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Intervista al dott. Franco Fussi
Bari, 20 maggio 2007
di Gianna Montecalvo

Domenica 20 maggio 2007, l'Università Popolare Apuliae di Bari, ha inaugurato la nascita del dipartimento Voce & Arte con l'organizzazione della master class di fonatria applicata la fisiologia del canto e i generi vocali a cura del prof. Dott. Franco Fussi.

L'incontro con il responsabile del centro audiologico e foniatrico dellAzienda Usl di Ravenna, voleva offrire un excursus nel campo della fisiologia del canto e della semeiotica dell'apprendimento vocale al fine di approfondire le competenze tecniche in relazione alle peculiari necessità del cantante.

Tanti gli argomenti trattati nel corso della giornata, a cominciare dall'anatomia e fisiologia avanzata dell'apparato pneumofonico in relazione all'uso professionale e artistico della voce per passare al rifornimento aereo e alla gestione della respirazione con la definizione dell'appoggio e del sostegno diaframmatici nonchè agli atteggiamenti posturali in relazione al flusso aereo.

Grande importanza è stata data alla puntualizzazione del concetto di cavità e punta, portanza e proiezione e ai parametri percettivi acustici nell'estetica e nella fisiologia del canto così come la classificazione delle voci e la morfostruttura dell'organo fonatorio e i registri della voce cantata.

La platea, costituita in larga parte da cantanti e docenti di canto, ha seguito con vivo interesse ogni argomento trattato grazie anche all'ottima e vivace capacità espositiva del prof. Fussi che in alcuni casi diventata anche performance artistica (canto armonico).

La parte finale dell'incontro è stata dedicata alle norme di igiene vocale, al riscaldamento della voce (buona abitudine dei cantanti) e al raffreddamento (pratica spesso ignorata) stimolando una tempesta di domande alle quali il Dott. Fussi ha risposto con dovizia di consigli e generosità di tempo.

Un lungo applauso ha salutato la fine dell'incontro con l'illustre foniatra, con la speranza di un arrivederci prossimo.

G.M.: Dott.Fussi, lei ha dedicato questo incontro alla memoria di Giusy Devinu che è stata la sua prima paziente, in che anno è cominciata la sua attività?
F.F.: Pochi mesi dopo aver conseguito il diploma di specializzazione in Foniatria a Ferrara, nel 1984, sono stato chiamato come consulente foniatra al Centro Audiologico Foniatrico della USL di Ravenna per la diagnostica relativa ai disturbi della voce e del linguaggio, dal bambino ipoacusico al dislessico al disfonico. Ma la mia passione per il canto ha da subito indirizzato verso il Centro anche diversi artisti della voce professionale. E fu proprio nell'86 che ebbi il piacere di aiutare i primi pazienti illustri, prima fra tutti il soprano Giusy Devinu che si trovava a Ravenna per interpretare la Regina della Notte nel Flauto Magico. Diventammo subito molto amici.

G.M.: Quale è stata la spinta che ha mosso il suo interesse verso la voce artistica?
F.F.: Proprio questa passione per il canto lirico, essendo stato folgorato all'età di 6 anni dal fascino del teatro d'opera per aver assistito ad una recita di Rigoletto al teatro Bonci di Cesena. Da allora seguivo le intere Stagioni al Teatro dell'Opera a Roma, dove abitavo, e puntualmente mi intrufolavo nei camerini dopo le recite per conoscere gli interpreti, chiedere loro foto e autografo, forse cercando inconsciamente il privilegio di carpirne il vissuto "dietro le quinte". Ma contemporaneamente seguivo tutta la canzone italiana del momento, da Mina a Rita Pavone. Quando all'Università dovetti poi scegliere l'ambito di interesse nella facoltà di medicina, non mi parve vero venire a sapere che esisteva una specializzazione che si occupava di comunicazione linguistica e vocale; capii subito che forse era quello il luogo in cui avrei potuto rimanere vicino ed essere utile a quel mondo che tanto mi aveva affascinato.

