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Il giro d'Italia a bordo di un disco
Fabrizio Salvatore, Alfa Music
di Alceste Ayroldi

Alfa Music Producers - F. Salvatore - A. GuardiaFabrizio Salvatore - Nicola Arigiano - Franco Cerri - Sanremo 2005Fabrizio Salvatore - Alfa MusicFabrizio SalvatoreFabrizio SalvatoreEnrico Pieranunzi - Fabrizio Salvatore - Max Ionata - Fabrizio Bosso
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web:
www.alfamusic.com
 

Qual è la vostra filosofia di vita? Perché fare il discografico?
Libertà, creatività, passione per la musica, il piacere di fare un lavoro che ti piace. Questi credo siano gli argomenti che riassumono sinteticamente la nostra filosofia di vita e, al di sopra di tutto, l'orgoglio di poter condividere con gli artisti i loro migliori obiettivi, le emozioni e le ambizioni. Un impegno costante volto ad offrire il nostro contributo per lo sviluppo del jazz italiano e dei suoi protagonisti, quelli già affermati ed i giovani talenti.
AlfaMusic nasce nel 1990 da un progetto dei due soci fondatori Alessandro Guardia e Fabrizio Salvatore (Alfa appunto), all'epoca giovani studenti frequentatori delle prime scuole di musica romane, nonché compagni di viaggio in vari progetti musicali tra cover band, canzone d'autore, ed una lunga frequentazione nei Club e nei Piano bar di una Roma che tra gli anni Ottanta e Novanta offriva una variegata scelta per gli amanti della buona Musica (concerti, entertainment, eventi culturali). Ci divertivamo molto a suonare ed in seguito decidemmo di proseguire più seriamente lo studio della musica iscrivendoci alla Scuola Popolare del Testaccio di Roma e poi alla Mississippi Jazz School. Da quei giorni il jazz è diventato parte insostituibile della nostra vita e molti dei docenti e degli studenti di quel periodo sono diventati cari amici e artisti con i quali abbiamo avuto l'onore di collaborare professionalmente. La decisione di costruire il nostro primo studio di registrazione - all'epoca Alfa Recording - arrivò nel 1989, con non poche difficoltà, poiché entrambi frequentavamo anche l'università. Le nostre famiglie ci aiutarono; decidemmo di dedicarci definitivamente alla musica e di farne la nostra professione. A gennaio del 1990, dopo un anno passato a studiare la migliore soluzione acustica e tecnica con il supporto di una grande progettista come Livio Argentini, eravamo pronti. Avevamo tanta voglia di fare bene, un indimenticabile mixer Argentini, un registratore analogico a otto piste, un buon Outboard analogico (compressori, equalizzatori, reverberi), un pianoforte Yamaha C3, ma soprattutto degli ambienti con una buona acustica. Naturalmente la decisione di cimentarci nel mondo della discografia e dell'editoria musicale arrivò successivamente, in maniera quasi automatica, verso la fine degli anni Novanta, dopo una decina d'anni dedicati principalmente all'attività dello studio di registrazione ed alle produzioni per conto di altre case discografiche, produttori e musicisti che ci affidavano il loro progetti.
Il primo serio approccio alla discografia avvenne tra il 1998 ed il 2001, anni in cui avemmo l'opportunità di seguire alcune produzioni per "Il Manifesto" testata che all'epoca distribuiva i propri dischi nelle edicole nazionali ottenendo buoni risultati. Realizzammo così i primi dischi degli "Indaco", una formazione di rock progressive italiano nata dall'incontro tra alcuni musicisti della PFM e del Banco del Mutuo Soccorso, unitamente a molti noti ospiti, da un'idea di Mario Pio Mancini e dalla collaborazione di validissimi musicisti dell'area romana. Avere a studio musicisti del calibro di Lester Bowie, Rodolfo Maltese, Vittorio e Gianni Nocenzi, Pierluigi Calderoni, Francesco Di Giacomo, Mauro Pagani, Andrea Parodi, Enzo Gragnaniello ci esaltava e gratificava; provammo addirittura a proporre un progetto tra musica e danza al Festival di Sanremo, ma probabilmente la cultura legata alle tradizioni popolari e alla Musica di qualità non suscitava grandi interessi; non ricevemmo neanche una risposta dalla direzione del Festival! Da lì capimmo che la strada migliore era quella di fare da soli, insieme ai nostri amici Musicisti; lo studio e le competenze le avevamo; la forza di volontà e lo spirito di sacrificio era notevole; clienti e Musicisti che ci avevano affidato la loro Musica erano felici di lavorare insieme a noi e ci incoraggiarono nell'intraprendere l'avventura delle produzioni discografiche: decidemmo di partire con la costruzione di un catalogo AlfaMusic che proponesse produzioni di Jazz ma anche di musica popolare (o tradizionale), possibilmente con un "suono" nostro, riconoscibile. Attualmente le pubblicazioni jazz sono prevalenti ed abbiamo voluto impegnarci a sostegno dei Musicisti italiani preferendo il jazz più contemporaneo e caratterizzato da composizioni "inedite" piuttosto che da noti standard: "il Jazz italiano di AlfaMusic" è diventato il nostro motto. Naturalmente gli ospiti stranieri sono most welcome, ma sempre in funzione del loro apporto artistico al progetto del leader italiano della pubblicazione.
Anche le commistioni (o, come si dice oggi, le contaminazioni) tra jazz, elettronica, e musica popolare (con i marchi AlfaMusic e Alfaprojects) rientrano nella sfera artistica che caratterizza la nostra linea editoriale che oltre alle pubblicazioni di musica Jazz include delle sezioni dedicate alla canzone d'autore e alle nuove tendenze (con un marchio denominato Pop&Roll), alla musica classica (cameristica, piccole formazioni con un marchio denominato AlfaMusic Classical).

Last but not least, l'interessante progetto Hi-Jazz (www.hi-jazz.com) creato per lo sviluppo qualitativo delle produzioni musicali Jazz (dal punto di vista strettamente tecnico; recording, mix & mastering) in realtà una sorta di convenzione dedicata ai diretti musicisti, produttori, label e più in generale al mondo delle produzioni indipendenti.

Come reperite i nuovi talenti?
Principalmente grazie ad una seria attività di ricerca tra i progetti live, unitamente ad un' accurata selezione artistica del materiale che ci viene proposto (cd-demo in fase di costruzione ma anche produzioni già definite) con uno sguardo attento a quanto risulta evidente dal Top Jazz e dal Jazzit Award (soprattutto per quanto riguarda i nuovi talenti). E' fondamentale che ci sia una forte coerenza tra i contenuti artistici e la nostra linea editoriale oltre che un alto livello qualitativo del materiale audio, sia che provenga da studi esterni che dal nostro centro di produzione (AlfaMusic – Hi-Jazz).

Come scegliete i musicisti?
Da una parte dedichiamo la dovuta attenzione agli artisti con i quali abbiamo un rapporto già consolidato e collaudato da numerose pubblicazioni precedenti; contemporaneamente dedichiamo molta attenzione alle proposte che ci pervengono dagli nuovi Musicisti cercando di capire se ci sono le giuste caratteristiche per procedere all'inaugurazione di un serio rapporto di collaborazione basato sulla necessaria progettualità e su un rapporto umano, amichevole e sereno.

Quali sono le vostre politiche relative alla distribuzione?
Abbiamo costruito da circa un decennio un ottimo rapporto con due distributori: Egea distribution (per la distribuzione fisica) e Believe digital (per quella digitale). Nonostante la difficile congiuntura economica di questi anni siamo soddisfatti, soprattutto per l'impegno che i nostri collaboratori ci offrono giornalmente; dal punto di vista economico purtroppo i risultati sono mortificanti, e questo sarebbe sufficiente per evitare di continuare a investire risorse ed energie in un'attività che non ripaga commercialmente, ma la nostra passionalità ed il desiderio di promuovere le nostre pubblicazioni nel circuito della grande distribuzione, ci suggeriscono di tener duro e sperare in tempi migliori, magari cercando di diversificare la politica legata all'attività distributiva e di individuare delle valide alternative.

