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Intervista a Steve Khan
Big Mama - Roma, 8 marzo 2005
di Alex Milella


A.M.: Utilizzi qualche computer per comporre musica? Se sì, quale software usi?
S.K.: Alex, con questa domanda mi crei imbarazzo! Ho preso il mio primo computer nel 1998! Non ho alcun software musicale e l'unica cosa che so fare è inviare emails e masterizzare CD! Però, ho una buona notizia. Prenderò un nuovo computer quest'anno, e poi imparerò ad utilizzarlo per fare musica!

A.M.: Hai bambini?
S.K.: Ho un figlio. Si chiama Heath. Che ci creda o no…ha 32 anni. Vive e lavora a Las Vegas ma non suona alcuno strumento. Gli piace la musica e ascolta più musica di me! Penso sia meglio poichè la vita del musicista è molto dura. Mio padre non voleva che facessi il musicista ed io sono veramente contento che mio figlio non l'abbia fatto. La vita di un musicista è dura.

A.M.: Hai detto che sai inviare email, quindi usi internet. Cosa pensi del nuovo fenomeno relativo alla musica su internet?
S.K.: Naturalmente mi piace internet e quando ho un dubbio o mi necessita un'informazione grazie ad internet riesco a trovare delle risposte. Però io non scarico musica. Compro i Cd da internet ma devo dire che credo che gli artisti e gli autori dovrebbero essere pagati per la loro musica. Internet non dovrebbe essere gratis, e se questa è la direzione, i governi dovrebbero sostenere la vita dei musicisti. Come nel passato, per esempio, quando Bach viveva nella casa di una ricca donna che si prendeva cura di lui. Quindi il governo dovrebbe fare questo per tutti noi musicisti se non ci dovesse essere un modo diverso di essere pagati. Non scarico nulla gratis. Preferisco acquistarlo.

A.M.: Ti senti più vicino alla musica Latina o anglosassone?
S.K.: Che domanda! Dimentichi anche la musica Afroamericana!! La verità è che mi sento vicino alla buona musica. Per citare Duke Ellington, egli disse che "ci sono solo due tipi di musica, quella buona e quella brutta" quindi a me piace ascoltare buona musica. Mi piace la musica Latina, il R&B, il vecchio blues, qualsiasi cosa! Ma è strano, gli standards non mi piacciono così tanto …so che c'è ottima musica tra gli standards ma forse è perchè non sono più così giovane pertanto mi annoio un po' con loro …

A.M.: Insegni chitarra?
S.K.: Sì. Mi diverto molto ad insegnare. Spesso avverto di imparare più io dai miei studenti che loro da me … però il problema dell'insegnamento è che se sei in attesa che dalla porta entri il nuovo "Picasso", non dovresti insegnare a nessuno poichè un "Picasso" viene fuori una volta ogni 50-75 anni nella vita…se sei in attesa che un genio venga a studiare da te non avresti alcuno studente e non ci sarebbero scuole di musica…niente! Quindi si deve individuare un metodo per insegnare alla gente che, a volte, non sarà mai un musicista professionista … Che non vuol dire non suonare in un grande concerto, ma anche non suonare in un hotel … ad esempio, "Feelings"…la maggiorparte della gente non la vorrà fare… quindi si deve individuare un modo per rendere gradevole la comunicazione con i propri studenti. Mi diverte e cerco di non essere frustrato da ciò.

A.M.: insegni molti giorni a settimana?
S.K.: Tutti i giorni! Se uno studente vuole venire di domenica mattina alle 9, può venire… non ho problemi. Cerco di non fare lezioni la sera tardi perchè non voglio disturbare i miei vicini!

