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Louis Prima
(New Orleans: 7 dicembre 1911 - 24 agosto 1978)
di Claudio Lo Cascio

Nell'accingermi a fare questo lavoro ho potuto verificare ancora una volta l'esattezza di una massima di un grande Maestro del diritto, il famoso avvocato Francesco Carnelutti, il quale soleva dire ai suoi studenti: "Aiutando gli altri a capire, ho capito tante cose che non avevo capito prima".

Benny Goodman - 1938 Carnegie Hall Jazz ConcertL'enorme successo riscosso con le sue famose canzoni mi aveva fatto collocare Louis Prima in maniera esclusiva nel mondo della musica leggera, ed il fatto, peraltro a me ben noto, che fosse anche l'autore di "Sing, sing, sing" ()suonato come penultimo brano in programma nientemeno che da Benny Goodman con la sua orchestra nel mitico concerto della Carnegie Hall del 16 Gennaio 1938, mi era sembrato una strana coincidenza, ma nulla più.

Quando mi misi al lavoro, rastrellando nel mio studio tutto quanto si riferiva a Louis Prima, mi accorsi subito che dovevo aggiornare e modificare abbondantemente quanto sapevo: è stato insomma per me un'insperata occasione di arricchimento culturale scoprire che dietro i riflettori dello show business che illuminavano di luce abbagliante il famoso cantante showman Louis Prima, c'era anche un grande musicista, un formidabile solista di tromba dallo stile armstronghiano altrettanto interessante quanto quello di Bobby Hackett, l'alter ego ufficiale del grande Satchmo, e ho scoperto pure che Louis Prima era anche un band leader di grosso spessore; ho trovato, fra l'altro, che fra il Certificato di matrimonio Leonardo Di Prima (Fai click per ingrandire)27 Settembre 1934 ed il 7 Dicembre 1954, Prima ha inciso la bellezza di 122 pezzi di jazz, assieme a jazzisti di valore molti dei quali diventeranno in seguito assai famosi; questo mentre la maggior parte dei suoi dischi, parecchi dei quali meriterebbero di essere inclusi in una discografia jazzistica ufficiale è invece repertata genericamente come "light music", il nostro equivalente di "musica leggera", di quella proprio leggera ... ma con l'alito pesante!

In un precedente numero di "Lettera" del Centro Studi usticense, avevo letto un interessante articolo di Chris Caravella che fa la storia della famiglia del musicista; ma quando faccio un lavoro del genere io ho sempre l'abitudine di verificare tutto, e così ho fatto anche questa volta, scoprendo anzitutto che il cognome vero di Louis Prima era in origine "Di" Prima: sono andato infatti a Salaparuta e, grazie a Padre Graffagnino, sono venuto in possesso del certificato di matrimonio dei nonni paterni di Louis Prima e precisamente Leonardo "Di" Prima che il 24 Settembre 1876 (e non l'11 Agosto 1877, come scrive Chris Caravella) sposò Elisabetta Antiochia, una donna di Castelvetrano, vedova di tale Antonino Oliveri, che era stato ucciso il 29 Aprile dello stesso 1876 all'età di 56 anni.

Da Leonardo ed Elisabetta, come tutti sappiamo, nacque Anthony, che sposò Angelina Caravella, nata ad Ustica; e da loro nacquero quattro figli, di cui i due maschi, e precisamente il 28 Luglio 1907 Leon (cioè Leonardo, come il nonno paterno) e il 7 Dicembre 1911 Louis.

A proposito di Angelina Caravella – che come scrive Chris Caravella arrivò a bordo del piroscafo Plata a New Orleans il 7 gennaio 1890 quando non aveva nemmeno compiuto un anno – ho trovato una stranissima coincidenza: nei files del Servizio di Immigrazione della Louisiana, riportati su CD-ROM con certosina pazienza da Shirley Barbara Nichols, è citato l'arrivo a New Orleans il 25 Ottobre 1897 del piroscafo Montebello proveniente da Palermo con 1120 passeggeri; fra essi ci sono ben 10 Caravella, tre di nome Vincenzo, indi Lucia, Michelangelo, Antonino. Giuseppe, Ignazio, ed infine una Angelina Caravella di 11 mesi!

Sia che faccia il musicista, sia che faccia lo storico di jazz, è lo stesso, motivo per cui ho studiato il "caso" Louis Prima, così come ho fatto a suo tempo per Nick La Rocca, cercando cioè di non tralasciare nulla, e per cominciare mi sono riletto le due principali enciclopedie del jazz in mio possesso, e cioè "La grande Enciclopedia del Jazz" e il "Dizionario del jazz".

