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Intervista agli ZU
Fabbrik, 7 Febbraio 2005, Cagliari
di Fabio Pibiri


Gli ZU arrivano a Cagliari per inaugurare la loro attività live per il 2005, al Fabbrik, dove si erano già esibiti poco più di un anno fa.

Il concerto ripercorre quasi tutti i brani del loro penultimo lavoro, Igneo, ma con un totale stravolgimento dei pezzi. Infatti delle composizioni che compaiono nell'album del 2001 rimane solamente l'ossatura melodica, per il resto i brani sono completamente dilatati, non solo temporalmente, ma anche musicalmente. I tre amici romani dimostrano la loro crescita sotto tutti gli aspetti, suonando con un interplay sempre più naturale e con una potenza che rende impossibile non sussultare ad ogni nota suonata. Luca T. Mai usa il sax baritono quasi come fosse un soprano, riuscendo a sfruttare tutta la gamma delle sonorità del suo strumento, tirando fuori suoni quasi artificiali quando arriva sui registri sovracuti. Le sue improvvisazioni "gridate" ed "arrabbiate" fanno pensare all'Albert Ayler più free, sicuramente una delle maggiori ispirazioni di Luca. La tecnica di Massimo Pupillo diventa sempre più cristallina, la potenza e la velocità delle note che escono dal suo basso elettrico seguono, si sovrappongono, si incastrano perfettamente a quelle di Luca, creando un impasto sonoro originalissimo. Il tutto legato alla perfezione dal drumming poliritmico e tentacolare di Jacopo Battaglia, cambi di ritmo da farti andare fuori di testa ed attacchi all'unisono da metterti paura! Gli ZU sono una delle realtà musicali più fresche del nostro paese, andate ad ascoltarli, sono grandi!

Ci accomodiamo nel piccolo divano posto di fianco al palco e subito Massimo Pupillo, il bassista del gruppo, comincia l'intervista invertendo per un attimo i ruoli:

ZU: Senti Fabio, vorrei fare io la prima domanda: secondo te perché non ci hanno ancora invitato ai bellissimi festival jazz che si tengono qui in Sardegna soprattutto d'estate?… abbiamo anche provato a chiederlo noi, ma ad esempio, a Sant'Anna Arresi manco ci hanno risposto, mentre a Berchidda ci hanno detto che sarebbe dipeso molto dal tema, e visto che quest'anno il tema era la follia… perché non invitarci? Magari ci vedono meglio con un tema come: l'amore (risate).

F.P.: in effetti è da parecchio tempo che aspetto di vedervi nel cartellone di qualche festival jazz, ma evidentemente non vi vogliono. Insomma, se Musica Jazz vi mette al quarto posto tra i gruppi migliori del 2004, assieme al Paolo Fresu Quintet ed al P.A.F., e davanti a tantissimi altri gruppi "prettamente" jazzistici ci sarà un motivo…
ZU:
se è per questo, e non lo dico assolutamente per vantarci, siamo in classifica in numerose riviste anche all'estero, addirittura nella top 10 jazz del Village Voice di New York…

F.P.: … e se ancora non bastasse Hamid Drake, uno dei protagonisti del festival di Sant'Anna di quest'anno, è uno degli ospiti del vostro ultimo CD, senza dimenticare le numerose collaborazioni che portate avanti con altri pezzi da novanta dell'avanguardia jazzistica, Ken Vandemark, Jeb Bishop, Matt Gustaffson, Eugene Chadbourne
ZU: esatto, è anche per questo che non riusciamo a capire… eppure la volontà da parte nostra c'è tutta…

F.P.: comunque il motivo principale di questa esclusione potrebbe essere il fatto che in Italia siete ancora visti come un gruppo "rock", e sappiamo che i due generi, rock e jazz, si tengono a distanza. Infatti il pubblico che segue principalmente la musica rock comincia ad interessarsi ed a seguire anche i concerti jazz, ma lo stesso non si può dire del contrario, quindi da parte degli organizzatori ci potrebbe essere la paura della reazione di una parte del pubblico alla vostra musica. Speriamo di aprire un bel dibattito in proposito…
ZU: e speriamo che questa paura passi presto, perché lo ribadiamo, saremmo felicissimi di suonare nei festival jazz qui in Sardegna!

F.P.: sentite, a proposito delle reazioni del pubblico alla vostra musica, come reagiscono gli spettatori che incontrate ai vostri concerti all'estero?
ZU: bene, devo dire. E' chiaro che ci saranno sempre persone che non sono pronte al tipo di musica che proponiamo, ma devo dire che abbiamo sempre riscosso un buon successo.

F.P.: Quando qualche amico mi chiede che tipo di musica fate l'unica cosa che mi viene da dire è: suonano alla ZU, proprio perché trovo uno stile riconoscibile nella vostra musica. Come definireste il genere che suonate?
ZU: … bè è semplice: noi suoniamo musica strumentale! (risate)

F.P.: Avete iniziato la vostra carriera discografica con Bromio, in quartetto con ospite Roy Paci, ed in ogni vostro lavoro avete sempre voluto uno o più ospiti. Non avete mai sentito il bisogno di allargare stabilmente il gruppo?
ZU: ZU è nato come trio e continuerà ad essere un trio, ma come hai osservato è un gruppo sempre aperto alle collaborazioni, siamo sempre stati aperti e non ci siamo mai posti limitazioni. E poi hai l'opportunità di fare delle esperienze importanti sia dal punto di vista musicale che umano. Abbiamo avuto la fortuna di conoscere artisti davvero grandi, Ken Vandemark, Hamid, Steve Albini. Con Matt Gustafsson c'è stato subito un feeling incredibile, è riuscito subito ad interagire con noi, a sentire quello che noi volevamo da lui e quello che lui voleva da noi. Sono esperienze che ti fanno crescere, impari veramente tanto suonando assieme a musicisti di questa portata, senza che ti facciano lezioni, suonandoci e basta.

F.P.: prima di lasciarvi andare ragazzi ditemi: progetti per il futuro?
ZU: Invaderemo il mercato! (ridono) si, abbiamo alcuni progetti in uscita, ed altri usciranno a breve, c'è il progetto con Matt Gustafson, a breve uscirà un disco in collaborazione con i Dalek, gruppo "hip hop" newyorkese. Abbiamo anche un progetto particolare basato sulla musica popolare romana, secondo me davvero interessante… hai visto, non saremo più un gruppo strumentale! (risate)

Ragazzi, preparatevi ad ascoltare buona musica per il 2006!












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Data pubblicazione: 19/07/2005

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