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Intervista a Max Ionata
aprile 2014
di Laura Scoteroni
foto di Pasquale Fabrizio Amodeo

Max Ionata (di Pasquale Fabrizio Amodeo)Max Ionata (di Pasquale Fabrizio Amodeo)Max Ionata (di Pasquale Fabrizio Amodeo)
click sulle foto per ingrandire

Il sassofonista italiano riconosciuto in campo internazionale, grazie al suo talento e alla sua affabilità come interprete e come persona, dove spicca una personalità ricca di umiltà, di pulizia interiore che si riflette nella sincerità espressiva che profonde nel suo strumento. L'intervista nasce da una pausa durante i suoi concerti a Napoli, durante la quale la sua schiettezza lo fa apprezzare ancora di più.

Ma cos'è per te il jazz?

Questa è la domanda più gettonata, ma è la più sensata per un artista che decide di dare la propria vita a questo genere di cose. Per me è un modo di vivere, di concepire la mia vita, questo non vuol dire che io improvvisi tutto, però con questa mentalità affronto la vita. Improvvisare non vuol dire arrangiarsi. Improvvisare è una cosa molto seria, molto ben organizzata per poter uscire e scavalcare anche i problemi musicali in maniera agile. La mia ginnastica quotidiana è quella che io uso per avvicinarmi allo strumento e cerco di usarla nella vita, cerco di vivere la mia vita fino in fondo ma improvvisando in qualche modo, trattando ogni problema come un problema musicale. Molti dicono che sono pazzo, quelli che vivono una vita normale, ma pazzo non in senso negativo. Ho incontrato una persona nella mia vita che è la mia compagna dal 1999, Stefania, è una storia atipica, anche se lei si arrabbierà perché dice che la metto sempre in mezzo nelle interviste, lei in qualche modo improvvisa come me, cioè amiamo la stessa sinergia, dico che siamo un duo perfetto proprio per questo. Il jazz che cos'è? E' come ti comporti nella vita, un modo di vivere, un modo di pensare le cose, un modo di vederle. Quando un ragazzo mi chiede ‘voglio imparare a suonare jazz' non è così facile perché devi pensare in jazz, se vuoi suonare il jazz, devi veramente averlo in testa e soprattutto qua dentro (indicando il cuore). Tante volte questa domanda me la fanno i ragazzi giovani e tanti volenterosi, talentuosi che per quanto bravi e preparati non riescono ad entrare in questa mentalità perché non hanno capito ancora che il jazz è un modo di vivere, un modo di amare la musica, un modo di vederla. E' diverso dal musicista bravissimo che sa suonare tutto, e magari male, non so.


Quali sono i sassofonisti che ti hanno maggiormente influenzato?
Non riesco a limitarmi pensando a qualcuno, però se devo dire qualche nome ti direi Sonny Rollins e Coltrane e Gordon. Il primo in assoluto che ho amato è stato Dexter Gordon, del quale un mio amico mi regalò i primi dischi, io sono cresciuto in un paese di provincia in una famiglia senza una tradizione jazzistica, grazie a questi amici che mi hanno fatto ascoltare questo genere di musica, ho scoperto alcune cose. La prima cosa che ho scoperto è Dexter Gordon, che mi ha praticamente stregato, non sono più riuscito a staccarmi da questa cassette che si consumavano in macchina a causa del mio frenetico ascolto. Io facevo un lavoro che mi portava in giro con la macchina dalla mattina alla sera, consumando così queste cassette di Dexter; poi piano piano sono passato all'ascolto di John Coltrane, poi Sonny Rollins che è rimasto un amore per tanto tempo. Questi artisti sono ancora dei beniamini, non mi permetterei mai di pensare di non ascoltarli più.

