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Accordi e Sigle
di Paolo Mannelli


Il sistema più comunemente usato riguardo alla sigle degli accordi, ossia quello americano, non è secondo me adeguato, perchè lascia molta libertà nella interpretazione delle sigle stesse (vedi,per es.,"C alt."), oppure complica tremendamente le cose (per es. C 7/9b/13/9#).

Rilevare le sigle degli accordi dagli armonici della nota da cui prende il nome l'accordo, potrebbe essere secondo me la risoluzione definitiva del problema. In questo caso, se gli armonici della nota Do sono i seguenti (partendo dal grave e andando verso l'acuto) ossia: Do Do Sol Do Mi Sol Sib Do Re Mi Fa# Sol La...etc., l'accordo di tredicesima avrebbe già di per sè l'undicesima aumentata, ossia sarebbe formato dalle seguenti note: Do Mi Sol Sib Re Fa# La (anzichè contenere l'undicesima naturale, come avviene quando si ricavano gli accordi unicamente dale scale senza tener conto degli armonici del basso) e sarebbe sufficiente siglarlo Do 13 per intenderne l'undicesima aumentata.
Evidentemente però tale accordo,che ha la funzione di un accordo di settima dominante (perchè prima di essere di tredicesima è di settima), non risolverebbe più in Fa maggiore o minore, a causa dell'undicesima (Fa#) che non appartiene alla scala di Fa, bensì in Si maggiore o minore.

Detto questo le alterazioni delle note dell'accordo di tredicesima riguarderebbero le terze, le quinte, le settime, le none e le undicesime. Presupposti di una corretta simbologia sono le seguenti precisazioni:

  1. Fra le note che compongono gli accordi non devono esistere vuoti armonici, nel senso che una octiade (accordo a otto note) presuppone una eptiade (a sette note), che una eptiade presuppone una esiade (a sei note), che una esiade presuppone una pentiade (a cinque note), che una pentiade presuppone una quadriade (a quattro note) e che una quadriade presuppone una triade (a tre note).
  2. In riferimento a quanto sopra esposto circa gli armonici, nelle sigle degli accordi le terze si intendono maggiori, le quinte giuste, le settime minori, le none maggiori, le undicesime aumentate e le tredicesime maggiori, se non diversamente specificato nel simbolo dell'accordo. Le quarte si intendono giuste, esse però sostituiscono le terze quando le terze sono maggiori e sostituiscono invece le quinte quando le terze sono minori.
  3. Il segno "+", nel rispetto della teoria degli intervalli, significa maggiore in relazione alle settime ed aumentato in relazione alle none. Il segno "-", sempre nel rispetto della teoria degli intervalli, significa minore in relazione alle terze ed alle none, e diminuito in relazione alle quinte. Il segno "°" significa che le note dell'accordo devono essere abbassate di mezzo tono, esclusa la fondamentale, e significa pertanto diminuito.
  4. Quando le quinte sono aumentate, non è necessario porre il segno "+" dopo il "5", ma è sufficiente dire accordo di quinta per intendere accordo di quinta aumentata.
  5. Le undicesime si riferiscono alle terze, rimangono aumentate quando le terze sono maggiori e si intendono giuste quando le terze sono minori. Le tredicesime si intendono maggiori, quando le quinte sono giuste,e minori quando le quinte sono diminuite. Le quindicesime si intendono aumentate quando le settime sono maggiori, giuste quando le settime sono minori, e diminuite quando le settime sono diminuite. Questa premessa può apparire nebulosa, ma la semplicità delle sigle derivate dimostra che il risultato è soddisfacente.

Seguendo le suddette istruzioni le sigle apparirebbero nel modo seguente:

TRIADI
01) Do = do mi sol
02) Do - = do mib sol
03) Do° = do mib solb
04) Do5 = do mi sol#
05) Do5- = do mi fa#
06) Do4 = do fa sol
07) Do-4 = do mib fa

QUADRIADI
08) Do6 = do mi sol la
09) Do-6 = do mib sol la
10) Do7+ = do mi sol si
11) Do-7+ = do mib sol si
12) Do7 = do mi sol sib
13) Do-7 = do mib sol sib
14) Do7° = do mib solb sibb
15) Do5/7 = do mi sol#sib
16) Do7/5- = do mi solb sib
17) Do-7/5- = do mib solb sib
18) Do 4/7 = do fa sol sib
19) Do -4/7 = do mib fa sib
20) Do2/4 = do re fa sol

