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Ricordo di Mario
Pezzotta (1921 - 2004)
di
Giampiero Boneschi
Mario Pezzotta aveva due qualità eccezionali. Trombonista eccellente che si prodigava in tutti gli stili, fu scritturato anche alla Scala ed alla sinfonica della Rai. Le sue partecipazioni alle registrazioni discografiche non si contano; tutti lo volevamo come primo trombone in ogni occasione.
Appassionato jazzista si esibiva in una sua formazione stile dixieland.
Personalmente quando studiai gli strumenti a fiato, feci tesoro di tutti quegli accorgimenti che solo un professionista di alta qualità
quale lui era può conoscere.
La seconda qualità consisteva nell'essere la persona più gioiosa, simpaticamente pazza che si possa immaginare. Quando prendevamo parte a qualche concerto, ce lo contendevamo per averlo
in auto: le sue storie impensabili ma vere erano incredibili. Potrei raccontare mille episodi, dirò soltanto che alla fine di una registrazione ci trovammo
mentre pioveva in auto decappottata con l'ombrello aperto, insiema a Laura Betti
(aveva cantato) e Franco Cerri e lui suonava il trombone come fosse una sirena nelle vie di Milano. Eravamo nel
1948! Da quel tempo non smise mai di divertirci e di regalarci stupende interpretazioni.
Indimenticabile Mario, indimenticabile!
Grazie per le esecuzioni che hai fatto per me, ti stimavo molto e ti volevo bene.
Giampiero.
Comunicato sulla morte di Mario Pezzotta
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