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Si apre come ci si aspetterebbe, ossia con la familiare arpa di Just Friends, l'omaggio che Francesco Cafiso, sedicenne altoista di Vittoria, Ragusa, ha reso giorno 9 luglio all'evento che vide Charlie Parker, Bird, suonare a seguito di un'orchestra di archi, per dar vita all'album che sarebbe passato alla storia con il nome di "Bird
with strings". E "Francesco Cafiso & strings" si intitola questo concerto,
che il giovane sassofonista suona alla testa dei Solisti di Perugia, a sottolineare
le analogie ma anche le differenze con l'inarrivabile originale. Autentiche pure
le partiture orchestrali di Dan Morgensten, che l'organico segue meticolosamente,
ma che Cafiso,
invece, si guarda bene dall'eseguire
in modo filologico, evitando cioè di suonare tanto pedissequamente quanto sterilmente
gli assolo di Parker: il risultato è perciò molto genuino, e permette al titolare
di metterci del suo, di soffiare alla propria maniera, rispettando in ciò il "concept"
parkeriano. Anche Everything Happens To Me procede
con una esecuzione lineare, essenziale e puntuale, così come
![]() April
in Paris, lancinante l'assolo dell'altoista, vibrato ed intenso. I brani
si susseguono e ad ogni chiusura è un tripudio d'applausi, da parte di un Teatro
Morlacchi stracolmo di spettatori: vi spiccano senza dubbio
Out of nowhere, per la
sincerità nell'approccio, con intervento del sax sì tematico ma anche personale,
Laura, dove netta è
l'acquisizione di maturità di Caifso, scrollatosi di dosso pure certe inflessioni
stereotipate e di maniera che inevitabilmente ne avevano accompagnato l'ascesa come
"fenomeno", l'ammiccante They Can't Take That Away From
Me, ed una languida e deliziosa
I'm in the mood for love.
Forse l'unico pezzo che suona piuttosto ostentato ed artificioso risulta
Summertime, ma il pubblico pare comunque apprezzarlo.
E se fino a What is this thing
called love i più attenti ed appassionati si saranno di certo accorti
che la scaletta originale del vinile è stata totalmente rispettata, di seguito subentrano
alcune "sorprese" quali Stardust,
Yesterdays, una rilassata
I should care… Da registrare
in chiusura il pregevole break di
Stefano Bagnoli,
condotto tutto sulle sue spazzole fruscianti ed ammaliatrici, sebbene non da meno
siano gli altri membri ormai fissi del quartetto di Cafiso, Riccardo
Arrighini al piano e Aldo Zunino al contrabbasso. E come bis,
un'immancabile Cherokee,
in quartetto e senza orchestra, che, raddoppiando in assolo la velocità esecutiva
del nostro – assolutamente a proprio agio fuori da ogni schema se non quello dell'anima
del brano – ha letteralmente tirato giù il teatro.
Questo quanto è avvenuto il 9 luglio ad Umbria Jazz '05. Ed è di poco tempo prima la notizia che l'autorevole Downbeat ha inserito l'esibizione di Cafiso al "Pescara Jazz Festival" del 2002, in duo con Franco D'Andrea, nella lista dei venticinque eventi più significativi di tutti i tempi fra tutti i festival del mondo, a fianco delle performances di Hancock, Shorter, Davis, Elligton.Nel bene e nel male, dunque, di questo sedicenne musicista si parla, si discute, si ascolta e soprattutto lo si vede crescere. E la nostra curiosità non poteva non portarci a cogliere, proprio a Perugia, giorno 10 luglio, l'occasione di incontrarlo e fargli direttamente qualche domanda.
F.C.: Sento di stare avendo un'opportunità che pochi sassofonisti hanno nella loro vita, ripetere un evento, ossia Charlie Parker con l'orchestra, per cui per me è una grande soddisfazione, un impegno importante, quasi una missione, per la quale ringrazio Umbria Jazz. A.T.: C'è un recupero
filologico delle partiture, per i temi, ma per quanto riguarda gli assolo è invece
farina del tuo sacco. A.T.: Quindi un approccio
che non pretende di riprodurre qualcosa che di per sé stessa sarebbe irripetibile…
A.T.: E questo rapporto
particolare con Wynton Marsalis?
A.T.: E tu senti il peso
di questa responsabilità del "sedicenne" che non si sa cosa diventerà fra dieci
anni?
A.T.: Talento e studio.
Sentendoti suonare, c'è chi ha ritenuto che tu studiassi e facessi riferimento a
"patterns" e trascrizioni dei grandi, e chi invece ha dichiarato come tu non sapessi
neppure cosa fosse andarsi a leggere gli assolo di Parker, tutto scaturendo da dentro,
spontaneamente. A.T.: E cosa ascolti
oggi per aiutare questa tua maturazione artistica? A.T.: Contraltisti? A.T.: Hai mai pensato
di cambiare sax, per esempio passare al tenore?
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