PENTIADI
21) Do6/9 = do mi sol la re
22) Do-6/9 = do mib sol la re
23) Do7+/9 = do mi sol si re
24) Do-7+/9 = do mib sol si re
25) Do9 = do mi sol sib re
26) Do9- = do mi sol sib reb
27) Do9+ = do mi sol sib re#
28) Do-9 = do mib sol sib re
29) Do9/7° = do mib solb sibb re
30) Do5/9 = do mi sol# sib re
31) Do5/9- = do mi sol# sib reb
32) Do5/9+ = do mi sol# sib re#
33) Do9/5- = do mi solb sib re
34) Do9-/5- = do mi solb sib reb
35) Do9+/5- = do mi solb sib re#
36) Do-9/5- = do mib solb sib re
37) Do4/9 = do fa sol sib re
38) Do-4/9 = do mib fa sib re
39) Do2/4/7 = do re fa sol sib

ESIADI
40) Do6/11 = do mi sol la re fa#
41) Do-6/11 = do mib sol la re fa
42) Do7+/11 = do mi sol si re fa#
43) Do-7+/11 = do mib sol si re fa
44) Do11 = do mi sol sib re fa#
45) Do9-/11 = do mi sol sib reb fa#
46) Do11/9+ = do mi sol sib re# fa#
47) Do-11 = do mib sol sib re fa
48) Do11/7° = do mib solb sibb re fa
49) Do5/11 = do mi sol# sib re fa#
50) Do-11/5- = do mib solb sib re fa

EPTIADI
51) Do 7+/13 = do mi sol si re fa# la
52) Do-7+/13 = do mib sol si re fa la
53) Do13 = do mi sol sib re fa# la
54) Do9-/13 = do mi sol sib reb fa# la
55) Do13/9+ = do mi sol sib re# fa# la
56) Do-13 = do mib sol sib re fa la
57) Do13/7° = do mib solb sibb re fa lab
58) Do-13/5- = do mib solb sib re fa lab

OCTIADI
59) Do7+/15 = do mi sol si re fa# la do#
60) Do-7+/15 = do mib sol si re fa la do#
61) Do15 = do mi sol sib re fa# la do
62) Do-15 = do mib sol sib re fa la do
63) Do15/7° = do mib solb sibb re fa lab dob
64) Do-15/5- = do mib solb sib re fa lab do

Questa simbologia riguardante le sigle degli accordi fa parte del manuale di "Arpeggi cromatici per saxofono" di Paolo Mannelli - ed.La Rocca (1974).
 


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COMMENTI
Inserito il 8/2/2002 alle 22.39.15 da "sonjap"
Commento:
credo che abbia ripetuto cose che già si sapevano non credi?
 
Inserito il 14/6/2002 alle 12.24.47 da "ariastudio"
Commento:
Una catalogazione di questo tipo non ha il minimo rispetto delle relazioni che tra loro hanno gli accordi, quindi ottiene il risultato di confondere chiunque apprenda qusto metodo.
Un accordo tipo E7/4 con basso di B tu lo chiami B-4/7? E le risoluzioni di tale accordo come le giustifichi? La quarta è un ritardo della terza!! Nel tuo accordo dove risolve??
Non scordiamo che la pratica è più efficace se vicina e attinta dalla realtà teorica in cui la musica, e scusa se te lo ricordo,è organizzata.
Grazie
 
Inserito il 16/6/2002 alle 0.20.21 da "paulman"
Commento:
In risposta al commento precedente di "ariastudio@tiscali.it":
Le sigle degli accordi,e quindi anche una loro eventuale catalogazione,servono principalmente ad individuare le note che compongono un accordo e non ne implicano necessariamente le risoluzioni.
Le opinioni circa il risultato derivante dall'adozione di questo sistema di siglatura(tutto italiano)
sono personali e soggettive e non inficiano minimamente il lungo lavoro,sia di carattere pratico che intellettuale,che ne sta alle spalle e che è stato indispensabile per ottenerne la realizzazione.
Ciò premesso,rispondo alle domande specifiche formulate da "ariastudio":
L'accordo di Si-4/7 normalmente,ma non sempre,ha la funzione di un secondo(II)che risolve sul quinto(V),ossia Si-4/7 Mi7,in cui viene evidenziata la successione di quarta ascendente,o quinta discendente che dir si voglia,(Si Mi)del basso.L'accordo E7/4(che è siglato in americano ,ma che in italiano si chiama Mi quarta settima e non Mi settima quarta,perchè l'accordo prima di essere di settima è di quarta),cui si riferisce l'interlocutore,è formato,partendo dal grave verso l'acuto,dalle note Mi La Si Re. L'accordo di Si-4/7 è formato dalle stesse note rivoltate ossia Si Re Mi La. Domanda=come potrebbe chiamarsi un tale accordo,indipendentemente dalle sue risoluzioni,con una sigla diversa da quella enunciata dall'autore? Si(tonica),Re(terza minore),Mi(quarta giusta),La (settima minore).E' un accordo prima di tutto minore,poi di quarta(che in questo caso sostituisce la quinta giusta e non la terza minore......perchè la terza minore c'è già!!!!!!,così come specificato nella premessa dell'articolo)e poi di settima. Risposta=impossibile chiamarlo diversamente:è un accordo di Si-4/7 indipendentemente dal fatto che le quarte siano un ritardo delle terze(perchè,domando,negli accordi "sus.4"le quarte risolvono sempre sulle terze,o sono invece sospese? Un esempio per non citarne mille altri:"Maiden voyage").
Per quanto riguarda la parte finale del commento non voglio essere polemico: eventuali altri quesiti da parte di chiunque sono bene accetti. L'articolo di cui trattasi non è certamente perfetto,così come tutte le cose del mondo,per cui,se qualcuno riesce a scovare qualche lacuna,sarò ben lieto di condividere eventuali perplessità e apportare correzioni.
Saluti e auguri da Paolo Mannelli.
 