Qual è stata l'esperienza musicalmente più importante della tua vita?
Sono talmente tante che è difficile dirlo. Io devo tanto a tanti artisti italiani e tanti artisti americani, con i quali ho lavorato. Mi viene in mente la mia collaborazione con Gegè Telesforo, che mi ha insegnato a stare sul palco in un certo modo, avere il senso dello show, il senso del sorriso. Ho un gruppo a mio nome che ospita Gegè un Organ Trio con Gegè ospite, abbiamo fatto questa cosa per continuare a lavorare insieme. Mi viene da pensare a Roberto Gatto, con tutti i progetti che ha condotto e la collaborazione con Dado Moroni che è iniziata da qualche anno e che stiamo portando avanti. Con Dado abbiamo fatto un primo disco dedicato a Duke Ellington e l'ultimo "Two for Stevie" nel quale abbiamo suonato musiche di Stevie Wonder, un disco molto particolare nel suo genere. Continuo a collaborare con Dado e con tanti altri artisti. La situazione a mio nome che sicuramente mi è piaciuta di più è il trio americano con Clarence Penn e Reuben Roger che è iniziato con lo stile italiano di chi chiama gli americani e li paga per fare le cose, poi siamo diventati così amici, c'è stata una stima così reciproca che abbiamo fatto questo disco a nostro nome "Ionata Penn Rogers Kind of Trio" dove ognuno di noi ha scritto musica per questo disco, ed è stata una cosa che a me ha lusingato parecchio, perché è bellissimo poter avere la collaborazione di grandi artisti che tu vedi suonare sui palchi con i grandi tuoi colleghi americani poi magari sono al tuo servizio per suonare con te.

Cos'è cambiato e cos'è rimasto uguale nel suo approccio alla musica in questi anni?
E' rimasta uguale la genuinità credo. Odio parlare di me, ma provo a mettermi dall'altra parte e vedere quello che io spero di trasmettere. Credo che la genuinità e la sincerità siano cose che mi ha insegnato mio padre. Forse la cosa più bella che abbia potuto trasmettermi è l'onestà, quella intellettuale ma anche quotidiana. Nelle cose non riesco ad essere disonesto, perché papà era carabiniere, quindi era impossibile anche fumarsi uno spinello a casa, quindi non siamo riusciti a fare neanche questo. Però questa cosa mi è rimasta nella musica e sicuramente sono contento di avercela ancora, perché io se suono davanti a cinque persone o davanti a duemila persone, lo faccio nella stessa identica maniera. Non è tanto per una questione legata alla professionalità, perché il professionista è capace di fare l'uno a l'altro in maniera impercettibile, io invece mi emoziono nello stesso modo, cioè suono con la stessa intenzione, non importa se c'è solo una persona ad ascoltarmi, non so il motivo, ma forse perché io suono anche per me, o per i musicisti che suonano con me. Quello che è cambiato è sicuramente la sicurezza, quella che una volta non era così, magari 10-15 anni fa non era così. Oggi mi sento più sicuro quando affronto le cose, e so più o meno come cavarmela nelle situazioni musicali. La sicurezza è data anche da un po' di mestiere che si impara. E' l'esperienza che ti aiuta a fare questo, ma l'emozione, le cose che fanno parte del lato emotivo della musica, secondo me è meglio non perderle mai. Più studi, più ti allontani in qualche modo dalla creatività vera, nel senso che sei consapevole di tutto quello che sta accedendo e quindi di magia rimane un po' meno. Però non riesco a fare a meno di studiare continuamente.

Nei tuoi dischi c'è ampio spazio al piano è una scelta precisa come impostazione del tuo stile?
Il pianoforte in generale occupa uno spazio meraviglioso nella mia vita: lo adoro, ascolto dischi dei pianisti continuamente. Mi sarebbe piaciuto suonarlo, infatti lo sto studiando. Mi sono comprato un pianoforte e non smetto mai di suonarlo, sono sempre lì a scrivere, a provare delle cose, per cui come vedi è ricorrente anche questo duo pianoforte e sassofono nella mia discografia, c'è il disco con Luca Mannutza del 2002, ed ora questi due dischi col grande Dado Moroni.

Umbria Jazz Winter 2011 puoi parlare di quella esperienza?
Ero lì con Roberto Gatto con un meraviglioso quintetto di cui sono felicissimo di aver fatto parte, e di continuare a far parte con un altra formazione adesso. Era un tributo a Shelly Manne e tutte le sere facevamo il "Round Midnight" al termine del quale tutti i musicisti italiani e americani che suonavano ad Umbria Jazz venivano da noi e chiudevamo con una jam session meravigliosa fino alle tre-quattro del mattino. Ho avuto la possibilità di confrontarmi e di suonare accanto a Erik Alexander e a tutti i miei beniamini. E' stata una cosa bellissima, anche perché mi ha messo anche in luce con il grande pubblico.