Quali mezzi utilizzate per raggiungere il vostro pubblico, anche potenziale?
Tutto ciò che gli attuali mezzi di comunicazione e di visibilità possono offrire: dalla presenza nelle fiere, exibitions nazionali ed internazionali (Jazzit Fest, Medimex, Fiera del libro, Hi-end, Jazzahead, Midem) ma soprattutto una buona campagna promozionale sulle maggiori riviste di Jazz italiano (cartaceo e web) accompagnata da un attenta e costante attività redazionale del nostro ufficio stampa interno. Naturalmente il supporto dei vari Social è fondamentale come pure lo storico rapporto con Radio Rai (in particolare con le trasmissioni offerte da Radio3), Radio Vaticana e le molte Radio Web nazionali.

A cosa è dovuta la crisi del disco? E' da attribuire a mp3, peer to peer, o c'è dell'altro?
Nell'ultimo decennio abbiamo assistito ad un radicale sconvolgimento che ha interessato l'industria discografia ed il mondo dell'entertainment in generale. Negli anni Ottanta, all'epoca della nascita del cd audio che decretò l'inizio dell'era digitale sostituendosi alle vecchie musicassette ed in parte al vinile, l'abitudine/rito di ascoltare musica registrata su un "supporto" sopravvisse, anzi si rafforzò considerata la novità e l'entusiasmo che il famoso dischetto di policarbonato digitale suscitò nel pubblico.

  • Gli artisti ed i loro management erano impegnati nell'organizzare tournée, apparizioni radio-televisive a supporto e promozione dell'uscita del loro nuovo disco (oggi succede esattamente il contrario: il disco è diventato una specie di demo di qualità per promuovere l'attività concertistica).

  • La gente acquistava i dischi (nei vari formati, con preferenza verso il cd audio, meno gli Lp su vinile, le musicassette rappresentavano una semplice opportunità di registrare la musica in vendita sui supporti a basso costo, inaugurando le porte dell'illegalità che oggigiorno diventata malsana consuetudine).

  • Si suonava molto e l'industria discografica andava a gonfie vele!

In meno di trent'anni tutto ciò è cambiato radicalmente: principalmente con l'evoluzione della tecnologia digitale voluta dalle stesse multinazionali che avevano brevettato il cd audio (Sony-Philips) con l'invenzione del famoso Cd-R (un cd vergine sul quale si potevano registrare dati ma anche musica, a basso costo e, dannazione, mantenendo la stessa qualità dell'originale), degenerata come sappiamo con l'inserimento sul mercato consumer di masterizzatori, Hd recorder etc. da parte delle stesse multinazionali di cui sopra e molti altri loro competitors. L'affermazione poi di Internet, della televisione digitale e dei dispositivi digitali per l'archiviazione e l'ascolto di musica ha completato il quadro che attualmente ben conosciamo. Certo la diffusione della cosiddetta musica liquida (Mp3, inclusi i nuovi formati in alta definizione che costano poco più dei canonici 0,99 € a brano) ed il peer to peer hanno contribuito alla crisi del disco, ma non ne sono stati la causa principale che come dicevo sopra è da attribuirsi all'evoluzione della tecnologia e probabilmente ad una mancata o inadeguata gestione del business digitale.
A questo aggiungerei delle responsabilità causate da case discografiche e distributori poco sensibili alla necessaria selezione artistica che si richiede a chi immette sul mercato dischi, spesso di bassa qualità artistica e tecnica con conseguente ingolfamento dei canali di vendita; in parole semplici: molta, troppa offerta musicale e poca richiesta da parte di un mercato saturo e pigro. Le logiche commerciali delle grandi catene e di negozianti a dir poco ignoranti musicalmente hanno poi definitivamente consolidato la crisi del disco. Fanno eccezione i piccoli negozi di dischi specializzati ancora attivi, dove si respira un'aria più europea ed è possibile ascoltare la musica prima dell'acquisto del disco, magari agevolati da utili suggerimenti del negoziante o dal commesso (saranno dei missionari? No, sono persone competenti e conducono con serietà il loro lavoro!).

Qual è lo scenario futuro?
Non lo so, ma di sicuro posso affermare che oggi ancor più di ieri bisogna puntare alla qualità, sia dei contenuti artistici che quella relativa a tutto il processo produttivo. La diffusione della "musica liquida" è oggi un ottimo mezzo per la promozione e la divulgazione dei progetti artistici, purché il processo tecnico produttivo sia condotto a regola d'arte. Il nostro obiettivo è proprio quello di rilanciare l'attenzione all'ascolto offrendo attraverso le nostre strutture tecniche, prodotti di alta qualità. Credo che chi ama la musica jazz, e più in generale le musiche caratterizzate in prevalenza da un suono naturale, non possa fare a meno di porre attenzione nella qualità sonora dei prodotti musicali. Siamo per un suono non compresso, che rispetti le dinamiche originali dei musicisti e che emozioni. Se si lavora su questa strada anche l'aspetto educativo della musica verso i più giovani viene salvaguardato.

Per combattere il nemico comune non sarebbe meglio coalizzarsi? Quali sono gli ostacoli alla creazione di un consorzio o un network?
Certamente, anche se geneticamente noi italiani siamo predisposti all'avventura personale; ma i tempi stanno cambiando e la situazione attuale credo ci imponga la soluzione aggregativa. Da circa due anni è attivo IJM (Italian Jazz Music) il Consorzio dei produttori indipendenti di Musica Jazz in Italia. Recentemente è nata Midj la nuova associazione dei musicisti di jazz italiano; gli organizzatori di concerti si sono riuniti in I-Jazz: sarebbe bello poter lavorare tutti insieme, nella diversità delle proprie competenze, semplicemente accomunati da nostro caro jazz Italiano, e ci stiamo provando: chiediamo attenzione alle istituzioni e alla politica, si tratta della nostra cultura!

Anche le major non godono un buon stato di salute. In periodi di crisi è meglio essere "più piccoli"?
Si! Credo di poter dire che il meglio dell'industria discografica attuale è rappresentato proprio dall'eccellente lavoro delle piccole etichette indipendenti che lavorando a stretto contatto con gli artisti sono in grado di offrire degli eccellenti contenuti musicali piuttosto che sterili progetti di marketing ideati da personaggi con poca o nessuna competenza musicale. La figura del direttore artistico nelle major è praticamente scomparsa, soppiantata da quella del direttore marketing (mi chiedo quale possa essere oggi un marketing significante!); le piccole label non hanno di questi problemi…si ha a che fare con figure professionali ricche di esperienza maturata negli anni, che operano con passione e serietà (saranno dei visionari?...Forse si).

Cosa potrebbero fare le istituzioni per migliorare e aiutare il settore, soprattutto per la lotta contro la pirateria?
Innanzitutto porsi l'obiettivo di innalzare l'interesse per la musica, favorendone l'approccio e la diffusione verso tutti i ceti sociali; contemporaneamente sarebbe davvero necessario offrire il suo valore educativo e formativo alle giovani generazioni rivedendo radicalmente i programmi didattici in uso nella scuola dell'obbligo e integrando il corpo dei docenti dell'ambito musicale con insegnanti realmente esperti dello stesso (la formazione e il perfezionamento dovrebbe essere argomento applicato anche verso la categoria dei docenti); per quanto riguarda il Jazz sarebbe ora di fare il possibile per diffondere nelle scuole ma anche nel comune pensare gli aspetti più naturali di questa preziosa forma d'espressione artistica, amplificandone le caratteristiche più istintive e naturali quali il ritmo, la creatività, la libera improvvisazione, tutte peculiarità sicuramente di facile sviluppo ed apprendimento nella scuola materna ed in quella primaria. L'integrazione che la musica jazz ha avuto negli ultimi anni nei conservatori italiani costituisce un buon esempio, sicuramente da migliorare ma valida iniziativa che ha molto contribuito all'innalzamento del valore dei giovani musicisti italiani di jazz. Per quanto riguarda la lotta contro la pirateria credo che questa debba essere combattuta fondamentalmente partendo dal basso, anche qui con un serio intervento delle istituzioni che, da una parte dovrebbero meglio valorizzare a livello sociale le figure dei compositori, dei musicisti, dei produttori (in generale di tutto l'indotto creativo e gestionale dell'ambito musicale) e dall'altra riorganizzare una più efficace legislazione nel campo del diritto d'autore volta a salvaguardare le opere dell'intelletto punendo significativamente qualsiasi forma d'illegalità. Il download selvaggio e non curante del lavoro altrui è illegale; nella maggior parte dei paesi europei è praticato non meno che in Italia; la differenza però consiste nel fatto che nei paesi più civili dopo aver scaricato (anche se illegalmente) un brano musicale per ascoltarlo e verificarne l'interesse, si passa automaticamente all'acquisto sulle apposite piattaforme digitali (iTunes o altro); in Italia questo non succede quasi mai…questione di cultura anche qui!

