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Intervista con Elisabetta Serio
ottobre 2014
di Laura Scoteroni

In occasione del concerto di Elisabetta Serio in Trio avvenuto il 17 ottobre 2014, abbiamo colto l'occasione per farle qualche domanda alla talentuosa musicista.

Chi è Elisabetta Serio?
Fino a quattro anni fa Elisabetta era aria, sempre con la testa tra le nuvole, quella che prendeva multe, quella la cui famiglia diceva "Tieni sempre a stessa capa!" oppure "Vuoi fare solo l'artista". Poi gli eventi della vita, in particolare con la morte di mio padre, Elisabetta è diventata ‘terra', è diventata carne e sangue perché è partita dalla morte per arrivare alla vita, e ha capito che la vita ha un senso e se ne deve fare qualcosa. Elisabetta adesso vive con i piedi per terra, ogni tanto con un occhio al cielo, per quella parte di me un po' fanciullesca che ha bisogno di spazi, ha bisogno della sua camera scura, più che oscura: però è sicuramente terra.

Quando hai capito di voler fare musica?

Avevo cinque anni. Avevo bisogno di esprimermi, io non sono molto brava con le parole, sono taciturna, silenziosa, colei che osserva da lontano. Ho trovato nella musica il mio modo di comunicare e, non bastandomi fare la gregaria, ho intrapreso la strada da leader, nel senso di colei che scrive delle cose, le comunica e prova ad arrivare alla gente. Chiaramente il musicista non può non considerare il pubblico. Non sopporto l'autoreferenzialità del musicista: chi si guarda col suo amico-compagno e dice yeahh!. C'è un pubblico a cui devi comunicare delle cose: altrimenti per chi suoni?

Dagli studi classici al jazz in cui sei laureata. Da cosa scaturisce la scintilla per il jazz?
Io vengo dal rock come entità. Ascoltavo i Beatles, gli U2, i Pink Floyd, quindi c'è questa melodia dentro di me. Ho incontrato delle persone importanti nella mia vita che mi hanno avvicinata all'aspetto ritmico del jazz. Non mi ritengo una purista del jazz, nel senso di tradizione, di bebop, o di linguaggio tradizionale, ma preferisco pensare a me stessa come colei che ha preso il linguaggio per quello che serve per scrivere. Perché sono composizioni che vengono da altrove e non da stilemi che ti costringono a suonare in un certo modo, io non vorrei suonare in quel modo pertanto cerco una via che sia diversa da quella che è la tradizione, pur comunque rispettandola ed accettando di prenderne parecchio, però la mia via è altrove, è un'altra perché racconto melodie, le trasformo, le giro, mi piace trasformarle ritmicamente. Faccio il mio jazz, così come qualcuno mi ha detto: ‘Fammi sentire il tuo jazz', perché ognuno di noi ha un suo jazz! Il rischio è che tutti si somiglino, perché ci sono delle caratteristiche nel modo di improvvisare o di intraprendere il linguaggio jazzistico. Fare questo tipo di percorso a me non interessa; mi interessa dire altre cose in maniera diversa, per cui ricerco e ascolto diverse musiche.

Chi ha influenzato la tua tecnica?
Io ho studiato con Valerio Silvestri, ho fatto dei seminari con Rita Marcotulli, che conosco bene è un'amica e la stimo, la seguo da sempre quindi per me è un riferimento umano. Ho fatto dei seminari con Barry Harris che è il capostipite della tradizione bebop, per poter capire questo stile e poi metterlo da parte. Mi piace imparare delle cose per poi metterle da parte, perché non si sposano con quello che ho io in testa. Devo esprimermi in un modo che arrivi al pubblico in una maniera diversa di come farebbero tanti; non voglio essere polemica, però è la verità e non posso far altro che essere onesta.

Che cosa ti piace ascoltare quando sei in pausa dai concerti?
Ascolto tutto, ascolto rock, ascolto i Nirvana che adoro, poi Brad Mehldau (a proposito di jazzisti diversi), molta musica indie, British.

Quando ha inciso il tuo cognome nella tua vita?
Ti dico un aneddoto, a scuola ero un bersaglio. La frase tipica di un paio di professori era ‘Serio di nome ma anche di fatto?' e quindi in qualche modo mi ha condizionato. Ma non è stato tanto il cognome quanto la figura di mio padre che essendo un generale dell'esercito era piuttosto, almeno apparentemente, rigoroso: aveva imparato dal suo lavoro, dalla sua carriera a essere così, ma in realtà è un uomo meraviglioso.

