Jazzitalia: la musica jazz a portata di mouse...
versione italiana english version
 
NEWS
Bookmark and Share Jazzitalia Facebook Page Jazzitalia Twitter Page Feed RSS by Jazzitalia - Comunicati Feed RSS by Jazzitalia - Agenda delle novit�

Intervista a Nicola Angelucci
di Massimiliano Cerreto

photo by Claudia Angelelli

Con i suoi 25 anni, Nicola Angelucci è sicuramente uno dei batteristi professionisti più giovani che abbia mai incontrato. Ricordo che, la prima volta che ho avuto modo di ascoltarlo, fu in occasione della quarta edizione del "Terni in Jazz Festival". Nicola Angelucci accompagnava la bravissima vocalist Susanna Stivali e, con lui, Giovanni Ceccarelli (pianoforte) e Marco Loddo (contrabbasso). Un incontro brevissimo, purtroppo. La seconda volta, ma è storia recente, è stato in occasione del concerto della straordinaria cantante Loredana Lubrano. Sul palco dell'Around Midnight Club di Napoli, anche Pietro Condorelli (chitarra), Valerio Silvestro (pianoforte), Max Ionata (sax) e Gianluca Renzi (contrabbasso). Al termine dell'applauditissima esibizione, che è stata anche un'ulteriore conferma del talento del drummer abruzzese, il rituale scambio di biglietti da visita e, poi, qualche giorno dopo, questa intervista…

M.C.: Ti ho ascoltato con Susanna Stivali e Loredana Lubrano, ma so che hai anche numerosi altri progetti; ce ne parli?
N.A.: Sono davvero tanti! Non posso non citare, ad esempio, il trio con il grandissimo Enrico Pieranunzi (pianoforte); al contrabbasso c'è Luca Bulgarelli. Un altro musicista con cui adoro suonare è, poi, Benny Golson (sax). Ultimamente, quando viene in Italia, lo accompagno alla batteria e, con me, vi sono Antonio Ciacca (pianoforte) e photo by Francesco TruonoNicola Muresu (contrabbasso). Tengo molto anche al trio di Stefania Tallini (piano), in cui vi è Stefano Cantarano al contrabbasso. Con questo gruppo ho suonato anche in Germania e vi suonerò prossimamente. Vorrei anche citare sia il gruppo di Niki Nicolai (cantante), che vede la partecipazione di Stefano Di Battista al sax, sia il quintetto a nome di Carlo Atti (sax) ed Emanuele Basentini (chitarra): sono molto contento della recente collaborazione con Di Battista. Infine, da pochissimo è nato anche un trio, a mio avviso molto interessante, con Gianluca Renzi (contrabbasso) e Luca Mannutza (piano).

M.C.: Immagino che ti riconoscerai, allora, nella definizione di batterista jazz; è così?
N.A.:
Anche se non amo le definizioni di genere, ossia le "etichette", poiché amo tutta la musica, e ho suonato ogni genere musicale, è il jazz il mio linguaggio musicale preferito.

M.C.: Quando hai incominciato a voler suonare il jazz?
N.A.:
La mia carriera professionistica è incominciata prestissimo. A 11 anni già lavoravo nelle orchestre di liscio della provincia di Chieti. Ho iniziato, però, a desiderare di suonare jazz soltanto intorno ai 15, 16 anni.

M.C.: Come è nato questo desiderio?
N.A.:
Mi sono avvicinato al jazz in modo un po' insolito, soprattutto da un punto di vista cronologico. Ho incominciato, infatti, con i dischi dei Weather Report e, successivamente, ho ascoltato i grandi musicisti del passato. Anche in questo caso, rimane valido quanto ho detto sulle "etichette". Che si tratti di swing o hard bop, e quest'ultimo è probabilmente il genere che suono maggiormente, che sia mainstream oppure free jazz, l'importante è che sia buona musica.

M.C.: In tema di studio, chi sono stati i tuoi maestri?
N.A.:
Il mio primo maestro è stato Alberto Biondi: persona eccezionale ed ottimo didatta. Con lui, ho incominciato quando avevo sei anni e ho continuato siano all'età di 15/16 anni. Poi, c'è stato l'incontro con Lorenzo Tucci. Una curiosità: Lorenzo Tucci, oltre ad essere abruzzese come me, è stato anche lui allievo di Alberto Biondi. Infine, ho studiato con il pianista Luca Mannutza...