Attività molto intensa negli ultimi anni, tra concerti e l'uscita di due dischi l'anno con etichette diverse. Qual è il tuo rapporto con le case discografiche per i tuoi dischi.
In realtà è sempre un rapporto conflittuale, perché quello che noi vogliamo e chiediamo a una etichetta discografica purtroppo non sempre viene fatto, ma non per cattiveria da parte dei produttori; il jazz è una musica di nicchia, anche se c'è stata un'ondata di grande popolarità, non bisogna dimenticare che il jazz è un genere di nicchia, per cui quello che noi pretendiamo non viene mai rispettato per i pochi mezzi a disposizione. Quindi ciò che non può darti un'etichetta, cerchi di averlo da un'altra. Con la Albòre Jazz Japan sono ancora sotto contratto, adesso sto collaborando con la Jando Music/ VVJ (Via Veneto Jazz). Jando Music è il mio produttore Giandomenico Ciaramella e la Via Veneto Jazz stampa i dischi e li distribuisce, ormai sono quattro dischi che faccio con loro.

E' cambiato il modo di produrre un disco?
Per me sì perché ho finalmente un produttore che investe qualcosa su di me, e sono felice di questo, cominciamo a fare le cose perbene. A parte il discorso giapponese che è completamente diverso, più organizzato per via dell'indole giapponese, però anche in Italia sto avendo lo stesso risultato.

A proposito di Fabrizio Bosso una curiosità. Il brano "Two Friends" che fa parte del disco "Inspiration" è un brano che riporta al jazz degli anni Sessanta. Come è nato questo brano?
La verità? Questo brano era stato scritto per me e Daniele Scannapieco, ed avremmo dovuto registrarlo sul disco "Tenor Legacy", per un problema il brano scritto da Luca Mannutza non arrivò in tempo, così lo utilizzammo per il disco "10". Una curiosità su questo lavoro: il disco è nato quando stavamo in studio a registrare l'album "Inspiration", quello giapponese, come vedi la formazione è identica. "Inspiration", non il live, è un disco che noi registrammo su commissione di Satoshi Toyoda. Aveva preso in nolo lo studio per tre giorni, però alla fine del primo giorno avevamo finito: avevamo registrato tutto. Così continuammo a registrare, abbiamo buttato giù musica, quella che avevamo. Luca portava sue composizioni, altre Nicola Muresu, così abbiamo messo insieme un po' di brani ed alla fine è uscito questo disco, che è rimasto nel cassetto per anni, peraltro a me non piaceva. Matteo Pagano mi chiamò dicendomi che gli sarebbe piaciuto fare un disco con me, così proposi svogliatamente quello già pronto con le mie riserve. Dopo due ore che li avevo dato il disco mi chiama Matteo entusiasta, così uscì e fu una bomba, come vendite e come immagine che mi sparò in alto in Italia, perché fu il mio primo disco di vero successo. Questo è "10", per caso, tante volte le cose per caso accadono e riescono. Nelle interviste di presentazione in alcune radio di Roma mi chiedevano se il numero era un omaggio al ‘capitano Totti'.

Per "Inspiration Live" del 2014 puoi dirmi qual è stata l'ispirazione? come è nato l'album?
Questo disco è nato un po' allo stesso modo. Vedi il jazz è così proprio per questo. Il disco "10" è nato in questo modo, quest'altro è nato più o meno alla stessa maniera. Registrammo un concerto live che per vari motivi poi non abbiamo pubblicato come previsto. Avevo Satoshi che mi sollecitava a fare un nuovo lavoro ed in quel momento non avevo l'ispirazione adatta per un lavoro nuovo, così diedi il disco nel cassetto, che gli piacque è così lo produsse. Ecco perché il jazz è anche nella vita, in quello che fai. Le cose migliori sono quelle che non hai pianificato. Da dire che neanche ‘Inspiration Live' mi piace, sono precisissimo e mi odio quando mi ascolto, però vedo che piace e continuo a farlo con entusiasmo. Sono molto critico con me stesso.

E' riuscito nell'intento o pensi che si potrebbe aggiungere ancora qualcosa?
Per questo forse no, ma per altri dischi che sono frutto di durissimo lavoro, come quello in trio, lì veramente me la sono fatta sotto, ho vissuto per la prima volta quello che poteva vivere Coltrane negli anni dei contratti con la Impulse Records. Avevo un contratto per fare tre dischi l'anno, ma anche se fosse stato uno l'anno, con tutti i concerti che hai da fare, gli impegni, le varie cose, magari non hai l'ispirazione per scrivere, e devi scrivere per forza, ed io per la prima volta ho avuto quest'ansia di dover fare una cosa per forza, ma non controvoglia, perché avevo una scadenza, questi arrivavano dall'America.

Come te la sei cavata?
Devo dirti, ho scritto della musica che ancora oggi mi domando come abbia fatto a scrivere certe cose.

