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Louis Prima di Claudio Lo Cascio Nell'accingermi a fare questo lavoro ho potuto verificare ancora una volta l'esattezza di una massima di un grande Maestro del diritto, il famoso avvocato Francesco Carnelutti, il quale soleva dire ai suoi studenti: "Aiutando gli altri a capire, ho capito tante cose che non avevo capito prima".
Quando mi misi al lavoro, rastrellando nel mio studio tutto quanto si riferiva a
Louis Prima, mi accorsi subito che dovevo aggiornare e modificare abbondantemente quanto sapevo: è stato insomma per me un'insperata occasione di arricchimento culturale scoprire che dietro i riflettori dello show business che illuminavano di luce abbagliante il famoso cantante showman Louis Prima, c'era anche un grande musicista, un formidabile solista di tromba dallo stile armstronghiano altrettanto interessante quanto quello di
Bobby Hackett,
l'alter ego ufficiale del grande Satchmo, e ho scoperto pure che Louis Prima era anche un band leader di grosso spessore; ho trovato, fra l'altro, che fra il
In un precedente numero di "Lettera" del Centro Studi usticense, avevo letto un interessante articolo di Chris Caravella che fa la storia della famiglia del musicista; ma quando faccio un lavoro del genere io ho sempre l'abitudine di verificare tutto, e così ho fatto anche questa volta, scoprendo anzitutto che il cognome vero di Louis Prima era in origine "Di" Prima: sono andato infatti a Salaparuta e, grazie a Padre Graffagnino, sono venuto in possesso del certificato di matrimonio dei nonni paterni di Louis Prima e precisamente Leonardo "Di" Prima che il 24 Settembre 1876 (e non l'11 Agosto 1877, come scrive Chris Caravella) sposò Elisabetta Antiochia, una donna di Castelvetrano, vedova di tale Antonino Oliveri, che era stato ucciso il 29 Aprile dello stesso 1876 all'età di 56 anni.Da Leonardo ed Elisabetta, come tutti sappiamo, nacque Anthony, che sposò Angelina Caravella, nata ad Ustica; e da loro nacquero quattro figli, di cui i due maschi, e precisamente il 28 Luglio 1907 Leon (cioè Leonardo, come il nonno paterno) e il 7 Dicembre 1911 Louis.A proposito di Angelina Caravella – che come scrive Chris Caravella arrivò a bordo del piroscafo Plata a New Orleans il 7 gennaio 1890 quando non aveva nemmeno compiuto un anno – ho trovato una stranissima coincidenza: nei files del Servizio di Immigrazione della Louisiana, riportati su CD-ROM con certosina pazienza da Shirley Barbara Nichols, è citato l'arrivo a New Orleans il 25 Ottobre 1897 del piroscafo Montebello proveniente da Palermo con 1120 passeggeri; fra essi ci sono ben 10 Caravella, tre di nome Vincenzo, indi Lucia, Michelangelo, Antonino. Giuseppe, Ignazio, ed infine una Angelina Caravella di 11 mesi!Sia che faccia il musicista, sia che faccia lo storico di jazz, è lo stesso, motivo per cui ho studiato il "caso" Louis Prima, così come ho fatto a suo tempo per Nick La Rocca, cercando cioè di non tralasciare nulla, e per cominciare mi sono riletto le due principali enciclopedie del jazz in mio possesso, e cioè "La grande Enciclopedia del Jazz" e il "Dizionario del jazz".
Ne viene fuori un Louis Prima che mi sento di potere tranquillamente definire il
Riascolterò in seguito tutto quello che possiedo dell'armstronghiano
Bobby Hackett, ma fin d'ora mi sento di potere affermare che in Louis Prima c'è qualcosa che solo un grande musicista come lui nato e vissuto a New Orleans può avere, e cioè una autorevolezza nel modo di suonare la tromba che và ben al di là di alcuni evidenti riferimenti al grande "Satchmo", e cioé taluni portamenti, il modo di glissare certe note in senso ascendente o discendente, il modo di concludere certe frasi con la stessa nonchalance;
Nella seconda enciclopedia, ad un certo punto si dice di Prima che nel 1934 dirige a New York un'orchestra dixieland, dopo un breve ingaggio a Cleveland con Red Nichols.Red Nichols, cornettista, ma soprattutto arrangiatore e compositore eccelso, per anni deriso e sottovalutato perché "bianco" da una critica ottusa e negrofila, da alcuni anni a questa parte per merito di alcuni autorevoli studiosi, primo fra i quali l'italiano Luigi Martini, è stato oggetto di un'opera di completa rivalutazione storica ed artistica, che gli ha riconosciuto fra l'altro il ruolo di caposcuola dello "Stile New York", uno stile jazzistico fondamentale in quanto anello di congiunzione fra il jazz classico di New Orleans e Chicago, e l'era dello swing, l'era delle grandi orchestre, in primo luogo quella di Benny Goodman; ma oltre a ciò Nichols, per realizzare la sua musica raffinatissima e di assai difficile esecuzione, era un caporchestra incredibilmente esigente sia con sé stesso che con i propri musicisti. Pensate soltanto che per batterista ha avuto per anni Vic Berton che era contemporaneamente un batterista jazz ed un percussionista di orchestra sinfonica; aver suonato con Red Nichols per un musicista dell'epoca era da equiparare se non proprio al battesimo, sicuramente alla cresima, e questo particolare mi è subito saltato agli occhi: in tutta la sua vita Red Nichols ha avuto sempre collaboratori di eccezionale levatura tecnica ed artistica e quindi il fatto che Louis Prima abbia suonato nell'orchestra di Red Nichols per me costituisce la prova definitiva del suo valore tecnico strumentale. Louis Prima mentre suona alla stazione radio WDSU di New Orleans.E' il 1934 col gruppo Louis Prima & his New Orleans Gang. Nella band c'erano musicisti come: Ray Bauduc (d), Sidney Arodin (cl), Eddie Miller (ts), Nappy Lamare (g) e George Brunis (tb). Qui Louis suona la tromba e Irving Fazola il clarinetto. © The Great American Big Bands web site Louis Prima & his New Orleans Gang (Complete Brunswick & Vocalion Recordings)- In a Little Gypsy Tea Room
Dal punto di vista della tecnica trombettistica Prima è notevole sia per la doppia e tripla staccatura che per la capacità di saper adoperare il suono "dirty", cioè volutamente sporco, proprio come se fosse un musicista negro. Gran parte della sua musica è caratterizzata dall'uso frequentissimo dello "shuffle-time" (che consiste nell'accentare in maniera praticamente eguale il battere ed il levare di ogni movimento della battuta musicale), ma caratteristica fondamentale del suo stile è lo sviluppare sia nel cantare che nel suonare un'energia impressionante.
© 2002, 2003 Jazzitalia.net - Claudio Lo Cascio - Tutti i diritti riservati
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