M.C.: …immagino che gli insegnamenti di Luca Mannutza riguardassero l'armonia; è così?
N.A.:
A molti sembra stano, ma considero Luca Mannutza uno dei miei maestri di batteria. Certo, lui non poteva insegnarmi la tecnica strumentale, ma mi ha educato all'ascolto della musica e alla comprensione dello stile dei grandi batteristi del passato, photo by Francesco Truonoe non solo, che rappresentano, da sempre, i miei punti di riferimento: Elvin Jones, Tony Williams e Philly "Jo" Jones. Sarebbe, però, troppo lungo fare l'elenco dei batteristi che ammiro. Così, e senza trascurare veramente nessuno, posso dire che apprezzo i musicisti che vanno da Cozy Cole a Jack De Johnnette. Inoltre, Alberto (Biondi), Lorenzo (Tucci), Luca (Mannutza) e Emanuele (Basentini), oltre ad essere stati miei maestri, li considero quali alcune delle persone più importanti della mia vita, sia dal punto di vista musicale sia umano. In particolare, grazie ad Emanuele (Basentini) ho imparato, e continuo ad imparare tantissimo. Anche cose che, prima dell'incontro con lui, sottovalutavo, ma che sono fondamentali per chi, come me, vuole suonare il jazz. Consiglio a tutti di fare quattro chiacchiere con lui, e con molta "tranquillità"! Naturalmente, le persone cui devo di più, sono i miei familiari e, tra questi, mio padre. E questo per i suoi consigli e per l'avermi sempre sostenuto: grazie!

M.C.: Siamo arrivati alla domanda "tormentone": che valore dai alla tecnica?
N.A.:
La tecnica ha un grande valore, ma non è la cosa cui do più importanza. Potrei sbagliarmi, ma preferisco puntare l'attenzione all'ascolto di ciò e di chi ti sta intorno.

M.C.: Che importanza attribuisci alla partecipazione ai seminari?
N.A.:
Ritengo che sia una cosa importante, ma non fondamentale. Anche se fu proprio in occasione di uno di questi che ho vinto una borsa di studio per frequentare uno stage in America.

M.C.: Qual è, allora, un momento che ritieni fondamentale per la tua carriera?
N.A.:
Sicuramente, quando mi sono trasferito dalla provincia di Chieti a Roma (il suo paese si chiama Selva di Altino - nda). E' stato un salto nel buio, ma ero profondamente motivato nel farlo, e sono felice della scelta che ho fatto.

M.C.: Oltre a suonare moltissimo dal vivo, hai anche lavorato in studio; ci racconti le tue esperienze discografiche?
N.A.:
Il primo disco è stato Zaira (Wide Sound), che ho inciso con il "Max Ionata-Claudio Filippini Quartet". Avevo solo 18 anni e Claudio Filippini ne aveva appena 16. Mi piace ancora oggi, ma il mio stile, come è naturale che sia, è cambiato. Poi c'è stato Moodswings (Wide Sound) registrato con la "A.M.P. Big Band" diretta dal compianto Alfredo Impullitti e capitanata dal contrabbassista Maurizio Rolli. Al disco parteciparono anche Mike Stern (chitarra), Michael Manring (basso elettrico), Fabrizio Bosso (tromba), Achille Succi (clarinetto basso), Diana Torto (voce), Claudio Filippini (piano) e Giovanni Imparato alle percussioni. Si tratta di una formazione tributo alla musica di Jaco Pastorious. Ancora con Max Ionata, con cui suono da circa dieci anni, ho inciso Little Hand (Abeat Records). Il gruppo era il "Max Ionata Quartet" ed era composto da Luca Mannutza (pianoforte) e Marco Loddo (contrabbasso). Lavorare con loro, è stata un'esperienza che mi ha fatto crescere molto. Peccato che il gruppo, dopo circa tre anni, si sia sciolto. Con Marco Loddo e Luca Mannutza, e Rosario Giuliani (sax) in veste di special guest, ho inciso A secret place (Alfa Music): l'album d'esordio di Susanna Stivali. Successivamente, i produttori dell'Alfa Music mi hanno voluto anche per registrare Internal Dance: l'album del sassofonista giapponese Tsuyoshi Niwa. L'ultimo disco inciso, oltretutto uscito da pochissimo, è quello di Fabiana Rosciglione (voce): The dream of love (Azzurra Music). Tra i musicisti, Massimo Faraò (pianoforte), Michel Rosciglione (contrabbasso) e, quali special guests, la cantante afroamericana Shawnn Monteiro e il leggendario batterista partenopeo Gegè Munari. Gegè ha più di 70 anni, ma suona ancora con lo spirito di un ragazzino, ed è un grande maestro di swing.