Rendi meglio sotto stress?
Forse. Perché in fondo faccio "di necessità virtù", in quel momento dovevo farlo per forza, così mi sono messo sotto e l'ho fatto; e ho scritto più musica in quel disco che non in altri, dove ho chiesto a colleghi di mettere un brano proprio ecc. E' venuta fuori una bella cosa, che piace anche molto.

Lavori in corso mi dici quali sono i tuoi progetti musicali?
Stiamo facendo dei concerti per il disco con Dado Moroni, un tributo a Stevie Wonder, in duo pianoforte e sax, dopo quello dedicato ad Ellington. Lo stimolo è nato dal fatto che Ellington non abbia mai suonato in piccole formazioni, quindi fare questa cosa in due era interessante: il miglior polpo, cioè un pianista con venti dita era Dado, ed è la cosa migliore che potesse capitarmi. Stavolta con Stevie è stata una proposta del nostro produttore, che ha chiesto il secondo disco del duo e noi avevamo pensato da jazzisti a Monk, Parker, ma lui voleva essere stupito con qualcosa di particolare. Così è stato Stevie Wonder, perché è un artista super-jazz, cioè al di là del ritmo che hanno i pezzi, hanno dei cambi di accordi che sono degli standard. La dimostrazione è che quando si ascolta il disco di Stevie, suona come quello del tributo a Duke Ellington come situazione. Nei progetti musicali c'è il mio con l'Organ Trio, dove c'è Alberto Currisi all'organo, Amedeo Ariano alla batteria ed ospitiamo Gegè Telesforo, stiamo girando moltissimo in tutta Italia, tra festival e jazzclub.

Un progetto incompiuto?
Non posso parlare di progetto incompiuto, sarei bugiardo, perché sono una persona troppo fortunata. Ho avuto una vita forse unica tra i miei colleghi, perché vengo da un altro mestiere, da un'altra vita, ed essere arrivato oggi ad essere un professionista e lavorare a livello internazionale, che posso chiedere di più? Questo era il mio sogno. Sono riuscito a realizzare un sogno ed è una cosa bellissima. Mi piacerebbe moltissimo fare un periodo all'estero, non perché non sia contento dell'Italia, però mi piacerebbe fermarmi, vado spesso a suonare all'estero, però un conto è andare, suonare ed andare via, un conto è vivere le realtà estere, perché vedo che all'estero c'è molto fermento artistico.

Una domanda per il pubblico femminile: in questi dieci anni hai cambiato look. Questione di marketing?
In questa cosa mi vedo un po' come Sonny Rollins, senza presunzione per carità, con le dovute proporzioni. Sonny cambiava look spessissimo forse perché sentiva questa esigenza, lui una volta si è tagliato tutti i peli del corpo. Io cambierei molto più spesso se potessi, però ho questo gendarme (Stefania, la compagna, n.d.a.) che decide quando è il momento di fermare la mia voglia di rasarmi a zero. Ho questo angelo che è la cosa più bella che la vita abbia potuto regalare.






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Culatello & Jazz: Fabrizio Bosso, Lorenzo Tucci, Luca Mannutza: "Bellissimo scenario quello del cortile del castello, tavoli apparecchiati con grande eleganza (altro che club fumosi), luci morbide, pubblico elegante. Un affollamento incredibile, fra l' altro, con cento spettatori rimasti fuori (Dall' ascolto di Bosso o dal menù di Spigaroli ?)." (Marco Buttafuoco)

06/12/2009

Eventi in Jazz 2009: la perla d'autunno. "Una manifestazione che è cresciuta nel tempo soprattutto dal punto di vista qualitativo e che è riuscita ad uscire dai confini del territorio, diventando una tradizione da non perdere e una rassegna che per costanza, qualità e importanza dei musicisti invitati, si piazza tra i più interessanti festival europei." (Alessandro Carabelli)

22/11/2009

Melodies (Stefano Sabatini)- Stefano Corbetta

22/11/2009

Tall Stories (Jazzlife Sextet) - Marco Buttafuoco

03/11/2009

"Capri Jazz Bar" Trio and Friends (Carmine Cataldo)- Alessandra De Vita

25/10/2009

Giunto alla 29a edizione il Roccella Jazz Festival sotto il titolo "Rumori Mediterranei" propone quest'anno trenta concerti in undici giorni con i più grandi artisti della scena internazionale. Una rassegna itinerante partita da Reggio Calabria e che, toccando diverse località, si è conclusa nella sua città natìa Roccella Jonica con i consueti quattro giorni di musica e appuntamenti collaterali. (Vincenzo Fugaldi)