Inserito il 21/6/2002 alle 8.42.29 da "porkyporkus"
Commento:
Mi limito solo ad una precisazione che riguarda gli armonici naturali, quelli elencati come: Do Do Sol Do Mi Sol Sib Do Re Mi Fa# Sol La...etc.
Credo che il rapporto fra armonici ad accordi si esaurisca con la triade (I, III e V). E' bene infatti tener conto che noi ci basiamo sulla scala temperata ed armonici quali il 7mo e' un Sib calante di 31 cents mentre l'11mo e' un fa# calante di 49 cents (pari ad un quarto di tono!).
non credo quindi che quei suoni possano essere coinvolti nel metoto costruttivo degli accordi, i quali si basano sulle posizioni delle note nelle scale diatoniche, scale derivate essenzialmente dai primi 5 armonici. e' infatti solo un caso che l'11mo armonico si avvicini ad un Fa# che e' anche l'11ma nota della scala diatonica, se prendiamo ad esempio il quinto armonico e' un Mi non un Sol.
occorre non fare confusione fra natura e convenzioni.
 
Inserito il 22/6/2002 alle 17.42.34 da "paulman"
Commento:
Ringrazio "porkyporkus@yahoo.com" per la sua critica garbata,anche se il suo giudizio globale è scarso.La mia ricerca sulla denominazione degli accordi scaturisce da una domanda semplicissima,direi
quasi ingenua,ma fondamentale ai fini della realizzazione di questo sistema di siglatura:"perchè l'accordo Do7 simboleggia le note Do Mi Sol Sib,anzichè le note Do Mi Sol Si? E' un accordo che procede per terze partendo dalla nota Do,suono base da cui l'accordo trae il nome. Quindi,se la scala naturale dei suoni è formata dalla successione di note Do Re Mi Fa Sol La Si,la sigla Do7 dovrebbe indicare le note Do Mi Sol Si e non le note Do Mi Sol Sib! La soluzione a questo problema è stata trovata implicando gli armonici del suono base indipendentemente dalla loro imperfetta intonazione,ma solo a scopo indicativo.Allora anche nel'accordo perfetto maggiore il Mi ha -14 cents o il Sol ne ha
+2. Questo che significa,che variano i rapporti di consonanza? E' interessante invece notare che una volta data per scontata la triade maggiore(e su questo almeno credo che non ci sia da discutere......)
le estensioni dell'accordo a partire dalla settima coincidono con gli armonici della nota indipendentemente dal loro maggiore o minore grado di intonazione e che l'undicesima,anzichè essere naturale come si rileverebbe dalla scala maggiore,è invece aumentata,avvalorando così la risoluzione cromatica Do13 Si7+/9. Se le sigle degli accordi fossero rilevate dalla scala maggiore,quando si dice Do13 si dovrebbe intendere Do Mi Sol Si Re Fa La Do,accordo che definirei "l'inizio e la fine del mondo" perchè conterrebbe implicitamente e contemporaneamente il II-7(Re Fa La Do),il V7(Sol Si Re Fa) e l'I(Do Mi Sol Si),tensioni e risoluzioni nel medesimo istante. Ma questa non è la natura(essa è dinamica e non statica)......la natura è Do Do Sol///Do Mi Sol Sib Do Re Mi Fa# Sol La etc.,che coincide appunto nel mio caso con la convenzione tratta proprio dalla stessa natura.Saluti e ringraziamenti da Paolo Mannelli.
 