Com'è composto il tuo trio? Vediamo in qualche occasione una composizione diversa, ad esempio al contrabbasso a volte Giacomo Pedicini altre Marco de Tilla. Da cosa dipende?
Non ci sono ragioni particolari, ad esempio Giacomo Pedicini in questo momento è impegnato con un suo progetto molto bello. Le collaborazioni nascono, finiscono, si riprendono: si partecipa al lavoro degli altri, si scambiano idee, emozioni. E' un matrimonio, poi ad un certo punto può finire e oggi le separazioni si verificano molto spesso: può capitare.

In questo trio c'è l'inclusione dei fiati una volta con Fulvio Sicurtà alla tromba, altre con Giulio Martino al sax.
Sì, perché mi piace sperimentare. Giulio Martino è stato ospite spesso nei concerti, adesso sono nella fase in cui mi piace la tromba e quindi invito spesso Fulvio Sigurtà.

Il disco "April" è uscito è stai annunciando già da un anno l'uscita di "Niente di Serio". Vuoi fare la seria e farlo uscire finalmente?
Stiamo sempre aspettando il buon Matteo Pagano di Via Veneto Jazz che ci dia l'Ok definitivo. Abbiamo finito di registrare una settimana fa cinque brani, ne mancano altri tre che registreremo i primi di novembre. Bisogna considerare che ci vuole il tempo, dedizione, concentrazione, quindi diventa difficile se tu sei impegnato in un tour o in altro. Sono due anni che faccio questa vita e di questo ringrazio Dio, sono fortunatissima e onorata, però poi devi scegliere i momenti giusti per fare delle cose. Io vorrei fare la seria.

La partecipazione alla manifestazione Piano Solo del 2013 a Napoli che esperienza è stata?
E' stata una bella esperienza, perché là ho avuto la possibilità di conoscermi meglio. Quando tu suoni con gli altri in qualche modo deleghi, ti deresponsabilizzi, così quando si suona in meno persone crescono le responsabilità. In ogni caso una bella esperienza dove ho avuto la possibilità di conoscermi e di capire che ciò è possibile.

Hai detto: "Quando c'è dinamismo è sempre una bella cosa". Questo pensiero lo condividi anche nelle tue collaborazioni e nella scelta di musica che fai?
Il movimento è fondamentale, il movimento è vita; se manca il movimento diventa tutto stagnante è lì che nascono i loop. La vecchiaia oltre ad essere una cosa naturale e fisica, diventa soprattutto mentale perché c'è un accumulo di loop mentali. Noi abbiamo dei loop, ecco perché esiste la religione che può essere il buddismo o altro, ci sono dei rituali che ti consentono di spezzare il loop. Lo yoga, certo non è come dire "coca-cola", perché ogni annoying ha un significato preciso come piuttosto l'Ave Maria; quindi sono delle cose precise, ma il dinamismo è importantissimo. Fare cose diverse, creare movimento intorno a sé durante il giorno, perché il vero problema è il quotidiano: è quello che ci frega. Da un lato ci serve perché ci conferma come uno specchio dove ci guardiamo e constatiamo che: "è tutto a posto, sono sempre io, è tutto sotto controllo", però allo stesso tempo ci uccide, come i ruoli. I ruoli nella famiglia, con l'amore, tutto ciò che è ruolo, tutto ciò che è statico, routine, che quindi ci dà sicurezza allo stesso tempo ci uccide. Sta a noi rendere il quotidiano dinamico.

Elisabetta Serio TrioElissabetta Serio  Pino Daniele
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Qual è stata la tua collaborazione migliore?
Pino Daniele senza dubbio. Non smetterò mai di ringraziarlo. Lascia stare che hai più visibilità o introiti, che ti serve per il futuro, ma al di là di tutte queste cose che sono effimere, penso che, innanzitutto, l'equilibrio è dentro di noi e questo ti aiuta nel quotidiano. Se un giorno ti dice bene e la persona, che in questo caso è Pino, ti elogia tu rimani equilibrata e non te ne vai di testa, se il giorno dopo sai di aver sbagliato, però non riconosci la tua colpa, è perché non mantieni un tuo equilibrio. La collaborazione con Pino è la cosa più importante che mi sia successa, perché mi ha insegnato tantissimo, soprattutto mi ha aperto gli occhi. E' stata un'esperienza musicale ed umana per me fondamentale.

Qual è il posto dove quando ti esibisci ti senti a casa?
Casa siamo noi. Se io sto bene dentro di me qualsiasi posto va bene.

Il posto più interessante dove hai suonato?
Mi viene in mente che a Camden Town a Londra (zona situata nel nord di Londra, nella London Borough di Camden) c'è un mercatino che io amo. Sai quando ti immagini di stare in un luogo dove vorresti essere? Ebbene io spesso mi immagino di essere lì, di domenica mattina con il sole. C'è un ponticello sul fiume e un mercato pieno di colori. Lì vicino c'è un jazz club che si chiama JazzCafè dove ho suonato per cinque anni con Z Star una cantante inglese. Quindi ho un bel ricordo di quel posto.

