Jazzitalia
versione italiana english version
 
Indirizzi |  Saranno Famosi |  J-Shop | Mailing List | Newsletter | Forum |  Cerca | Links | Sondaggio |  Cont@tti
COMUNICATI
Feed RSS by Jazzitalia - Comunicati
 
 

Intervista a Stefano Bollani
Libreria La Feltrinelli di Bari 4 Novembre 2004
di Alceste Ayroldi

In occasione della presentazione del bello quanto particolare progetto che ha visto fondersi l'ironia letteraria di David Riondino con quella musicale di Bollani, dal titolo "Cantata dei pastori immobili. Racconto di un presepe vivente", abbiamo avuto modo di incontrare, seppur fugacemente, il pianista toscano per scambiare due chiacchiere.

A.A.: Come nasce questo progetto con David Riondino?
S.B.
: Nasce da una committenza del comune di Prato del dicembre 2002 che aveva chiesto a me uno spettacolo natalizio. Da tempo con David pensavo a questa short opera e cioè l'idea di musicare argomenti di attualità, o comunque di musicare qualche cosa per cantante, voce recitante e pianoforte. Mi è sembrata l'occasione giusta, ispirato dal fatto che la prima sarebbe caduta in dicembre, di musicare un presepe. E quindi da lì è nata l'avventura ed ogni anno a Natale riproponiamo lo spettacolo. Questo anno, veramente, faremo una vera e propria tournèe di una dozzina di date tra cui quella all'Auditorium di Roma e nel frattempo abbiamo deciso di pubblicare il lavoro. David ha scritto un libro che, in realtà, ha allargato il tema e nel disco ci sono le canzoni e le musiche dello spettacolo.

A.A.: Tu non sei nuovo a queste performances letterarie, come il tuo lavoro "La gnosi delle Fanfole". Ci sarà un prosieguo a questa tua attività letteraria?
S.B.:
Ma guarda, dopo aver lavorato con Riondino… (David Riondino era presente e guardava "minaccioso" Bollani). In realtà l'idea è di continuare. Nel senso che, siccome lui (Riondino, ndr) guarda molto al futuro, questo era solo un inizio di una specie di tetralogia. Al momento non abbiamo iniziato ancora a scrivere la seconda opera, ma può darsi che in effetti lo faremo. Indipendentemente da questo, a me piace sempre lavorare con cose che hanno ispirazione anche vaga ed a volte letteraria, come nel disco che ho dedicato ad un romanzo di Raymond Quenau. Per cui presumo che accadrà anche in futuro.

A.A.: Secondo te, la musica è surreale o il surreale è musica?
S.B.:
Indipendentemente dalla musica, è il mondo che è surreale. E qualcuno cerca sempre di farcelo diventare sempre molto reale, molto palpabile. Soprattutto oggi che ci sembra tutto facilmente raggiungibile con la comunicazione. Sembra sempre di sapere tutto, invece sappiamo sempre molto meno di ciò che pensiamo e crediamo di dover riportare tutto a fatti nudi e crudi come a dei titoli di giornali. Invece, la realtà è molto più complessa e per l'appunto, a volte, non è neppure reale.

A.A.: Ti sei occupato di Renato Carosone, ispirandoti alla canzone "Tu vuò fa l'americano". Tu hai anche vinto il premio Carosone, solitamente dedicato ai cantanti, c'è qualcosa che ti lega al maestro partenopeo?
S.B.:
Sì, il libro è una mia breve disquisizione sulla famosissima canzone del Maestro Carosone partendo da altre situazioni per poi arrivare alla canzone. Anche perché mi sento molto legato a lui. E' stato il mio primo amore. Quando l'ho ascoltato per la prima volta avevo dodici anni e se sono arrivato al jazz è stato grazie a lui.

A.A.: E cosa ti lega alla tecnica pianistica di Carosone?
S.B.:
Non saprei. Sicuramente un comune amore per il ragtime e per i pianisti jazz degli anni trenta che sono stati il primo amore suo e, sicuramente, il primo mio amore.