Louis Prima: "Breaking Up1", "The Best, The Wildest", "Angelina"Il meno che si possa dire è che entrambi queste opere trattano Louis Prima con molta superficialità; una superficialità che per me è diventata grave se non addirittura colpevole dopo avere studiato con attenzione un nutrito gruppo di pezzi, inequivocabilmente jazzistici, tratti da 3 CD: "Breaking Up!", "The Best, The Wildest", "Angelina".

Ne viene fuori un Louis Prima che mi sento di potere tranquillamente definire il Photographs from the Achille de Lellis and Albert Puglio collection"Louis Armstrong bianco di New Orleans", ma non perché ne imitasse pedissequamente lo stile – cosa vera solo in misura del tutto marginale – bensì per averne acquisito lo spirito, così come noi da siciliani possiamo affermare che un Michele Abruzzo o un Turi Ferro abbiano interpretato Martoglio proprio nello spirito del grandissimo Angelo Musco.

Riascolterò in seguito tutto quello che possiedo dell'armstronghiano Bobby Hackett, ma fin d'ora mi sento di potere affermare che in Louis Prima c'è qualcosa che solo un grande musicista come lui nato e vissuto a New Orleans può avere, e cioè una autorevolezza nel modo di suonare la tromba che và ben al di là di alcuni evidenti riferimenti al grande "Satchmo", e cioé taluni portamenti, il modo di glissare certe note in senso ascendente o discendente, il modo di concludere certe frasi con la stessa nonchalance; Sophia Loren prende "lezioni" di tromba da Louis Prima in una foto del 1959Louis Prima di suo aggiunge il gusto beffardo per la tripla staccatura, per il suono a volte volutamente "dirty", quello cioè di sporcare la nota, e, complessivamente, tutto un modo gioioso, di una gioia quasi infantile, di cantare e suonare che veniva ad enfatizzare una delle due principali corde della poetica di Armstrong, la prima allegra, ridanciana, la seconda quella drammatica. Vorrei farvi ascoltare per spiegarmi meglio un celebre pezzo di Armstrong, il famoso "funerale", formato da due parti distinte, quella triste, prima del seppellimento ("Flee as A Bird") e quella, a tumulazione avvenuta, dell'allegro ritorno in città ("Oh! Didn't He Ramble?" = non era forse un vagabondo?) quasi a sottolineare che la vita continua. E' a questa seconda maniera di concepire la vita che Prima ha informato tutta la sua vita di musicista fedele all'insegnamento di mamma Angelina, che gli raccomandava: "Sorridi sempre, la gente vuole vedere che te la passi bene".

Louis Prima & Frank Sinatra (unknown photographer)Ma torniamo al "caso Prima": nella prima delle due enciclopedie Prima è definito "un discreto imitatore di Armstrong" che, come tutti sappiamo, è stato sia dal punto di vista tecnico-strumentale che da quello artistico il più grande esponente del jazz classico; ora secondo voi un violinista che dovesse essere definito "un discreto imitatore di Paganini" sarebbe qualcuno, o no?

Nella seconda enciclopedia, ad un certo punto si dice di Prima che nel 1934 dirige a New York un'orchestra dixieland, dopo un breve ingaggio a Cleveland con Red Nichols.

Red Nichols, cornettista, ma soprattutto arrangiatore e compositore eccelso, per anni deriso e sottovalutato perché "bianco" da una critica ottusa e negrofila, da alcuni anni a questa parte per merito di alcuni autorevoli studiosi, primo fra i quali l'italiano Luigi Martini, è stato oggetto di un'opera di completa rivalutazione storica ed artistica, che gli ha riconosciuto fra l'altro il ruolo di caposcuola dello "Stile New York", uno stile jazzistico fondamentale in quanto anello di congiunzione fra il jazz classico di New Orleans e Chicago, e l'era dello swing, l'era delle grandi orchestre, in primo luogo quella di Benny Goodman; ma oltre a ciò Nichols, per realizzare la sua musica raffinatissima e di assai difficile esecuzione, era un caporchestra incredibilmente esigente sia con sé stesso che con i propri musicisti.

Pensate soltanto che per batterista ha avuto per anni Vic Berton che era contemporaneamente un batterista jazz ed un percussionista di orchestra sinfonica; aver suonato con Red Nichols per un musicista dell'epoca era da equiparare se non proprio al battesimo, sicuramente alla cresima, e questo particolare mi è subito saltato agli occhi: in tutta la sua vita Red Nichols ha avuto sempre collaboratori di eccezionale levatura tecnica ed artistica e quindi il fatto che Louis Prima abbia suonato nell'orchestra di Red Nichols per me costituisce la prova definitiva del suo valore tecnico strumentale.


Louis Prima mentre suona alla stazione radio WDSU di New Orleans.
E' il 1934 col gruppo Louis Prima & his New Orleans Gang.
Nella band c'erano musicisti come:
Ray Bauduc
(d), Sidney Arodin (cl), Eddie Miller (ts), Nappy Lamare (g) e George Brunis (tb).
Qui Louis suona la tromba e Irving Fazola il clarinetto.

