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Intervista a Nico DI BATTISTA
di Vito Donatone

V.D.: siamo qui, curiosi di conoscerti meglio e di sapere quali esperienze hanno segnato la tua crescita professionale e ti hanno portato alla maturità nell'ambito musicale. Ci vorresti raccontare qualche cosa del tuo percorso professionale? Come hai cominciato... e cosa ha segnato la tua carriera di musicista?
N.D.B.: Beh! La mia carriera professionale è iniziata direi in maniera molto casuale...avevo appena finito gli studi ed a 18 anni mi ritrovavo l'ennesimo disoccupato in cerca di lavoro, quindi concorsi, domande... solita trafila. Non avevo nessuna intenzione di fare il musicista, ed una "sana" occupazione mi avrebbe reso felice.
All'epoca ero un fan "esasperato" di Paco De Lucia ed Al Di Meola, insieme ad un amico Gianni Maresca - chitarrista "pazzesco" che non ha mai voluto che la sua arte diventasse un lavoro - eseguivamo tutto il disco Friday night in San Francisco, riproducevamo addirittura "le risate" dei musicisti!! Pazzi! Ma così per gioco, senza nessuna velleità artistica.
A quel punto un percussionista mio caro amico, Gianluca Salerno, mi disse che Nino Buonocore cercava un chitarrista, quindi mi catapultarono direttamente nelle prove per il tour di Nino. Da premettere che all'epoca non sapevo nemmeno cosa fosse un partitura. Feci un paio (se non ricordo male) di prove e fui ingaggiato. Poi la collaborazione è continuata negli anni, e la mia personalità artistica credo sia emersa in "Scrivimi" stupendo brano di Nino. Sicuramente devo molto a Nino lui mi ha insegnato tante cose, poi ci accomunava il nostro amore per Larry Carlton (un altro mio idolo, a Napoli in quel periodo mi chiamavano Nico Carlton!!!) e gli Steely Dan, per cui io ero perfetto, in quel contesto.
Comunque credo che io debba molto a tutti quelli con cui ho lavorato e con cui tutt'ora collaboro Bongusto, Toquinho, De Crescenzo, Senese, De Piscopo, Sironi, Mina, Murolo, Murru ... tra questi ce n'è uno che non compare mai sulle copertine dei giornali (purtroppo) nemmeno su quelli musicali, è il M° Italo Greco (Lilli x gli amici). Ex direttore artistico della gloriosa RCA, tra le sue mani sono passati i più grandi artisti italiani: Conte, Dalla, Morandi, Pravo, De Gregori, Avion Travel...
Addirittura De Gregori lo cita in un testo di una sua canzone (non ricordo il titolo) "Lilli Greco non capisce ma che Dio lo benedica".
Descrivere artisticamente Lilli, è difficile, lui ha una formazione classica pianistica ma possiede una cultura musicale (e non solo) impressionante, lui mi ha indirizzato verso la chitarra classica, a non seguire i soliti modelli stereotipati, a cercare una personalità sopratutto nella composizione, molto più importante dell'arrangiamento e dell'esecuzione virtuosistica fine a se stessa

V.D.: Parliamo del tuo ultimo CD "Dream".
N.D.B.: Questo disco è nato in maniera velocissima, grazie a Paolo Dossena produttore della casa discografica C.N.I. che ha creduto nel progetto. Credo che tutte le composizioni sono nate nel giro di un mese, le registrazioni (anche quelle molto veloci) le abbiamo fatte un po' nei ritagli di tempo, anche perchè singolarmente eravamo impegnati in altri progetti quindi non potevamo concentrarci in un solo periodo. Ma considerando i tempi, tra l'idea la realizzazione e la produzione credo siano passati tre mesi.
Ciò è dovuto anche (c'è da dirlo) alla bravura e all'intesa con gli altri due musicisti: Gianluca Fuiano (Drums, Percussion)  Rrok Jakaj (violin, viola, electric violin) ed al fatto che ho preparato tutte le parti.
Ricordo un aneddoto....(è il brano The Dream)...ho uno studio casalingo dove abbiamo registrato praticamente tutti i violini, e durante una sessione di registrazione, c'era il signore del terzo piano che rompeva.... con un TRAPANO e non smetteva un attimo. A quel punto Rrok ha preso il violino elettrico io ho inserito il distorsore, ed il risultato è quello che si sente sul cd!!