Inserito il 28/6/2002 alle 16.38.43 da "porkyporkus"
Commento:
Come tu giustamente sottolinei anche il Mi ed il Sol sono fuori tono nella scala temperata, ma lo sono molto meno. Un fuori tono di 14 cents é all'ordine del giorno per un violinista o per un cantante, rientra nelle stonature tollerabili. Discorso diverso per un fuori tono di 31 cents o superiore. I pianoforti, ad esempio presentano un accorgimento meccanico per attenuare il 7mo armonico naturale, il quale andrebbe a contrastare con il Sib temperato creando dei battimenti indesiderati, soprattutto nei registri bassi.
Riguardo al problema del Do7, sigla che sottintende un Do maggiore con la 7ma bemolle e non la 7ma maggiore, credo che la spiegazione più verosimile sia da ricercare nelle origini dell'armonia tonale. Le dissonanze sono sempre state introdotte con estrema cautela ed é risaputo che la primissima ad essere stata tollerata e' proprio la 7ma bemolle, utilizzata esclusivamente sull’accordo di dominante che risolve sulla tonica. Qui credo si spieghi la ragione del Do7, una sigla che sottintende un accordo di dominante in tonalità di Fa. Oggi siamo in grado di capire ed apprezzare le dissonanze più audaci, ma in epoca pre-barocca non c'erano molte alternative nell’utilizzo delle settime.
Tratto alcuni di questi argomenti in modo più approfondito in un mio articolo di imminente pubblicazione in questa sezione: “Breve analisi sui fondamenti dell’armonia tonale”, così mi sottopongo anch'io alle critiche ;o).
Ciao, Paolo.
 
Inserito il 29/6/2002 alle 9.42.03 da "paulman"
Commento:
In riferimento al precedente commento di PorkyPorkus@yahoogroups:
Rispondo alla prima parte delle tue considerazioni. Mi sembra che la questione da armonica stia diventando acustica e che ci si occupi più della maggiore o minore intonazione degli armonici naturali
rispetto alle stesse(di nome)note della scala temperata,che non delle sigle degli accordi in genere.
Per quanto riguarda la seconda parte,affronto l'argomento con una domanda e relativa risposta:"se la quadriade costruita sul quinto grado della scala di Fa maggiore si chiama Do7,perchè la quadriade costruita sulla tonica non si chiama Fa7,bensì Fa settima maggiore? La risposta risiede nella premessa implicita del mio sistema di siglatura,desunto dagli armonici della nota da cui prende il nome l'accordo,che indica le terze sempre maggiori,le settime sempre minori e le undicesime sempre aumentate,se non diversamente specificato.Infatti,se vuoi le note Do Mi Sol Sib,è sufficiente che tu chiami Do7 per intendere la triade maggiore con l'aggiunta della settima minore.Se invece vuoi le note Fa La Do Mi,sei costretto a chiamare Fa settima maggiore per avere la triade con l'aggiunta della settima naturale,anzichè abbassata di mezzo tono come in realtà è negli armonici della nota.
Spero di essere stato sufficientemente chiaro e compreso da chi legge queste mie argomentazioni che sono il frutto di anni di riflessioni.Certamente è difficile far cambiare abitudini.Le sigle consolidate nel tempo sono ormai quelle americane anche se discutibili sotto certi aspetti.
Saluti e auguri per il tuo prossimo articolo.Paolo Mannelli.
 
Inserito il 1/11/2002 alle 23.39.33 da "nicolafassi"
Commento:
In riferimento al commento "Inserito il 16/6/2002 alle 0.20.21 da paulman_NOSPAM_@inwind.it".
Non giudicando l'articolo di Mannelli, desidero fare una sola precisazione, dato che un sito come questo é frequentato anche da neofiti desiderosi di imparare, che prendono per oro colato ciò che leggono qui.
Attenzione: la TONICA é la nota che dà origine ad una tonalità.
Quando si parla di un accordo che non venga identificato come I, nominando le sue note e ci si riferisce a quella che dà il nome all'accordo, é meglio parlare di NOTA FONDAMENTALE o, più brevemente, FONDAMENTALE.
Mai e poi mai PRIMA.
Una frase che ti fa capire subito che chi hai di fronte non sa nulla di musica: "il bassista deve fare LE TONICHE";-)))
Salutoni
Nicola Fassi
 
Inserito il 2/11/2002 alle 23.44.48 da "paulman"
Commento:
Mi scuso del lapsus,che tra parentesi non inficia minimamente il lavoro. E' comunque chiaro che non ho mai parlato di PRIMA ,ma semmai di tonica anzichè di fondamentale rispetto alla costruzione dell'accordo di Si-4/7.Sarebbero gradite comunque controdeduzioni alle mie considerazioni circa la nomenclatura americana degli accordi,anzichè valutazioni gratuite di altro genere.
Saluti. Paolo Mannelli.
 