A.M.: Pensi che il tuo fraseggio sia gradualmente cambiato?
S.K.: Sì! Penso sia migliorato. E' iniziato tutto nel 1981 quando ho cominciato a suonare con Anthony Jackson, Steve Jordan e Manolo Badrena. Ma non è dovuto molto direttamente a loro quanto dal momento in cui ho iniziato a suonare senza un pianoforte. Penso di aver imparato a suonare meno e ciò che cerco di fare è di non attaccare più con molte note. Cerco di suonare meno e penso che fare musica richiede una certa abilità nello sfruttare gli spazi a disposizione, consentendo allo spazio di essere lì, permettendo alla musica di respirare. Adoro suonare con un batterista come Joel (ndr. Rosenblatt) perchè so che se lascio degli spazi, egli vi farà qualcosa per riempirli. Lui sa come suonare insieme a me pertanto sa quando gli sto chiedendo di conversare con me. Se a volte suono con persone che non hanno questo approccio, per me diventa veramente difficile. Quindi ho imparato a non preoccuparmi del silenzio. Non devi suonare tutto il tempo un sacco di note. Ciò che suoni deve essere nel polso della musica e al tempo giusto …con swing, o qualsiasi altro. Questo è quanto sto cercando di fare e col passare degli anni credo che stia migliorando ma la maggiorparte delle volte, quando mi riascolto, mi odio! E' penoso! Se però riesco a disconnettermi dall'essere troppo critico so che sto suonando meglio di come suonavo 20 anni fa … ma suono meno.

A.M.: Il tuo approccio alla composizione è cambiato?
S.K.: La verità è che io tendo a scrivere quando so che la musica poi abbia una sua collocazione…se non ho da fare un disco tendo a non scrivere. Il mio amico John Scofield sembra scrivere ad ogni momento e a casa ha una pila di brani in attesa di qualcosa! Io non sono mai stato così. Scrivo se so che la musica esisterà in qualche posto. Per esempio, se so che entro due mesi devo registrare, immediatamente mi siedo e comincio a scrivere …bè, in realtà poi quello che faccio è prendere un mio piccolo quaderno con molti spezzoni. A volte mi viene qualcosa in mente, canto qualcosa e allora l'annoto … poi una settimana o un mese dopo ascolto qualcosaltro e l'annoto…poi realizzo che queste due cose appartengono allo stesso brano che ho ascoltato. Joel RosenblattQuindi, quando è il momento di scrivere ho un piccolo quaderno di annotazioni con le quali lavorare. Proprio in questo periodo, ho alcuni spezzoni, musica su cui sto lavorando perchè probabilmente registrerò nel giro di un paio di mesi. Penso che tutti noi utilizziamo più o meno lo stesso metodo. In genere si vuole che un pezzo di musica sia un po' come una storia…non è solo la parte di una composizione, ma anche come le improvvisazioni verranno utilizzate, etc. Cerco anche di ascoltare i musicisti con cui suono poichè mi danno sempre ottimi suggerimenti! A volte le loro idee sono migliori di ciò che si scrive sulla carta!

A.M.: Ci potresti dire qualcosa riguardo il tuo concetto di musica in relazione al business oggi?
S.K.: Bè, questo è un argomento molto deprimente! Ogni volta che la musica incontra il business ci sarà sempre un problema. E' come un matrimonio che non può funzionare… come acqua e olio! E' veramente difficile far funzionare questo connubio perchè le persone del business, se per caso qualcosa ha successo, saltano sull'onda del successo come un branco di lupi e cercano di tirarvi fuori ogni goccia di denaro e sangue e quando finisce, gettano via il tutto come fosse niente. E poi dicono che hanno fatto di noi un successo, ma non fanno assolutamente niente! Una volta, in un centinaio di anni hanno deciso di rendere qualcuno una star come hanno fatto con Wynton Marsalis. La Columbia Records ha deciso di renderlo il più importante musicista jazz dei prossimi 40 anni, e lo hanno fatto. Ora, lui ha un grosso talento, ma la Columbia ha deciso che ciò era quello che volevano fare e a volte ciò accade, ma la maggiorparte delle volte non accade mai. Quando hai bisogno di essere aiutato dalla casa discografica…normalmente non ti aiuta … per esempio, andare in tour è veramente difficile per molti musicisti. E' difficile andare in giro e pagare la gente ciò che merita … molto difficile. Non vedo come ciò possa cambiare… ed è ancora più difficile dall'11 settembre! La tragedia del World Trade Center… Viaggiare per i musicisti è diventato impossibile! Dicono che si può viaggiare con solo due bagagli! Si deve fare molta attenzione a ciò che si porta, al loro peso, etc… Non so se tornerà più un giorno in cui si potranno riportare i propri strumenti sull'aereo!