V.D.: In diversi brani di "Dream" ho molto apprezzato la musicalità, la qualità e la melodia che fa da comune denominatore. Sei d'accordo sul fatto che il virtuosismo stupisce sempre meno?
N.D.B.: Certo se per virtuosismo si intende quella voglia (pare) irrefrenabile di suonare 10.000 note al secondo, credo che molti siano d'accordo con te, ma c'è anche un'altro tipo di virtuosismo, quello intrinseco alla composizione, che ti fa perdere ore su un passaggio che non viene pulito come vorresti, quello che deve esprimere un certo stato d'animo. Guarda i soli dei grandi, tanto per fare un nome, Paco De Lucia, in ogni nota c'è passione forza comunicativa. Beh, quello è un virtuosismo "creativo" consapevole di un grande trasporto interiore. Vorrei citare un altro grande virtuoso (questa volta Italiano), Maurizio Colonna, il suo modo di suonare è così complicato, che a detta di tutti quelli che hanno assistito ad un concerto (tra l'altro finiti sempre con una standing ovation finale) con l'americano Frank Gambale il vero Super virtuoso era Colonna, per come interpretava le dinamiche per il contrappunto, e quindi per l'originalità con cui si esprime.
Per quanto mi riguarda, ho sempre curato la composizione melodica al pari della tecnica, io sono autodidatta, anche se qualcuno insiste sul fatto che è impossibile!!! Curo moltissimo la fase melodica come impostazione, essendo napoletano! Ma qualche volta mi lascio andare e cado in quel tipo di virtuosismo di cui parlavo in precedenza (almeno spero!).

V.D.: Ti sei avvalso della collaborazione di 2 musicisti; ce ne vuoi parlare?
N.D.B.: Certo...Gianluca è un musicista preparatissimo, a volte (quasi sempre) lo spingo in sentieri veramente difficili, all'inizio sembra spaesato, ma poi si inserisce con la sua personalità (dote fortissima lo riconoscerei tra 1000!!) e recepisce perfettamente ciò che avevo in mente.
Abbiamo registrato questo disco con mezzi tecnici non ortodossi!! tra mille piccoli problemi, ma lui fila liscio come l'olio!! Comunque saranno quasi 10 anni che suoniamo insieme. Lui proviene da ambienti funk, ma ha scoperto nella musica mediterranea una vena che secondo me nemmeno lui credeva di avere, ha un grande groove ascolta moltissimo gli altri musicisti, e non è mai scontato nei solo, sa quando tirare fuori i.....e quando tirare i remi in barca. Suona anche molto bene le percussioni. In questo progetto credo sia fondamentale.
Rrok è un violinista Albanese, vive a Torino da una decina di anni ha delle importantissime collaborazioni internazionali. Ha una preparazione e una musicalità spaventosa!! Ci conosciamo da pochi anni grazie alla collaborazione con Roberto Sironi, cantautore Italiano "emigrato" e famosissimo in Francia. Lui è un'altro perno fondamentale del progetto, credo ci sia molto del suo paese in questo disco. I soli che si ascoltano li ha interpretati in maniera impeccabile, ed i più belli sono proprio quelli che ha inventato lui al momento, moltissime tracks sono "alla prima"...

V.D.: E' un c.d. dove è evidente l'influenza di tanti stili ma mi sembra che prevalga molto il tango; come e perchè ti sei avvicinato a questo genere musicale?
N.D.B.: Il Tango è un genere che prediligo perchè è secondo me il frutto della passione, a tratti della sofferenza interiore che in qualche modo deve uscire, emergere, irrompere!! Un po' come il flamenco, come alcune canzoni napoletane. E' quella sofferenza mai perdente, combattiva, e che alla fine ti fa addirittura sorridere, quindi vincente! Incomincio a credere seriamente che il mare accomuni molte civiltà.

V.D.: Come avete registrato il c.d.? Ci sono tracce aggiuntive?
N.D.B.:Il cd è stato registrato in tre fasi. La prima fase ha interessato la stesura armonica, quindi la scelta delle sonorità, la pre-produzione, le chitarre, le ho registrate in diretta, ho una bellissima Godin che ho usato nei solo "Flamenco" e la DB guitar che ho usato come supporto ritmico/armonico al posto del basso, le tastiere ed piano solo in alcuni punti dove ritenevo che dovesse esserci un pieno "orchestrale" per intenderci. Il basso freetles l'ho usato per doppiare alcuni temi ed in un brano ho usato un Yamaha 6 corde per un solo.
Ho usato un sistema di hard disc recording su pc (Cakewalk) registrando tutte le tracce di chitarre, bassi, tastiere, violini e batteria,
su un pentium 166 mmx!!!! Incredibile ma vero, non ci crede nessuno!! La batteria e le percussioni le abbiamo fatte in studio (Ars nova di Nichelino Torino) microfonando come si deve ma il registratore è stato sempre il pc!!

