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Intervista a Marcello Piccinini
di Raffaella Di Terlizzi

R.D.T.: Cosa ti ha fatto avvicinare al mondo della musica e quindi alla batteria?
M.P.: Ho sempre apprezzato la musica sin da piccolo. A volte andavo con i miei a sentire concerti, feste di piazza e rimanevo affascinato, quando ce n'era l'occasione, proprio dalla batteria. Avevo circa 7 anni quando, per gioco, prendevo dei cucchiai di legno da cucina e mi mettevo seduto a tamburellare sulle mie gambe o sui fustini dei detersivi. Poi finalmente, all'età di 12 anni, ho vinto una partita a tennis contro mio padre col quale avevo fatto una scommessa: se avessi vinto mi avrebbe comprato la mia prima batteria. E così ho avuto la mia prima "vera" batteria! Ho continuato a suonare in casa fino a quando una mia zia, maestra di pianoforte, mi ha incoraggiato a seguire dei corsi per imparare a suonare la batteria.

R.D.T.: Quindi hai deciso di frequentare corsi per lo studio della batteria?
Sì. Frequentavo il primo anno di liceo, quando ho iniziato a prendere lezioni private di batteria nella mia città. Successivamente ho frequentato seminari di D. Weckl, Gary Novak e Paul Wertico. Appena diplomato, ho deciso di proseguire gli studi a Roma, prendendo lezioni private dal maestro Ettore Mancini, che è stata per me una figura notevolmente importante non solo dal punto di vista batteristico, ma anche a livello umano ed ancora oggi è rimasto per me un punto di riferimento. Incoraggiato e sostenuto dalla mia famiglia, ho deciso di partire per andare a studiare al Berklee Collage of Music di Boston. Ho frequentato corsi di perfezionamento alla Escola de Samba, a Salvador de Bahia in Brasile. Poi nel 2001 mi sono trasferito a New York dove mi sono diplomato al Drummers Collective.

R.D.T.: Quale, tra queste scuole che hai citato, ricordi con più emozione?
M.P.: Senz'altro il Drummers Collective.

R.D.T.: Raccontaci la tua esperienza al Drummers Collective di New York ed al Berklee College of Music di Boston...
M.P.: Come negarlo…una parte di me è ancora là! E' stato uno dei periodi della mia vita che ricordo con più emozione. Ero a New York e frequentavo il Drummers quando l'11 settembre ci fu il crollo delle Torri Gemelle. Ho vissuto momenti incredibili ed indimenticabili che mi hanno aiutato a crescere, a diventare più consapevole. Ho avuto modo, nel periodo in cui ho frequentato il Drummers, di studiare a fondo e perfezionarmi con la batteria e le percussioni studiando tra gli altri con Elvin Jones e Will Colhoun. Il Drummers Collective è più piccola, come scuola, rispetto al Berklee di Boston. C'è un'atmosfera amichevole, quasi familiare. E' molto aperta non esiste competitività, né rivalità; anzi offre sbocchi per suonare nei locali attraverso la sostituzione degli insegnanti. Ho instaurato dei bellissimi rapporti di amicizia con gli alunni, ma anche con gli stessi insegnanti durante la mia permanenza al Drummers. Berklee è una scuola diversa, più accademica; ma anche lì ho avuto modo di studiare sotto la guida di insegnanti di prim'ordine come Bob Weiner e Ron Savage.

R.D.T.: La tua storia professionale ha inizio con la collaborazione come batterista e percussionista in vari gruppi suonando generi musicali diversi. Come fai a conciliare queste tue diverse anime musicali?
M.P.: Mi sento principalmente batterista. Amo la musica e apprezzo tutti i generi musicali. Sicuramente il jazz mi affascina ed emoziona in maniera particolare in quanto lo considero, tra i vari generi, come massima espressione di batteria perché nel jazz può esprimersi nel modo più vero ed assoluto. Sta di fatto che un musicista vero, secondo me, per essere completo dovrebbe riuscire ad esprimersi attraverso i diversi generi musicali dando sempre il meglio di sé.

R.D.T.: A tutt'oggi sei il batterista e collabori, in studio e live, con Linda (3°classificata al Festival di Sanremo 2004); collabori anche con gli Elettrodust come percussionista. Progetti futuri ed idee da realizzare?
M.P.: Con Linda abbiamo terminato da pochi giorni il Tour qui in Italia ed un mini Tour nel New Jersey che ci ha portato in numerose città. Ho suonato nei singoli ''Aria Sole Terra Mare'' e ''Libera''. Durante il Tour di Linda mi ha contattato la produzione degli Elettrodust per partecipare come percussionista al loro Tour. Tramite la Drum Art, nella figura del signor Silvano Biancucci, stiamo organizzando dimostrazioni dei suoi rullanti nei migliori negozi di strumenti musicali italiani. Attualmente sto lavorando alla registrazione di un Cd Rom ed un Cd Audio con Groove per DJ.

R.D.T.: Il tuo modo di suonare si avvicina di più...?
M.P.: Credo fermamente che ogni batterista che si rispetti debba avere uno stile personale. Sicuramente, però, ispirarsi a batteristi di tradizione come possono essere Philly Jo Jones, Art Blakey fino ai più moderni quali Gary Novak, Vinnie Colaiuta, Peter Erskine e Jo Jo Mayer, è senza dubbio stimolante.