La vostra struttura organizzativa si completa con il management? Ritenete, comunque, che possa essere utile per completare il percorso e fidelizzare al meglio i vostri artisti?
Negli ultimi anni abbiamo cominciato ad occuparci anche di management, anche se a piccole dosi ed a supporto dei progetti discografici di volta in volta pubblicati; lo abbiamo fatto direttamente ed i collaborazione con i vari management degli artisti. La pubblicazione di un disco accresce parecchio la visibilità degli artisti interessati a 360 gradi e crea le giuste condizioni per una migliore attività di management soprattutto nei primi mesi della pubblicazione stessa. Stiamo seriamente pensando di completare la nostra struttura con un dipartimento interno di AlfaMusic che si occupi di management per ottimizzare le fase produttiva e promozionale, attività sulle quali ci impegniamo molto e che indubbiamente producono un buon risultato a beneficio del progetto e dei musicisti in esso coinvolti. Attualmente l'indotto commerciale prodotto dall'attività concertistica è probabilmente l'unico che ancora rappresenta una discreta opportunità di guadagno, per i musicisti protagonisti e per i management che li rappresentano. Di conseguenza anche le attività dell'ambito discografico ed editoriale della Label trarrebbero giovamento con l'integrazione di una buona organizzazione a livello di management.

Quali sono le difficoltà che incontrate e qual è la tendenza del mercato dello spettacolo dal vivo?
Le difficoltà sono rappresentate dalla difficile situazione economica del nostro paese, fortemente penalizzato proprio nelle attività culturali a causa degli ingenti tagli che i vari governi hanno praticato a sfavore dell'industria musicale, dove il jazz è in una posizione di forte svantaggio rispetto agli altri generi musicali pur rappresentando uno degli introiti maggiori in considerazione dei festival di musica jazz che in Italia vengono sovvenzionati e sostenuti dai privati. Negli ultimi anni sono nate delle nuove iniziative che hanno sicuramente smosso le acque del mercato dello spettacolo dal vivo: mi riferisco al Jazzit Fest (alla seconda edizione), che ha volutamente intrapreso la strada della collaborazione proveniente dagli stessi musicisti e da donazioni volontarie da parte del pubblico rifiutando i contributi di eventuali fondi statali e molte altre gestite da coraggiosi privati che con non poche difficoltà sono comunque riusciti ad offrire al pubblico una interessante programmazione artistica, che dove ha potuto coinvolgere i giovani talenti nazionali ha trovato un ottima considerazione da parte del pubblico; le istituzioni devono assolutamente fare di più in questo ambito…molto di più per favorire lo sviluppo del jazz italiano, ormai maturo e ben riconosciuto anche a livello internazionale.

A tal proposito, come giudicate lo stato di salute del jazz attualmente (sia quello italiano, che internazionale)?
Negli ultimi tempi ho spesso sentito identificare il jazz come...musiche altre, musica diversa, musica popolare: il jazz è musica colta ma anche semplice, che parte dall'anima e arriva direttamente al cuore; il jazz è jazz e basta! E merita di essere riconosciuto con il nome che tutto il mondo gli attribuisce da sempre.
In quanto a popolarità, contenuti e godibilità credo che il jazz goda di ottima salute; delle problematiche gestionali, commerciali e burocratiche ne abbiamo già parlato. Parlando di salute mi piacerebbe, anche se solo per un attimo, pensare alle piacevolissime emozioni che l'ascolto di un buon brano jazz provoca nell'ascoltatore: uniche, forti, di quelle che fanno bene al cuore e all'animo. Salute!
Il jazz internazionale è sicuramente di ottimo livello; oltre a quello americano e francese vorrei sottolineare che quello proveniente dal Nord Europa, sicuramente una delle espressioni più interessanti dell'ultimo decennio (Svezia, Norvegia, Danimarca). Quello italiano non è da meno; lo testimoniano i riconoscimenti provenienti proprio dagli Usa e dall'Europa diretti a molti musicisti italiani, e tra questi anche a una nutrita linea di giovani talenti. Lo dimostrano gli inviti ai festival stranieri, contrariamente a quanto accade nel nostro paese, ancora troppo legato ad una certa americanità nelle programmazioni dei maggiori festival e rassegne (finanziate in parte da soldi pubblici che invece dovrebbero favorire le performances dei più giovani, quelli meritevoli come succede nei paesi più civili del nostro per esempio con la formazione di una giovane orchestra nazionale di Jazz).

Il pubblico del jazz, almeno in Italia, è statisticamente provato che sia formato perlopiù da persone over 35 anni. In altri stati, però, ciò non succede. Secondo te quali sono i motivi di fondo? I prezzi dei biglietti sono troppo alti? Il jazz non trova spazio negli ordinari canali di comunicazione dei giovani? E' frutto di una crisi culturale?
Il motivo di fondo è sempre lo stesso: il nostro è un paese che non favorisce lo sviluppo della Cultura. Se non chiediamo a gran voce a chi ci governa un radicale cambiamento dei programmi didattici in uso nelle nostre scuole (a cominciare da quella materna) difficilmente si comincerà ad apprezzare (e magari a studiare) la musica jazz in tenera età. Attualmente tali iniziative sono rare espressioni di qualche coraggioso docente che spinto dall'amore verso questa fantastica musica comincia ad illustrarne le caratteristiche principali ai propri studenti, semplici guide all'ascolto per iniziare per poi trovarsi magari a fine anno scolastico ad organizzare un concerto dove i bambini suonano strumenti musicali, umani, oltre a quel maledetto flauto dolce che continua ad innervosirci da molti decenni!
I prezzi dei biglietti credo non siano troppo alti se per prezzo si intende un prezzo medio tra i dieci ed i venti euro: probabilmente sono gli stipendi ad essere troppo bassi!…sicuramente è una follia chiedere a degli adolescenti (o meglio alle loro famiglie) dai 50 ai 150 euro per un concerto di una boyband di grido…in uno stadio con ca. settantamila spettatori!

E' un fenomeno che mi dispiace constatare, ma la tendenza dell'Opera è quella di annoverare un pubblico sempre più giovane. Forse anche per il fatto che molte opere sono rivisitate da registi di chiara fama che lo hanno svecchiato parecchio. Nel jazz, però, anche lo svecchiamento non sempre porta risultati entusiasmanti. Come mai?
Probabilmente perché l'Italia è il paese dell'Opera, del melodramma; il jazz non ha ancora maturato la popolarità e la fruibilità che favorirebbero un naturale svecchiamento. Dobbiamo impegnarci ancora di più noi addetti ai lavori, gli stessi musicisti, gli organizzatori di festival e rassegne, i jazz club. Personalmente, a giudicare dal materiale artistico che ci viene costantemente sottoposto, credo che sia in corso ed sempre più in via di sviluppo una interessante attività di ricerca, quindi di svecchiamento, a cura di molti dei compositori e musicisti jazz italiani, e tra questi molti dei giovani talenti; guardando alle più recenti pubblicazioni di AlfaMusic penso tra gli altri ad Enrico Intra, Enrico Pieranunzi, Ettore Fioravanti, Franco Piana, Stefania Tallini, Carla Marciano, Mauro De Federicis e tra i giovani talenti Daniela Spalletta, Raffaele Genovese, Francesco Cataldo, Fabrizio Savino, Danilo Zanchi, Gaia Possenti (U-man trio). Da parte nostra abbiamo da tempo sposato questa tendenza e siamo fortemente convinti che una giusta innovazione basata sulla conoscenza della tradizione e il rispetto per la stessa sia la migliore formula per una naturale crescita del Jazz di casa nostra: come dire…tradizione e innovazione!

