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Intervista a Daniela Panetta e Sandro Cerino
Lo "Spazio Zazie" di Milano in Via Lomazzo, 11 è già affollatissimo alle 20:30 quando arriviamo. Corro nel camerino e saluto Daniela Panetta e Sandro Cerino, che si stanno preparando alla loro impegnativa performance. Stasera c'è la prima della presentazione del loro album "Ampio respiro" da poco uscito su etichetta Splasc(H) Records. Inizio immediatamente l'intervista per permettere loro di avere almeno qualche minuto per concentrarsi prima di salire sul palco dopo l'intervista. Un meraviglioso progetto a dir poco: la voce di
Daniela Panetta e
vari strumenti a fiato suonati di volta in volta da Sandro Cerino. Come è
nata questa idea? Come vi siete incontrati? Come vi siete conosciuti?
Sandro Cerino: Io da tempo lavoro come compositore
e arrangiatore e una volta quando registravo ancora in casa (adesso per fortuna
sono a un punto in cui non ho più bisogno di registrare in casa, ma all'epoca lo
facevo), ricordo che stavo preparando una cosa di musica africana per un cantante
africano e avevo bisogno di tre coriste, per cui sono arrivate tre coriste, e una
di queste non aveva assolutamente le connotazioni della corista, non per incapacità,
ma anzi, perché le sue capacità erano spiccatamente solistiche. Così iniziai a frequentare
Daniela
Panetta e di lì poi la nostra collaborazione artistica è sfociata
in collaborazione umana perché ci siamo fidanzati.
Sandro Cerino: Addirittura c'è chi dice che anche nella classica non dovrebbero esistere i duetti flauto e pianoforte perché il pianoforte mangia un sacco di armonici. Certo, ascoltando per esempio il vostro album, si possono
ascoltare certe sfumature e certi colori, degli armonici che non sarebbero percepibili
con un accompagnamento diverso. Daniela Panetta: Si per me lo è stato tantissimo. Innanzitutto siamo due fiati in pratica, due voci. E la voce non ha alcun riferimento armonico. Io devo avere tutta l'armonia in testa da quando Sandro improvvisa e lui va libero! Ha gli accordi in testa. Non ha un pianoforte, non ha una chitarra che lo accompagnano per cui io spesso improvviso il contrabbasso per cui creo delle vere e proprie linee di basso e questo mi ha stimolato nello studio; mi ha fatto crescere tantissimo, perché da quando seguo questo progetto (la voce veramente fatica tanto), anche l'intonazione! Uno dice: Vabbé, la Panetta canta da quindici anni, dovrà ancora perfezionare l'intonazione? E invece no! L'intonazione si perfeziona per tutta la vita! Sandro Cerino: Tanto per dirti, proprio recentemente si è fatta una cosa con Morricone dove c'erano anche gli archi e io provavo determinati accordi perché anche gli archi che sono degli strumenti a fiato hanno bisogno di sapere quale posizione occupano nel corso dell'accordo perché se tu hai un accordo comunque dissonante, se è un accordo di Do maggiore di settima con la nona bemolle, ha il Mi, ma ha con la nona eccedente, anche il Re #, quindi c'è sia il Mi che il Mi bemolle, e quindi praticamente anche per uno strumento è difficile! Figuriamoci per una voce! Daniela Panetta: Bè certo, perché io devo pensare alla nota e poi emetterla. Non ho riferimenti, e questo, ti dico, è stato molto stimolante e mi ha fatto senz'altro crescere a livello di conoscenza e di padronanza dello strumento. Ora posso dire che rispetto a qualche anno fa utilizzo le corde vocali proprio come uno strumento, e questo mi è piaciuto tantissimo e mi ha stimolato molto. Sandro poi è anche abbastanza folle come compositore, come arrangiatore, per cui a volte io mi arrabbio, vado in ansia quando mi fa vedere certi arrangiamenti e dico: "Ma è incantabile! Non è per voce" gli dico, e lui risponde: "Infatti, è per flauto!" (ridono entrambi). E poi anche