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Intervista a Rosario Giuliani
di Daniele Mastrangelo
foto di Alice Valente Visco

L'intervista  costituisce la versione completa e assai più estesa di quella che accompagnava la recensione del disco "Anything Else" comparsa su Musica Jazz del Marzo 2007.

"Non riesco a vivere la musica jazz se non come una passione e vorrei che questo la gente sentisse. Del resto io ci sono arrivato successivamente: qualche giorno fa ho fatto quarant'anni ma anche dieci anni di jazz. Infatti faccio il jazzista a tempo pieno da quando avevo trent'anni. Prima non vivevo di jazz e lavoravo nella musica commerciale. Per arrivarci è stato un processo lungo ed anche sofferto."

Rosario Giuliani vive la sua professione di jazzista con un grande senso di rispetto e responsabilità verso la musica e verso i propri sentimenti. Si è offerto a questa intervista con disponibilità stimandola un'occasione di crescita.

"Oggi ci si pone verso la musica non come musicisti, ma come strumentisti. Per me la musica è un'espressione necessaria ed insostituibile, è dire qualcosa che non può passare attraverso le parole, qualcosa che viene dallo stomaco. Così a Massimo Urbani talvolta capitava di andare fuori dalla struttura del brano ma quello che arrivava era sempre qualcosa di molto forte ed emozionante. Era una persona che veramente suonava quello che aveva dentro e riuscire a farlo è qualcosa di molto difficile. Jarrett nel suo libro "Il mio desiderio feroce" dice che quando si suona, la prima immagine che viene alla mente non è reale e non è ciò che dovresti suonare. Bisogna avere la forza di saper aspettare. Magari è la seconda immagine quella che ti trasmette la cosa migliore, o la terza o la quarta. In realtà non lo sai mai, ciò che conta è che bisogna avere il coraggio o la forza di saper aspettare. Il modo di saper aspettare è riuscire a far si che la pause siano parte integrante della musica e quindi in quel momento riesci a fare a meno dei virtuosismi e della tecnica. Per me è assai importante riuscire a creare un suono e quando si tratta di chiamare i musicisti lo faccio rispetto al suono che sento dentro di me e che vorrei realizzare. Sono quindi assolutamente d'accordo con te quando dici che ci sono tanti musicisti bravi ma troppo poche sono le personalità con una voce propria. Succede come se mentre si guarda una fotografia si fa caso soltanto all'immagine sensibile, senza riuscire a pensare quello che poteva essere prima o dopo o durante. Invece per me anche la foto ha un suono. Ti dico questo pensando al libro "Natura morta con custodia di sax" dove si fa riferimento alla musica attraverso la fotografia. Questo è proprio quello che sto cercando di fare come musicista in questo momento della mia vita, quando scrivo un pezzo o cerco di familiarizzare con esso per l'improvvisazione: non voglio far suonare le dita, ma far si che le dita suonino quello che io voglio."

Nel tuo ultimo disco questa attenzione al suono si percepisce nella misura in cui tutto il gruppo è partecipe del progetto, qual è allora il "di più" che hai ricevuto da ciascun musicista del quintetto?

Parto da Flavio (ndr. Boltro) che per me è come un fratello. Parto da Flavio anche perché nell'ultimo periodo abbiamo suonato molto insieme, anche in situazioni che non sono molto vicine alla musica che pratichiamo giornalmente. Penso ad esempio ad un concerto dedicato alla musica di Ornette Coleman, una musica in fondo lontano dal mio modo di suonare. Fra noi c'è un rapporto di affinità musicale, quando ascoltavamo insieme i suoni che avevamo registrato ci sembrava di ascoltare un unico suono, magari in alcuni momenti anche non perfettamente intonati, ma comunque un unico suono, un unico modo di vedere la musica e di andare nella stessa direzione. Magari uno cammina più veloce e l'altro è più lento, ma siamo certi che quando arriveremo a destinazione, sarà la stessa. Con Flavio avevo la certezza che questo sarebbe accaduto. Per quanto riguarda Vignolo e Henocq avevo già fatto con loro More then ever, il disco precedente a questo e avevo avuto l'opportunità di suonare con loro in tour. La sorpresa maggiore invece è arrivata proprio da Dado (ndr. Moroni). Conoscevo la sua grandezza, la sua fantasia armonica, la sua tecnica, lo swing incredibile, ma quello che lui ha fatto sul mio disco è stata la differenza. Ha dato veramente un suono al disco e, mi permetto di dire, un suono realmente jazz attraverso i soli, attraverso il modo di accompagnare i solisti e, soprattutto, nel modo di affrontare le composizioni. E' stata una sorpresa perché con Dado in realtà avevamo suonato solo un' altra volta insieme. Noi ci siamo trovati in studio – non è che avevo sondato il gruppo prima. E' il secondo disco che faccio non suonando prima con i musicisti con i quali incido. Ci sono i pro e i contro: può accadere che ne va un po' a discapito del suono, infatti alla fine di un tour si riesce certo a suonare in una maniera più compatta. Se ne guadagna però in freschezza. I musicisti che arrivano in studio non sanno nulla precedentemente di quel brano che dovranno suonare. I dischi che nascono dopo un tour hanno invece dalla loro parte che si può arrivare a sapere quanto effetto hanno sul pubblico certe soluzioni musicali.

