materiale pubblicato su Jazzitalia è di esclusiva proprietà dell'autore ed è coperto da Copyright internazionale, pertanto non è consentito alcun utilizzo che non sia preventivamente concordato con chi ne detiene i diritti.


Questa pagina è stata visitata 3.355 volte
Data pubblicazione: 12/08/2015

Bookmark and Share



Home |  Articoli |  Comunicati |  Io C'ero |  Recensioni |  Eventi |  Lezioni |  Gallery |  Annunci
Artisti |  Saranno Famosi |  Newsletter |  Forum |  Cerca |  Links | Sondaggio |  Cont@tti