04/10/2009

Reincarnation Of a Lovebird (Pietro Ciancaglini) - Alceste Ayroldi

19/09/2009

Intervista a Raphael Gualazzi: "Credo che l'innovazione debba partire sempre e comunque dalla conoscenza della tradizione. Tradizione che può anche essere messa in discussione, ma solo dopo che la si conosce." (Fabrizio Ciccarelli)

06/09/2009

Solodado (Dado Moroni) - Alceste Ayroldi

30/08/2009

Laigueglia Percfest 2009: "La 14° edizione, sempre diretta da Rosario Bonaccorso, ha puntato su una programmazione ad hoc per soddisfare l'appetito artistico di tutti: concerti jazz di altissimo livello, concorso internazionale di percussionisti creativi Memorial Naco, corso di percussioni per bambini, corsi di GiGon, fitness sulla spiaggia, stage didattici di percussioni e musicoterapia, lezione di danza mediorientale, stage di danza, mostre fotografiche, e altro." (Franco Donaggio)

09/08/2009

Mario Biondi and Duke Ensemble, nella Cavea dell'Auditorium di Roma, per Save the Children, ha mostrato come nelle sue corde ci sia qualcosa di...inaspettatamente Jazz... (Fabrizio Ciccarelli)

01/01/2009

L'High Five Quintet al Blue Note di Tokyo: "Otto set in quattro giorni. Mai un minuto per il tempo libero. Però un successo crescente, che sfocerà in un DVD e in un CD che conterrà parte dei brani eseguiti nel prestigioso locale giapponese." (Giovanni Greto)

22/11/2008

Standard Suite in Bb Major (Pietro Lomuscio Trio)

30/10/2008

Panta Rei (Roberto Spadoni Nine )

26/10/2008

Venezia Jazz Festival e Veneto Jazz Summer: "Abbiamo notato come, in genere, i grandi nomi spesso deludano le aspettative e come certi progetti probabilmente siano forme studiate a tavolino da manager e produttori scaltri e navigati che cercano di spremere il nome consolidato, sicuri che egli sia capace ancora di radunare un folto pubblico." (Giovanni Greto)

20/09/2008

Lifetime (Daniele Scannapieco)

19/08/2008

Reggio Top Jazz Festival 2008: "Il sondaggio fra i critici specializzati che il mensile Musica Jazz dedica da ben cinque lustri al meglio del jazz in circolazione, in questo venticinquesimo anno è stato per la prima volta incentrato esclusivamente sul jazz italiano. Da qui la nascita del Reggio Top Jazz Festival, che nella prima edizione ha schierato buona parte dei vincitori del referendum, durante quattro serate primaverili nella città di Reggio Calabria." (E. Fugaldi - G. Taormina)

15/08/2008

Musicanima (Dario Skepisi)

15/08/2008

Jass & Jazz & More (Marcello Rosa)

12/08/2008

Suoni Naviganti nel sagrato del quattrocentesco Convento dell'Annunciata: "Il festival ci ha presentato artisti prestigiosi ed un repertorio molto vario, tale da soddisfare il pubblico più vasto..." (Rossella Del Grande)

29/06/2008

si è concluso il Vittoria Jazz Festival - Music & Cerasuolo Wine: "...una prima edizione ben riuscita, tanto sotto l'aspetto musicale che per il buon seguito di pubblico, giunto anche dalle province limitrofe, il cui successo ha indotto già le realtà organizzatrici, Comune di Vittoria in testa, a dare appuntamento all'anno prossimo per l'edizione numero due..." (Antonio Terzo)

20/03/2008

Humanity (Tom Harrell - Dado Moroni)

16/03/2008

The Cube (The cube & Tom Harrell)

16/03/2008

Languages (Aldo Farias)

23/02/2008

Love and other contraddictions (Gegè Telesforo Groovinators)

03/02/2008

Sound Advice (Andy Gravish, Luca Mannutza and Sound Advice)

08/01/2008

Giovanni Tommaso Apogeo Quintet al Jazz Club di Perugia: "Non ce ne vorrà Giovanni Tommaso se il "Giovanni Tommaso Apogeo Quintet", dal concerto della stagione del "Jazz d'inverno" di Perugia, lo chiameremo: "Apogeo"...semplicemente! Una magica alchimia musicale che ha saputo offrire una performance di rara forza ritmica e di ricercata raffinatezza espressiva." (Marcello Migliosi)