V.D.: Attualmente stai suonando con Solomon Burke; come sei entrato in contatto con questo artista e quale ruolo hai nel suo gruppo? So anche che inciderete un disco arrangiato da Renato Serio.
N.D.B.: Solomon é sicuramente il più grande artista (in tutti i sensi!!) con cui abbia avuto la fortuna di collaborare!! E' una persona stupenda di una semplicità disarmante, ha un potere calamitante sul pubblico, tutti i nostri concerti finiscono con la gente che sale sul palco a ballare e lui che distribuisce rose a tutte le donne!! Incredibile. Pensa che abbiamo suonato (Rrok ed io) alla Royal Albert Hall di Londra come apertura dei concerti di Van Morrison. Alla seconda serata gli organizzatori anno ben pensato di fare il contrario!! Solomon chiudeva il concerto!! Per l'incontro con Solomon devo tutto a Rrok Jakaj che mi ha dato la possibilità di suonare in queste date europee. Rrok ci suonava già da un bel po', poi lui ha anche grosse responsabilità manageriali.
Il disco di canzoni di Natale che registreremo con Solomon di cui Renato Serio è l'arrangiatore di 11 brani, io arrangerò un brano in trio con arpa e organo (sarà una cosa molto interessante), sarà prodotto artisticamente da Rrok, è un passo molto importante per la sua carriera. Sinceramente non ho mai conosciuto un musicista così dotato che abbia altrettanti doti manageriali, dovremmo imparare da lui!!!!

V.D.: Hai modo nel suo gruppo di poterti esprimere con la tecnica del thumb & slap di cui parleremo in maniera più approfondita in seguito?
N.D.B.: Certo tutto ciò che suoniamo dal vivo in trio è impostato (per quanto mi riguarda) sulla tecnica T&S! E chiaramente sull'uso della DB guitar.

V.D.: Entriamo ora nel vivo della tecnica chitarristica che ti contraddistingue; hai pubblicato un metodo davvero interessante sulla tecnica del thumb&slap e a questo proposito su questo sito hai mostrato le basi per la comprensione della stessa. Com'è nata l'esigenza di svilupparla?
N.D.B.: Intanto un'anteprima: sto ultimando le fasi di registrazione video dell'impostazione del "Thumb" e una parte è già sul mio sito. Comunque l'idea mi è venuta qualche anno fa ma per motivi lavorativi non sono mai riuscito a dedicargli il giusto tempo. In realtà è una tecnica che posseggo da anni!! Ricordo che Tullio De Piscopo durante i concerti (per riposarsi) mi lasciava da solo con il pubblico e mi gridava "O' Slap..O' Slap.." ...più o meno 10 anni fa. L'anno scorso sono riuscito a dedicarmi in maniera progressiva allo studio di come poter rendere la cosa di dominio pubblico nella maniera più "indolore" possibile.
Il metodo non è facile...però può portare dei grandissimi vantaggi ritmici, lo scopro oggi in alcuni miei allievi, che seppur avendo finito il metodo ed ancora non hanno acquisito quella padronanza tecnica sperata, si rendono conto che la loro visione mentale della musica è enormemente più aperta di prima. Adesso parlano di groove, "stare avanti, indietro", poliritmia, e cose ai limiti tecnici che prima non si sognavano nemmeno fossero possibili.
Riguardo al cd, tutto il disco è suonato in T&S, solo che essendo un "ambiente musicale" diverso dal Funk, jazz.. è sicuramente meno "vistoso", ma comunque credo molto efficace.