Non pensi che il jazz, in Italia, difetti in organizzazione e coordinamento? Sarà forse perché lo Stato e gli enti territoriali lo tengono sullo stesso livello delle sagre di paese (con tutto il rispetto anche per queste)?
Preferisco guardare ai miglioramenti che si sono prodotti negli ultimi anni; credo che i festival e le rassegne jazz italiane siano di buon livello, soprattutto le programmazioni estive. Vivo e lavoro a Roma e fino all'anno scorso l'offerta qualitativa non era male…l'estate 2014 ha segnato invece un brusco degradamento a favore delle sagre dedicate alla porchetta e alle salsicce! Speriamo sia stato un episodio unico: stiamo combattendo per evitare che ciò si ripeta, anzi per ottenere dalle istituzioni locali il dovuto supporto per un'adeguata diffusione del Jazz come accade in tutte le capitali europee (Utopia? Vale la pena provarci). A livello nazionale c'è una ampia offerta, sempre grazie all'iniziativa di associazioni culturali e privati, probabilmente ancora troppo legate a logiche commerciali che favoriscono l'ingaggio di noti nomi del Jazz internazionale piuttosto che quelli italiani, con una poco edificante sottovalutazione dei giovani talenti; anche qui Stato ed enti territoriali fanno poco, stanziare qualche soldino a favore di pochi eletti festival (briciole provenienti dal FUS, il fondo unificato per lo spettacolo) non basta. Forse bisognerebbe prendere esempio proprio dalle sagre di paese dove la famosa "questua" condotta dal parroco locale da ancora i suoi buoni frutti! Che sia questa la giusta soluzione? Spero di no!

La diversificazione del prodotto artistico, e quindi discografico, anche al di fuori dell'ortodossia jazzistica, può essere utile, oppure ritenete migliore la specializzazione in un singolo settore musicale?
"La Musica e la vita sono solo questioni di stile" (Miles Davis).
E' una frase che ci piace molto. Iniziammo la nostra avventura discografica indirizzandoci verso il Jazz e la musica popolare che ancora oggi rappresentano i generi di maggiore interesse delle nostre pubblicazioni (il Jazz in primis nel quale possiamo dire di aver maturato uan buona specializzazione); come illustrato all'inizio di questa intervista, col passare degli anni abbiamo deciso di impegnarci anche in altri…stili musicali quali la canzone d'autore e le nuove tendenze, La musica classica (da camera, per piccole formazioni) ed alcune produzioni crossover (commistioni tra jazz, fusion, elettronica….buona Musica si spera). Qui una panoramica delle pubblicazioni di AlfaMusic:
- Jazz e musica popolare
- AlfaMusic Classical
- Pop&Roll

Quali sono i prossimi progetti?
"Bluestop" – Enrico Intra Enrico Pieranunzi (appena pubblicato)
"Traditori" – Ettore Fioravanti (con Marcello Allulli, Francesco Ponticelli, Marco Bonini, Enrico Zanisi)
Il nuovo Album di Dino & Franco Piana (titolo da definire) con E. Pieranunzi, R. Gatto, F. Bosso, M. Ionata, F. Corsi, L. Corsi, G. Bassi.
"Letter from Manhattan" – Fabrizio Mocata (Feat. G. Garzone, M. Panascia, F. Nemeth)
"Ctrl Z, twice" - Fabio Morgera and the NYCats (Bam, la nuova tendenza musicale newyorkese)
"Happiness" – Marco Pacassoni (Michel Camilo spec. guest)
"Essence" - Enzo Amazio (Gabriele Mirabassi spec. guest)
"D - Birth" – Daniela Spalletta (Max Ionata spec. guest)
Lello Califano 4 et (Fabrizio Bosso spec. guest)
Emanuele Primavera 4et
Cristiano Pomante






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22/06/2014

Il giro d'Italia a bordo di un disco: Antonio Delvecchio, Fo(u)r: "Il jazz in questi anni, in particolare in Italia, è sicuramente condizionato dalla situazione contingente e quindi non gode di buona salute. " (Alceste Ayroldi)

01/06/2014

Il giro d'Italia a bordo di un disco: Mario Caccia, Abeat Records: "...attualmente l'industria discografica è ormai polverizzata, così come sono ormai entrate in declino tutte le figure professionali che gravitano attorno alla valorizzazione e commercializzazione della musica..." (Alceste Ayroldi)

25/05/2014

Imagine (Martux_m Crew)- Alessandra Monaco

18/05/2014

Il giro d'Italia a bordo di un disco: Gianni Barone, NAU Records: "Per noi il jazz è più vivo che mai, il nostro impegno è rivolto a documentare, proporre e valorizzare le nuove generazioni, questa è la mission della Nau Records." (Alceste Ayroldi)

11/05/2014

Intervista a Danilo Zanchi: "Il mio obiettivo era proprio quello di realizzare un disco che avesse non solo l'impronta del trio ma anche un "sound di trio", cercando di andare ad approfondire l'essenza melodica ed armonica di certi passaggi." (Roberto Biasco)

25/03/2014

Stories Yet To Tell (Giorgia Barosso)- Francesco Favano

03/02/2014

Seven (Dino e Franco Piana Septet)- Andrea Gaggero

02/02/2014

Intervista a Franco D'Andrea: "Il bop ci ha dato l'apertura mentale per andare avanti. Non è superato, ma acquisito. Non è un punto di arrivo. E' lo spirito che ci fa cercare il nuovo." (Marco Buttafuoco)

14/10/2013

Nice Scribbles (Marcello Sirignano 4et)- Alceste Ayroldi

13/10/2013

Roccella Jazz Festival 2013: Trentatreesima edizione per il festival calabrese che, con una nuova direzione artistica, e' stato dedicato quest'anno alla tema della pace. (Vincenzo Fugaldi)

05/10/2013

Multiculturita Summer Jazz Festival - XI Edizione: Il Contest con una "lotta all'ultima nota", i concerti con Nuevo Tango Ensamble, Fabularasa feat. Gabriele Mirabassi, il "BassVoice project" di Pippo Matino - Silvia Barba e il CorLeone di Roy Paci. (N. Molica Franco - M. Losavio)

29/09/2013

Quattro chiacchiere con...Mauro De Federicis: "...mi piace la musica n cui ci sono stimoli, laddove trovo un brano, un musicista oppure una situazione che mi da emozioni." (Aceste Ayroldi)

15/09/2013

The Golden Circle (F.Bosso, R.Giuliani, M.Di Leonardo, E.Pietropaoli): "Una formazione che, viste le premesse di affiatamento ed autorevolezza, si inserisce da subito ai vertici del jazz, italiano e non solo." (Roberto Biasco)

15/08/2013

Spaces (Francesco Cataldo)- Gianni Montano

12/08/2013

Vicenza Jazz New Conversations (IIa parte): l'Orchestra del Teatro Olimpico con Enrico Pieranunzi e Pedro Javier Gonzales, la Mike Stern/Bill Evans Band per la XVIII Edizione di Vicenza Jazz New Conversations intitolata "Nel fuoco dei mari dell'Ovest. West Coast and the Spanish Tinge" (Giovanni Greto)

27/07/2013

Intervista a Francesco Cataldo: "La Spiritualità è il motore della mia ricerca musicale. Non riesco a scindere la spiritualità dalla musica." (Gianmichele Taormina)

21/07/2013

Face To Face (Fabrizio Bosso & Luciano Biondini)- Gianni Montano

17/06/2013

Simply Marvellous (Tommaso Starace)- Francesco Favano

25/05/2013

Quattro chiacchiere con...Fabrizio Savino: "Ciò che desidero dalla musica, e di riflesso anche dalla vita, è una serenità espressiva." (Alceste Ayroldi)

12/05/2013

Fabrizio Bosso - Julian "Oliver" Mazzariello Duo: "Il duo ha un affiatamento encomiabile, pochi minuti per le prove di sound check e poi sarà l'atmosfera della preziosa location ad ispirare i musicisti, il palcoscenico, il pubblico attentissimo e generoso." (Viviana Falcioni)

07/04/2013

Il Viaggio di Sindbad (Giuliana Soscia & Pino Jodice Quartet)- Gianni Montano

31/03/2013

Heart And Soul (Stefano Sabatini Trio)- Gianni Montano

31/03/2013

Mr. Jobhopper (Fabrizio D'alisera Quintet)- Francesco Favano

31/03/2013

Live At Village Vanguard (Enrico Pieranunzi Trio)- Marco Losavio

23/02/2013

Aram (Fabrizio Savino)- Alceste Ayroldi

20/01/2013

The Jazz Convention: "...un confronto tra musicisti che portano con sè la propria storia e soprattutto idee fresche e nuovi stimoli..." (Alceste Ayroldi)