Estate impegnativa con numerose esibizioni tra il tour di Pino Daniele, Rino Zurzolo, Elements ed il Trio. Come ci si sente ad essere così attivi. Come ci si sente a doversi dividere su più fronti, essere impegnata in più progetti?
Io sono la regina della divisione, non so se è perché sono dei gemelli, non so se questo possa influire, però mi riconosco una caratteristica che è quella di sapersi adeguare, come se andassi dietro ad un sipario cambiandomi in qualche modo, pur rimanendo me stessa ovviamente, però con indosso un altro abito che mi sta comodo. Sempre rispettando chi mi sta di fronte.

Cosa pensi del riconoscimento del jazz come cultura, sdoganato da Franceschini ed i fondi annunciati?
Speriamo che questo aiuti la musica in genere e, in particolare, il jazz che è una musica di nicchia, per quanto ultimamente il pubblico si sta avvicinando anche a queste sonorità.

Qualcosa da dichiarare?
Mi viene in mente proprio Enjoy any day of the life. Godiamoci la vita perchè siamo vivi, non ci resta che vivere.

Progetti in corso d'opera a parte il tour Nero a Metà con Pino Daniele?
C'è il mio progetto che va avanti, il disco in corso d'opera dove ci sarà come ospite in alcuni brani anche Sarah Jane Morris; con il Trio abbiamo già dei concerti a Roma tra gennaio e marzo 2015 sia al BeBop JazzClub che all'auditorium del Massimo dove penso di suonare in quartetto con Fulvio Sigurtà.






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Infant Eyes (Arrigo Cappelletti - Giulio Martino)

12/04/2007

"Corpi Liberi in Concerto, teatro e danza su ritmi jazz". In un'anteprima tenutasi per la stampa, un progetto in cui la musica di Bollani, Jarrett, Marcotulli, Mehldau e Petrucciani anima una "inusuale piece di teatro e danza". (Alceste Ayroldi)

04/01/2007

Jazz! Brugge jazz festival 2006: "A mezzogiorno in punto alla sala 9 del Groeningemuseum, immersi nella bellezza immortale di opere firmate da René Magritte, Hiëronymus Bosch e Jan van Eyck, tutto è pronto per la terza edizione della biennale del jazz che nella splendida cittadina belga ospita dal 2002 le migliori espressioni della musica europea di origine colta contemporanea." (Gainmichele Taormina)

14/12/2006

The light side of the moon (Rita Marcotulli)

14/12/2006

Intervista a Rita Marcotulli: "Credo però anche che sia molto importante trovare una propria voce, raccontare la propria storia, non quella di qualcun altro, altrimenti si diventa solo dei grandi interpreti, come gli esecutori di musica classica. Non è poco, perchè non è facile interpretare qualcun altro. Però il jazz non è musica scritta come la musica classica: vale la pena dipingere il quadro di un altro pittore?" (Antonio Terzo)

24/10/2006

Stefano Bollani, Rita Marcotulli, Andy Sheppard, Bobo Stenson tra i protagonisti del Brugge Jazz 2006 (Thomas Van Der Aa e Nadia Guida)

24/10/2006

Essential team (Pippo Matino)

09/10/2006

La gallery di Roccella Jonica 2006 (Francesco Truono)

08/10/2006

BlueLocride, l'edizione 2006 di Roccella Jonica: "Superato il ragguardevole traguardo dei cinque lustri, il festival di Roccella, giunto alla sua XXVI edizione, continua a espandersi nel tempo e nello spazio, abbracciando il capoluogo e l'intera Locride ..." (Vincenzo Fugaldi)

18/09/2006

Brad Mehldau, Wayne Shorter, Chick Corea, Ron Carter: ad Umbria Jazz 2006 quattro concerti dove il jazz si è espresso ad altissimi livelli...(Alberto Francavilla)

03/09/2006

Dedicato alle big band, l'edizione 2006 del Multiculturita Summer Jazz Festival ha offerto tre serate durante le quali il pubblico ha potuto applaudire l'Orchestra Zero...e lode del Conservatorio di Bari, il Mimmo Campanale Quartet, i Good Fellas e la Montecarlo Night Orchestra con Nick the Nightfly e Sarah Jane Morris. (A. Augenti, A. Francavilla)

31/08/2006

Changing Trane - The music of John Coltrane (Scrignoli - Martino - Laviano )

18/06/2006

Madre Tierra (J. Girotto, N. Mangalavite, D. Garcia Bruno, C. Buschini )

17/04/2006

Hikmet (LTC – Lussu – Tucci - Ciancaglini)

31/03/2006

Le foto di Incroci Sonori, Ternijazz Winter e Italian Jazz Graffiti (Paolo Acquati)