V.D.: Per poter meglio sviluppare l'uso del thumb & Slap hai una chitarra particolare; quali sono le sue caratteristiche?
N.D.B.: La "DB guitar" è praticamente uno strumento che mi sono autocostruito. E' una Nylon strings con un diapason molto lungo e delle corde "Speciali" che mi consentono di suonare i bassi un'ottava sotto la chitarra, cioè come l'estensione di un basso.
Oggi c'è una piccola ma ottima liuteria di Torino (Voodoo Factory) che ne sta producendo qualcuna ad un prezzo eccezionale con dei legni bellissimi, io ho già la numero 1, e già molte richieste!! Comunque sul mio sito c'è la scheda tecnica dettagliata: www.nicodibattista.com

V.D.: Questa tecnica consente di potersi esprimere da solo in maniera completa..."tu e la tua chitarra"....nel panorama musicale italiano che possibilità ci sono per un "one man guitar band"?
N.D.B.: Allora.. io credo che si possa utilizzare in tutti quei contesti in cui ci sia la necessità di un supporto ritmico/armonico particolarmente efficace, anche fuori dal contesto "acustico". Credo (per quanto mi riguarda) che ad oggi in tutti i contesti in cui ho proposto la DB guitar non ce ne sia uno "stonato". Immagina un chitarrista (DBguitar) con Dulce Pontesun batterista e un tasti erista, perfetto! Il chitarrista supporta i suoni di basso il tastierista "riempie" armonicamente, il batterista suona in maniera agevole, perchè non perde mai di "vista" il basso.

V.D.: Ci sono chitarristi contemporanei che ritieni interessanti?
N.D.B.: Certo...Tuck Andress, sicuramente è un innovatore, per come usa la chitarra, anche se non ho notizie di lui in termini compositivi.
Ralph Towner, è un'altro, mirabile il cd
Oracle in duo con Gary Peacock. Poi c'è Pat Metheney, che credo valga tanto anche come compositore, dei "nostri" sicuramente Maurizio Colonna, ha scritto pagine memorabili per la chitarra. Roberto Taufic, chitarrista brasiliano (vive in Italia a Torino e un giorno o l'altro faremo un cd insieme) particolarmente dotato di una grande vena compositrice e mirabile esecutore.
Apprezzo anche moltissimo il lavoro svolto dal mio amico Fausto Mesolella (Avion Travel). Questi solo per citarne alcuni.

V.D.: Che influenza ha avuto la musica jazz nella tua formazione?
N.D.B.: Ho un rapporto strano con il jazz.... un amore-odio è un po' come con il flamenco, credo che siano due tra le più difficili discipline musicali adottabili per un chitarrista. Difficile non rimanere "attratti", io cerco di stare sempre un po' alla larga dalle definizioni tipo: chitarrista Jazz, chitarrista Flamenco,...credo di essere un chitarrista Napoletano! Nel più profondo del senso.
Ho fatto studi sicuramente Jazzistici (studi sui modi, armonia,...) i soliti più o meno che si fanno, più per approfondire un discorso didattico, che di applicazione vera e propria. Credo che ad un certo punto ogni musicista assimili un "linguaggio" dovuto sicuramente a ciò che studia, ma sopratutto a ciò che ascolta e che "suona" con gli altri.

V.D.: Non credo che sia un momento esaltante dal punto di vista dell'economia legata alla musica;proprio per questo che consiglio daresti ad un giovane che voglia tentare la carriera del musicista professionista?
N.D.B.: Effettivamente il momento "é catartico" come direbbe qualcuno!! Su questo argomento è veramente facile cadere nella retorica, ma il problema esiste e non va ignorato. Oggi è difficile vivere da musicisti. Io mi riferisco a tutti quegli allievi che seguono corsi e che sperano in un domani "professionale" glorioso. Beh non bisogna dimenticare che questo è un mestiere che se si vuole fare "bene" và affrontato con tantissima pazienza, energia, capacità di adattamento, e spirito di sacrificio. Sì! perchè poi la realtà è ben diversa da quella che uno si aspetta. E poi credo che ogni musicista debba mettere in "cantiere" delle sue opere musicali, provare a comporre è un grandissimo esercizio musicale, e che un giorno potrebbe rivelarsi una carta vincente. Io stesso 5 anni fa ho avuto la fortuna di scrivere un brano per Mina, e quest'anno è stato pubblicato l'ultimo cd del grande Roberto Murolo con una mia canzone.

V.D.: Quanto pensi possa essere importante "sapersi vendere" nel music business?
N.D.B.: Sicuramente è fondamentale, in certi "ambienti" è più importante di come suoni! In realtà nel music business sono richieste doti musicali regolari, vedi orchestre televisive, è una regola ferrea non essere più bravi di altri (sembra un paradosso). Quindi bisogna in realtà stare bene con se stessi e sapersi relazionare agli altri.

V.D.: Un'ultima domanda:se tu fossi un suo ascoltatore cosa diresti a "NICO DI BATTISTA"?
N.D.B.: Dalle mie parti direbbero: "Nicò ma quant' ì cose vuò fà"

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Data pubblicazione: 05/07/2003

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