05/01/2008

Il trio di Danilo Rea e Roberto Gatto, con Joseph Lepore al contrabbasso, al Dizzy's Club Coca-Cola di New York: "...l trio ha presentato alcune arie tratte dalle opere italiane eseguite con arrangiamenti jazz, oltre a classici della musica americana di Bacharach e Lennon, e originali interpretazioni in chiave jazzistica di note canzoni italiane." (Roberta Zlokower)

05/01/2008

I Festival Piemontesi, II Tappa: "I viaggi sono costruiti attraverso ritorni, passaggi e paesaggi e possono diventare con il tempo frequentazioni; le novità sanno stupire presentandosi come eccezioni o consolidate esperienze e il jazz acquista nuovamente lo stimolo per attraversare e ri-attraversare il Piemonte dell'estate 2007." (Alessandro Armando)

05/01/2008

Gino Paoli con il suo Milestones al NotomusicaFestival: "E' stato un incontro di jazz come ce ne sono stati altri tra il grande patrimonio della canzone italiana d'autore e non. Una via percorsa da tempo da parte di alcuni musicisti nostrani che hanno capito che si poteva creare un filone tutto italiano di jazz pescando nella nostra tradizione." (Giuseppe Mavilla)

03/01/2008

Umbria Jazz Winter #15, l'anno del Jazz Made in Italy: "Oltre 60 concerti a pagamento e circa 50 ad ingresso libero, 12 mila le presenze paganti, 165 mila euro gli incassi ai botteghini, 65 mila le presenze complessive, 180 artisti, 80 persone di staff, 25 tecnici, 50 unità di servizio e 210 le persone direttamente impegnate nella organizzazione del festival..." (Marcello Migliosi)

21/11/2007

Live Conversations (Dado Moroni - Enrico Pieranunzi)

10/11/2007

Jazz Club Perugia: Oltre 1200 spettatori nel primo fine settimana al "Jazz d'inverno"...(Marcello Migliosi)

15/09/2007

Sergio Cammariere ad Alberobello: "...sembra suonare come uno spettacolo pirotecnico per un evento che per una notte ha colorato i trulli di Alberobello di emozioni, poesia ed architettura della musica." (Angelo Ruggiero)

26/08/2007

Multiculturita Summer Jazz 2007, i concerti di Balducci Ensamble, Funk Off, Rava Quintet, Gino Paoli e il quartetto di Pat Metheny e Brad Mehldau, l'intervista a Pat Metheny: "Capurso capitale pugliese del jazz nell'estate 2007. Non si tratta di un messaggio promozionale volto a promuovere un evento, ma un giusto riconoscimento per chi ha consentito a questo paese, sito nell'hinterland barese, di divenire in così pochi anni uno dei punti di riferimento regionali dal punto di vista musicale..." (Alberto Francavilla - Marco Losavio)

08/08/2007

The words and the days (Enrico Rava)

08/07/2007

L'urklang della Salerno Jazz Orchestra: "La neo-nata formazione che ha debuttato al teatro Verdi mercoledì sera 9 maggio 2007, in assenza del sindaco Vincenzo De Luca, ha ricevuto la benedizione del contrabbassista Giovanni Tommaso." (Olga Chieffi)

28/06/2007

Nuova gallery con le foto di Marco D'Amico.

23/06/2007

Mario Biondi 'Handful of Soul', insieme agli High Five Quintet, all'Auditorium di Roma: "Il pubblico romano, come sempre prodigo di applausi, si è lasciato trasportare da un'esibizione trascinante ed estremamente curata sotto il profilo dell'esecuzione." (Luigi Milani)

16/06/2007

Anything Else (Rosario Giuliani Quintet)

14/05/2007

Enrico Rava Quintet all'Auditorium di Roma: "La musica che oggi il trombettista propone, lontana dai più banali stereotipi jazzistici, è frutto di un lungo percorso che dall'inizio degli anni settanta si è spinto fino ad oggi sviluppando - secondo una propria coerenza - un linguaggio personale ed indipendente, una visione della musica fortemente caratterizzata." (Marco De Masi)

02/05/2007

Intervista a Rosario Giuliani: "Non riesco a vivere la musica jazz se non come una passione e vorrei che questo la gente sentisse...Per me la musica è un'espressione necessaria ed insostituibile, è dire qualcosa che non può passare attraverso le parole, qualcosa che viene dallo stomaco." (Daniele Mastrangelo)