Inserito il 1/4/2004 alle 10.33.41 da "fabio.burlando"
Commento:
Questo argomento è talmente particolare che ogniuno mette in atto meccanismi psicologici differenti per inpadronirsi di quell'algoritmo che produce attraverso un nostro personale processo mentale il risultato finale di un prodotto musicale piacevole o spiacevole.(del tutto soggettivo e variabile da epoche e culture.)
Per cui ritengo che chiunque avendo messo un pò di ordine dentro a se stesso e consolidata una certa sicurezza la esponga ad altri merita un plauso di riconoscenza, anche perchè pure i migliori di noi sapendo già tutto della materia (ma non credo) nella visione di un altro c'e' sempre e dico sempre qualcosa che a noi era sfuggito.
Grazie per il tuo sforzo di voler comunicare le tue conoscenze.
 
Inserito il 6/5/2004 alle 22.35.28 da "paulman1"
Commento:
I tuoi apprezzamenti,che non credo siano un pesce d'aprile, mi hanno toccato nel profondo e hanno dato un senso al mio lungo,onesto e disinteressato lavoro. Grazie. Paolo Mannelli.
 
Inserito il 28/2/2007 alle 23.33.35 da "ibastians"
Commento:
Ahimé, non c'entra proprio niente la teoria degli armonici con l'abitudine invalsa nella musica pop di chiamare l'accordo di settima di Dominante con la sola sigla "7"... Va semplicemente inteso come un tributo all'accordo di settima per antonomasia, il più usato in assoluto.
Fatta questa considerazione di base, tutto il resto della costruzione cade. La nomencaltura della musica classica è frutto di secoli di aggiustamenti e i suoni armonici non c'entrano nulla (non erano ancora conosciuti). Lo stesso possiamo dire di quella della musica pop che, pur essendo stata concepita quando il fenomeno degli armonici era ben chiaro, è stata formulata in ambienti popolari e non in aule di conservatorio.
La prima cosa da fare è capire nel concreto la storia delle nomenclature (sì, c'è una lunga storia alle spalle...) e poi, eventualmente, fare alcune piccole modifiche.

Un'ultima cosa: l'accordo SI RE MI LA è l'accordo MI SOL SI RE con ritardo della terza (MI LA SI RE) e in 2° rivolto (questo lo sanno anche quelli che fanno armonia complementare). Ha quindi perfettamente ragione chi protesta contro la tua nomenclatura, che stravolge completamente la natura dell'accordo, rendendolo immotivatamente complicato e illogico.

Mi dispiace se il mio intervento ha un certo sapore ipercritico ma per me la materia è chiara e mi piange il cuore vedere tanta confusione...

Spero queste riflessioni ti aiutino.
 
Inserito il 3/3/2007 alle 15.18.47 da "paulman1"
Commento:
Ringrazio per il commento,richiedendo contemporaneamente al commentatore di formulare una alternativa nomenclatura degli accordi cifrati (in italiano, non in inglese, perchè allora ci sarebbe ancor più da discutere......!). Grazie.
Paolo Mannelli.
 
Inserito il 9/5/2007 alle 12.27.00 da "pasqualefilosa"
Commento:
Ma come gli armonici sono stati SCOPERTI DOPO!!!!!????ORRORE!!!!!
http://it.wikipedia.org/wiki/Temperamento_naturale
 
Inserito il 10/5/2007 alle 22.25.53 da "paulman1"
Commento:
Qui non si tratta del "dopo" o del "prima", ma del "come" siglare gli accordi in italiano, visto che le sigle americane, anche se universalmente riconosciute, presentano lapalissiane contraddizioni.
Mi sono sempre chiesto: perchè "Do7" sta a significare le note "Do Mi Sol Sib", anzichè "Do Mi Sol Si", se è vero che le sigle degli accordi vengono rilevate dalle scale maggiori? Aver pensato agli armonici della nota, ho creduto che avesse potuto questa essere la soluzione. Se soluzione non è, allora trovatemela voi,oppure discutiamone, ma non venite a dirmi, vi prego, che l'accordo di settima dominante è costruito sul quinto grado della scala maggiore! Questo lo sapevamo e lo sappiamo anche adesso tutti quanti. Peccato che il quinto grado in tonalità di Do maggiore si chiama "Sol" e non "Do".
Grazie e saluti. Paolo Mannelli.
 
