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Intervista a Susanna Stivali di Massimiliano Cerreto Il 25 Giugno, in occasione della quarta edizione del Terni in Jazz Festival, presso la Chiesa del Carmine del Parco cittadino di Terni, Susanna Stivali ha presentato il suo primo album solista: A secret place. Pochi minuti dopo il termine del concerto, nello stand espositivo della Alfa Music (in contemporanea con il Terni in Jazz Festival si svolgeva il primo Meeting del Jazz in Italia che ha ospitato alcuni dei principali protagonisti del jazz italiano tra cui anche numerose etichette - nda) - ho incontrato Susanna Stivali che, non a torto, è stata ribattezzata "la nuova ed interessante voce del jazz italiano". Una delle cose che caratterizza maggiormente "A secret place" è l'utilizzo della voce come strumento non solo melodico, ma musicale in senso ampio. Il brano di "A secret place" in cui ho avvertito maggiormente il tuo lavoro di sperimentazione sulla voce è "Ex" di cui sei anche l'autrice; in che direzione si muove, oggi, la tua ricerca musicale?S.S.: Innanzitutto la mia ricerca è diretta soprattutto a scoprire le capacità dello strumento voce. Nelle note di copertina di A secret place ho voluto citare Maria Pia De Vito perché è un artista che rappresenta un continuo stimolo nella mia ricerca, e posso dire altrettanto di grandi artiste quali, Betty Carter e Carmen McRae. Oggi non sono interessata al jazz puro, ossia a quanto già codificato, ma ad andare oltre. E trovo che il jazz dia la possibilità di dare spazio a quella parte di me che ama proprio la sperimentazione e l'improvvisazione. Inoltre, uno degli aspetti della musica che preferisco è il ritmo, e in "Ex", il brano che hai citato, penso che lo si possa avvertire chiaramente. Penso all'improvvisazione che vede dialogare voce e contrabbasso.
M.C.: ...c'è una cosa che non hai detto però! Il tuo essere contemporaneamente leader del quartetto, compositrice ed interprete. Nelle note di copertina è possibile, infatti, leggere quelle di
Rosario Giuliani (sax) - la guest star del disco – che sottolinea propria la tua capacità di rivestire tre non facili ruoli...
M.C.: Non è la prima volta che ti avvicini al mondo della poesia; è così?
M.C.: Penso che il verso, a prescindere dalla musicalità, sia un modo di esprimere aspetti del nostro essere che appartengono alla dimensione più intima. Ma questo è un discorso che potrebbe essere valido anche per altre forme d'arte. Rimanendo in tema, è stato per la sua musicalità che hai scelto di scrivere gli altri testi di "A secret place" in inglese?
M.C.: So che hai vissuto in America per circa un anno e mezzo; ci racconti la tua esperienza al Berklee College di Boston? M.C.:
Ed è il Gospel ad essere protagonista di un altro dei tuoi progetti, quello del quintetto vocale denominato "Vocintransito"; realizzerai un disco di Gospel?
M.C.: Altri progetti futuri? © 2000 - 2004 Jazzitalia.net - Massimiliano Cerreto - Tutti i diritti riservati
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