A.M.: Non pensi che la fusion sia morta? Intendo la fusion degli anni'80 e '90?
S.K.: Bè, innanzitutto, la difficoltà è che non so se c'è più una qualsiasi forma di musica "pura" dato che dopo i Beatles, che hanno aperto le porte a chiunque per ascoltare qualsiasi cosa e per essere influenzati da qualsiasi cosa, penso che anche giovani che vogliono suonare vecchio jazz vestiti in abiti dell'epoca magari fanno ancora della bossa nova o una musica proveniente da altre culture … non so… non c'è più una musica pura…qualsiasi cosa è una fusione di qualcosa. Ma la maggiorparte della gente, quando pensano alla musica fusion, pensano ad una chitarra ad alto volume, un sacco di note e una musica molto complicata. Ovviamente, ci sono ancora molti musicisti che suonano musica come quella oggi e la musicalità necessaria per suonare questa musica non è meno eccellente di quella di 20 anni fa. Probabilmente è anche migliore… Il suono dei chitarristi di oggi è un suono migliore di qualsiasi cosa abbia fatto John Mclaughlin nella Mahavisnu Orchestra. In un certo senso, quel suono di chitarra era terribile … Se confronti con i chitarristi che sono venuti dopo, solo come suono sono incredibilmente meglio. Tuttavia, in termini di impatto alla musica e di effetto che ha avuto su ognuno, è qualcosa che non puoi ricatturare poichè è qualcosa di veramente speciale. Questo è un altro aspetto sociologico. Sociologicamente, in ogni paese, la gente è piuttosto stressata. Lavorano 8, 10, 12 ore al giorno, tornano a casa e, solo come esempio… non lo sto criticando, adoro il modo in cui suona, ma nessuno vuole tornare a casa dopo una giornata di duro lavoro, accendere lo stereo e avere Scott Henderson nella propria faccia! E' troppo intenso, è troppo! Devi concentrarti e pensare che la gente è esausta… Quindi vuole mettere musica che non ha bisogno di essere realmente ascoltata … quindi, sociologicamente, è un brutto periodo per ciò che è stata la fusion. Non so quando e se cambierà.

A.M.: pensi sia vero solo in USA?
S.K.: No, penso sia vero ovunque. C'è stress ovunque…Lo stress viene dalla necessità di fare più soldi per mantenere la propria famiglia o per andare ad un cinema…o deriva dal preoccuparsi se un terrorista potrebbe far saltare i tuoi figli, o fare qualcosa di terribile. Queste cose hanno un effetto anche sulla musica ed è una sfortuna perchè molta buona musica viene persa dalla gente. Come in America, l'unico posto dove si ascolta la fusion è nella radio di qualche college ed è trasmessa una volta a settimana alle due di notte. Non si trasmette fusion sulla radio "normale". C'è questa specie di musica chiamata 'smooth jazz' che secondo me è orribile. E' come una carta da parati musicale. Molto inoffensiva, innocua, e la gente pensa che questo sia jazz. Chiamare questa musica jazz, per il business, è una perdita di identità. Ad esempio, loro non sanno cosa fare con Norah Jones. Non sanno in quale categoria inserirla. E loro hanno bisogno di una categoria. Hanno bisogno di una categoria per porre i tuoi dischi in un apposito spazio di uno scaffale di un negozio. Quindi, Norah Jones non è rock, non è folk, non è realmente musica country … pertanto, cosa è? Oh, diremo che è jazz! Ora, Norah non sta cercando di essere una Ella Fitzgerald, ma è ciò che accade. Sono le persone del business che decidono. Questo smooth jazz è l'innalzatore musicale del 20esimo secolo. Ottimi musicisti, ma per me è una cosa terribile. Preferisco suonare qualcosa di interessante e diverso invece di suonare cosa ognuno pensa ti dia lavoro o rendi popolare.

A.M.: Pensi che lo stress sia un problema oggi? Io penso che se la musica si impara da bambini, allora impari anche ad ascoltare buona musica e forse quando poi si cresce si comprende meglio la musica...
S.K.: Bè, io penso che tutti dovremmo credere che l'insegnamento musicale sia utile, ma penso che ci sono certi problemi che sono poi sempre gli stessi. La gente ha bisogno di musica cantata …hanno bisogno di un messaggio. Se qualcuno suona bene la tromba, la gente non capisce … la musica strumentale è bellissima ma la maggiorparte della gente non ha sufficiente immaginazione o tempo per ascoltarla e comprenderla, quindi quando non si ha immaginazione non si può ascoltare musica senza parole o una voce che canta. Sfortunatamente, la mia risposta non dimostra molta fede nell'umanità!