Come riesci a capire il senso della reazione del pubblico?

Dipende che tipo di reazione si vuole dal pubblico. Un pubblico silenzioso, che non si muove dalla sedia e magari poi esplode alla fine del concerto, non vuol dire che non sia un pubblico attento. Ci sono musicisti che si aspettano una standing ovation alla fine del loro assolo, ma magari alla fine del concerto quel pubblico non ha percepito nulla, o meglio, ha percepito soltanto il numero del musicista come in un circo. Lavorare subito per il disco è allora qualcosa di più sporco e insieme di più magico. Io combatto sempre la tendenza possibile a far si che ogni brano resti uguale per tutte le sere, magari soltanto perché il pubblico la sera prima ha apprezzato un certo modo di suonarlo. Io scrivo una composizione ma è soltanto un punto di partenza, si sa da dove si parte ma non si sa dove si arriverà.

Credo che Dado Moroni abbia una grande capacità di mettersi alla cabina di regia, di stimolare l'improvvisazione del solista "dietro le quinte". Non è mai invadente ed ha una forte attenzione a far si che ogni accordo, ogni linea sia particolarmente dosata.

Dal mio punto di vista Dado è un pianista della cui presenza non puoi non renderti conto, sia quando accompagna che in solo. La differenza che c'è fra un bravo pianista e Dado è che quest'ultimo anche quando ritmicamente muove gli accordi è "dentro" il brano. Accompagnare un brano non è soltanto l'accordo giusto, il voicing giusto, è fondamentale anche il ritmo e come ti muovi ritmicamente a seconda delle situazioni. Devi pensare che è come se tu avessi alle spalle una big band che ti fa il background . Il pianoforte sono dieci dita che ti accompagnano, come fossero dieci strumenti. Soltanto con tre altri pianisti io posso dire di aver avuto questa sensazione: Enrico Pieranunzi, Martial Solal – col quale ho avuto la fortuna di poter suonare in duo - e Jean Michel Pilc che suonava sul mio album precedente. Loro sembrano, ciascuno alla sua maniera, delle vere orchestre.

Puoi dirmi qualcosa di più su Martial Solal e su questa esperienza che hai avuto con lui?

L'esperienza con Solal è stata una delle più belle della mia vita. E' capitato un po' per caso. Quelli dell'Ambra Jovinelli, due anni fa, mi hanno chiesto se volevo suonare all'interno del loro festival ed io ho chiesto allora di poter suonare con Martial Solal che era già nel programma. Gli abbiamo scritto una mail. Lui prima di accettare ha avuto un dubbio. Pensava di avermi visto suonare sulla tv francese ma voleva averne la certezza e per questo ha chiesto che gli mandassimo un mio disco. Mi ha risposto facendomi i complimenti e accettando di suonare in duo. Già questo per me era meraviglioso: anche se poi il concerto non si sarebbe svolto, potevo già essere molto felice. Solal è una leggenda del jazz, ora ha 77anni e possiede ancora una tecnica limpidissima come un ragazzino di venti. E' arrivato la mattina, nel pomeriggio abbiamo fatto le prove ed è stato subito incredibile: una musica senza limiti. Per il volume di suono, la ricchezza delle idee, veramente mi sembrava di suonare con un'orchestra. Solal ha un modo contrappuntistico di accompagnarti, non sta certo ad adagiarsi mettendo semplicemente una serie di accordi. All'inizio l'effetto è stato come di un mago che ti immobilizzava, ti senti spaesato.

Raccontaci qualcosa sulla nascita del disco.

Quando ho iniziato a scrivere la musica per questo nuovo disco, io non riuscivo a scrivere un brano perché stavo forzando. Nel mio studio si era accumulata una montagna di carta e non mi piaceva assolutamente niente. Così mi sono messo ad aspettare, il momento giusto è arrivato e i brani erano perfino in eccesso.

Come compositore verso quale direzione ti muovi?

Le composizioni che sono nate per questo disco rappresentano quanto ho percepito nella mia vita durante gli ultimi due anni. Devo dire che quando lo ascolto riesco a vedere i vari momenti di questi due anni, le sofferenze e le felicità. Alcune composizioni sono arrivate in modo istintivo, ad esempio il brano Danae è ispirato ad un quadro di Klimt a cui sono molto legato. Se osservi il quadro dall'immagine iniziale che percepisci, sei poi spinto ad andare in profondità. Così il brano che ho scritto ha una linea principale che c'è ma non è in rilievo. Ci sono tre linee che si muovono insieme e indipendenti. La linea principale è al basso. Le altre due linee al sassofono ed al pianoforte seguono invece una logica di domanda e risposta. Quando ho scritto il brano sentivo perfettamente le tre voci insieme. Anche in altri brani si può trovare quest'idea di autonomia delle voci. Nell'ultimo brano Hagi Mistery che è completamente free i solisti e la ritmica seguono due diverse velocità un po' come in "Lonely Woman" di Ornette.