M.C.: Passiamo adesso al tuo drum kit; cosa usi?
N.A.:
Ho una Gretsch degli anni '60 - finitura Silver Sparkle - con cassa da 20", tom da 12" e 13", e timpani da14" e 16". L'ho comprata, tramite internet, da un collezionista del Texas. Solitamente, uso il timpano da 16" come cassa, il tom da 12 ed il timpano da 14". Ho anche una Sonor degli anni '70 con cassa da 18", tom da 12" e timpano da14". Per quanto riguarda i piatti, uso gli Zildjian della serie K degli anni '60: quelli che venivano ancora fabbricati in Turchia. Ho un ride da 22", due ride da 20" ed un charleston da 14". Uno dei ride da 20" è appartenuto al mitico Elvin Jones. Lo buttò perché si ruppe mentre suonava in un locale di Roma, negli anni '80. Oggi lo possiedo io, e non me ne separerò mai!

M.C.: Infine, quali sono i tuoi progetti futuri?
N.A.:
Ho la fortuna di suonare tanto e, quindi, ci sarà ancora tantissima musica, soprattutto dal vivo. Mi considero, invece, ancora troppo "giovane" per un progetto a mio nome. Penso, infatti, di avere ancora tantissimo da imparare. Un saluto a tutti.






Articoli correlati:
27/09/2017

Jammin' 2017 XV Edizione: "40 artisti, jazzisti, cantautori, produttori, compositori, autori, una Giovine Italia che guarda all'Europa senza ammiccamenti né timori reverenziali, fiera delle proprie mediterranee origini, i sogni possibili e le legittime ambizioni."

12/03/2017

D Birth (Daniela Spalletta feat. Urban Fabula)- Enzo Fugaldi

15/05/2016

Duke (Fabrizio Bosso)- Niccolò Lucarelli

13/12/2015

Crossthing (Fabrizio D'Alisera Quartet)- Gianni Montano

19/09/2015

Roccella Jazz Festival - African Noises: "Edizione numero trentacinque per lo storico festival della provincia di Reggio Calabria, tornato a riempire le serate d'agosto dopo un'annata 2014 in versione ridotta." (Vincenzo Fugaldi)

11/04/2015

Intervista a Max Ionata: "Improvvisare non vuol dire arrangiarsi. Improvvisare è una cosa molto seria, molto ben organizzata per poter uscire e scavalcare anche i problemi musicali in maniera agile." (Laura Scoteroni)

25/01/2015

Love and Groove: Live at The Place (Pippo Matino - Silvia Barba Bassvoice Project)- Nina Molica Franco

12/01/2015

Conversation With My Soul (Giovanni Tommaso Consonanti Quartet)- Alceste Ayroldi

28/12/2014

Fabrizio Bosso Quartet & Paolo Silvestri Ensemble - Swinging Duke: "Se l'obiettivo era mandare in visibilio il pubblico, ecco che la combinazione dei tre elementi ha assolutamente raggiunto il suo scopo." (Nina Molica Franco)

16/09/2014

Il giro d'Italia a bordo di un disco - Fabrizio Salvatore, Alfa Music: "Libertà, creatività, passione per la musica, il piacere di fare un lavoro che ti piace." (Alceste Ayroldi)

15/02/2014

Mira Qui Parla (Italian 4tet feat. Perico Sambeat)- Alceste Ayroldi

03/02/2014

Seven (Dino e Franco Piana Septet)- Andrea Gaggero

07/12/2013

Perico Sambeat Italian Quartet : "Con la sua musica, raffinata e coinvolgente al tempo stesso è riuscito, nel corso della serata, ad emozionare e coinvolgere il pubblico presente..." (Francesco Favano)