in alcuni brani che sentirai stasera è stata stimolante la ricerca del suono. Cioè, alcuni strumenti li ho proprio ricercati sulle corde vocali e nelle mie casse di risonanza e spero in qualche modo di avere simulato, anche se non c'è la pretesa di sembrare, un flauto. Deve comunque sembrare una voce umana che utilizza quegli armonici, quel soffiato, quelle particolarità del suono che si sposano perfettamente con gli armonici del flauto piuttosto che con il clarinetto, per cui stimolante anche dal punto di vista tecnico, di ricerca. Come vi sentite in questo momento, visto che state per salire sul palco? Daniela Panetta: Io agitatissima! Come se fosse il primo concerto, poi la critica in sala fa sempre un certo effetto…..Io molto agitata, ma mi succede sempre anche in situazioni più piccole. Solitamente nel primo pezzo belo come le pecore. Non tengo una nota tenuta neanche a pagamento… Ma pazienza! Fa parte dell'emotività e aspetto il secondo brano che rende meglio! Sono emozionata ma va bene così! Avete già in mente qualche altro progetto……? Daniela Panetta: Forse ci sarà un assaggio stasera
di quello che potrebbe essere un futuro sviluppo di "Ampio Respiro"…. Diciamo che c'è qualcosa che bolle in pentola; si profila qualcosa all'orizzonte ma per ora desiderate mantenere il riserbo, giustamente! Daniela Panetta: Il "respiro" continuerà "ampiamente"! Termino l'intervista chiedendo a Daniela e a Sandro di farmi più tardi una dedica sul CD una volta terminato il concerto, e loro mi fanno una particolarissima dedica inaspettata, suonando solo per me in anteprima uno spicchio di un brano flauto e voce………Incantevole! Il Concerto La performance si apre con il primo brano, "The
Shadow of Your Smile" e con una lettura tratta da "Musica" di
C. Baudelaire. I due valenti artisti vengono ascoltati in silenzio.
Grande è il rispetto che incutono e lo stupore che suscitano per ciò che riescono
a fare senza avere un accompagnamento armonico. Non posso fare a meno di pensare
a ciò che mi aveva detto Daniela al termine dell'intervista pochi minuti
fa, e cioè che "bela" sul primo brano per l'emozione. Al contrario, nonostante l'emozione
che si percepisce nei tratti del suo volto, la voce è ferma e limpida. Al termine
del brano il pubblico dimostra il proprio entusiasmo con un applauso per ora ancora
composto, mentre verso la fine della performance ci saranno anche ovazioni e applausi
dopo i vari "soli". Seguono "Odeon" (Nazareth),
"Love for Sale" (C.Porter), una lettura tratta
da "Poesie d'Amore" di Pablo Neruda, la composizione originale "La
Follia del Terzo Millennio", (Panetta-Cerino), "The
Meaning of The Blues" (Troup-Worth), una citazione tratta da "Bird
Lives!" di Charlie Parker seguita da una entusiasmante performance
di "Parker's Madness" (Cerino-Panetta). Le loro
voci si alternano o si accompagnano; a volte si rincorrono, scambiandosi melodia
e ritmica creando particolari effetti, riuscendo a trascinare l'ascoltatore nella
loro giocosità e nel loro viaggio che spazia dalla musica etnica al jazz, dal pop
alla musica classica. La timbrica calda e ambrata di
Daniela Panetta
si sposa alla perfezione con i flauti, il sax, il clarinetto basso e l'ottavino,
e Sandro Cerino è un vero mago che incanta. Con i vari strumenti a
fiato ha saputo creare scenari suggestivi in cui la voce di Daniela è stata
messa in risalto in maniera irresistibile. Hanno raccontato non solo storie di viaggi,
ma anche fiabe e incantesimi. Sandro Cerino ha eseguito dei brani
creando un tappeto ritmico difficilmente immaginabile con uno strumento a fiato,
oltre ad alternarsi a Daniela diventando solista, e lasciando a Daniela l'arduo
compito di creare con la voce un tappeto ritmico o un accompagnamento vocale.
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