A.A.: Cosa preferisci maggiormente: la solitudine esecutiva di "Smat Smat" o il poliedrico ensemble di "Concertone"?
S.B.:
Tutte e due. Preferisco vivere ogni giorno, ogni sera una situazione diversa. Se tu mi dicessi di dover vivere esclusivamente di pianoforte "solo", patirei molto. D'altro canto i due lavori sono praticamente nati insieme. Concertone è, comunque, un'idea che covavo già da tempo.

A.A.: Con chi ti piacerebbe suonare "domani"?
S.B.:
(Risponde ridendo) Con Riondino a Napoli, a La Feltrinelli (è il prossimo appuntamento di presentazione del lavoro). Non lo so. Non ho sogni nel cassetto. Mi diverto molto a fare ciò che faccio, generalmente. Mi piace molto il presente, penso più a quelle persone con cui sto suonando oggi. So per esempio che "domani" dovrò fare un progetto per il Festival Suoni delle Dolomiti in cui ho coinvolto dieci musicisti ed ho scritto tutte le musiche. Ci sono alcuni musicisti che mi piacciono di più e tra le cantanti anche Petra Magoni e Monica Demuru, che sono presenti anche in questo progetto con Riondino, e che reputo tra le voci più belle del panorama attuale.

A.A.: Cosa ne pensi dell'attuale scenario jazz europeo e, in particolare, di quello italiano?
S.B.:
Ci sono moltissimi artisti che mi colpiscono. I primi nomi che mi vengono in mente sono Jango Bates in Inghilterra, mentre in Francia, restando in tema di pianisti, è solo un caso che mi vengono in mente i pianisti (lo afferma ridendo, ndr) c'è Carlos Maza (anche se di origini cilene). In Danimarca, dove vado spesso, c'è una impressionante quantità di musicisti che noi non conosciamo, così come in Svezia. Tra cui un pianista, che non è sicuramente un giovane. Si chiama Lars Janson e in Svezia è acclamatissimo. Da noi ha suonato solo una volta a Roma tanti anni fa. E' veramente eccezionale: potrebbe essere un caposcuola europeo mentre è un caposcuola solo per il jazz scandinavo e basta. C'è ancora un difetto d'informazione. In Italia, ad esempio, noi raramente ascoltiamo musicisti europei che non siano italiani. A me fa piacere perché sono un musicista italiano e suono parecchio. Ma purtroppo, tutti questi musicisti del nord europa, ma anche della Francia ed Inghilterra come menzionavo, non essendo conosciuti non vengono coinvolti in rassegne italiane. Quando vengono a suonare in Italia fanno sempre "notizia", nel senso che la loro presenza colpisce perché è un evento eccezionale. Mentre gli italiani, non tutti, diciamo dieci, dodici, vanno in giro per tutta Europa. Forse, in questo momento, sono i musicisti italiani quelli che più si sentono in Europa.

A.A.: C'è qualcuno che vorresti ringraziare?
S.B.:
Una persona che penso tutti i giorni è sicuramente Enrico Rava. E' la persona con cui ho fatto un salto di qualità musicale anche di qualità nel lavoro.

A.A.: Dalla musica pop al jazz: c'è la possibilità che tu possa ripetere all'inverso il passaggio?
S.B.:
Come ti ho già detto non penso molto al futuro. Nella vita non si sa mai…Per adesso c'è il mio quintetto tutto italiano per il quale ho scritto della musica appositamente. Poi c'è Riondino…che assorbe tanto tempo.

La short (anzi smat smat) intervista con Bollani si chiude proprio per l'incalzar di Riondino che lo reclama a gran voce.

Lo spettacolo/presentazione si lascia bere tutto d'un fiato. La libreria La Feltrinelli è stracolma: i due autori hanno attirato l'attenzione del grande pubblico attento sia alle proposte letterarie che, sempre di più, si associano, anzi si fondono, con la musica di qualità.