25/11/2013

Even Not 4 (Stefania Patanè Group)- Francesco Favano

29/09/2013

Quattro chiacchiere con...Mauro De Federicis: "...mi piace la musica n cui ci sono stimoli, laddove trovo un brano, un musicista oppure una situazione che mi da emozioni." (Aceste Ayroldi)

14/04/2013

Piani Diversi (Susanna Stivali)- Marco Losavio

14/01/2013

In Between (Eugenio Macchia)- Vincenzo Fugaldi

29/09/2012

European Jazz Expo #2: Asì, Quartetto Pessoa, Moroni & Ionata, Mario Brai, Enrico Zanisi, Alessandro Paternesi, David Linx, Little Blue, Federico Casagrande, Billy Cobham (D. Floris, D. Crevena)

07/07/2012

Red Inside (Antonella Catanese)- Francesco Martinelli

24/06/2012

Cisi, Ionata, Angiuli e Angelucci all'Alexander Platz di Roma: una formazione nata come trait d'union tra il Northbound 4tet e il Max Ionata 4tet per un grande "progetto" a due tenori. (Pasquale Raimondo)

26/05/2012

"Concerto che riesce a tenere desto l'interesse e l'attenzione per il valore dei singoli, per l'equilibrio timbrico-dinamico e per la varietà che aggiunge all'abusato schema tema/assolo/tema con cadenze, chorus stop-time, parti in duo e altro." (Andrea Gaggero)

21/01/2012

In Cammino (Rosario Bonaccorso Travel Notes Quartet) - Alceste Ayroldi

17/09/2011

In Sicilia una Suite (Giovanni Mazzarino Quartet)- Francesco Martinelli

27/08/2011

Umbria Jazz 2011: "I jazzisti italiani hanno reso omaggio alla celebrazione dei 150 anni dall'Unità di Italia eseguendo e reinterpretando l'Inno di Mameli che a seconda dei musicisti è stato reso malinconico e intenso, inconsueto, giocoso, dissacrante, swingante con armonizzazione libera, in "crescendo" drammatico, in forma iniziale d'intensa "ballad", in fascinosa progressione dinamica da "sospesa" a frenetica e swingante, jazzistico allo stato puro, destrutturato...Speriamo che questi "Inni nazionali in Jazz" siano pubblicati e non rimangano celati perchè vale davvero la pena ascoltarli e riascoltarli." (di Daniela Floris, foto di Daniela Crevena)

18/08/2011

Challange (Eugenia Munari)- Alessandro Carabelli

16/07/2011

Vittoria Jazz Festival - Music & Cerasuolo Wine: "Alla quarta edizione, il festival di Vittoria si conferma come uno dei più importanti eventi musicali organizzati sul territorio siciliano. La formula prescelta dal direttore artistico è quella di dilatare nel tempo gli incontri musicali, concentrandoli in quattro fine settimana della tarda primavera, valorizzando uno dei quartieri più suggestivi della città, la restaurata Piazza Enriquez, e coinvolgendo, grazie a concerti e jam session notturne, una quantità di pubblico davvero rilevante, composto in parte da giovani e giovanissimi, portatori di un entusiasmo che fa davvero ben sperare sul futuro del jazz, almeno in questa parte della Sicilia." (Vincenzo Fugaldi)

29/05/2011

Dieci (Max Ionata Quartetto)- Alessandro Carabelli

29/05/2011

It's all right with me (Lucio Ferrara)- Alessandro Carabelli

02/04/2011

Anyway (Berardi Jazz Connection) - Luca Labrini

06/03/2011

Inspiration (Max Ionata Quartet Feat. Fabrizio Bosso) - Alceste Ayroldi

20/02/2011

The Driver (Andrea Beneventano Trio)- Enzo Fugaldi

05/12/2010

Charles & Joe (Gianluca Renzi All Stars Orchestra)- Elide Di Duca

21/11/2010

Vie di Jazz 2010 - VI Edizione: " Quando non c'è un testo che faccia riferimento alla realtà o un contenuto che costringa l'ascoltatore alle emozioni del compositore oppure ad un significato che è stato attribuito, allora la musica rende liberi..." (Lorella Marino)