23/04/2007

Handuful Of Soul (Mario Biondi)

23/04/2007

Wishlist (Marco Trifilio)

10/03/2007

Lode 4 Joe (Max Ionata - Luca Mannutza)

25/02/2007

Un lupo in Darsena (Danila Satragno)

25/02/2007

Liquid Gardens (Franco Ambrosetti)

09/02/2007

Umbria Jazz Winter: "La quattordicesima edizione di Umbria Jazz Winter è stata contrassegnata dall'incontro tra il jazz e la canzone d'autore: un binomio che molti anni fa negli Stati Uniti ha prodotti quei famosissimi standards su cui i jazzisti di tutto il mondo continuano ancora oggi ad improvvisare. Questo "fenomeno" ha raggiunto ormai da anni anche nel nostro paese, ed ha contribuito a rafforzare un'identità troppo spesso condizionata dagli stereotipi d'oltre oceano." (Marco De Masi)

15/01/2007

Fantasy (Marchio Bossa)

04/01/2007

Un esclusivo reportage attraverso i festival piemontesi: "E' possibile percorrere centinaia di chilometri e ascoltare note di jazz senza uscire da una sola regione del nostro paese: Il Piemonte. Attraverso piccole città, paesi che sono ricordati solo per essere parte di una periferia, paesi che fanno parte di province troppo vaste per essere nominati singolarmente, si può vivere un viaggio a tappe, piacevolmente forzate, per rispondere ad un urgenza: il jazz." (Alessandro Armando)

27/12/2006

Gino Paoli Quintet (R.Bonaccorso, D.Rea, R.Gatto, F.Boltro) al Teatro Augusteo di Salerno (Francesco Truono)

27/12/2006

Eventi Jazz 2006 a Busto Arsizio con Ignacio Berroa, Dado Moroni, Kenny Barron, Mike Stern. Sei serate di jazz nei vari teatri cittadini sempre gremiti di pubblico appassionato e intento ad ascoltare le varie proposte stilistiche previste dalla programmazione.

27/12/2006

Le nuove interviste di Mayday: Dick Oatts, Rosario Giuliani con Roberto Gatto e Pippo Matino, Al Di Meola e il giovanissimo Walter Ricci.

16/12/2006

Enrico Rava, Aldo Romano, Joey Baron, Henri Texier, Dado Moroni...dalla rassegna Jazz&Wine of Peace 2006 (Luca D'Agostino - Phocus Agency)

09/12/2006

Isis (Enrico Pieranunzi feat. Art Farmer)

09/12/2006

America Latina…el Vije (Grupo El Poncho Orquesta Chirimia)

07/12/2006

Daniele Scannapieco, Julian Oliver Mazzariello, Dario Deidda, Amedeo Ariano a Terni Jazz Winter 2006 (Francesco Truono)

03/12/2006

High Five, Gianluigi Trovesi, Fulvio Maras, Umberto Petrin, Rossano Sportiello (Giorgio Bianchi)

01/09/2006

"Linguaggio Universale" , la gallery di Francesco Truono su Umbria Jazz 2006.

22/08/2006

Smile Again (Miles Griffith & Tony Pancella Trio/Quartet)

05/08/2006

Il Nick La Rocca Jazz Festival 2005 in uno scenario con un'atmosfera semplicemente incantevole, una perfetta organizzazione, una manifestazione che ha offerto sicuramente più luci che ombre. (Francesco Peluso)

14/07/2006

Intervista a Kenny Barron e Dado Moroni: "Mi piacerebbe fare un disco con un'orchestra d'archi. E comunque fare qualcosa che mi piace, senza dovermi preoccupare se venderà o no." (Rossella Del Grande)

29/06/2006

Pietro Condorelli Quintet e il trio formato da Roberto Gatto, Daniele Scannapieco e Julian Oliver Mazzariello allo Ueffilo Jazz Club: "Due grandi eventi in meno di una settimana: in totale, 8 tra i migliori musicisti attualmente presenti nel circuito nazionale..." (Alberto Francavilla)

08/06/2006

Mare Mosso (Bosso - Mannutza - Muresu - Volpe)

04/06/2006

Fado Meridiano (Lillo Quaratino)

09/04/2006

Un Jazz d'alto livello al Metropolitan di Palermo: Enrico Pieranunzi & Ada Montellanico Quintet nel tributo a Luigi Tenco "Danza di una Ninfa" e Roberto Gatto Special Quintet nel tributo al Miles Davis degli anni '64/'68. (Antonio Terzo)