I due non si risparmiano e dialogano continuamente tra loro ed interagendo con il pubblico. I passi recitati magistralmente da Riondino, particolarmente ispirato, sono sorretti non solo dalle semplici armonie percussive di Bollani, ma anche dalla sua "vis comica", che si ben si fonde con quella duramente ironica dello scrittore.

Il racconto musicato prende a pretesto il presepe per mettere in scena proprio l'immobilità, quella che coglie i pastori in adorazione del bambino nella grotta. Si passa rapidamente dal dialogo surreale tra i pastori al racconto del narratore suggellato dalle note di Bollani. E' un racconto stralunato e senza tempo che alterna ai pastori alcuni personaggi tratti direttamente dal nostro presente (politici e non). Tante storie ricche di colpi di scena.

Il presepe di Riondino e Bollani è "tristemente allegro" ed i due "pastori" sono i giusti cantori di una realtà non sempre rosea, come l'aria natalizia vorrebbe far apparire.




Articoli correlati:
24/02/2008

Tenco's Jazz, l'anima Jazz della musica di Luigi Tenco: "Il Jazz in fondo ci faceva sentire un po' più nobili. Era uno dei pochi universi in cui ci si potesse riconoscere. Ci serviva per oltrepassare una musica leggera deteriore, impraticabile. Dovevamo per forza individuare un filone nuovo, che in pratica emerse da un miscuglio di jazz e altro..." (Roberto Arcuri)

11/02/2008

European Jazz Expo. International Talent Showcase, 25° Jazz in Sardegna: "Sono impressionanti i numeri dell'expo cagliaritana: 7 sale affollate in 4 giorni da oltre 400 artisti e oltre 20.000 spettatori, in una Città della musica allestita appositamente all'interno della Fiera internazionale della Sardegna. Quest'anno si festeggiavano i 25 anni dell'esistenza di questo celebre evento e...Orientarsi all'interno della pantagruelica offerta musicale cagliaritana è arduo." (Enzo Fugaldi)

29/01/2008

Enrico Rava - Stefano Bollani allo Sheraton Hotel di Bari: "...due artisti che insieme ne creano un terzo, forse proprio quel "terzo uomo" da cui l'album prende nome e connotazione: quel velo musicale che prende sembianze umane e che insieme a Rava e Bollani incanta e stupisce con la forza di una creazione musicale nuova e sincera." (Angelo Ruggiero)

11/01/2008

Stefano Bollani a Stia: "...con Bollani si ha infatti l'impressione di un'inesauribile capacità di sperimentare le infinite possibilità foniche del pianoforte...rispetto al quale la missione dell'esecutore sia quella di attingere ogni nota possibile e immaginabile..." (Alessandro Tempi)

03/01/2008

Umbria Jazz Winter #15, l'anno del Jazz Made in Italy: "Oltre 60 concerti a pagamento e circa 50 ad ingresso libero, 12 mila le presenze paganti, 165 mila euro gli incassi ai botteghini, 65 mila le presenze complessive, 180 artisti, 80 persone di staff, 25 tecnici, 50 unità di servizio e 210 le persone direttamente impegnate nella organizzazione del festival..." (Marcello Migliosi)

10/11/2007

Jazz Club Perugia: Oltre 1200 spettatori nel primo fine settimana al "Jazz d'inverno"...(Marcello Migliosi)

27/10/2007

Maremma (Raffaello Pareti)

15/09/2007

Stefano Bollani e Mirko Guerrini a Cagliari: "Superfluo dire che il duo è affiatatissimo, sia nell'esecuzione dei brani che negli sketch, nel teatro si alternano fragorose risa ad attenti silenzi del pubblico intento a seguire le mille note degli 88 tasti mischiarsi col suono sempre caldo del sax. " (Enzo Saba)