A.M.: Cosa significa suonare jazz oggi? Pensi che i musicisti debbano guardare al passato o al futuro?
S.K.: Credo che se si è impegnati nel suonare musica strumentale creativa allora probabilmente si è impegnati in qualcosa che abbia a che fare col jazz. Poi c'è il suono, il modo in cui si fanno le cose. Ad esempio, se si usa il basso elettrico si possono fare tante cose, ma se si vuole dare il suono tipico jazz…allora penso che si debba utilizzare un contrabbasso. Suonerebbe sicuramente molto meglio. Charles FloresCol basso elettrico si possono fare un sacco di altre cose ma io credo che col contrabbasso alla fine il risultato è migliore. Purtroppo, l'economia della musica rende difficoltoso viaggiare con un contrabbasso … Sono pochi gli artisti che possono farlo ed è comunque molto difficile. Penso che per suonare questo tipo di musica sia molto importante comprendere più che si può la storia, ascoltare i vecchi dischi… Io credo di essere abbastanza fortunato! Ho quasi 60 anni pertanto sono cresciuto ascoltando queste cose. Grande musica di tutti generi! Solitamente mi piace tutto ma credo che ognuno debba poi seguire il proprio istinto per fare quello che è giusto per se stessi. Si deve suonare ciò che si sente. Se si cerca di piacere troppo alle persone allora si sta gettando il proprio tempo perchè poi alla gente piacerà altro, cambieranno e piacerà qualcosaltro … pertanto, cerco di fare quello che sento sperando che poi piaccia.

A.M.: Sono passato sette anni dal tuo ultimo album come leader. In che stile ti piacerebbe realizzare il tuo prossimo album?
S.K.: Sono passati sette anni perché in questi anni nessuno ha voluto che io registrassi quindi ho aspettato fino al momento di avere i soldi per autoprodurmi poiché so che questo è l'unico modo per registrare un mio disco e questo perché probabilmente non si pensa che io possa vendere un numero sufficiente di dischi per riprendere almeno le spese, quindi devo autoprodurmi. Ma l'ho fatto anche in passato quindi la cosa non mi preoccupa. Inoltre, c'è un altro aspetto. Ci sono varie cose che potrei fare per essere contento durante la registrazione ma la scelta che ho fatto è stata di contattare delle case discografiche in Germania e Giappone ed ho chiesto loro: "se autoproduco un mio disco, lo registro e ve lo do, lo pubblicate? E per fare ciò, con chi vi piacerebbe vedermi suonare?". E loro mi hanno detto: "Be', se fai un nuovo disco con John Patitucci e Jack DeJohnette, ci piacerebbe sicuramente pubblicarlo." Ed è quello che ho fatto, non voglio essere io stesso una casa discografica, non voglio poi autodistribuirmi o mettere il disco su internet in modo che si divulghi…non mi piace fare tutto questo, mi rattrista. Alcuni musicisti vendono la loro musica attraverso il loro sito internet, si autopromuovono e a loro piace ma io non mi sento a mio agio nel fare questo tipo di attività promozionali. Quindi, questo è quanto accadrà…

A.M.: Leggendo la tua storia musicale mi ha colpito il momento in cui la tua casa discografica ha deciso con chi avresti dovuto suonare (ndr. La Polydor preferì Al Foster e Ron Carter a Jay Anderson e Joel Rosenblatt). Pensi che siano scelte giuste o pensi che gli artisti debbano decidere da soli?
S.K.: Penso che un artista debba sempre decidere autonomamente, ma come ho detto prima, laddove la musica incontra il business…bè…queste due cose non sono fatte per dormire nello stesso letto insieme …quindi è stata una decisione dolorosa da prendere. A loro piaceva il demo che Jay, Joel ed io avevamo fatto. Abbiamo suonato insieme per molto tempo pertanto abbiamo una vera alchimia nel nostro suonare insieme al punto che qualcuno mi ha detto, "è veramente bello, devi solo farlo con persone più famose"… bè, ti mette in una posizione terribile! Se vendi molti dischi puoi dire all'etichetta "no, non lo farò". Ma quando non vendi molti dischi devi negoziare ed è ciò che ho fatto, ma non mi sono mai sentito sufficientemente bene nel farlo. Non è il genere di cose che preferisco fare. E in questo momento suonare con Jay e Joel è una cosa che mi piace molto.