Inserito il 14/1/2008 alle 9.05.47 da "r.barbi"
Commento:
A parte la disputa sugli armonici, mi sembra doveroso riconoscere a Mannelli il merito di aver sintetizzato i suoi accordi in modo chiaro, quanto meno, seguendo la sua notazione io personalmente individuo sempre l'accordo senza dubbi. Se per una parte delle teorie quell'armonico eccessivamente calante o crescente deve essere escluso o compreso nell'estensione dell'accordo, basterà il docente cui preme il distinguo indichi un suo metodo per far capire dalla sigla se quella nota c'è o non c'è!. Mi sembra altrettanto bello che Paolo si sia messo in discussione su Internet per proporre un dibattito. Non ho visto però alcun seguito alla provocazione di Mannelli; ho visto rispondere con citazioni e teorie, ma non sono state formulate nuove proposte schematiche di notazione degli accordi in contraddittorio con quelle che ha pubblicato lui. Dico questo perchè lo scopo della discussione nel sito non è quello di fare competizione culturale, per evidenziare chi sbaglia di più con le definizioni, ma è quello di essere generosi con i poveri mortali come noi che ascoltano i docenti e vogliamo studiare con metodi efficaci magari sapendo anche quali sono le imperfezioni rispetto alle teorie.
Saluti a tutti da Riccardo Barbi
 
Inserito il 8/3/2008 alle 19.14.22 da "asorgini"
Commento:
La notazione degli accordi per mezzo di sigle, per lo meno nel jazz, non si pone l'obiettivo di svelare, ammesso sia questo il punto, quali siano tutte le note facenti parte l'accordo, ma soprattutto di indicarne la funzione, la natura.... Molto spesso indicazioni a proposito delle estensioni dell'accordo (b9, #9, 13 e via dicendo) vogliono mettere in risalto il destino melodico di una voce interna. Questa forse è l'occasione per ricordarci che più dell'armonia bisogna curarsi del contrappunto. Grazie Andrea Sorgini
 
Inserito il 21/3/2008 alle 10.45.43 da "r.barbi"
Commento:
In effetti, Mannelli nel suo metodo, ha riepilogato gli accordi siglati in base alla loro "funzione armonica",(non mi sembra che questo sia citato nel suo primo articolo sul forum) distinguendoli in accordi di riposo, di sospensione, di movimento. A questo punto però la parola deve tornare a Paolo Mannelli per l'approfondimento delle funzioni armoniche che ha sintetizzato sul libro, dopodiché la discussione sarà di certo molto più interessante di prima.
Riccardo Barbi
 
Inserito il 21/3/2008 alle 21.27.57 da "paulman1"
Commento:
In risposta ad "asorgini".
Ritengo che la notazione degli accordi per mezzo di sigle si ponga invece proprio l'obiettivo di svelare quali siano le note che compongono l'accordo siglato. La funzione e la natura del quale è indicata dal tipo di accordo(almeno nell'armonia tradizionale). Es: Do9, Do11, Do13 hanno una funzione di dominante e quindi di movimento. Non necessariamente le estensioni degli accordi devono avere una risoluzione melodica al loro interno. In un accordo di nona aumentata, per es.,la nona aumentata può risolvere sulla nona maggiore e quindi sulla nona minore, ma non necessariamente. Comunque in tal caso si potrebbe siglare benissimo: Do9+ Do9 Do9- senza dover disturbare il contrappunto. Saluti e grazie per il tuo interesse verso queste problematiche.
Paolo Mannelli.
 
Inserito il 21/3/2008 alle 21.30.52 da "paulman1"
Commento:
In risposta a "r.barbi":
Gli amici si vedono nel momento del bisogno!
Paolo Mannelli.
 
Inserito il 13/4/2008 alle 22.20.41 da "asorgini"
Commento:
non è chiaro quello che rispondi, comunque ribadisco che la cosa importante nelle sigle è indicarci la funzione che ha l'accordo. I "colori" dati dalle estensioni spesso sono da considerarsi in rapporto al tema ad esempio, ma nel momento in cui sto facendo il solo posso anche non considerarli.
Se sto improvvisando posso rendere un min7 dominante secondaria, oppure un semidiminuito un min 7, e qualsiasi accordo arricchito o scarnificato di esensioni. Altrimenti tutto diventerebbe troppo rigido, la stessa improvvisazione ne risentirebbe... Spero di essere stato chiaro; ciao Andrea
 
Inserito il 17/4/2008 alle 12.51.52 da "r.barbi"
Commento:
Condivido l'opinione di Andrea che la sigla costituisca un'indicazione di colore dell'accordo soprattutto in rapporto al tema e pertanto solo un punto di partenza dell'improvvisazione. Dopo aver comprenso bene la funzione degli accordi (se siglati bene) si puo' lavorare con le relative sostituzioni con una certa disinvoltura. Quindi caro Paolo metti sul sito il riepilogo delle tue sigle degli accordi per funzione armonica, che apriamo il confronto.
Riccardo Barbi
 
Inserito il 25/4/2008 alle 12.49.22 da "paulman1"
Commento:
In risposta ad "asorgini":
Affermi che non è chiaro quello che io ti ho risposto. Nella mia precedente ho detto di ritenere che la notazione degli accordi cifrati si ponga proprio l'obiettivo di indicare quali siano le note, che compongono l'accordo siglato. Chiedo: non sono stato abbastanza chiaro?
Tu parli di colori, e ciò va bene, però non devi farlo in riferimento alle sigle, ma semmai alle scale che possono essere adoperate su quel determinato accordo. Saluti.
Paolo Mannelli.
 
