Henghel Gualdi
Ricordo di Jimmy Villotti
testimonianza a cura
di Marco Losavio

Sono state tante le persone che hanno amato e apprezzato Henghel.
E' stato un grande amico, un padre, un musicista eccezionale e molto vicino ai giovani
a cui dava molta fiducia. Era uno di quei nomi di una tale levatura e con una personalità
forte fuori dal comune. Per ricordarlo vorrei raccontare la prerogativa che aveva
con me.
L'ho conosciuto quanto ero molto giovane, quando volevo attestare le mie
capacità soprattutto compositive pertanto esageravo nella scrittura, cioè in una
composizione inserivo tutto, anche troppo, le infarcivo. Stiamo parlando di circa
30 anni fa e queste composizioni, lette oggi, sono veramente esagerate. Come dice
il maestro Bellotto, si dovrebbe usare più la gomma che la penna...Ad ogni
modo, Henghel mi dette la possibilità di fare qualche disco insieme come
compositore. Dall'alto della sua esperienza, bravura, eseguiva tutto senza criticarmi.
Son venute fuori incisioni anche discutibili, se vogliamo, però lui mi rispettava
molto, mi giudicava di talento, pertanto eseguiva tutto quello che era scritto,
con grande rispetto, senza magari darmi anche uno "scappellotto" che in alcuni momenti,
visti oggi, ci stava proprio...data la sua bravura avrebbe potuto tranquillamente
dire "lascia stare...", e invece no, una grande lezione di rispetto e una
grande disponibilità.
C'è un disco prodotto da
Luigi Barion dove sono proposte alcune composizioni originali: uno
di questi era inciso con me, tutto scritto da me. Ecco, mi piace ricordare di lui
questo aspetto della fiducia incredibile data ad un giovane come me. Oggi, questa
cosa mi stupisce molto, io non credo che lo farei.