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Intervista a Kristin Asbjornsen
di Luca Vitali
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Purtroppo a causa di alcuni impegni e del poco tempo a disposizione riesco
ad incontrare
Kristin Asbjørnsen solo dopo il
concerto
(davvero molto bello) a tarda ora nel camerino. Lei chiaramente è stanca, ma si
mostra molto disponibile e gentile. Iniziamo a microfoni spenti con una breve chiacchierata
informale in cui mi dice che a causa di alcuni problemi di distribuzione riscontrati
con la Universal probabilmente il suo ultimo album verrà ridistribuito tramite il
canale del Manifesto. Anticipa che sta per iniziare un tour
europeo per promuovere Spiritual Songbook,
suo ultimo album dedicato al gospel e allo spiritual afro-americano.
L.V.: Devo dire che non ti conoscevo e sono rimasto
davvero impressionato dal tuo ultimo album "Spiritual Songbook". Quali sono le tue
radici musicali?
Asbjørnsen: Oh grazie - Bene, sono cresciuta ascoltando
un sacco di musica gospel e successivamente ho studiato musica jazz, jazz contemporaneo,
perciò sono stata educata nel jazz, e ne ho ascoltato tanto. Una delle influenze
più significative è stata la musica dell'Africa dell'ovest, specialmente del mali;
sì ma penso di aver ascoltato tanti tipi diversi di musica, jazz, pop, rock, gospel,
e credo perciò sia un mix di influenze diverse.
L.V.: "Spiritual Songbook" è il tuo primo album?
Asbjørnsen: Veramente no, perchè questo è, in effetti,
il mio tredicesimo album – sono vecchia ormai, hahaha (ride). Prima ho lavorato
parecchio con le mie Band, Dadafon, KRØYT & Kvitretten. Ho avuto tre
band con cui ho lavorato molto in questi anni, ma questo è il primo album da solista,
beh no, veramente è il secondo perchè l'anno scorso ho pubblicato la colonna sonora
Factotum si ho lavorato con… ho lavorato come
free-lance, ho finito di studiare nel 1996 dopodiché
ho cominciato a cantare, poi ho fatto tanti album e tanti "tours".
L.V.: Come ti venuto in mente un disco così anomalo
e interessante per una norvegese come te, è un progetto originale o si rifà a un
progetto esistente riarrangiato?
Asbjørnsen: Spiritual
songbook si basa su Spirituals Afro-Americani. E' basato su canzoni
folk che ho ereditato. Ho avuto queste canzoni da una cantante Afro-Americana 16
anni fa e quando è morta ho ereditato tutto il materiale. Più tardi ho cercato di
realizzarne una mia interpretazione, una mia versione, e ho lavorato sulle canzoni
con diversi arrangiamenti, per esempio ho lavorato molto con Tord Gustavsen
in duo (piano e voce), e anche oggi abbiamo fatto alcuni spiritual (riferendosi
al concerto tenutosi poco prima con Gustavsen e il Nymark Collective),
poi due anni fa ho deciso di fare nuovi arrangiamenti con base di chitarre, archi
e voce.
L.V.:
Cosa ci dobbiamo attendere dal tuo immediato futuro?
Asbjørnsen: In questo momento sono molto presa
con gli spiritual, sto girando molto in Norvegia con gli spirituals (in tour) quest'estate
e in settembre il nostro album uscirà in Germania perciò andremo anche lì a fare
concerti. Quindi quest'anno è molto centrato sul materiale spiritual, ma nello stesso
tempo sto lavorando con delle nuove canzoni.
L.V.: Promuoverai l'album?
Asbjørnsen: Sì lo promuoverò, ma viaggeremo parecchio,
faremo concerti qui in Norvegia; sono appena stata in Italia per 4 concerti, poi
in Finlandia ed Estonia, in dicembre faremo 5 concerti in Italia, torneremo, spero,
in Sardegna, perché abbiamo appena firmato per suonare in Sardegna in novembre e
forse faremo anche un tour di concerti nelle chiese, in dicembre.
L.V.: Conosci altre città in cui suonerai in
Italia oltre alla Sardegna?
Asbjørnsen: Questa volta siamo andati a Roma e
Napoli, 2 concerti.
L.V.: Penso a Molvaer e mi vengono in
mente Aarset, Wesseltoft ed Endresen, penso ad Henriksen
e mi vengono in mente Kleive, Supersilent e Wallumrod, i tuoi
compagni di ventura di sono?
Asbjørnsen: Penso sia un mix...ho ascoltato molta
musica, ma naturalmente ho ascoltato molto jazz dalla scena jazz norvegese a jazz
europeo contemporaneo e anche vecchi standard e spiritual, Afro-American spirituals
e vecchia musica gospel. Ma più che altro ascolto la musica dell'Africa dell'ovest,
musica del Mali, anche se non puoi sentire tanta influenza sul nostro ultimo album,
è presente nelle diverse frasi. Tanti strati musicali tutti insieme, capisci? E
ascolto diversi cantanti del Mali perchè mi tocca molto la loro imponente autorevolezza
e il loro modo di cantare, rude ma anche piena di "nuance", molto potente. Ma io
lavoro molto con la conversazione e questo è stato il punto centrale per sviluppare
le "nuance" anche nella voce.
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