01/08/2007

Intervista a Raffaello Pareti: "La realtà che viviamo è complessa e difficile da capire, per non perdere il contatto con la parte più profonda della mia identità quando la sento in pericolo, cerco di mettermi in una prospettiva che mi allontani dal fuori per poter meglio ascoltare il dentro. Questa sorta di profilassi dell'io provoca delle risonanze ancestrali, in questo senso lo sguardo alle cose lontane mi aiuta a recuperare senso quando non lo trovo nel presente." (M. Losavio - G. Mavilla)

01/07/2007

Stefano Bollani con l’Orchestra Sinfonica della Magna Grecia in "7 motivi per amare Mozart" al Teatro Socrate di Castellana Grotte: "...genio artistico di chi sa conciliare Mozart e jazz, vecchio e nuovo, Europa e America, spartiti ed istinti." (Angelo Ruggiero)

12/04/2007

"Corpi Liberi in Concerto, teatro e danza su ritmi jazz". In un'anteprima tenutasi per la stampa, un progetto in cui la musica di Bollani, Jarrett, Marcotulli, Mehldau e Petrucciani anima una "inusuale piece di teatro e danza". (Alceste Ayroldi)

09/02/2007

Umbria Jazz Winter: "La quattordicesima edizione di Umbria Jazz Winter è stata contrassegnata dall'incontro tra il jazz e la canzone d'autore: un binomio che molti anni fa negli Stati Uniti ha prodotti quei famosissimi standards su cui i jazzisti di tutto il mondo continuano ancora oggi ad improvvisare. Questo "fenomeno" ha raggiunto ormai da anni anche nel nostro paese, ed ha contribuito a rafforzare un'identità troppo spesso condizionata dagli stereotipi d'oltre oceano." (Marco De Masi)

04/01/2007

Un esclusivo reportage attraverso i festival piemontesi: "E' possibile percorrere centinaia di chilometri e ascoltare note di jazz senza uscire da una sola regione del nostro paese: Il Piemonte. Attraverso piccole città, paesi che sono ricordati solo per essere parte di una periferia, paesi che fanno parte di province troppo vaste per essere nominati singolarmente, si può vivere un viaggio a tappe, piacevolmente forzate, per rispondere ad un urgenza: il jazz." (Alessandro Armando)

04/01/2007

Jazz! Brugge jazz festival 2006: "A mezzogiorno in punto alla sala 9 del Groeningemuseum, immersi nella bellezza immortale di opere firmate da René Magritte, Hiëronymus Bosch e Jan van Eyck, tutto è pronto per la terza edizione della biennale del jazz che nella splendida cittadina belga ospita dal 2002 le migliori espressioni della musica europea di origine colta contemporanea." (Gainmichele Taormina)

05/11/2006

A Torino, per Settembre Musica 2006, hanno suonato Richard Galliano, Ralph Towner e, soprattutto, Stefano Bollani che si è esibito per 5 ore di fila insieme a suoi fedelissimi partner oltre ad aver presentato il suo libro "La Sindrome di Brontolo" e il nuovo disco "Piano SOlo" per la ECM... (Alessandro Armando)

05/11/2006

Piano Solo (Stefano Bollani)

24/10/2006

Stefano Bollani, Rita Marcotulli, Andy Sheppard, Bobo Stenson tra i protagonisti del Brugge Jazz 2006 (Thomas Van Der Aa e Nadia Guida)

08/10/2006

Stefano Bollani a Berchidda in un concerto per Quintetto e Caterina: "Bollani pone la qualità narrativa dei suoi brani al servizio del racconto, ma non sfugge mai alla tentazione di improvvisare qualcosa di astruso ... " (Roberto Botta)

11/08/2006

I visionari (Stefano Bollani (Quintet))

01/08/2006

Live (Biba Band)

25/06/2006

Musica Nuda 2 (Petra Magoni e Ferruccio Spinetti)

17/04/2006

Nuova gallery con le foto di Barbara Rigon

09/04/2006

Ottetto di Gianluigi Trovesi + Stefano Bollani al Piacenza Jazz fest: "Il semplice simbolo matematico ha trasformato un dimenticabile lunedì sera in un qualcosa che si deve tentare di raccontare..." (Alessandro Armando)