© The Great American Big Bands web site

Louis Prima & his New Orleans Gang (Complete Brunswick & Vocalion Recordings)- In a Little Gypsy Tea Room

Nel bellissimo libro su Louis Prima di Garry Boulard, si legge che, dopo avere per diversi anni studiato e suonato il violino (perché così esigeva perentoriamente mamma Angelina, che ho avuto l'impressione fosse quella che portava i pantaloni in famiglia), quando Louis cominciò finalmente a suonare la tromba, per lo sviluppo della tecnica della digitazione sui pistoni, e per il modo corretto di soffiare nell'imboccatura, il nostro imparò osservando attentamente come facevano i grandi maestri di cui, Armstrong in testa a tutti, era ricca la città; d'altra parte anche Armstrong, dopo i primi insegnamenti ricevuti al riformatorio dal direttore della banda, Peter Davis, aveva fatto la stessa cosa.

Dal punto di vista della tecnica trombettistica Prima è notevole sia per la doppia e tripla staccatura che per la capacità di saper adoperare il suono "dirty", cioè volutamente sporco, proprio come se fosse un musicista negro.

Gran parte della sua musica è caratterizzata dall'uso frequentissimo dello "shuffle-time" (che consiste nell'accentare in maniera praticamente eguale il battere ed il levare di ogni movimento della battuta musicale), ma caratteristica fondamentale del suo stile è lo sviluppare sia nel cantare che nel suonare un'energia impressionante.



Walt Disney & Louis Prima

Louis Prima è la voce originale del famoso King Louie (Re Luigi) del film di Disney "Il libro della Giungla". La sua performance è rimasta storica nell'ambito dei film di Disney.

Louis Prima, affetto da un tumore al cervello, ha perso conoscenza nel 1975 e non si è mai ripreso. Il 24 agosto del 1978 è deceduto ed è stato sepolto nel Metairie Cemetery di New Orleans. Sulla sua lapide c'è scritto:

WHEN THE END COMES
I KNOW
THEY'LL SAY
JUST A GIGOLO
AS LIFE GOES ON
WITHOUT ME

Basin Street Blues
Baby won't you please
Pickle in the middle
St. Louis Blues
Shakehands
Oooh-dahdily-dah

Buona Sera
Just a gigolo
Ohi Marie
Basin Street Blues


 






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COMMENTI
Inserito il 12/2/2008 alle 14.07.40 da "ignazio.mammana"
Commento:
Devo complimentarmi con Claudio Lo Cascio per la descrizione precisa sulla vita di Louis Prima --DI PRIMA--.Ho fatto questa sottolineatura perchè la mia nonna materna si chiamava Carolina Di Prima nata a Sutera (CL) come me. Chissà, forse eravamo parenti? Cordiali saluti. Ignazio
 
Inserito il 18/3/2008 alle 22.13.29 da "swinger42"
Commento:
salve,sono CARLO di PIACENZA.sono entusiasta nel sentire qualcuno che come me apprezza e ama il mitico LOUIS PRIMA,per me unico e inimitabile artista ed intrattenitore di quegli anni fantastici.talvolta mi immagino di poter fare un balzo nel tempo e tornare a quegli anni dove LOUIS era l'assoluto protagonista sul palco di tanti teatri.un grande saluto,LOUIS LIVES FOREVER!oiukj
 
Inserito il 12/1/2011 alle 1.01.10 da "palmisano.luigi"
Commento:
Da usticese verace, ringrazio il sig. Lo Cascio per aver divulgato notizie su un mio lontano compaesano dimenticato anche dagli usticesi stessi. Ho avuto modo di scoprire casualmente che Louis Prima era figlio di Angelina Caravella, nata ad Ustica (Caravella è un nome tra l'altro molto popolare sull'isola), sfogliando il libretto di un cd contenente brani della pubblicità, in cui era citata "Sing sing sing" e Louis Prima. Il nome non mi suonò nuovo in quanto avevo letto l'articolo di Claudio Lo Cascio su "Lettera del Centro Studi e Documentazione Isola di Ustica".
Quindi mi chiedo: è mai possibile che più del 60% degli usticesi ignora l'esistenza di un personaggio di tale levatura?
E' mai possibile che ad Ustica non si trovi neanche un vicolo intitolato a Louis Prima? Senza dimenticare che qui sull'isola esiste da più di 15 anni un gruppo bandistico intitolato al santo patrono, ma nessuno in origine pensò di intitolarlo ad un "collega musicale" di tale spessore.
Con la speranza che qualche coscienza usticese si svegli in tempo...
 

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Data pubblicazione: 19/10/2003

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