27/01/2006

Rita Marcotulli e Nguyen Le a Terni Winter #6, Palazzo Gazzoli - 21 gennaio 2006 (Francesco Truono)

15/12/2005

Stravagario 2 (Stefano Battaglia e Michele Rabbia )

21/08/2005

Uragano Elis (Barbara Casini)

20/07/2005

Brad Mehldau a Umbria Jazz 2005: "Ormai non nuovo alle soirées perugine, Brad Mehldau riesce comunque ad incantare il pubblico dell'Umbria Jazz, in qualunque combinazione si presenti, in gruppo o da solo..." (Antonio Terzo)

02/07/2005

Charlap, D'Andrea, Mehldau, Rea, Corea...Il piano jazz in un nuovo spazio di fotografia a cura di Giorgio Alto

04/05/2005

Recordando Gardel (Javier Girotto)

15/04/2005

Umbria Jazz Winter: "...è il pianoforte a dominare la manifestazione, come può testimoniare anche l'evento jazzistico più significativo del Festival: i Duets di solo piano del 2 gennaio al teatro Mancinelli, con protagonisti Brad Mehldau e Danilo Rea prima e Martial Solal e Stefano Bollani poi..." (Dario Gentili)

16/03/2005

Live at the Blue Note Milan (Nick the Nightfly and The Monte Carlo Orchestra)

20/12/2004

Il 29 settembre 2004, veniva a mancare Biagio Pagano, fondatore della Via Veneto Jazz. Oggi, 20 dicembre 2004, avrebbe compiuto 42 anni. Abbiamo pensato di ricordarlo attraverso la spontanea testimonianza di coloro che hanno avuto l'opportunità di conoscerlo.

16/12/2004

Tristano (Amato Jazz trio)

17/10/2004

Mingus, Cuernavaca (Roberto Spadoni Six)

30/07/2004

The Art of trio Vol. 3 (Songs) (Brad Mehldau)

25/07/2004

Evans Remembered (Enrico Pieranunzi & Horns)

03/07/2004

Jazz Desire (High Five)

15/12/2003

Ringin' Bells (Quarte)

15/11/2003

Sarah Jane Morris al Blue Note: "...canta e "recita" sul palco, con quella sua voce duttile che passa dalla delusione alla rabbia, dall'ironia, alla dolcezza..." (Eva Simontacchi)

16/08/2003

Rita Marcotulli, la Signora della porta accanto. Incontro con la pianista che presenta al Festival Internazionale Musicale di Ravello il suo Progetto Truffaut. Cinema e jazz due "amanti" che hanno firmato il nostro Novecento. (Olga Chieffi)

16/08/2003

La "sumpatheia" di Rita Marcotulli e Javier Girotto. Nonostante i problemi organizzativi, il Festival di Ravello è stato impreziosito dal Progetto Truffaut della pianista romana. (Olga Chieffi)

24/04/2003

Stravagario (Michele Rabbia e Stefano Battaglia)





Video:
03 Antonio Onorato Chi Tene O' Mare
a livello di musica antonio onorato live canale 21 pino daniele cover, , finalmente ci possiamo guardare in faccia e parlare della musica che amiamo &...
inserito il 27/03/2009  da rabbadud - visualizzazioni: 2654
Stefano Di Battista - Work Song
Stefano Di Battista & Fabrizio Bosso suonano Work Song al concerto del 1 maggio 2008 a Roma...
inserito il 10/09/2008  da lucacolantonio - visualizzazioni: 3168
Stefano Di Battista_Rita Marcotulli - Ho Visto Nina Volare
Stefano Di Battista, Fabrizio Bosso & Rita Marcotulli - Ho Visto Nina Volare di F. De Andrè...
inserito il 01/09/2008  da lucacolantonio - visualizzazioni: 3223
Stefano Di Battista The Jody Grind
Stefano Di Battista & Fabrizio Bosso Concerto 1 Maggio.. The Jody Grind...
inserito il 28/08/2008  da lucacolantonio - visualizzazioni: 3074
Stefano Di Battista Under Her Spell
Stefano Di Battista & Fabrizio Bosso Under Her Spell 1 maggio 2008...
inserito il 28/08/2008  da lucacolantonio - visualizzazioni: 3079
Barron/Mehldau - Billie's Bounce
Kenny Barron - left side Brad Mehldau - right side Piano Summit - Umbria 1999...
inserito il 27/06/2008  da dilberg1 - visualizzazioni: 3322
Exit Music (for a film) - Radiohead cover
I hope Brad Mehldau doesn't mind, but I found this on his site and thought it was BRILLIANT, , http://www.bradmehldau.com/...
inserito il 11/05/2006  da truthgone - visualizzazioni: 2072


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Data pubblicazione: 08/11/2014

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