Nel disco fate soltanto uno "standard" ed è un pezzo proprio di Ornette Coleman, mi sembra un musicista che unisce i tuoi gusti a quelli di Boltro e di Moroni.

Per il disco avevo scritto tanta musica ma al mio produttore piaceva che ci fosse uno standard. Sai a me piacciono molto gli standard ma ho sempre un po' paura: mettere mano a brani suonati e risuonati che puoi arrangiare quanto ti pare ma alla fine quello che esce fuori è un suono da jam session . E' difficile trovare la chiave per aprire la porta di uno standard; con Enrico Pieranunzi diciamo spesso che questo è il problema fondamentale: trovare la chiave. Allora per il disco ho pensato che in fondo un brano c'era, ho pescato dentro la cartella con i brani di Ornette che uso per il progetto con Flavio e il resto è stato suonare. Quella che senti sul disco è la first take. Ha una freschezza che non è perfetta ma invece è proprio quella la forza della musica di Ornette. Nella sua musica niente è perfetto, ma tutto è grande. Il suono che crea è qualcosa di speciale, un suono sporco e di libertà. La bellezza della musica di Ornette è il suono. A proposito hai sentito il suo ultimo disco? Il suono di Coleman non è cambiato per niente. Molti sassofonisti a distanza di anni cambiano il loro suono. Prendi ad esempio Johnny Griffin, per fortuna lui ancora suona ma il suo suono è cambiato molto per i problemi fisici e per i vizi. La bellezza di Ornette è invece proprio nel fatto che il suo suono non è cambiato in nulla. Magari è meno irruento, prima era più graffiante.

Però ora nella sua musica c'è molta più rassegnazione…

Non la vedo proprio così, magari perchè sono un musicista e penso a quando sarò vecchio. Prendi ad esempio Freddie Hubbard. Qui siamo all'eccesso, adesso Hubbard con la sua tromba fa le pernacchie e fa soffrire se pensi a quanti capolavori ci ha regalato. Penso fra tutti a Body And Soul, il disco arrangiato per lui da Shorter. Quando andiamo ad ascoltare questi musicisti allora non possiamo avere la pretesa di ascoltare quanto i dischi ci hanno abituato a sentire. Se invece ci disponiamo ad ascoltare quello che ora vogliono dirci, il nostro giudizio sarebbe più giusto.

Volevo dire che la rassegnazione è dentro la musica, a Padova dopo il concerto – il 23 novembre dell'anno passato - Coleman stesso parlava di sadness.

Quello che dici lo capisco eppure per me è più importante il fatto che loro, Coleman, Hubbard, sono ancora lì e vivono ancora la musica con serietà. Lo stesso Hubbard, quando l'ho ascoltato due anni fa, faceva segno al pubblico di non applaudire, si rendeva conto che gli applausi non erano meritati. Restano però esempi di coerenza, hanno il coraggio di essere autentici e quindi sono in grado di comunicare i diversi sentimenti dell'animo e non tutti i musicisti riescono a far sì che questo accada. Io credo che qualsiasi musicista abbia una grande responsabilità.

A proposito di responsabilità ti chiedo qualcosa che riguarda la trasmissione nel tempo di questa musica. Il jazz nel corso della sua storia si è sviluppato a stretto contatto con la vita, spesso con la strada. Oggi molti musicisti giovani pagano costose lezioni di musica e spesso abbiamo tanti strumentisti ma poche personalità musicali. Non c'è il rischio che il jazz si snaturi magari attraverso una selezione per censo?

Credo che tu abbia ragione. Molto spesso ci facciamo prendere dalle mode e tutti vanno a lezione da un musicista solo perché magari si parla tanto di lui. La lezione maggiore nasce dalla vita e dal valore umano di questa musica. La seconda lezione dovremmo apprenderla dai dischi: è da lì che ti arrivano più sensazioni. Molto spesso io durante le Masterclasses che tengo in Italia e all'estero ripeto quella che chiamo la regola delle tre "c": cuore, coraggio e convinzione. Cuore è per me la passione. Coraggio significa la capacità di rischiare. Per fare il jazzista io ho aspettato degli anni, lasciando comunque un lavoro che mi permetteva di guadagnare e mi dava molte sicurezze. Convinzione è poi la consapevolezza di essere sulla strada giusta e la voglia di seguirla fino in fondo. Allora anche se si hanno pochi soldi ci sono i dischi e da lì si impara tantissimo, così ho fatto io.






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The Modern Sound of Nicola Conte (Nicola Conte)- Alessandro Carabelli

12/12/2009

Per gli Italian Jazz Days, al Dizzy's Club "Coca-Cola" di New York, il quartetto di Rosario Giuliani con Lucio Ferrara, Nicola Angelucci e lo strepitoso Joey DeFrancesco all'Hammond. (Roberta Zlokower)

06/12/2009

Eventi in Jazz 2009: la perla d'autunno. "Una manifestazione che è cresciuta nel tempo soprattutto dal punto di vista qualitativo e che è riuscita ad uscire dai confini del territorio, diventando una tradizione da non perdere e una rassegna che per costanza, qualità e importanza dei musicisti invitati, si piazza tra i più interessanti festival europei." (Alessandro Carabelli)