21/11/2010

Ehud Asherie Trio. Il pianista di origine israeliana, newyorkese d'adozione, è stato protagonista dal 25 al 27 Ottobre 2010 di una "tre giorni" presso l'Alexander Platz di Roma, accompagnato per l'occasione da Nicola Angelucci alla batteria e Paolo Benedettini al basso. (Laura Mancini)

01/11/2010

Roberta Gambarini - Dado Moroni - Rosario Bonaccorso - Nicola Angelucci: "Serata all'insegna dell'amicizia e dello star bene quella che ha visto il caldo timbro vocale di Roberta Gambarini sublimare un debordante uditorio avido di emozioni, in una magica Villa Carpegna, in occasione della rassegna 'Odio l'estate'" (Daniele Camerlengo)

18/09/2010

The First One (Nicola Angelucci)- Vincenzo Fugaldi

18/05/2010

Bye Bye Lazybird (Gerardo Bartoccini) - Alceste Ayroldi

12/12/2009

Per gli Italian Jazz Days, al Dizzy's Club "Coca-Cola" di New York, il quartetto di Rosario Giuliani con Lucio Ferrara, Nicola Angelucci e lo strepitoso Joey DeFrancesco all'Hammond. (Roberta Zlokower)

29/11/2009

Italian Jazz Days a New York: "Il jazz italiano sbarca a New York in occasione del mese dedicato a Cristoforo Colombo e rende omaggio non solo alla grande tradizione jazzistica ma anche al jazz contemporaneo. Molti gli artisti italiani, e non solo, che hanno preso parte all'Italian Jazz Days, la kermesse musicale che si è tenuta al Jazz Lincoln Center e all'Istituto Italiano di Cultura." (Liliana Rosano)

04/10/2009

Reincarnation Of a Lovebird (Pietro Ciancaglini) - Alceste Ayroldi

22/11/2008

Standard Suite in Bb Major (Pietro Lomuscio Trio)

30/10/2008

Panta Rei (Roberto Spadoni Nine )

07/09/2008

Nadir - Oidè (Angelo Olivieri)

15/08/2008

Jass & Jazz & More (Marcello Rosa)

10/08/2008

Jazz in Parco XI Edizione "Oltre il Jazz": "Allargare gli orizzonti, spingere un po' più in là il confine costituito dalla consuetudine e della tradizione. Andare un passo oltre il Jazz più tradizionale nei colori e nel linguaggio, mantenendo però un altissimo livello musicale, di spettacolo e di arte...." (Luigi Spera)

03/02/2008

Sound Advice (Andy Gravish, Luca Mannutza and Sound Advice)

10/03/2007

Lode 4 Joe (Max Ionata - Luca Mannutza)

22/08/2006

Smile Again (Miles Griffith & Tony Pancella Trio/Quartet)

19/10/2004

Intervista a Susanna Stivali: "...Oggi non sono interessata al jazz puro, ossia a quanto già codificato, ma ad andare oltre. E trovo che il jazz dia la possibilità di dare spazio a quella parte di me che ama proprio la sperimentazione e l'improvvisazione..." (M. Cerreto)

28/08/2004

Intervista a Max Ionata: "...oggi non mi preoccupo più di suonare in un certo modo piuttosto che in un altro. Cerco di essere me stesso nella maniera più onesta possibile, credo che questo pensiero poi si riflette nella musica che viene fuori, e il pubblico se ne accorge..." (Franco Giustino)

02/06/2003

Little Hand (Max Ionata Quartet)








Invia un commento

© 2000, 2004 - Massimiliano Cerreto - Jazzitalia.net - Tutti i diritti riservati

© 2000 - 2017 Tutto il materiale pubblicato su Jazzitalia è di esclusiva proprietà dell'autore ed è coperto da Copyright internazionale, pertanto non è consentito alcun utilizzo che non sia preventivamente concordato con chi ne detiene i diritti.

Questa pagina è stata visitata 9.446 volte
Data pubblicazione: 15/01/2005

Bookmark and Share



Home |  Articoli |  Comunicati |  Io C'ero |  Recensioni |  Eventi |  Lezioni |  Gallery |  Annunci
Artisti |  Saranno Famosi |  Newsletter |  Forum |  Cerca |  Links | Sondaggio |  Cont@tti