A.M.: Il tuo ultimo lavoro, "You Are Here" l'hai registrato con Rob Mounsey. Hai detto che quando avete scritto musica insieme il risultato tendeva sempre verso un'area 'World Music', che rende difficile il compito del business di etichettarla includendola in una categoria. In genere, non è un buon presupporto per un successo... Io aggiungo "ma è musica di grande qualità". Quanto è importante piacere al business e quanto è importante piacere a se stessi?
S.K.: Innanzitutto, sono veramente orgoglioso per i due dischi che ho fatto insieme con Rob. Dato che dovevo suonare, suonare dal vivo, finita la musica, avevamo brani molto lunghi, lunghi anche 10 minuti quindi si poneva il problema di far presente la cosa al management della casa discografica… Abbiamo avuto il tempo di aggiungere altre 3 tracks alla fine del CD ma le abbiamo editate per trasmetterle in radio, giusto perchè se dai ad una label un Cd con 4 o 5 brani che durano 10 minuti l'uno, è come se avessi messo una pistola alla testa e detto: "accetterai questo Cd esattamente com'è e non puoi farci nulla"… bè, non si può fare! Però, non devi neanche dire "bè, prendi il disco e fai quello che vuoi!" Comunque l'etichetta che prese il nostro CD era molto piccola! Diciamo che aveva un paio di impiegati. Vendettero 900 copie dopo di che sono falliti quindi nessuno ha potuto ascoltare questo eccellente album! E' la stessa cosa che abbiamo già detto…devi fare quello che è giusto per te…Alla fine della giornata se puoi guardarti allo specchio e dire "hey, ho fatto la migliore cosa che avrei potuto fare in quel momento" allora stai bene. Se invece fai qualcosa e pensi che, ad esempio, 6 di questi brani sono la cosa migliore mentre questi altri due sono stati fatti solo per far felice qualche dirigente…bè, questo non è buono

A.M.: Qual è il mercato internazionale più interessato alla tua musica? E' cambiato in questi anni?
S.K.: Direi tutti i mercati tranne gli Stati Uniti…In Giappone apprezzano la mia musica più di tutti e in modo minore anche in Europa. La cosa divertente in questo è che, come ho detto prima, ho acquistato il mio primo computer nel 1998, e il mio sito web è stato attivato nel settembre 1998 (www.stevekhan.com) e praticamente subito molti fan al di fuori degli Stati Uniti mi hanno contattato e questa è stata una delle cose più belle: comunicare con gente di tutto il mondo che apprezza la tua musica e di cui neanche conoscevo l'esistenza. Quando fai parte di un piccolo mercato e non sei uno di quelli che vende milioni di dischi, credo che sia una bella cosa poter essere direttamente contattati. Ricevere emails in cui si parla della mia musica mi piace molto e rispondo sempre.

A.M.: I brani di quale compositore preferisci suonare?
S.K.: Bè il compositore che più mi piace in assoluto…adoro Lee Morgan, adoro il lavoro che hanno fatto molti personaggi che hanno scritto i vecchi standards …la gente della generazione di mio padre. Mi diverto a suonare musica che altri chitarristi non hanno suonato. Se dai un'occhiata ai brani che ho scelto di suonare, vedrai che è difficile trovare un altro chitarrista che abbia suonato gli stessi brani… pertanto, cerco di suonare roba che possa essere associata a me e non cerco di suonare cose che suonano altri …

A.M.: Cosa suonerai stasera?
S.K.: Suoneremo brani presi da tutti i periodi della mia carriera. Non suoneremo materiale del periodo vecchio della fusion ma qualsiasi cosa dagli anni '80 ad oggi …vecchia musica del trio. Mi hai chiesto prima riguardo la mia nuova musica. So che stiamo suonando musica che non abbiamo mai registrato e musica che non abbiamo mai suonato in Europa… credo che abbiamo suonato qualcosa dell'album Crossings quando siamo stati a Roma nel ‘94…Suoneremo qualcosa che ho scritto per il progetto Caribbean… suoneremo un bel po' di cose … cose vecchie e nuove … una varietà di cose che ci consente di suonare set molto brevi … Non sono solito suonare set così brevi, 45 minuti…. In Svizzera il nostro primo set è durato due ore! Se il pubblico ci seguirà, allora continueremo. Se avvertiamo che non risponde proveremo qualcosaltro … Cerco di essere sensibile al pubblico, di rispettarlo. Suono per stare bene. La musica è divertimento ma è anche una cosa molto seria …