26/11/2012

Open World Jazz Festival 11° Edizione - 2012: "...la riscoperta della tradizione da un lato, la continuità nella ricerca in ambito musicale dall'altro." (Gianni Montano)

02/11/2012

Coltrane Project (Riccardo Fioravanti Trio)- Alceste Ayroldi

30/09/2012

Silentium (Francesco Negro Trio)- Enzo Fugaldi

29/09/2012

European Jazz Expo #2: Asì, Quartetto Pessoa, Moroni & Ionata, Mario Brai, Enrico Zanisi, Alessandro Paternesi, David Linx, Little Blue, Federico Casagrande, Billy Cobham (D. Floris, D. Crevena)

26/08/2012

Umbria Jazz 2012 #2: Pat Metheny, Sonny Rollins, Wayne Shorter, Ambrose Akinmusire, Lydian Sound Orchestra, Ryan Truesdell Eastman Jazz Orchestra, Kenny Barron, Mulgrew Miller, Eric Reed & Benny Green, Sting...(Daniela Floris)

29/07/2012

Con la direzione di Stefano Fonzi, il concerto ripropone "Enchantment": "...un'unica opera musicale che scivola via senza interruzioni, solo il tempo per assaporarne le emozioni evocate e dar vita ad applausi appassionati." (Viviana Falcioni)

22/07/2012

"...qualità non indifferenti il cui valore evidenzia una scelta verso uno stile innovativo e contemporaneo senza mai perdere di vista la "storia"..." (Viviana Falcioni)

07/07/2012

Red Inside (Antonella Catanese)- Francesco Martinelli

24/06/2012

Cisi, Ionata, Angiuli e Angelucci all'Alexander Platz di Roma: una formazione nata come trait d'union tra il Northbound 4tet e il Max Ionata 4tet per un grande "progetto" a due tenori. (Pasquale Raimondo)

24/06/2012

Voices (Paolo Di Sabatino)- Giovanni Greto

22/04/2012

"Concerto e intervista dopo una settimana al Village Vanguard di New York insieme a Scott Colley e Antonio Sanchez per presentare il nuovo album 'Permutation', segno di un importante cambiamento artistico." (Marco Losavio)

08/04/2012

La Fuga Di Majorana (Jacarè) - Andrea Gaggero

26/02/2012

Sempre per la attenta direzione artistica di Paolo Damiani, il festival ha portato nel profondo sud dell'Italia continentale una nutrita serie di validissimi musicisti. (Vincenzo Fugaldi)

21/01/2012

In Cammino (Rosario Bonaccorso Travel Notes Quartet) - Alceste Ayroldi

20/11/2011

Freeway (Raffaele Genovese (feat. Fabrizio Bosso))- Alessandro Carabelli

12/11/2011

Serravalle Jazz 20011: "...una kermesse ricca e gratuita. Nel numero consistente di appuntamenti organizzati non tutti sono stati all'altezza delle aspettative, ma la rassegna ha fornito un quadro abbastanza diversificato su quanto "gira" attualmente nel jazz o nei suoi dintorni." (G. Montano, A. Gaggero)

06/11/2011

Live At Panic Jazz Clib (Michele Polga Meets Fabrizio Bosso)- Enzo Fugaldi

06/11/2011

Desiderata (Quinteto Porteno)- Pietro Scaramuzzo

09/10/2011

Intervista a Fabrizio Bosso: "Andare avanti è importante, però conoscere le radici è fondamentale. Il lavoro che da anni sta facendo il trombettista Wynton Marsalis in questo senso, è notevole...io cerco di suonare in stile, ma in maniera contemporanea...già Armstrong ai suoi tempi era di una modernità sconvolgente...era avanti anni luce." (Nico Conversano)

17/09/2011

In Sicilia una Suite (Giovanni Mazzarino Quartet)- Francesco Martinelli

27/08/2011

Umbria Jazz 2011: "I jazzisti italiani hanno reso omaggio alla celebrazione dei 150 anni dall'Unità di Italia eseguendo e reinterpretando l'Inno di Mameli che a seconda dei musicisti è stato reso malinconico e intenso, inconsueto, giocoso, dissacrante, swingante con armonizzazione libera, in "crescendo" drammatico, in forma iniziale d'intensa "ballad", in fascinosa progressione dinamica da "sospesa" a frenetica e swingante, jazzistico allo stato puro, destrutturato...Speriamo che questi "Inni nazionali in Jazz" siano pubblicati e non rimangano celati perchè vale davvero la pena ascoltarli e riascoltarli." (di Daniela Floris, foto di Daniela Crevena)

16/07/2011

Vittoria Jazz Festival - Music & Cerasuolo Wine: "Alla quarta edizione, il festival di Vittoria si conferma come uno dei più importanti eventi musicali organizzati sul territorio siciliano. La formula prescelta dal direttore artistico è quella di dilatare nel tempo gli incontri musicali, concentrandoli in quattro fine settimana della tarda primavera, valorizzando uno dei quartieri più suggestivi della città, la restaurata Piazza Enriquez, e coinvolgendo, grazie a concerti e jam session notturne, una quantità di pubblico davvero rilevante, composto in parte da giovani e giovanissimi, portatori di un entusiasmo che fa davvero ben sperare sul futuro del jazz, almeno in questa parte della Sicilia." (Vincenzo Fugaldi)

29/05/2011

Dieci (Max Ionata Quartetto)- Alessandro Carabelli

08/05/2011

Bergamo Jazz - March'In Jazz - XXXIII Edizione: Bollani, Pieranunzi, Corea, Burton, Landgren, Klee, Gil, Albora Trio: "Il meglio del jazz parte sempre da Bergamo che manda agli archivi l'ultima edizione firmata artisticamente da Paolo Fresu con un ottimo riscontro in termine di gradimento e partecipazione. La prossima edizione vedrà la direzione artistica di Enrico Rava" (di Vittorio Pio)

02/04/2011

Anyway (Berardi Jazz Connection) - Luca Labrini

02/04/2011

Jazz al dente (AA.VV.)- Alceste Ayroldi

20/03/2011

Nice One (Nick The Nightfly)- Alessandro Carabelli

20/03/2011

Paris Jazz (Chantons! (Awa Ly, A. Valiante, V. Serangeli)) - Alceste Ayroldi

06/03/2011

Inspiration (Max Ionata Quartet Feat. Fabrizio Bosso) - Alceste Ayroldi

26/02/2011

Enrico Pieranunzi in solo "Wandering": "E' sempre un piacere assistere ad un'esibizione in solo di Enrico Pieranunzi, valoroso pianista e ottimo intrattenitore. Il concerto si dipana fra brani originali e qualche standards, cuciti insieme da una presentazione ricca di ironia e soprattutto di auto-ironia." (Gianni B. Montano)

20/02/2011

The Driver (Andrea Beneventano Trio)- Enzo Fugaldi

06/02/2011

Profumo di Jazz (Elga Paoli)- Mario Melillo

05/12/2010

Charles & Joe (Gianluca Renzi All Stars Orchestra)- Elide Di Duca

21/11/2010

Vie di Jazz 2010 - VI Edizione: " Quando non c'è un testo che faccia riferimento alla realtà o un contenuto che costringa l'ascoltatore alle emozioni del compositore oppure ad un significato che è stato attribuito, allora la musica rende liberi..." (Lorella Marino)

01/11/2010

Errante (Stefano Cantini) - Alceste Ayroldi

12/09/2010

The octave tunes (Carol Sudhalter)- Gianni B. Montano

05/09/2010

Roccella Jazz Festival 30a Edizione: "Trent'anni e non sentirli. Rumori Mediterranei oggi è patrimonio di una intera comunit? che aspetta i giorni del festival con tale entusiasmo e partecipazione, da far pensare a pochi altri riscontri". La soave e leggera Nicole Mitchell con il suo Indigo Trio, l'anteprima del film di Maresco su Tony Scott, la brillantezza del duo Pieranunzi & Baron, il flamenco di Diego Amador, il travolgente Roy Hargrove, il circo di Mirko Guerini, la classe di Steve Khun con Ravi Coltrane, il grande incontro di Salvatore Bonafede con Eddie Gomez e Billy Hart, l'avvincente Quartetto Trionfale di Fresu e Trovesi...il tutto sotto l'attenta, non convenzionale ma vincente direzione artistica di Paolo Damiani (Gianluca Diana, Vittorio Pio)

