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Intervista a Dr. Lonnie Smith
di Alessio Berto

Abbiamo contattato Dr Lonnie Smith, che sarà a a Umbria Jazz 2006, per un'intervista su quella che è la sua storia e la storia di uno strumento che ha del "mitico", come l'hammond. Molti dei sui dischi come "Afro-Desia", "Move your Hand" o "Finger-Lickin' Good Soul Organ" sono emblematici di quello che è il suo sound. Lonnie Smith è in prima linea della scena Jazz dal 1967 e ha collaborato con, tra gli altri, Lou Donaldson, David Newman, Blue Mitchell, Joe Lovano, George Benson, Jack McDuff, Dizzy Gillespie, Grover Washington Jr, Ron Carter, Jimmy McGriff, Leon Thomas, inoltre ha registrato ed è apparso in più di 70 album. E' noto anche per le sue collaborazioni con grandi del R'n'B e del Soul come Gladys Knight, Dionne Warwick, Etta James, The Impressions e the Coasters. Recentemente è stato insignito del titolo di "Miglior Organista Jazz" 2003/2004 /2005 dal Jazz Journalist Association. Smith continua tutt'oggi a suonare in Europa, America e Far East e spesso è addirittura presente in piccoli Jazz Bar locali.

A.B.: Come hai iniziato a suonare musica Jazz?
L.S.: La mia era una famiglia di cantanti, all'inizio ho cantato in gruppi Pop, quando sentii l'organo per la prima volta in una chiesa rimasi molto affascinato dal suono di questo strumento e me ne innamorai. Ero molto affascinato anche dal Jazz e quando sentii gente come Wild Bill Davis o Jimmy Smith mi dissi che quella era la musica che dovevo fare da quel momento in poi. Il mio problema era che non conoscevo la musica Jazz così mi servii della mia esperienza per iniziare a suonare questo genere, partendo proprio da quello che conoscevo, il Pop appunto.

A.B.: E così ti sei avvicinato all'Hammond...
L.S.: Quando ero ragazzo andavo sempre nel negozio di strumenti Art Kubera di Buffalo, ogni giorno, come se fosse il mio lavoro, andavo li alla mattina e uscivo alla sera solo per vedere gli organi Hammond. Un giorno trovai il negozio chiuso e mentre me ne stavo andando il titolare mi chiamò nel retro e mi disse "Vedi quell'Organo? Prendilo è tuo" non potevo crederci, era un organo nuovo che costava un sacco di soldi. Da quel momento iniziai a suonarlo ad orecchio perchè non leggevo la musica, facendo tesoro di tutta la mia esperienza su Motown, Soul e sul Pop e quello che sentivo da Smith e Davis. Iniziai a suonare in tutte le Jam Sessions di musica Jazz e iniziai a farmi notare. Quell'uomo per me è stato un angelo e ha completamente cambiato la mia vita. Ancora oggi quando lo vedo parliamo sempre di questa cosa accaduta molti anni fa.

A.B.: Hai collaborato molto con George Benson, come lo hai conosciuto?
L.S.: Conobbi Benson attraverso altra gente, durante un concerto di Jack McDuff. George suonava con lui, Jack mi chiamò sul palco per suonare e Benson fu colpito dal mio modo di suonare. Alla fine del concerto ci conoscemmo e Benson mi chiese il numero di telefono. Dopo un po' di tempo seppi che mi stava cercando perchè aveva lasciato McDuff ma aveva perso il mio numero così tramite Jimmy Boyd, un manager che frequentava il Club "Smiles Paradise" e che mi aveva fatto suonare anche per Grant Green, riuscì a ricontattarmi. Fu così che iniziai a suonare con George Benson.

A.B.: Raccontami un aneddoto riguardante quel periodo...
L.S.: Dopo aver fatto amicizia ci trovammo a casa di sua madre a Pittsburg e andammo nel seminterrato, quel giorno terminammo col provare due pezzi, "Secret Love" e "ClockWise" così nacque la nostra band. photo by Hank O'Neal Dopo un po' che suonavamo in giro ci sentirono dei managers della Columbia e ci scritturarono tutti e due, con Columbia registrai "Finger-lickin' Good Soul Organ".

A.B.: So che eri molto richiesto come Organista in quel periodo.
L.S.: In quel periodo si suonava molto con tutti, David Newman, Blue Mitchell, Lee Morgan, King Curtis, Lou Donaldson e Grant Green tra gli altri. Partecipai a molti album di Donaldson fino a quando la Blue Note me ne fece incidere dei miei: Move your Hand, Turning Point, Think! e Drives. In alcuni pezzi contenuti in questi albums si sente molto l'origine Pop Soul come "Sunshine Superman" e "Spinning Wheels". Poi registrai con la Groove Merchant fino al 1976 e così via.

A.B.: Qual'è stato il musicista con il quale hai avuto più feeling e con il quale avete creato di più?
L.S.: Nella mia carriera ho suonato con molti musicisti e continuo a farlo tutt'oggi. Senza dubbio Donaldson è quello con cui ho creato un rapporto straordinario, quasi un matrimonio. Io e Lou siamo tutt'ora molto affiatati e la nostra amicizia è incredibile.

A.B.: Essendo molto attivo ancora oggi, cosa pensi di questa nuova esplosione del 60's Soul Jazz/Boogaloo?
L.S.: Sono stupefatto nel vedere che oggi molta gente e molti giovani ascoltano la musica che abbiamo scritto negli anni '60. A quei tempi non avrei mai pensato che la nostra musica avesse un così lungo periodo di vita, pensa che io e Lou stiamo ancora suonando "Alligator Bogaloo" (1967).

A.B.: Cosa ti piacerebbe fare e cosa hai in programma per il futuro?
L.S.: Mi piacerebbe molto creare una specie di posto dove i vecchi Jazzisti possano riposare, molti di loro non hanno soldi o pensione. Adesso sto suonando molto in giro, sarò in Italia per Umbria Jazz a Luglio...












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Data pubblicazione: 16/04/2006

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