A.M.: Ci sono nuovi musicisti che apprezzi particolarmente?
S.K.: Questa è una cosa buona e brutta allo stesso tempo. La verità è che effettivamente non ascolto molte cose. A volte scopro cose due anni dopo! Non ascolto la radio. Ho un amico batterista con cui mi vedo a pranzo una volta ogni due mesi e la conversazione è sempre di questo tipo. Io dico "allora, hai ascoltato qualcosa di interessante ultimamente?" e lui risponde "sì, dovresti ascoltare questo disco…". Io vado e lo compro. Quindi, ogni tanto trovo qualcosa grazie ai suoi suggerimenti. Ma ascolta…ci sono così tanti bravi giovani musicisti che suonano tutti gli strumenti veramente bene…Io sono sempre in cerca di un buon bassista e un buon batterista …ma l'essere "buono" varia da persona a persona. A me non interessa se uno è virtuoso, soprattutto il bassista. Mi annoierebbe. Fare in modo che la musica funzioni è la cosa che più importante per me! Non mi preoccupo quanto uno suoni veloce…La prima cosa per me è "la musica ha groove?" C'è relazione tra la melodia, la batteria e il basso? Questo è quello che cerco. A volte ottengo quello che voglio altre no e in questi casi non sono molto felice. E' molto dura far sì che si verifichi. Troppa gente è concentrata sui virtuosismi invece di cercare di diventare qualcuno che rende la musica bella e ascoltare i musicisti che si hanno intorno. Sono felice se la gente stasera dirà che la musica è realmente interessante…Non sono un talent scout… ci sono molti musicisti bravi… Come quando ti ho presentato a Joel e Charles ed ho detto "questo ragazzo è un chitarrista veramente bravo" perchè so che lo sei. Più diventi grande e più devi ascoltare te stesso. Per me, non so quanto tempo sia trascorso! Persone più giovani di me muoiono! Non puoi guardare alla vita come se sarai qui per sempre, perchè non è così! Ad ogni modo, non mi hai ancora chiesto che è la mia attrice preferita!

A.M.: Chi è la tua attrice italiana preferita?
S.K.: Oh Alex, come sei carino a chiedermelo! Okay, te lo dico. L'attrice italiana che preferisco è Claudia Cardinale. Oh, amo questa donna … credo sia la donna più bella del mondo ….okay, abbiamo parlato a sufficienza di donne…(ride)

A.M.: Come hai iniziato a suonare la chitarra? Chi è stato il tuo punto di riferimento?
S.K.: Ho iniziato a suonare la chitarra perché ero un terribile batterista! Mi sentivo come uno che non capiva nulla di musica e sentivo di voler avere qualche conoscenza in modo da poter parlare con gli altri musicisti che dicevano "E7, A7, G, C, D, bar 1, bar 2" mi sentivo inadeguato!!! Pertanto ho iniziato ad imparare la chitarra solo per imparare qualcosa…ricordo un giorno, avevo diciannove anni, che ho avuto una bellissima Ludwig (ndr. nota marca di batterie), sono andato nella mia stanza ed ho ascoltato Grady Tate suonare la batteria su Caravan di Wes Montgomery e ad un certo punto lui fa un passaggio assolutamente fantastico, entra nella sezione successiva in modo incredibile, si sente ssssssssuuuuuuu…. E così ho capito che non avrei mai suonato la batteria in quel modo perchè ho compreso cosa mi diceva sempre mio padre … Avevo preso solo due lezioni di batteria e non c'era niente lì! C'era un piccolo pad con un pezzo di gomma nera. Chiesi all'insegnante, "Dove sono tutti pezzi della batteria?". Mi disse: "questo è tutto…tutto parte da qui". Provai ma compresi di non avere il tocco giusto. E' stato un colpo al cuore, è dura quando comprendi che o non hai la pazienza o non hai il talento necessari per imparare… così, quando ho iniziato a suonare la chitarra mi sono fatto la promessa di non commettere gli stessi errori fatti con la batteria. Decisi di studiare sodo e di trovare un buon insegnante. La cosa strana è che con la chitarra avevo la stessa inadeguatezza che avevo avuto con la batteria. L'unica differenza è che sono stato molto più tenace nel provare ed imparare di più della musica. Mi ricordo costantemente di sapere poco pertanto cerco di provare ad imparare sempre di più… I miei eroi sono Wes Montgomery, Kenny Burrell, Grant Green e Jim Hall, ma data la mia generazione, ho ascoltato anche molto blues. Adoro Albert King e Freddie King… Voglio dire, nessuno potrà più ascoltare il loro suono nel mio modo di suonare … Nel R&B mi piace Steve Cropper, Jimmy Nolen che ha suonato con James Brown. Sono personaggi senza tempo! Li adoro tutti. Mi piace molto il modo di suonare di James Taylor… bellissimo modo di suonare la chitarra acustica… Vado spesso in Venezuela dove ascolto giovani che suonano il quattro. E' incredibile cosa sono in grado di fare. Esistono talmente tante cose meravigliose….