04/09/2010

Trionometry (Trionometry Group)- Paolo Incani

27/08/2010

Colori dell'anima (Pietro Vitale Ensemble) - Fabrizio Ciccarelli

15/08/2010

Canzoni Preludi Notturni (Intra – Tommaso - Gatto) - Alceste Ayroldi

10/08/2010

The Illusionist (Stefania Tallini) - Alceste Ayroldi

04/07/2010

Una Banda Cosi' (Funk Off) - Fabrizio Ciccarelli

27/06/2010

Hot Interplay (Hot Interplay - Guest Fabrizio Bosso)- Fabrizio Ciccarelli e Andrea Valiante

27/06/2010

Presentazione del libro di Adriano Mazzoletti "Il Jazz in Italia vol. 2: dallo swing agli anni sessanta": "...due tomi di circa 2500 pagine, 2000 nomi citati e circa 300 pagine di discografia, un'autentica Bibbia del jazz. Gli amanti del jazz come Adriano Mazzoletti sono più unici che rari nel nostro panorama musicale. Un artista, anche più che giornalista, dedito per tutta la sua vita a collezionare, archiviare, studiare, accumulare una quantità impressionante di produzioni musicali, documenti, testimonianze, aneddoti sul jazz italiano dal momento in cui le blue notes hanno cominciato a diffondersi nella penisola al tramonto della seconda guerra mondiale" (F. Ciccarelli e A. Valiante)

12/06/2010

Young Jazz Festival 10 con al direzione artistica di Gianluca Petrella: "La rassegna fulginate si distingue tra le iniziative italiane per il proposito di coinvolgere esperienze artistiche giovani con un'attenzione a proposte poco o per niente inflazionate, ma senza isolarle dall'esperienza dei maestri. Un punto di forza del jazz è la capacità di innovarsi grazie all'affermarsi di nuovi talenti, che nei casi più felici contribuiscono a perpetuarne la tradizione e ne determinano anche l'evoluzione e l'apertura." (Vincenzo Fugaldi)

18/05/2010

Bye Bye Lazybird (Gerardo Bartoccini) - Alceste Ayroldi

15/05/2010

Arriving Soon (Soul 4 & Mattia Cigalini) - Marco Buttafuoco

24/04/2010

Miriam (Gianfranco Menzella Quintet)- Rosanna Perrone

05/04/2010

Fidus Band (Massimo Fedeli Fidus Band)- Gianni B. Montano

06/03/2010

Mr. Xanthou (Fabio Di Biagio)- Gianni B. Montano

21/02/2010

Bonafede/Bosso Quartet: "Un concerto condotto sull'onda dei sentimenti, come è sempre la musica del pianista Salvatore Bonafede, co-titolare dell'appuntamento del Metropolitan Jazz Vanguard insieme al trombettista torinese Fabrizio Bosso" (Antonio Terzo)

20/02/2010

Il supergruppo Bonafede/Leveratto/Bosso e Gatto inaugura al Teatro Garibaldi di Modica la rassegna "Il Teatro per la Musica": "Quattro personalità eterogenee - quattro modi diversi di interpretare il jazz - riunite per la prima volta insieme esclusivamente per una serata pensata per offrire un evento che testimoniasse una particolare attenzione, della stessa fondazione, verso questa disciplina musicale." (Giuseppe Mavilla)

10/01/2010

Le interviste all'European Jazz Expo' di Cagliari. Sonia Peana, Petra Magoni, Ferruccio Spinetti, Fabrizio Bosso: che cosa amano del jazz, e non solo del jazz, i musicisti italiani dell'EJE 2009 e, "The Lion doesn't sleep tonight", chiacchierata semi confidenziale con Enrico Rava vincitore del premio EJE alla carriera. (Viviana Maxia)

01/01/2010

The Modern Sound of Nicola Conte (Nicola Conte)- Alessandro Carabelli

20/12/2009

European Jazz Expo. International Talent Showcase. "L'imperdibile appuntamento cagliaritano, in un novembre piacevolmente scaldato dal sole, presentava come ormai ogni anno dal 2004 i suoi numeri da sogno, con 9 sale, oltre 200 artisti coinvolti per più di 50 concerti, con il consueto grande e meritato successo di pubblico." (Enzo Fugaldi)

13/12/2009

Culatello & Jazz: Fabrizio Bosso, Lorenzo Tucci, Luca Mannutza: "Bellissimo scenario quello del cortile del castello, tavoli apparecchiati con grande eleganza (altro che club fumosi), luci morbide, pubblico elegante. Un affollamento incredibile, fra l' altro, con cento spettatori rimasti fuori (Dall' ascolto di Bosso o dal menù di Spigaroli ?)." (Marco Buttafuoco)

09/11/2009

Accoppiamenti Giudiziosi (Barbara Raimondi) - Luca Labrini

25/10/2009

Giunto alla 29a edizione il Roccella Jazz Festival sotto il titolo "Rumori Mediterranei" propone quest'anno trenta concerti in undici giorni con i più grandi artisti della scena internazionale. Una rassegna itinerante partita da Reggio Calabria e che, toccando diverse località, si è conclusa nella sua città natìa Roccella Jonica con i consueti quattro giorni di musica e appuntamenti collaterali. (Vincenzo Fugaldi)

04/10/2009

Reincarnation Of a Lovebird (Pietro Ciancaglini) - Alceste Ayroldi

05/09/2009

Que la Fete Commence (Gianni Savelli Media Res)- Gianni B. Montano

05/09/2009

My Foolish Harp (Angelo Adamo) - Giuseppe Mavilla

08/08/2009

Enrico Pieranunzi, "Scarlatti Jazz" nell'ambito di "Musica ai Fari", a Venezia, presso la Basilica dei Frari: "Il pubblico si è lasciato trasportare con estrema concentrazione in questo viaggio dall'Italia alla Spagna, rapito dal tocco del pianista romano, la cui sonorità si diffondeva lungo gli immensi spazi della chiesa..." (Giovanni Greto)

03/08/2009

Amigos (Gio' Marinuzzi)- Cinzia Guidetti

20/07/2009

Dall'8 al 30 maggio si è tenuta a Cagliari la 12a edizione della Rassegna "Forma e Poesia nel Jazz". Jazz: come dalla forma può scaturire la poesia. Chiacchierata con Nicola Spiga sulla rassegna jazz di primavera. (di Viviana Maxia)

19/07/2009

Golem (Gabriele Coen Jewishexperience)- Gianni B. Montano

04/07/2009

Reggio Top Jazz Festival, Seconda Edizione: "Nell'accogliente Teatro Cilea della città sullo Stretto, si sono alternati otto fra i vincitori della competizione, e due ospiti stranieri." (Vincenzo Fugaldi)

06/06/2009

Dream Dance (Pieranunzi Johnson Baron)

13/05/2009

Intervista a Javier Girotto: "In Italia ci sono tantissimi grandi talenti, il livello dei musicisti è, secondo me, uno dei migliori al mondo, ma vedo che si rischia poco nella ricerca di fare nuove cose, s'imita troppo rifacendosi al passato e si creano poche cose originali e sperimentali..." (Elide Di Duca)

12/04/2009

Omaggio a Lennie Tristano (Iacoucci-Cantarano )

05/04/2009

Liebman Meets Intra Live (Enrico Intra)

15/03/2009

Nothing By Chance (Andrea Lubrani Trio)

14/03/2009

Italian Songs (Flora Faja)

25/01/2009

Intervista a Fabrizio Bosso: "Non mi ritengo un talebano del jazz. Semplicemente adoro la musica di qualità. Mi piace fare incursioni in tutti gli stili e ascolto tanta musica anche non jazz, perché ritengo che sia importante ricevere influenze dagli altri mondi musicali per creare nuovi percorsi." (Cecilia Gaetani)

05/01/2009

i 376 scatti di Francesco Truono a Umbria Jazz Winter 2008 - 2009.