PERCUSSION NOISE
Energia e talento, uniti ad una professionalità di tutto riguardo, sono stati gli elementi che, mercoledì 5 e venerdì 7 gennaio 2005, hanno caratterizzato le serate "PERCUSSION NOISE" tenutesi al Tam Club di Grottazzolina e presso lo Show Room di Eusebi Arredamenti nel terzo atto della rassegna "Assaggi".

E' stato molto più di un assaggio quello proposto dal batterista Marcello Piccinini e dal percussionista messicano Israel Varela, attualmente in Italia per collaborazioni artistiche e seminari. I due maghi del ritmo hanno entusiasmato con una buona dose di fantasia, suoni e ritmi, dando vita ad un bellissimo viaggio musicale nell'intrigante mondo delle percussioni.

Percussion Noise, progetto ideato da Marcello Piccinini, oltre ad essere un modo per conoscere le sonorità di numerosi strumenti acustici accompagnati da diversi materiali di recupero, attraverso l'energia sprigionata dai due artisti, ha dato modo di rivelare le solide basi musicali e anni di preparazione alle spalle di entrambi i musicisti che hanno dato vita a performance di alto livello coinvolgendo, entusiasmando ed emozionando un pubblico numeroso e attento.
Raffaella Di Terlizzi

R.D.T.: Attualmente quanto tempo riesci a dedicare allo studio e al perfezionamento della tua formazione di batterista?
M.P.:
Durante il Tour mi resta poco tempo da dedicare allo studio; ma appena riesco a liberarmi dagli impegni dedico gran parte della mia giornata allo studio e al perfezionamento della batteria e alla musica.

R.D.T.: Oltre che musicista sei anche insegnante di batteria e percussioni?
M.P.: Sì. Nel 2001 ho aperto il mio studio per insegnare privatamente batteria e percussioni. Da quest'anno, in collaborazione con l'Associazione Domus di Monterubbiano, inizierò corsi di batteria per sensibilizzare i giovani ed avvicinarli al mondo della musica e quindi alla batteria.

R.D.T.: Che tipo di batteria usi: rullanti, piatti, bacchette…e su cosa basi le tue scelte?
M.P.: Per il Linda Tour 2004 sto utilizzando batterie Pearl con misure cassa 22x18, tom tom da 10, floor tom 14 e 16; rullanti Drum Art 14 x 5 e ½ in Padouk, 13x3 in Acero e bacchette Drum Art. I piatti sono Sabian mod. 20 HHX Stage Ride, 14 Stage Hats, Crash Evolution 17, Crash HHX Stage da 18 ed Evolution Ozone Crash da 18. Monitoraggio in Ear Monitor System con Bas Shaker.

R.D.T.: Locali, teatri, piazze…hai suonato in situazioni diverse, non ultima, con Linda a Roma in piazza San Giovanni per la festa del 1° Maggio; quale tra queste prediligi?
M.P.: L'atmosfera che si crea nelle piazze ed ai concerti è senz'altro d'impatto e l'energia del pubblico riesce a trasmettere una carica unica. Nei locali la situazione è molto diversa in quanto il pubblico si lascia coinvolgere in maniera più pacata e l'atmosfera risulta più intima, ma non per questo è meno emozionante.

R.D.T.: Un piccolo suggerimento per chi volesse intraprendere lo studio e la carriera di batterista?
M.P.: Suonare con piacere, con passione e soprattutto essere perseveranti negli studi. Non serve voler diventare dei "mostri" a tutti i costi, inoltre quando si inizia a suonare insieme ad altri e comunque in generale, è molto importante instaurare rapporti umani sempre corretti sia con i musicisti che con coloro con i quali si lavora: insegnanti, tecnici e così via. Il mio motto: "L'importante è suonare suonare suonare… sempre!".

R.D.T.: Attualmente hai rapporti di endorsement?
M.P.: Sì, collaboro con la Pearl per le batterie; Sabian per i piatti; Drum Art per i rullanti e le bacchette e proprio con la Drum Art stiamo studiando una bacchetta signature a mio nome.

R.D.T.: …ed infine: com'è Marcello Piccinini, cosa sogna, cosa sente, in cosa crede…
M.P.: I miei sogni cerco di realizzarli giorno per giorno affinchè la mia vita possa sempre rispecchiare ciò che sono in ogni momento e in tutte le cose che faccio; amo la musica, la batteria e la vita cercando di non sprecarne neanche un attimo inutilmente. Mi piace conoscere gente nel campo della musica e non solo; fare esperienze nuove per crescere e migliorare professionalmente ma anche e soprattutto da un punto di vista umano poiché credo che un musicista, in generale, e quindi anche un batterista esprima ciò che è attraverso la musica che viene fuori dall'anima. Qualcuno un giorno mi ha detto che le bacchette, per un batterista, sono estensioni dell'anima…lo credo anch'io!

Per maggiori informazioni su Marcello: www.marcellopiccinini.it
oppure visitate la pagina di Marcello su Drumsportal
Telefono: 328-3338699












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Data pubblicazione: 04/05/2005

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