26/02/2006

Nuova Gallery con le foro di Giuseppe Arcamone

07/02/2006

Una "Italian Jazz Musicians Gallery" a cura di Jos L. Knaepen

01/11/2005

La performance del pesarese Odd Times Quintet ha introdotto il concerto di piano solo di Stefano Bollani che, tra scatti ironici e virtuosismo tecnico, ha saputo intrattenere il pubblico rivisitando il grande patrimonio jazz e presentando brani di propria creazione. (Michela Sbaffo)

01/10/2005

Stefano Bollani a Stresa: "...come sua consuetudine, gioca e diverte il suo pubblico al quale si rivolge con battute simpatiche che creano clima e partecipazione. Il pubblico apprezza e ricambia con calorosi applausi..." (Bruno Gianquintieri)

18/09/2005

"Dall'alto dell'Anfiteatro Romano i due pianoforti, uno di fronte all'altro, sembravano scrutarsi prima di un duello. E sono stati sottili ma violenti, i colpi che Stefano Bollani e Martial Solal si sono scambiati nel concerto-duo che ha chiuso il Vivere Jazz Festival..." (Agnese Fedeli)

28/08/2005

"Ciò che la guerra ha distrutto la musica cerca di ricostruire, passando per il linguaggio, universale della musica...della musica nera! Umbria Jazz, balcanic windows against racism ha preso ufficialmente il via a Belgrado" (Marcello Migliosi)

15/04/2005

Umbria Jazz Winter: "...è il pianoforte a dominare la manifestazione, come può testimoniare anche l'evento jazzistico più significativo del Festival: i Duets di solo piano del 2 gennaio al teatro Mancinelli, con protagonisti Brad Mehldau e Danilo Rea prima e Martial Solal e Stefano Bollani poi..." (Dario Gentili)

29/12/2004

Intervista a Saverio Petruzzellis: "...Ho ascoltato e ascolto moltissima musica, e se devo essere sincero, amo tutta la musica, da quella pop a quella classica, l'importante è che trasmetta messaggi positivi..." (Alceste Ayroldi)

22/12/2004

Intervista a Francesco Angiuli: "...Nel jazz il musicista è continuamente stimolato a mettersi in discussione rischiando e cercando di metter a nudo la propria personalità, cosa che non accade affatto nella musica leggera..." (Alceste Ayroldi)

04/04/2004

Enrico Rava Quintet a Busto Arsizio: "...uno dei musicisti italiani più rappresentativi ed apprezzati a livello internazionale...accompagnato da un affiatato e fantasioso quartetto composto da musicisti dotati di originalità e classe..." (Franco Donaggio)

09/02/2004

Intervista a Stefano Bollani: "...Il primo amore per me è stato Oscar Peterson ... poi mi sono appassionato ad Art Tatum ... e finalmente intorno ai 15 anni mi sono innamorato di Bill Evans..." (Ada Rovatti)

11/01/2004

Stefano Bollania La Palma: "...con l'entusiasmo autentico di un bambino che ti porta per mano a vedere i giocattoli che più ama, Bollani ci accompagna tra le sue grandi passioni in musica, attraversando generi diversi..." (Francesco Lombardo)




Invia un commento

© 2000, 2004 - Alceste Ayroldi - Jazzitalia.net - Tutti i diritti riservati

© 2000 - 2008 Tutto il materiale pubblicato su Jazzitalia è di esclusiva proprietà dell'autore ed è coperto da Copyright internazionale, pertanto non è consentito alcun utilizzo che non sia preventivamente concordato con chi ne detiene i diritti.

Questa pagina è stata visitata 5.205 volte
Data ultima modifica: 05/01/2008

  Invia questa pagina ad un amico



Home |  J-Shop |  Articoli |  Comunicati |  Io C'ero |  Recensioni |  Eventi |  Lezioni |  Gallery |  Annunci
Artisti |  Saranno Famosi |  Mailing List | Newsletter |  Forum |  Cerca |  Links | Sondaggio |  Cont@tti