01/01/2009

L'High Five Quintet al Blue Note di Tokyo: "Otto set in quattro giorni. Mai un minuto per il tempo libero. Però un successo crescente, che sfocerà in un DVD e in un CD che conterrà parte dei brani eseguiti nel prestigioso locale giapponese." (Giovanni Greto)

28/12/2008

Drums And Jao (Jazz Art Orchestra)

22/11/2008

Standard Suite in Bb Major (Pietro Lomuscio Trio)

22/11/2008

Eventi in Jazz di Busto Arsizio: "Dopo il successo degli anni scorsi, anche questo autunno a Busto le calde note del jazz hanno acceso la vita culturale cittadina. Dal 18 ottobre gli "Eventi in Jazz", giunti alla VI edizione, hanno portato, come da consuetudine, artisti di grandissimo livello nei principali teatri cittadini quali il Sociale, il Manzoni, il Lux, Fratello Sole, con un cartellone davvero invidiabile." (Alessandro Carabelli)

15/11/2008

No Border, il trio di Franco D'Andrea con Fabrizio Bosso e Trilok Gurtu al 52° Festival Internazionale di Musica Contemporanea. A completare la serata, due gruppi provenienti dalla Sardegna: i "Cantadores a chitarra de Deris, de Oe e de Sempre" e i "Concordu di Castelsardo". (Giovanni Greto)

10/11/2008

Intervista ad Enrico Pieranunzi: "...il jazz è una musica che si impara da soli, perché è una musica di attrazione della musicalità e questo vale anche se si insegna un walzer di Chopin, è ovvio che alla fine è il ragazzo o la ragazza che lo imparano..." (Mariagiovanna Barletta)

02/11/2008

Ancora... e altre canzoni (Paolo Di Sabatino, Fabrizio Bosso)

30/10/2008

Panta Rei (Roberto Spadoni Nine )

26/10/2008

"Tonyght Jazz", tributo a Tony Scott: "Un concerto irripetibile e di elevato livello culturale, in un momento in cui la cultura langue: sia per i musicisti coinvolti, alcuni appositamente chiamati, sia per il progetto entro cui la serata si inserisce. L'idea, infatti, nata dalla vulcanica mente e dal sensibile animo del regista Franco Maresco, è quella di realizzare un film-documentario sulla vita di un indimenticabile protagonista del jazz di tutti i tempi: Tony Scott." (Antonio Terzo)

12/10/2008

Goin' Solo
(Celebrating 60 years in jazz guitar)
(Sergio Coppotelli)

18/08/2008

Stefano Di Battista - Fabrizio Bosso All Stars Jazz Band a Roma in occasione del concerto del 1° maggio 2008: "Contesto inusuale, circostanza imprevedibile, piazza insolita. Un tempo forse...perché per la prima volta nella storia del "concertone" del Primo Maggio 2008 di piazza San Giovanni, a esibirsi di fronte a centinaia di migliaia di presenti, è una All Stars Jazz Band da brivido..." (Nicola Guida per MMS)

15/08/2008

Musicanima (Dario Skepisi)

15/08/2008

Jass & Jazz & More (Marcello Rosa)

15/08/2008

Il sole di un attimo (Ada Montellanico)

15/08/2008

Un Lungo Viaggio (Gianluca Caporale)

29/06/2008

si è concluso il Vittoria Jazz Festival - Music & Cerasuolo Wine: "...una prima edizione ben riuscita, tanto sotto l'aspetto musicale che per il buon seguito di pubblico, giunto anche dalle province limitrofe, il cui successo ha indotto già le realtà organizzatrici, Comune di Vittoria in testa, a dare appuntamento all'anno prossimo per l'edizione numero due..." (Antonio Terzo)

24/02/2008

Tenco's Jazz, l'anima Jazz della musica di Luigi Tenco: "Il Jazz in fondo ci faceva sentire un po' più nobili. Era uno dei pochi universi in cui ci si potesse riconoscere. Ci serviva per oltrepassare una musica leggera deteriore, impraticabile. Dovevamo per forza individuare un filone nuovo, che in pratica emerse da un miscuglio di jazz e altro..." (Roberto Arcuri)

18/02/2008

Trouble Shootin' (Stefano Di Battista)

03/02/2008

Sound Advice (Andy Gravish, Luca Mannutza and Sound Advice)

05/01/2008

I Festival Piemontesi, II Tappa: "I viaggi sono costruiti attraverso ritorni, passaggi e paesaggi e possono diventare con il tempo frequentazioni; le novità sanno stupire presentandosi come eccezioni o consolidate esperienze e il jazz acquista nuovamente lo stimolo per attraversare e ri-attraversare il Piemonte dell'estate 2007." (Alessandro Armando)

21/11/2007

Live Conversations (Dado Moroni - Enrico Pieranunzi)

10/11/2007

Jazz Club Perugia: Oltre 1200 spettatori nel primo fine settimana al "Jazz d'inverno"...(Marcello Migliosi)

15/09/2007

La quinta stagione (Roberto Giglio)

11/08/2007

Drumonk (Lorenzo Tucci)

31/07/2007

Vicenza Jazz 2007: Andrea Bacchetti in "Omaggio a Ravel e de Falla", Irio De Paula con Fabrizio Bosso, Abdullah Ibrahim in "Senzo - Ancestor", la Egea Orchestra e il "Malian Project" di Dee Dee Bridgewater. (Giovanni Greto)

28/06/2007

Nuova gallery con le foto di Marco D'Amico.

23/06/2007

Mario Biondi 'Handful of Soul', insieme agli High Five Quintet, all'Auditorium di Roma: "Il pubblico romano, come sempre prodigo di applausi, si è lasciato trasportare da un'esibizione trascinante ed estremamente curata sotto il profilo dell'esecuzione." (Luigi Milani)

23/06/2007

Bibbidi Bobbidi Boop (Boops Sisters)

02/05/2007

Intervista a Rosario Giuliani: "Non riesco a vivere la musica jazz se non come una passione e vorrei che questo la gente sentisse...Per me la musica è un'espressione necessaria ed insostituibile, è dire qualcosa che non può passare attraverso le parole, qualcosa che viene dallo stomaco." (Daniele Mastrangelo)

23/04/2007

Handuful Of Soul (Mario Biondi)

15/04/2007

Enrico Pieranunzi & Rosario Giuliani duo in "Fellini Jazz" per la rassegna "Jazz Groove around Rota": "...una musica sapientemente reinterpretata, unita ad una narrazione così confidenziale..." (Giovanni Greto)

18/03/2007

Just Smile (Matteo Brancaleoni with Renato Sellani)

17/03/2007

Ballads (Pieranunzi – Johnson – Baron)

10/03/2007

Lode 4 Joe (Max Ionata - Luca Mannutza)

15/01/2007

Fantasy (Marchio Bossa)

04/01/2007

Un esclusivo reportage attraverso i festival piemontesi: "E' possibile percorrere centinaia di chilometri e ascoltare note di jazz senza uscire da una sola regione del nostro paese: Il Piemonte. Attraverso piccole città, paesi che sono ricordati solo per essere parte di una periferia, paesi che fanno parte di province troppo vaste per essere nominati singolarmente, si può vivere un viaggio a tappe, piacevolmente forzate, per rispondere ad un urgenza: il jazz." (Alessandro Armando)

09/12/2006

Isis (Enrico Pieranunzi feat. Art Farmer)

03/12/2006

High Five, Gianluigi Trovesi, Fulvio Maras, Umberto Petrin, Rossano Sportiello (Giorgio Bianchi)

26/11/2006

Pure Soul (Andrea Sabatino)

24/10/2006

Essential team (Pippo Matino)

20/09/2006

Le case di Berio (Enrico Intra)

27/08/2006

Untold Story (Enrico Pieranunzi)

22/08/2006

Smile Again (Miles Griffith & Tony Pancella Trio/Quartet)

03/08/2006

Enrico Pieranunzi e Yuri Goloubev Duo: "Il concerto è stato indubbiamente piacevole e intenso, soprattutto grazie alla percepibile, perfetta integrazione sviluppata da Pieranunzi tra gli aspetti consci e inconsci del modo di improvvisare." (Bruno Gianquintieri)