A.M.: Quando eri giovane cosa pensavi di Jimi Hendrix?
S.K.: La cosa grande che aveva Jimi Hendrix è che egli aveva la musica giusta per quel tempo. Il mondo stava impazzendo con la droga e il sesso e lui era il tipo perfetto per suonare quella musica poichè era più grande della vita. Non avrebbe potuto esserci una persona migliore per rappresentare cosa stava accadendo culturalmente … Le parole, i versi dei brani erano "allucinate" (come derivanti da momenti di allucinazione)…ma Jimi Hendrix era una persona veramente unica pertanto in qualche modo molti giovani avrebbero anche suonato meglio di Jimi ma non avevano certo il suo senso magico quello di essere la persona giusta al momento giusto che faceva quelle cose. Jimi ha avuto un impatto sociologico nel mondo. Voglio dire, quanti giovano fanno ciò? Pochissimi! Lui è stato una stella che ha attraversato il cielo, è esploso ed è andato via. Mi piace l'aspetto romantico di Jimi. C'è un brano su Eyewitness che si chiama Dr. Slump che può essere considerato un mio tributo a Jimi Hendrix. L'ho suonato su una Stratocaster. Non ho utilizzato alcuna distorsione ma c'è un qualcosa di romantico che mi ha ricordato Jimi. Vorrei ancora avere quella chitarra con quei pickup. Su quel brano avevo un Bill Lawrence con il quale ottenevo un suono veramente corposo …WOW.. non hai idea di cosa ho fatto con quel pickup! Era veramente ottimo.

A.M.: Okay…ultima domanda. Riesci a studiare e quanto tempo dedichi eventualmente ogni giorno allo studio?
S.K.: Adesso mi stai facendo sentire molto in colpa! Non studio a sufficienza! Credo di buttare un sacco di tempo anche se passo periodi in cui sento di dover esercitarmi molto ma…non dedico poi tempo all'ascolto. Sinceramente non conosco nessuno che suoni 8 ore al giorno… chi potrebbe farlo? Tu lo fai? Comunque non credo di utilizzare il mio tempo al meglio come dovrei. A volte penso che sarei stato migliore se avessi studiato di più ma a me la musica piace moltissimo. Quando suono a casa, cerco, nei miei sogni, di raffigurare il senso della bellezza dei colori. Non punto ad essere veloce…perchè tecnicamente non sono mai stato il chitarrista che avrei voluto essere. E non è perchè non mi esercito… mi esercito e provo a migliorarmi…e l'unico modo che ho di capire se sono migliorato è ascoltarmi com'ero 20 anni fa e come sono oggi … così riconosco che è successo qualcosa di buono dal punto di vista tecnico, ma non penso che ci sia qualcuno che sia contento di come è dal punto di vista tecnico. Altrimenti, potrebbe non suonare più. Penso alla chitarra come al piano…Mi piace vedere, immaginare, specialmente mentre improvviso…disegno colori, uso l'armonia…questo è il mio modo di sognare … creare bei colori sonori all'interno della struttura di ogni brano. Se faccio questo e qualcuno lo percepisce, allora sono veramente contento.






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Data pubblicazione: 01/10/2005

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