Inserito il 25/4/2008 alle 12.49.51 da "paulman1"
Commento:
Per quanto riguarda la pittura (anzi i colori), ho risposto ad "asorgini"
nel mio post precedente. Propongo quindi qui di seguito, dietro tuo invito, il riepilogo delle sigle degli accordi per funzione armonica, che figurano nel mio "Arpeggi cromatici per saxofono" del 1974.
Come ho già detto da qualche altra parte, la Bibbia l'ha già scritta qualcun'altro prima di me. Quindi vediamo se c'è da apporre delle correzioni. Al riguardo sempre
disponibile:
1) Accordi di movimento (M) = Risolvono normalmente, ma non sempre, di quarta ascendente o di quinta discendente, oppure di seconda minore discendente.
2) Accordi di riposo (R) = Da essi si può passare liberamente a qualsiasi altro accordo.
3) Accordi di sospensione (S) = Possono essere considerati sia come accordi di riposo che come accordi di movimento e risolvono in conseguenza di come sono stati considerati.

M = Do°, Do5, Do5-, Do7, Do-7, Do7°, Do5/7, Do7/5-, Do-7/5-, Do9, Do9-, Do9+, Do-9, Do9/7°, Do5/9, Do5/9-, Do5/9+, Do9/5-, Do9-/5-, Do9+/5-, Do-9/5-, Do11, Do9-/11, Do11/9+, Do-11, Do11/7°, Do5/11, Do-11/5-, Do13, Do9-/13, Do13/9+, Do -13, Do13/7°, Do-13/5-, Do15, Do-15, Do15/7°, Do-15/5-.

R = Do, Do-, Do6, Do-6, Do7+, Do-7+, Do6/9, Do-6/9, Do7+/9, Do- 7+/9, Do6/11, Do-6/11, Do7+/11, Do- 7+/11, Do7+/13,
Do-7+/13, Do7+/15,
Do-7+/15.

S = Do4, Do-4, Do4/7, Do-4/7, Do2/4, Do4/9, Do-4/9, Do2/4/7.

Saluti a tutti, specialmente a coloro che si interessano a queste problematiche!
Paolo Mannelli

 
Inserito il 2/5/2008 alle 11.35.26 da "r.barbi"
Commento:
bravo Paolo, in questo modo la sintesi del tuo manuale sugli accordi è completa.
Riccardo
 
Inserito il 11/3/2010 alle 0.42.01 da "lorenzororro"
Commento:
Ho apprezzato tantissimo il tuo enorme lavoro. Io sono un profano di armonia, ho solo la passione per la musica e mi piacerebbe tanto imparare ad usare, al pianoforte, gli accordi che tu con tanto zelo hai meticolosamente illustrato. Domande: 1) esiste una "Regola" o schema per la "sostituzione dedgli accordi" semplici con altri più "accattivanti"? 2) Come è possibile suonare più di 6 note in un accordo? Forse bisogna sostituirne altre? Grazie di cuore e un saluto.
 
Inserito il 25/3/2010 alle 22.49.47 da "paulman1"
Commento:
Ringrazio per i tuoi apprezzamenti. Il discorso è un po' troppo lungo e non può essere affrontato in questo sito. Se vuoi, puoi contattarmi privatamente al mio indirizzo e-mail. Ciao. Paolo Mannelli.
 
Inserito il 13/9/2010 alle 14.13.57 da "alcori"
Commento:
Salve. Ringrazio Mannelli per essere stato abbastanza sintetico nell'illustrare un argomento piuttosto vasto. Anche se io mi sto avvicinando solo adesso al jazz, suono la chitarra da 20 anni e sono stato sui libri tanto tempo per imparare la costruzione degli accordi e la loro funzione nel contesto tonale. Purtroppo leggendo questo articolo inizio ad avere un sacco di dubbi su quello che ho imparato fin'ora. Credo che si debba mettere da parte la questione degli armonici e tutto il resto (tenendola solo come cultura personale) e dare (soprattutto al neofita) la possibilità di suonare l'accordo in modo sicuro e inconfondibile. Se io trovo su uno spartito del Real book l'accordo di C11, so che devo suonare un accordo composto da: Do Mi Sol Sib Re Fa. E non posso pensare che chi ha scritto quello spartito in realtà volesse indicare, come 11a un Fa#. E' il mio accordo (Do Mi Sol Sib Re Fa) come si chiamerà? E questo vale anche per l'accordo di 13a. Io li uso spesso questi accordi, eppure Mannelli non mi sembra li citi nel suo schema. La chiarezza sta alla base di un buon studio. Non vuole essere una critica al lavoro di Mannelli, ma penso solo che la notazione deve essere standard, uguale per tutti, altrimenti continuo a suonare le tarantelle...
 