29/06/2006

Pietro Condorelli Quintet e il trio formato da Roberto Gatto, Daniele Scannapieco e Julian Oliver Mazzariello allo Ueffilo Jazz Club: "Due grandi eventi in meno di una settimana: in totale, 8 tra i migliori musicisti attualmente presenti nel circuito nazionale..." (Alberto Francavilla)

08/06/2006

Mare Mosso (Bosso - Mannutza - Muresu - Volpe)

07/05/2006

Thinking Blue (Alberto Bonacasa 4et)

01/05/2006

Italian Trumpet Summit a Chiasso: "L'evento ha indubbiamente rappresentato una evidente dimostrazione dell'ottimo livello raggiunto dai jazzisti italiani che meritatamente si sono imposti in ambiti internazionali, riscuotendo i meritati riconoscimenti e consensi." (Bruno Gianquintieri)

17/04/2006

Brazilian etno Drumming Project (Alessandro D'Aloia & Lo Bengula)

16/04/2006

Piano, Piano (Anne Ducros)

09/04/2006

Un Jazz d'alto livello al Metropolitan di Palermo: Enrico Pieranunzi & Ada Montellanico Quintet nel tributo a Luigi Tenco "Danza di una Ninfa" e Roberto Gatto Special Quintet nel tributo al Miles Davis degli anni '64/'68. (Antonio Terzo)

14/03/2006

Quello che c'è in te (Elisabetta Guido)

12/03/2006

Duologues (Jim Hall - Enrico Pieranunzi)

14/02/2006

Shades of Carol (Carol Sudhalter)

08/02/2006

Le foto di Orvieto Jazz Winter 2005 (Daniela Crevena)

07/02/2006

Una "Italian Jazz Musicians Gallery" a cura di Jos L. Knaepen

13/01/2006

Enrico Pieranunzi e Ada Montellanico in "Just a Song": "E' sufficiente un istante, lo sfiorare di un tasto, e la cornice apre le sue frontiere alla narrazione, alla poesia, ai sentimenti, e ci si ritrova a lievitare come se lo spazio non avesse confini..." (Adriana Augenti)

14/12/2005

Easy (Pietro Condorelli)

11/12/2005

Danza di una Ninfa (Storie di Tenco) (Enrico Pieranunzi e Ada Montellanico )

24/09/2005

Charity Cafè (Okinerò)

23/07/2005

Dreams (Stefania Tallini Quintet)

11/07/2005

Quartette èlectrique (Davide Pettirossi)

22/02/2005

Four for Jazz (I. De Paula - F. Bosso - M. Moriconi - M. Manzi)

15/01/2005

Intervista a Nicola Angelucci: "...Mi sono avvicinato al jazz in modo un po' insolito, soprattutto da un punto di vista cronologico. Ho incominciato, infatti, con i dischi dei Weather Report e, successivamente, ho ascoltato i grandi musicisti del passato..." (Massimiliano Cerreto)

30/12/2004

Jazzinaria Quartet (Dipinto di Blu)

27/12/2004

Les Amants (Enrico Pieranunzi)

21/12/2004

Other Directions (Nicola Conte)

02/11/2004

Jim Hall trio con Enrico Pieranunzi al Blue Note: "La voce della chitarra di Jim Hall è estremamente fluida e delicata, ogni singola nota è densa di significato. A volte canta quasi impercettibilmente anche lui insieme alla sua chitarra mentre improvvisa." (Eva Simontacchi)

17/10/2004

Enrico Pieranunzi String Project, propone il suo progetto Les Amants inciso per l'Egea nell'ambito di Umbria Jazz 2004: "...Pieranunzi dà tuttavia ancora una volta testimonianza della sua capacità di rendere una raffinata e coinvolgente sintesi fra jazz, senso lirico e coloriture mediterranee con approccio melodico-cameristico che contraddistinguono ormai il suo stile pacato ed intenso al tempo stesso..." (Antonio Terzo)

17/10/2004

Intervista a Enrico Pieranunzi: "...Il jazz va sempre in direzione della bellezza, perché il jazz ha una straordinaria vitalità, è profondamente legato alla fantasia, alla creatività..." (Antonio Terzo)

28/08/2004

Intervista a Max Ionata: "...oggi non mi preoccupo più di suonare in un certo modo piuttosto che in un altro. Cerco di essere me stesso nella maniera più onesta possibile, credo che questo pensiero poi si riflette nella musica che viene fuori, e il pubblico se ne accorge..." (Franco Giustino)

31/07/2004

Enrico Pieranunzi in trio con Marc Johnson e Joey Baron a Villa Celimontana: "...Il loro feeling è straripante. Sul palco ridono, scherzano, si divertono e divertono, ma soprattutto SUONANO..." (Franco Giustino)

31/07/2004

Together (Tres + Fabrizio Bosso)

25/07/2004

Evans Remembered (Enrico Pieranunzi & Horns)

24/07/2004

Opzioni (il viaggio) (Isoritmo)

03/07/2004

Jazz Desire (High Five)

22/05/2004

Play Morricone 2 (Pieranunzi - Johnson - Barron)

13/03/2004

Once I Loved (Irio De Paula - Fabrizio Bosso)

30/08/2003

Gaspare Di Lieto: una biografia in musica. Pubblico incantato dall'incontro del pianista con il sax di Billy Harper. Atmosfere pregnanti per il terzo appuntamento della rassegna Jazz On The Coast. (Olga Chieffi)

19/07/2003

A Secret Place (Susanna Stivali)

15/07/2003

Trinacria (Andrea Beneventano Trio)

30/06/2003

Pietro Condorelli al Jazz Juice Festival di Bitritto: "...accompagnato da Fabrizio Bosso, Francesco Nastro, Pietro Iodice e Gianluigi Goglia, ha eseguito un jazz vorticoso, denso di musica che ha galvanizzato il pubblico." (Marco Losavio)

28/06/2003

Intervista a Fabrizio Bosso: "...L'obiettivo adesso è la maturità, riuscire a raggiungere qualcosa… Tecnicamente c'è sempre da migliorare, basti prendere ad esempio Wynton Marsalis: mi piacerebbe fare la metà delle cose che riesce a fare lui...". (Antonio Terzo)

27/06/2003

NinnaNannaNino (Dario Cellamaro Swingsuite Quintet)

02/06/2003

Little Hand (Max Ionata Quartet)

16/05/2003

Trasnoche (Enrico Pieranunzi - Marc Johnson)

21/04/2003

The Look of Love (Antonella Vitale)

15/03/2003

Current Conditions (Enrico Pieranunzi Trio)

11/02/2003

Perugia Suite (Enrico Pieranunzi)

28/12/2002

New Steps (Pino Iodice Project)

05/10/2002

In anteprima assoluta, su Jazzitalia, il CD Organ Grooves di Vito Di Modugno con Sandro Gibellini, Massimo Manzi, Stefano D'Anna, Fabrizio Bosso e la partecipazione straordinaria del fisarmonicista Pino Di Modugno (Red Records)

02/07/2002

Racconti Mediterranei di Enrico Pieranunzi con Marc Johnson e Gabriele Mirabassi (Egea Records).

17/12/2001

Play Morricone il CD che Enrico Pieranunzi in trio con Marc Johnson e Joey Baron ha dedicato alla musica di Ennio Morricone (Cam Jazz)

12/02/2001

Fast Flight di Fabrizio Bosso

13/07/2000

Intervista a Enrico Pieranunzi





Video:
GERSHWIN MOOD - Ilaria Basile
Ilaria Basile - Voce, Mario Rusca - Pianoforte e Arrangiamenti, Special Guest: Fabrizio Bosso - Tromba, Produzione: Sergio Besseghini, Distribuzione O...
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Su http://festival.blogosfere.itA Sanremo abbiamo incontrato e intervistato Fabrizio Bosso.intervista di alessandra carnevali, video di caterina di io...
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Stefano Di Battista ft. Gregory Hutchinson on drums, Fabrizio Bosso on Trmpette, and Baptiste Trotignon on organ. Oct. 2007 Sao Paulo, Brazil...
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Fabrizio Bosso " There is no greater love", Time in Jazz Festival.Berchidda, Sardegna.12-08-2007...
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Data pubblicazione: 16/09/2014

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