29/11/2009

Italian Jazz Days a New York: "Il jazz italiano sbarca a New York in occasione del mese dedicato a Cristoforo Colombo e rende omaggio non solo alla grande tradizione jazzistica ma anche al jazz contemporaneo. Molti gli artisti italiani, e non solo, che hanno preso parte all'Italian Jazz Days, la kermesse musicale che si è tenuta al Jazz Lincoln Center e all'Istituto Italiano di Cultura." (Liliana Rosano)

09/11/2009

Accoppiamenti Giudiziosi (Barbara Raimondi) - Luca Labrini

19/09/2009

Intervista a Giovanni Mazzarino: "Tutto ciò che noi definiamo Arte in realtà è già presente in natura. L'artista non inventa nulla; scopre attraverso la sua opera giornaliera di studio (o in maniera fortuita) alcuni dei principi compositivi (questo vale per tutte le espressioni artistiche); la combinazione di tali principi compositivi, fa in modo che possano venir fuori eventi nuovi...l'invenzione "non inventata"." (Fabrizio Ciccarelli)

12/09/2009

Il Trans Europe Trio e l'Ornette Coleman 2bass Quartet per il festival friulano Udin&jazz "Re_evolution Cuba 59_09"

06/09/2009

Ispani Jazz 2009, "Una coraggiosa svolta internazionale" con Bob Mintzer, John Abercrombie, Flavio Boltro: "La macchina organizzativa dell'Ispani Jazz Festival ha rivelato, in questa settima edizione 2009, una concreta ed encomiabile evoluzione che, tanto nella coraggiosa, quanto interessante svolta internazionale, ha riscosso un palpabile gradimento dei numerosi appassionati accorsi." (Francesco Peluso)

06/09/2009

Solodado (Dado Moroni) - Alceste Ayroldi

30/08/2009

Laigueglia Percfest 2009: "La 14° edizione, sempre diretta da Rosario Bonaccorso, ha puntato su una programmazione ad hoc per soddisfare l'appetito artistico di tutti: concerti jazz di altissimo livello, concorso internazionale di percussionisti creativi Memorial Naco, corso di percussioni per bambini, corsi di GiGon, fitness sulla spiaggia, stage didattici di percussioni e musicoterapia, lezione di danza mediorientale, stage di danza, mostre fotografiche, e altro." (Franco Donaggio)

17/08/2009

Ornette Coleman al Meltdown Jazz Festival di Londra: "Adesso che è universalmente adorato dopo anni di feroci contestazioni, Ornette Coleman sfoggia i suoi settantanove anni portati con invidiabile leggerezza, poggiandosi su nuovi entusiasmi. Con il suo fare ieratico e apparentemente distaccato da ogni cosa terrena, in virtù della piena consapevolezza del suo essere. Mr.Coleman forse non sperimenta più come un tempo, ma il suo carisma rimane intatto e nei momenti di grazia, sentirlo suonare sfiora l'incanto." (Vittorio Pio)

08/08/2009

Doppio concerto inaugurale per "Luglio suona bene 2009" con l'Ornette Coleman Quartet seguito dall'Enrico Rava Quintet. (Roberto Biasco)

08/08/2009

Enrico Pieranunzi, "Scarlatti Jazz" nell'ambito di "Musica ai Fari", a Venezia, presso la Basilica dei Frari: "Il pubblico si è lasciato trasportare con estrema concentrazione in questo viaggio dall'Italia alla Spagna, rapito dal tocco del pianista romano, la cui sonorità si diffondeva lungo gli immensi spazi della chiesa..." (Giovanni Greto)

20/07/2009

Dall'8 al 30 maggio si è tenuta a Cagliari la 12a edizione della Rassegna "Forma e Poesia nel Jazz". Jazz: come dalla forma può scaturire la poesia. Chiacchierata con Nicola Spiga sulla rassegna jazz di primavera. (di Viviana Maxia)

09/06/2009

Uri Caine Trio e Don Byron al Teatro Verdi di Pordenone nella loro dedica allo scrittore Paul Auster. Dopo un inizio in duo con Caine e Byron il trio lascia emergere una amalgama di grande livello attraverso originals e standard accuratamente selezionati... (Giovanni Greto)

06/06/2009

Dream Dance (Pieranunzi Johnson Baron)

06/04/2009

Longitude (Martial Solal)

15/03/2009

Tuscia in Jazz Live (AA.VV.)

01/02/2009

Live at the Village Vanguard (Martial Solal)

05/01/2009

i 376 scatti di Francesco Truono a Umbria Jazz Winter 2008 - 2009.

