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Bari Alive! Intervista con Rossella Monferrato
di Fiorenza Gherardi De Candei
aprile 2020

BARIALIVE! è un progetto sperimentale nato nel campus romano della University of the West of Scotland per il Bachelor of Arts Commercial Music. Si tratta della produzione un mini EP ideato dalla cantante Rossella Monferrato che recupera la tradizione musicale ed il folklore barese attraverso arrangiamenti jazz e rock. Un progetto nell'ambito delle materie "Creative Music Product Design" e "Advanced Music Production" coordinate dalla docente Fiorenza Gherardi De Candei, che da anni lavora come ufficio stampa e comunicazione nel music business italiano. Queste materie hanno portato alla luce altri 4 progetti: l'app di entertainment e musical recognition mPush (una sorta di "Shazam italiana") del musicista e compositore Alessandro Stevani, il progetto di cooperazione internazionale presentato dal project manager e musicista Carlo Petrocelli "Emma For Peace" in collaborazione con le Nazioni Unite, le nuove bacchette per batteria Topstick realizzate dal batterista, compositore ed esperto in liuteria Gerardo Nisivoccia, le Travertino Live Sessions ideate dal musicista, producer e compositore Nicholas Ammaniti.
 
Cinque differenti produzioni che hanno preso vita nel Campus ospitato dall'Art Village di Roma e che confermano quanto l'attitudine imprenditoriale sia una caratteristica oramai imprescindibile nella scena musicale attuale: una forma mentis che il Bachelor of Arts della University of the West of Scotland in collaborazione con Mast Music promuove in Italia attraverso il suo percorso di studi equiparato alla Laurea triennale.

Scopriamo BARIALIVE! con un'intervista alla cantante Rossella Monferrato.

Da dove e come è partita la ricerca per i testi in dialetto?
Il progetto è in collaborazione due artisti emergenti della scena musicale barese: Alessandra Soldano (cantante) e Biagio Strisciuglio - in arte Stribiax (produttore). Ma mi sono occupata personalmente della ricerca dei testi per le nostre canzoni. L'idea principale non era solo quella di trovare dei testi con delle parole in dialetto ma qualcosa che facesse parte della quotidianità della vita in campagna, folkloristica e famigliare del nostro popolo. La mia ricerca è iniziata da quello che mi era a portata di mano più facilmente, il web. Ma non era la stessa cosa, io volevo di più, volevo sapere da chi cantava quelle filastrocche la propria storia, che ricordi poteva rievocare, da chi era stato tramandato quel testo e quelle parole. Così decisi di sfruttare una delle risorse più ricche a mia disposizione, la mia famiglia. La mia famiglia ha origini "miste" (come si usava dire un tempo soprattutto in Puglia), Andria e Casamassima sono in provincia di Bari e sono due paesi ricchi di storia e di folklore. Ho reso partecipi i miei nonni (di origine andriese), mia zia e mio padre (di origine casamassimese). Attraverso i loro racconti e i loro ricordi siamo riusciti a trovare i testi giusti per il nostro progetto, e soprattutto mio padre e la sua conoscenza del dialetto di Casamassima mi sono stati d'aiuto per riuscire a tradurre "Ninna Nanna Mia". Volevo anche mettere alla prova le mie abilità di songwriter e decisi che avrei sfidato me stessa scrivendo un testo in dialetto. È stato molto stimolante e divertente allo stesso tempo, essendo abituata da sempre a scrivere testi e poesie in inglese.



Ritenete che questo album possa riuscire ad arrivare ad un target più ampio, oltre agli ascoltatori pugliesi?

Insieme a Certamente siamo riusciti a crearci un buon pubblico, abbiamo utilizzato soprattutto il nostro capitale sociale attraverso cui il progetto è riuscito ad arrivare anche in Canada e il passaparola si è rivelato uno strumento molto utile per poter raggiugere target differenti. Dunque sì, pensiamo che il nostro progetto riesca ad arrivare ad ascoltatori fuori dalla Puglia, insistendo con queste strategie di comunicazioni, semplici ma efficaci se utilizzate nella maniera giusta.

Che cosa rende speciale e diverso il vostro album rispetto ai concorrenti nel vostro settore?
Sono una grande appassionata di musica folk, soprattutto musica tradizionale pugliese, ci sono molti progetti e musicisti che hanno proposto il loro punto di vista musicale, arrangiamenti e rivisitazioni per quanto riguarda la musica del nostro territorio, sono una grande ammiratrice dei Terraròss, uno dei gruppi folk più famosi non solo in Puglia ma in tutta Italia. Volevamo spingerci un po' oltre i limiti di quella che può essere la musica tradizionale rivisitata. Soprattutto noi, essendo giovani musicisti, avevamo voglia di sperimentare. Abbiamo appunto, anche in questo caso, fatto una ricerca dei dettagli che riguardano gli arrangiamenti musicali che già propongono vari artisti. Abbiamo esaminato quello che esiste già e quello che potrebbe esistere secondo la nostra visione e il nostro gusto musicale. Ecco, questo rende il nostro progetto "speciale", la ricerca dell'autenticità in qualcosa che già esiste, superare dei limiti che sono già stati imposti da altri musicisti. Il dialetto viene visto come qualcosa di "comico", nel pensiero comune il dialetto non viene preso seriamente, dunque nel nostro progetto noi "sfidiamo" questo pregiudizio e lo abbiniamo a due grandi generi musicali (interpretati in base alla nostra percezione musicale), dimostrando al pubblico che anche una semplice filastrocca se suonata ed interpretata in certo modo riesce ad arrivare diversamente all'orecchio dell'ascoltatore.

Credete che la realizzazione di una copia fisica possa ottenere lo stesso riscontro che state avendo dagli utenti sui social?
Effettivamente la realizzazione della copia fisica del nostro progetto potrebbe non avere i risultati sperati, potrebbe essere una mossa azzardata per dei musicisti giovani e poco conosciuti come noi, ma contiamo sul fatto che la gente riesca ad amare questo progetto quanto noi, che ci si affezioni come ci siamo affezionati noi e che durante la nostra campagna di crowdfunding abbia il piacere di sostenerci comprando il nostro album, anche se piccolo. Ci piacerebbe che la gente riponesse fiducia nel nostro progetto che è sicuramente in continua evoluzione e che magari potrebbe diventare qualcosa di più grande, un giorno. I social e l'autopromozione sono due mezzi molto potenti che se usati con le giuste strategie, con il linguaggio adatto si riuscirebbe ad attirare il pubblico in egual modo.













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Data pubblicazione: 03/05/2020

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