09/04/2006

Enrico Rava e Dado Moroni: "Gran parte del pubblico ha dimostrato di gradire la scelta di un repertorio di standards, che non ha tuttavia emozionato gli appassionati di jazz..." (Giovanni Greto)

07/02/2006

Una "Italian Jazz Musicians Gallery" a cura di Jos L. Knaepen

06/02/2006

Franco Cerri: ottant'anni suonati!! Teatro Arcimboldi, Milano - 28 gennaio 2006 (Giorgio Alto)

18/01/2006

3 From The Ghetto (Dario Deidda)

14/12/2005

Easy (Pietro Condorelli)

13/12/2005

Roberto Gatto Quartet per l'estate Verunese: "...Bravi musicisti che sentono il bisogno di improvvisare, di sorprendere il pubblico presente, prescindendo da ogni elemento che potrebbe, solo apparentemente, favorire o compromettere l'ispirazione..." (Bruno Gianquintieri)

10/12/2005

Salerno Liberty City Band (Salerno Liberty City Band)

06/11/2005

Le foto dell'Enrico Rava Quintet a Jazz in Parco 2005. (Francesco Truono)

02/10/2005

Marcus Miller, Richard Bona e Dario Deidda: ben tre bassisti si sono alternati sul palco dell'Eddie Lang Jazz Festival 2005 di Monteroduni, giunto alla sua edizione numero quindici e quest'anno diretto da Gegè Telesforo.(Antonio Terzo)

06/09/2005

Intervista a Gegè Telesforo: "...credo che il jazz, a parte la crescita di alcuni musicisti americani, inglesi, italiani all'estero, viva però un momento di stallo creativo, sembra giri un po' su sé stesso..." (Antonio Terzo)

20/06/2005

Never More (Daniele Scannapieco)

22/05/2005

Lewis Nash e il suo quartetto al Borgo Club di Genova: "...Il quartetto di Lewis Nash ha offerto una serata di grande jazz, una prova stimolante con pagine di poderoso impulso, infondendo ai brani inseriti in programma una vita nuova, connubio ideale di geometrie musicali e di concetti liricamente trasfigurati..." (Enzo Cochetti)

13/02/2005

Intervista a Luca Mannutza: "...Se la mia vita musicale dovesse fermarsi ora a 36 anni, sarei contento lo stesso avendo dimostrato a me stesso di potercela fare..." (Franco Giustino)

15/01/2005

Intervista a Nicola Angelucci: "...Mi sono avvicinato al jazz in modo un po' insolito, soprattutto da un punto di vista cronologico. Ho incominciato, infatti, con i dischi dei Weather Report e, successivamente, ho ascoltato i grandi musicisti del passato..." (Massimiliano Cerreto)

21/12/2004

Other Directions (Nicola Conte)

08/12/2004

L'Enrico Rava Quintet apre la rassegna Antiphonae 2004: "...L'ambiente, già caldo per l'intera performance, diventa incandescente: è in piedi, canta ed applaude i cinque musicisti presenti sul palco..." (A. Ayroldi, M. Losavio)

28/08/2004

Intervista a Max Ionata: "...oggi non mi preoccupo più di suonare in un certo modo piuttosto che in un altro. Cerco di essere me stesso nella maniera più onesta possibile, credo che questo pensiero poi si riflette nella musica che viene fuori, e il pubblico se ne accorge..." (Franco Giustino)

04/04/2004

Enrico Rava Quintet a Busto Arsizio: "...uno dei musicisti italiani più rappresentativi ed apprezzati a livello internazionale...accompagnato da un affiatato e fantasioso quartetto composto da musicisti dotati di originalità e classe..." (Franco Donaggio)

02/06/2003

Little Hand (Max Ionata Quartet)

13/02/2003

Intervista a Roberto Gatto: "Il jazz è una musica che non ti regala niente ... il Jazz è una fede, è un pensiero, è una musica che richiede grande concentrazione, grande preparazione ma soprattutto grande spiritualità ..." (Filippo Maria Cazzolla)





Video:
Miles Davis Interview (Italian TV 1989).wmv
Miles Davis interviewed by Gege' Telesforo for the Italian music TV show "DOC"...
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Andrea Pozza & Dado Moroni
Andrea Pozza & Dado Moroni, Peter Washington, Lewis Nash live al Genova Spring Festival Lunedì 23 Aprile 2007...
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Data pubblicazione: 11/04/2015

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