24/11/2008

A French Man in New York (Kekko Fornarelli)

10/11/2008

Intervista ad Enrico Pieranunzi: "...il jazz è una musica che si impara da soli, perché è una musica di attrazione della musicalità e questo vale anche se si insegna un walzer di Chopin, è ovvio che alla fine è il ragazzo o la ragazza che lo imparano..." (Mariagiovanna Barletta)

12/10/2008

Roccella Jazz Festival 2008, "Terremoti": "In un sud che stenta sempre più a organizzare eventi jazzistici di rilievo, conforta vedere come i "Rumori mediterranei", alla ventottesima edizione, si rinforzino, raggiungendo numeri davvero ragguardevoli: 11 giorni di durata e 34 concerti, dislocati fra 9 comuni della provincia di Reggio Calabria, oltre alla consueta copiosa attività seminariale." (Enzo Fugaldi)

20/09/2008

Lifetime (Daniele Scannapieco)

20/08/2008

Südtirol Jazzfestival Alto Adige 2008: "Nove giorni di festival itinerante in Alto Adige, curati dall'infaticabile Klaus Widmann e da un gruppo di ottimi collaboratori. Musica, spesso ottima; paesaggi e località incantevoli; buona accoglienza, grandi vini e cibi locali. Un insieme delizioso, disturbato solo da alcune fastidiose bizze atmosferiche, che hanno costretto gli organizzatori a spostare alcuni concerti in spazi all'interno." (Enzo Fugaldi)

16/08/2008

Third (Pippo Matino Band)

15/08/2008

Jass & Jazz & More (Marcello Rosa)

15/08/2008

Il sole di un attimo (Ada Montellanico)

14/08/2008

Dallo swing al funk per la 6° edizione del Multiculturita Summer Jazz Festival 2008 con l'intensità di Kekko Fornarelli insieme a Rosario Giuliani, la tranquilla andatura dei Manhattan Transfer, la scherzosa (e sacra...) musica di Lino Patruno e l'incendiaria forza di Marcus Miller: 4 serate all'insegna della musica di qualità con un pubblico che ha sempre riempito la piazza della Reale Basilica di Capurso. (Marco Losavio)

29/06/2008

si è concluso il Vittoria Jazz Festival - Music & Cerasuolo Wine: "...una prima edizione ben riuscita, tanto sotto l'aspetto musicale che per il buon seguito di pubblico, giunto anche dalle province limitrofe, il cui successo ha indotto già le realtà organizzatrici, Comune di Vittoria in testa, a dare appuntamento all'anno prossimo per l'edizione numero due..." (Antonio Terzo)

20/03/2008

Humanity (Tom Harrell - Dado Moroni)

16/03/2008

The Cube (The cube & Tom Harrell)

24/02/2008

Tenco's Jazz, l'anima Jazz della musica di Luigi Tenco: "Il Jazz in fondo ci faceva sentire un po' più nobili. Era uno dei pochi universi in cui ci si potesse riconoscere. Ci serviva per oltrepassare una musica leggera deteriore, impraticabile. Dovevamo per forza individuare un filone nuovo, che in pratica emerse da un miscuglio di jazz e altro..." (Roberto Arcuri)

19/02/2008

Sud a Levante (Luigi Ruberti)

21/11/2007

Live Conversations (Dado Moroni - Enrico Pieranunzi)

10/11/2007

Jazz Club Perugia: Oltre 1200 spettatori nel primo fine settimana al "Jazz d'inverno"...(Marcello Migliosi)

02/11/2007

Jazz a' Juan 2007: "Il programma interessante e variegato di proposte musicali interpretate da alcuni dei gruppi più degni di nota nel panorama mondiale ha suscitato apprezzamento e consenso tanto da garantire il "tutto esaurito" ogni serata..." (Bruno Gianquintieri)

28/10/2007

Sotto la consueta direzione artistica di Paolo Damiani, si è tenuta la XXVII edizione di Roccella Jazz Festival 2007, intitolata "Al tempo che farà": "...un'edizione di "Rumori mediterranei" che certo resterà fra le migliori dell'intera storia del festival" (Enzo Fugaldi)

14/10/2007

Pescara Jazz 2007: "Giunto alla 35^ edizione, e in ottima salute, il Festival pescarese ha proposto cinque eccellenti formazioni, con i loro accattivanti progetti, e due gustosi fuori programma: il concerto della splendida Nathalie Cole (quasi un antipasto al luculliano pranzo che Pescara Jazz ha offerto al suo pubblico), e la bella iniziativa del Jazz in Città (una passerella dei migliori gruppi dell'area metropolitana pescarese)." (Dino Plasmati)

15/09/2007

La quinta stagione (Roberto Giglio)

16/06/2007

Anything Else (Rosario Giuliani Quintet)

12/06/2007

Reportage del Marathon Jazz festival 2007 (Francesco Truono)

27/05/2007

Gillespie, Blakey, Baker, Petrucciani, Rollins...le jazz pictures di Paolo Ferraresi

10/05/2007

Stagione invernale del Brass di Palermo: "Molto ricco, e davvero molto aperto è stato quest'anno il cartellone del Brass Group palermitano...altrettanto ricca è stata la rassegna intramuraria del Blue Brass presso il ridotto dello Spasimo..." (Antonio Terzo)

23/04/2007

Wishlist (Marco Trifilio)

15/04/2007

Enrico Pieranunzi & Rosario Giuliani duo in "Fellini Jazz" per la rassegna "Jazz Groove around Rota": "...una musica sapientemente reinterpretata, unita ad una narrazione così confidenziale..." (Giovanni Greto)

18/03/2007

Nuova gallery di quadri curata da Henk Mommaas

17/03/2007

Ballads (Pieranunzi – Johnson – Baron)

