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Intervista a
Toots Thielemans Sono davvero emozionata all'idea di poter rivolgere qualche domanda a questo straordinario musicista. Ma lui è così immediato nel creare quella semplice intimità che te lo fa sentire un amico di sempre, da cancellare all'istante anche la minima titubanza.
T.T.: Amo Milano, ed amo suonare in questo fantastico locale. Beh, in effetti adoro suonare dappertutto: l'armonica è uno strumento di dimensioni così ridotte da poterlo suonare anche a letto. Chiedi al tuo amico che mi sta fotografando (si riferisce ad Alberto Gottardelli, noto armonicista del panorama jazz milanese): sono certo che anche lui suoni stando comodamente sdraiato nel suo letto! Vedi, a casa mia tengo un'armonica in ogni stanza, persino in bagno!" (Ride divertito. Si capisce che ha voglia di raccontarsi e prosegue). Devo però dire che quello del jazz è un mercato davvero difficile da conquistare: per le pop stars è tutto molto più semplice. Prendi Britney Spears: giovane com'è, già 5 anni fa era conosciuta in tutto il mondo! Io sono però ugualmente contento: ora in Belgio possiedo una bella casa con piscina, una Rolls Royce e a 82 anni potrei ritirarmi, ma continuo a lavorare, perché amo ciò che faccio. E continuo ad esercitarmi e ad ascoltare i grandi del jazz. Jazz! Credo che possa essere paragonato alla grammatica di un idioma; l'improvvisazione rappresenta i sostantivi, gli aggettivi che ogni interprete può utilizzare per colorare a suo piacere le frasi, ma le regole grammaticali sono le stesse. Ho iniziato a suonare la chitarra nel '45 nella sala da the di una pasticceria di Bruxelles. E naturalmente studiavo ascoltando dischi...(Più volte, mentre parla, mi punta con forza un dito nel braccio, quasi per sottolineare l'intensità delle emozioni dei propri ricordi...) Nel '47 realizzai la mia prima registrazione, in un garage…(sorride nostalgico)...ed iniziai a farla girare. Capitò nelle mani di Bill Evans che mi volle a New York. All'epoca, purtroppo, non ebbi la possibilità di andarci. Fui successivamente invitato da Charlie Parker e… stentavo a crederci, gli americani mi accettarono, capisci, potevo suonare con loro! Ed ho suonato con i miti del jazz, da Charlie Parker a Jaco Pastorius, da Ella Fitzgerald a Benny Goodman, poi Bill Evans...
C.B.: C'è qualcosa che cambieresti della tua vita? A proposito di colonne sonore per il grande schermo: una volta fui chiamato dal regista di un film interpretato da Marcello Mastroianni che in quella precisa scena era davvero disperato. Il regista mi chiese se potessi suonare tutta la tristezza, la disperazione di Marcello. Ed io gli chiesi se fosse davvero sua intenzione portare il pubblico ad un suicidio di massa!!!
C.B.: Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
© 2002 - 2004 Jazzitalia.net - Claudia Bernath - Tutti i diritti riservati
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