Inserito il 15/9/2010 alle 22.06.40 da "paulman1"
Commento:
Ringrazio prima di tutto per l'interesse rivolto a queste problematiche, ignorate purtroppo dalla maggior parte dei visitatori del sito Jazzitalia. Io, personalmente, ritengo che le sigle degli accordi debbano essere rilevate dagli armonici della nota (con i dovuti accomodamenti), per cui "Do13" significa "Do Mi Sol Sib Re Fa# La". Se invece le sigle degli accordi sono rilevate dalle scale maggiori, non si capisce per quale motivo "Do7" significhi "Do Mi Sol Sib" anzichè
"Do Mi Sol Si". E' inutile venirmi a dire che l'accordo di Do7 è costruito sul quinto grado della scala di Fa maggiore. Esso è un accordo di Do e non di Fa e quindi deve essere rilevato dalla scala di Do maggiore e non da quella di Fa maggiore!
Il tuo accordo "Do Mi Sol Sib Re Fa" si cifrerà come "Sol-7/Do", ossia Sol-7 con il Do al basso, eliminando così la terza maggiore "Mi", che tocca maledettamente con l'undicesima naturale "Fa". Chiaramente il mio "Do13" non potrà mai risolvere in "Fa", bensì in "Si" (armonia cromatica) o in "Re" o forse anche in "Lab".
Saluti da Paolo Mannelli.
 
Inserito il 23/12/2012 alle 11.47.39 da "gisuona"
Commento:
Interessantissima discussione (l'ho scritto in italiano usando la sintassi inglese!).
Ritengo che la diatriba se usare il fa naturale o diesis come 11mo grado possa essere risolta considerando i percorsi storici che la musica, creata da noi, ha avuto.
Ricordando il passato sappiamo che i greci usavano tetracordi, che le tonalità maggiori sono venute dopo le minori, che il settimo grado non si usava, etc..
Si può quindi ipotizzare che è la sonorità desiderata in un certo periodo storico che ha determinato la scelta della 7ma minore così come quella della 11ma non alterata;
nel primo caso bisogna ricordare che i processi armonici erano limitati alle tonalità vicine e che l'evoluzione della sonorità dell'accordo maggiore in accordo di 7ma (do-mi-sol > do-mi-sol-sib) era legata ad un'accordatura diversa dall'attuale e proprio per questo motivo (accordatura temperata) siamo giunti alla 11ma naturale con cui costruiamo accordi che secoli fa sarebbero stati inascoltabili.
Anche se sono passati due anni dall'ultimo intervento mi piacerebbe approfondire la discussione con qualcuno.
Gianfranco Cavallaro
 
Inserito il 26/12/2012 alle 16.00.39 da "paulman"
Commento:
Nella sintassi inglese(anzi nella inglese sintassi......)l'aggettivo viene normalmente anteposto. I due accordi "Cmaj7" e "Cmin7" dovrebbero pertanto significare in italiano rispettivamente "Do settima maggiore" e "Do settima minore" (anzichè Do minore settima). La nomenclatura armonica italiana non contiene simili paradossali contraddizioni, anche se quella inglese con tutti i suoi lapalissiani difetti sia universalmente usata.
Per quanto riguarda l'undicesima, nessuno vieta di usarla giusta in un contesto tradizionale. In tal caso vedasi la risposta nel mio post precedente del 15/09/2010.
Il problema mi sembra che non sia quello di procedere ad un excursus storico per poter convalidare le sigle moderne degli accordi. Il problema è quello di possedere attualmente una nomenclatura armonica, che non dia adito a fraintendimenti, come nel caso delle sigle inglesi "Cmaj7" e "Cmin7". La nostra nomenclatura è chiara e coerente:
"Do7+" significa "Do settima maggiore" e "Do-7" significa "Do minore settima". Ma noi italiani siamo esterofili, altrimenti come faremmo a confonderci?
Auguri da
Paolo Mannelli
 

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Data pubblicazione: 08/02/2002





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