03/03/2007

A New York, si è svolta la 34a Annual Conference della IAJE. Come sempre, decine e decine di appuntamenti di ogni genere compresi i momenti più importanti come il NEA Jazz Masters. Quest'anno, inoltre, c'è stata una incredibile intervista di Greg Osby a Ornette Coleman per Downbeat...(Jamie Baum, Patrizia Scascitelli)

25/02/2007

Un lupo in Darsena (Danila Satragno)

25/02/2007

Liquid Gardens (Franco Ambrosetti)

18/02/2007

Ornette Coleman al Padova Porsche Jazz Festival: "...Per me è importante aiutare qualcuno a credere nei propri desideri e a rischiare di diventare ciò in cui crede. Occorre rischiare e questo significa cercare di perfezionarsi continuamente secondo l'ideale che si è scelto ed essere pronti ad aiutare chi ti chiede aiuto oppresso dal bisogno..." (Daniele Mastrangelo)

05/01/2007

JAZZin': a photografic story by Luca Buti

04/01/2007

Un esclusivo reportage attraverso i festival piemontesi: "E' possibile percorrere centinaia di chilometri e ascoltare note di jazz senza uscire da una sola regione del nostro paese: Il Piemonte. Attraverso piccole città, paesi che sono ricordati solo per essere parte di una periferia, paesi che fanno parte di province troppo vaste per essere nominati singolarmente, si può vivere un viaggio a tappe, piacevolmente forzate, per rispondere ad un urgenza: il jazz." (Alessandro Armando)

27/12/2006

Gino Paoli Quintet (R.Bonaccorso, D.Rea, R.Gatto, F.Boltro) al Teatro Augusteo di Salerno (Francesco Truono)

27/12/2006

Ornette Coleman allo Skopje Jazz Festival 2006 in Macedonia (Ziga Koritnik)

27/12/2006

Eventi Jazz 2006 a Busto Arsizio con Ignacio Berroa, Dado Moroni, Kenny Barron, Mike Stern. Sei serate di jazz nei vari teatri cittadini sempre gremiti di pubblico appassionato e intento ad ascoltare le varie proposte stilistiche previste dalla programmazione.

27/12/2006

Le nuove interviste di Mayday: Dick Oatts, Rosario Giuliani con Roberto Gatto e Pippo Matino, Al Di Meola e il giovanissimo Walter Ricci.

16/12/2006

Enrico Rava, Aldo Romano, Joey Baron, Henri Texier, Dado Moroni...dalla rassegna Jazz&Wine of Peace 2006 (Luca D'Agostino - Phocus Agency)

09/12/2006

Isis (Enrico Pieranunzi feat. Art Farmer)

14/09/2006

Modern Sounds from Italy (AA. VV.)

12/09/2006

Soulscape (Five for Jazz)

27/08/2006

Untold Story (Enrico Pieranunzi)

09/08/2006

Chante (Aldo Romano)

03/08/2006

Enrico Pieranunzi e Yuri Goloubev Duo: "Il concerto è stato indubbiamente piacevole e intenso, soprattutto grazie alla percepibile, perfetta integrazione sviluppata da Pieranunzi tra gli aspetti consci e inconsci del modo di improvvisare." (Bruno Gianquintieri)

14/07/2006

Intervista a Kenny Barron e Dado Moroni: "Mi piacerebbe fare un disco con un'orchestra d'archi. E comunque fare qualcosa che mi piace, senza dovermi preoccupare se venderà o no." (Rossella Del Grande)

01/05/2006

Italian Trumpet Summit a Chiasso: "L'evento ha indubbiamente rappresentato una evidente dimostrazione dell'ottimo livello raggiunto dai jazzisti italiani che meritatamente si sono imposti in ambiti internazionali, riscuotendo i meritati riconoscimenti e consensi." (Bruno Gianquintieri)

16/04/2006

Piano, Piano (Anne Ducros)

09/04/2006

Un Jazz d'alto livello al Metropolitan di Palermo: Enrico Pieranunzi & Ada Montellanico Quintet nel tributo a Luigi Tenco "Danza di una Ninfa" e Roberto Gatto Special Quintet nel tributo al Miles Davis degli anni '64/'68. (Antonio Terzo)

09/04/2006

Enrico Rava e Dado Moroni: "Gran parte del pubblico ha dimostrato di gradire la scelta di un repertorio di standards, che non ha tuttavia emozionato gli appassionati di jazz..." (Giovanni Greto)

12/03/2006

Duologues (Jim Hall - Enrico Pieranunzi)

14/02/2006

Eventi Jazz 2005 a Busto Arsizio: "...un plauso all'amministrazione comunale, al direttore artistico, responsabile del jazz club "Art Blakey" e a tutte le persone che hanno contribuito alla realizzazione e al successo di questa bella rassegna itinerante nei cinque teatri cittadini." (Bruno Gianquintieri)

07/02/2006

Una "Italian Jazz Musicians Gallery" a cura di Jos L. Knaepen

06/02/2006

Franco Cerri: ottant'anni suonati!! Teatro Arcimboldi, Milano - 28 gennaio 2006 (Giorgio Alto)