G.M.: In che direzione si muove la didattica del canto in Italia?
F.F.: In molte direzioni, da un lato secondo stratificazioni molto rigide consolidate dalla tradizione, che a volte rischiano di diventare assolutistiche perchè basate su dinamiche empiriche, diffidenti delle possibilità odierne di dare un volto più oggettivo alla pedagogia. In questo caso l'impostazione direzionata spesso verso un utilizzo del vocal tract e della respirazione che dipendono nella maggior parte dei casi dal vissuto artistico del maestro, così che spesso accade in un cast di sentire vocalità di diversissima concezione relativamente all'imposto vocale. Dall'altro lato, invece, la didattica si muove con una apertura sempre più multidisciplinare verso tutte le realtà di cui il canto è fatto (e non solo sul piano vocale): bello vedere come già da tempo, in alcuni casi, maestri di canto, foniatri e logopedisti collaborino portando ciascuno un contributo, nelle proprie competenze, all'arte del canto. Ma parlo di collaborazione vera. Un grande fermento riconoscibile oggi soprattutto nella didattica del canto moderno, che se un tempo era quasi inesistente in relazione a codifiche pedagogiche, oggi sta vivendo un'epoca di fioritura enorme, a volte anche eccessiva, di metodi specifici per una impostazione che rispetti le esigenze di quei generi e stili di canto che niente hanno in comune con la gestione "classica" della voce. Ormai non c'è allievo di canto-paziente che non abbia avuto almeno un'esperienza di stage specifici, dal VoiceCraft, allo SpeechLevelSinging al Vocal Power, al Metodo funzionale, per citare i primi che mi vengono in mente. Inoltre la cura della voce sentita molto anche dagli studenti di canto moderno, ancor più dei cantanti lirici in carriera, che normalmente erano considerati i professionisti pi attenti ad una periodica valutazione foniatrica. E' molto cresciuto anche l'interesse verso training mirati a quegli aspetti non strettamente legati alla voce, dall'allenamento percettivo uditivo, alla postura e al rilassamento corporeo (inteso come eutona).

G.M.:  Quali sono le domande più frequenti che le rivolgono i suoi pazienti-cantanti e i suoi pazienti- docenti di canto?
F.F.: A parte la valutazione d'organo, per verificare che non vi siano danni a carico delle corde vocali e più in generale all'apparato fonatorio, spesso mi si chiede un contributo all'individuazione delle caratteristiche vocali per capire attraverso la morfostruttura laringea e i parametri elettroacustici spettrografici le peculiarità vocali del soggetto, il tipo di vibrato, di peso vocale, di timbro e di estensione, per partecipare insieme al maestro di canto alla classificazione della voce. A volte gli allievi-pazienti chiedono spiegazioni sulla fisiologia della respirazione nel canto, vogliono vedere il comportamento delle corde vocali durante le emissioni di diversi registri, o mi interrogano sugli atteggiamenti delle cavità di risonanza atti a produrre questo o quell'effetto.

G.M.: La cosa più sorprendente nelle sue lezioni scoprire la sua grande padronanza vocale e la sua conoscenza dei vari stili e generi vocali, tanto da far pensare che abbia studiato canto. Ci dica la verità...un cantante mancato?
F.F.: Ma no, per carità, forse un "imitatore". Ho fatto parte vero negli anni universitari di un coro polifonico, ma niente di più. A parte qualche lezione di canto ho assistito invece spesso a quelle di altri cantanti per capire la condotta dei maestri, le modalità con cui questi educano le voci, ecc. E poi tanta sperimentazione personale dei risuonatori. Ma tutto col solo scopo di capire, non di esibirmi.

G.M.: Ottobre 2007 - V Convegno internazionale "La voce artistica". Ogni edizione diventato un evento per tutti gli appassionati e "addetti ai lavori". Ha individuato le ragioni di questo grande e crescente successo?
F.F.: Forse per la prima volta si sono riunite insieme figure professionali che pur lavorando con gli stessi utenti erano molto distanti tra loro, sia come cultura che come mentalità, spesso ognuna arroccata sulla proprie convinzioni in una sorta di castello inviolabile. Creare un avvicinamento è stato come aprire un varco attraverso cui molti hanno capito la reale possibilità di reciproca e rispettosa collaborazione con una potenzialità enorme di arricchimento personale a vantaggio dei nostri cantanti. Sono molto contento di questo risultato.

G.M.: Che caratteristiche dovrebbe aver un buon mastro di canto?
F.F.: Avere 10 allievi che hanno tutti una solida preparazione vocale ed esercitano tutti la loro professione (non importa se alla Scala o in un teatrino di provincia, questo dipenderà anche da altre doti musicali e dalla fortuna), e non avere un solo Pavarotti e 9 che si son persi.

G.M.: Dott. Fussi, lei lavora per la USL Ravenna, consulente di diversi teatri, un libero professionista, autore di libri, il direttore del Corso di Vocologia Artistica, professore, anche una persona estremamente disponibile... ma non si riposa mai???
F.F.: Già, me lo chiedo anch'io quando rispondo all'una di notte alle tue mail...Il fatto che appena ho un weekend libero capita che un cantante in panne lanci un S.O.S., e allora non c'è domenica che tenga, l'arte non può aspettare...

 






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COMMENTI
Inserito il 30/10/2008 alle 16.00.08 da "starros74"
Commento:
salve sono un soprano mi chiamo stella e non ho mai capito che vuol dire vocal tract e cos'è:attendo risposta grazie
 
Inserito il 31/10/2008 alle 22.49.17 da "giovanna.montecalvo"
Commento:
il vocal tract non è altro che tutta la serie di cavità e strutture che son poste al di sopra delle corde vocali.
La loro diversa conformazione e la loro modifica determinano il cambiamento del suono prodotto dalle corde vocali.
 


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Data pubblicazione: 28/10/2007

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