13/01/2006

Enrico Pieranunzi e Ada Montellanico in "Just a Song": "E' sufficiente un istante, lo sfiorare di un tasto, e la cornice apre le sue frontiere alla narrazione, alla poesia, ai sentimenti, e ci si ritrova a lievitare come se lo spazio non avesse confini..." (Adriana Augenti)

11/12/2005

Danza di una Ninfa (Storie di Tenco) (Enrico Pieranunzi e Ada Montellanico )

18/09/2005

"Dall'alto dell'Anfiteatro Romano i due pianoforti, uno di fronte all'altro, sembravano scrutarsi prima di un duello. E sono stati sottili ma violenti, i colpi che Stefano Bollani e Martial Solal si sono scambiati nel concerto-duo che ha chiuso il Vivere Jazz Festival..." (Agnese Fedeli)

18/07/2005

Ornette Coleman a Roma e Napoli: "Un po' come nella sua musica, Ornette, sembra voler fare a meno del superfluo, di quella patina inconsistente di formalità...Sembra quasi che con il passare degli anni la musica di Ornette sia diventata meno complessa e più 'democraticamente' fruibile." (M. De Masi, F. Ughi)

22/05/2005

Lewis Nash e il suo quartetto al Borgo Club di Genova: "...Il quartetto di Lewis Nash ha offerto una serata di grande jazz, una prova stimolante con pagine di poderoso impulso, infondendo ai brani inseriti in programma una vita nuova, connubio ideale di geometrie musicali e di concetti liricamente trasfigurati..." (Enzo Cochetti)

15/04/2005

Umbria Jazz Winter: "...è il pianoforte a dominare la manifestazione, come può testimoniare anche l'evento jazzistico più significativo del Festival: i Duets di solo piano del 2 gennaio al teatro Mancinelli, con protagonisti Brad Mehldau e Danilo Rea prima e Martial Solal e Stefano Bollani poi..." (Dario Gentili)

09/03/2005

Martial Solal a Roma: "...mai come in Martial Solal il pezzo è reinventato, quasi dissacrato, soggiogato dalla personalità dirompente del pianista...." (Fabio Di Cocco)

11/01/2005

Rosario Giuliani Quartet per Pinocchio Jazz 2004: "...Il classico quartetto jazz nel quale basta un sguardo, un cenno, per aprire un solo, modificare una parte strutturata, cambiare un tempo, magicamente tutto alla fine torna e quadra comunque." (Paolo Carradori)

27/12/2004

More Than Ever (Rosario Giuliani)

27/12/2004

Les Amants (Enrico Pieranunzi)

02/11/2004

Jim Hall trio con Enrico Pieranunzi al Blue Note: "La voce della chitarra di Jim Hall è estremamente fluida e delicata, ogni singola nota è densa di significato. A volte canta quasi impercettibilmente anche lui insieme alla sua chitarra mentre improvvisa." (Eva Simontacchi)

17/10/2004

Enrico Pieranunzi String Project, propone il suo progetto Les Amants inciso per l'Egea nell'ambito di Umbria Jazz 2004: "...Pieranunzi dà tuttavia ancora una volta testimonianza della sua capacità di rendere una raffinata e coinvolgente sintesi fra jazz, senso lirico e coloriture mediterranee con approccio melodico-cameristico che contraddistinguono ormai il suo stile pacato ed intenso al tempo stesso..." (Antonio Terzo)

17/10/2004

Intervista a Enrico Pieranunzi: "...Il jazz va sempre in direzione della bellezza, perché il jazz ha una straordinaria vitalità, è profondamente legato alla fantasia, alla creatività..." (Antonio Terzo)

31/07/2004

Enrico Pieranunzi in trio con Marc Johnson e Joey Baron a Villa Celimontana: "...Il loro feeling è straripante. Sul palco ridono, scherzano, si divertono e divertono, ma soprattutto SUONANO..." (Franco Giustino)

25/07/2004

Evans Remembered (Enrico Pieranunzi & Horns)

22/05/2004

Play Morricone 2 (Pieranunzi - Johnson - Barron)

01/05/2004

Into the blue (Boltro Bozza Bassini Fioravanti Prina)

16/05/2003

Trasnoche (Enrico Pieranunzi - Marc Johnson)

15/03/2003

Current Conditions (Enrico Pieranunzi Trio)

11/02/2003

Perugia Suite (Enrico Pieranunzi)

02/07/2002

Racconti Mediterranei di Enrico Pieranunzi con Marc Johnson e Gabriele Mirabassi (Egea Records).

17/12/2001

Play Morricone il CD che Enrico Pieranunzi in trio con Marc Johnson e Joey Baron ha dedicato alla musica di Ennio Morricone (Cam Jazz)

13/07/2000

Intervista a Enrico Pieranunzi





Video:
Joe Locke - Dado Moroni - Rosario Giuliani @ Umbria Jazz Winter # 18
Joe Locke - Dado Moroni - Rosario Giuliani...
inserito il 01/01/2011  da umbriajazz10 - visualizzazioni: 4057
Stepping on stars - Joe Locke Rosario Giuliani Dado Moroni (Egea Records-Umbria Jazz)
Spot nuova uscita discografica 2011 "STEPPING ON STARS" J.LOCKE-R.GIULIANI-D.MORONI(EGEA RECORDS-UMBRIAJAZZ) www.egeamusic.comRegistarto dur...
inserito il 24/12/2010  da EgeaRecordsMusic - visualizzazioni: 4123
Jim Hall & Enrico Pieranunzi @ Eddie Lang Jazz Festival XX Edition 2010 - "Careful" (HD Video)
Per celebrare la XX Edizione dell'Eddie Lang Jazz Festival, i giardini del Castello Pignatelli di Monteroduni (Isernia) hanno visto esibirsi u...
inserito il 19/09/2010  da HandEyeFamilyMusic - visualizzazioni: 4233
Mattia Cigalini - Flavio Boltro - Tullio De Piscopo - Andrea Pozza - Riccardo Fioravanti pt. 2
nessuna descrizione disponibile...
inserito il 27/03/2010  da 84Plaza - visualizzazioni: 2974
Mattia Cigalini - Flavio Boltro - Tullio De Piscopo - Andrea Pozza - Riccardo Fioravanti
nessuna descrizione disponibile...
inserito il 24/03/2010  da 84Plaza - visualizzazioni: 2898
"Search for life" / "Round trip", Ornette Coleman Ensemble. "InJazz" Summer Clinics 2009. (2/2)
Concerto finele dei seminari estivi InJazz 2009. Ornette Colemn Ensemble diretto da Marcello Allulli. Fabriano (AN). www.injazz.it - info@injazz.it - ...
inserito il 14/10/2009  da bettabu - visualizzazioni: 3498
Jazz Time Enrico Rava e Dado Moroni duo clip
Jazz Time - E.Rava, D.Moroni duo [Inv n. MRT PM 010 ] , , Anno di edizione del prodotto multimediale : 2003 , Genere : Documentario , Autore : Marc...
inserito il 20/08/2009  da SovraintendenzaRoma - visualizzazioni: 3243
Udin&Jazz 2009 - ORNETTE COLEMAN 2 BASS QUARTET
Udine, Palamostre 27 Giugno 2009 riprese e montaggio Davide Morandi...
inserito il 21/07/2009  da euritmicavideo - visualizzazioni: 2299
Ornette Coleman Sextet - Free Jazz (1of 3)
1978 Germany. Ornette Coleman - sax, violin; Ben Nix - guitar; Charlie Ellerbee - guitar; Albert Arnold - bass; Shannon Jackson - drums; Denardo Colem...
inserito il 01/07/2009  da bobjazz11 - visualizzazioni: 2692
"Road Song" Tony Monaco,Eddy Palermo, Flavio Boltro,Ray Mantilla and friends
Tuscia in Jazz 2008Tony Monaco,Eddy Palermo,Flavio Boltro,Paolo Recchia,Francisco Mela, Geggè Munari, Ray Mantilla,Carl PotterEddy PalermoArenown...
inserito il 20/11/2008  da lermici - visualizzazioni: 3659
Ornette Coleman Ensemble - Injazz Summer Clinics 2008
L'ensemble, diretto dal sassofonista Marcello Allulli, esegue durante il Concerto Finale dei Seminari Estivi Injazz svoltisi a Fabriano nel luglio 200...
inserito il 26/09/2008  da quantumjazzreloaded - visualizzazioni: 2526
Ornette Coleman - Germany 1978
Ornette Coleman: alto saxophone, trumpetJames Blood Ulmer: guitarBern Nix: guitarFred Williams: bass guitarDenardo Coleman: drumsRonald Shannon Jackso...
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Interview with Ornette Coleman
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Ornette Coleman - Dancing In Your Head (live)
The Ornette Coleman PrimeTime Band Is:, , Ornette Coleman - Alto Sax, Violin, & Trumpet, Burn Nix - Guitar, Charles Ellerbee - Guitar , Larry McRa...
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Ornette Coleman and Prime Time 1988
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Martial Solal & Toots Thielemans - Body And Soul
Body And Soul par Martial Solal et Toots Thielemans en 1990...
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Ornette Coleman Bass Quartet
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Ornette Coleman performing Lonely Woman at the Umbria Jazz Festival in Perugia 2007...
inserito il 18/07/2007  da Rachelmillar0610 - visualizzazioni: 2683
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Andrea Pozza & Dado Moroni, Peter Washington, Lewis Nash live al Genova Spring Festival Lunedì 23 Aprile 2007...
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Andrea Pozza & Dado Moroni, Peter Washington, Lewis Nash live al Genova Spring Festival Lunedì 23 Aprile 2007...
inserito il 27/04/2007  da Mazzipunk - visualizzazioni: 2747
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Architecture in Motion - Ornette Coleman work Copyright Phrasetext Inc....
inserito il 02/03/2007  da phrasetext - visualizzazioni: 2073
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George Russell talks about intuition with Ornette Coleman and Robert Palmer...
inserito il 17/09/2006  da bebopple - visualizzazioni: 2160
Ornette Coleman Quartet :: Roma 1974 #1
Grabación de la televisión italiana (Schegge, Rai 3) del cuarteto de Ornette Coleman en 1974. El tema que interpretan es "School Work&q...
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Data pubblicazione: 02/05/2007

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