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Valaida Snow nasce a Chattanooga nel Tennessee, il 2 giugno del 1905, anche se alcune fonti storiche riportano date controverse, 1903, 1907.
Secondo Valaida, suo padre era bianco, e questo potrebbe essere confermato dal fatto che lei stessa era un'afroamericana dalla pelle molto chiara. Sembra che sia stato lui, avendo qualche aggancio con lo show-business, ad avviare Valaida nel mondo dello spettacolo e della rivista. Le prime performances di Valaida risalgono, infatti, al periodo dell'adolescenza. Insieme alla sorella Alvaida, partecipa al vaudeville "Snow's Gold Dust Twins." Nel 1922 è con la troupe di Will Mastin, anche qui uno spettacolo dal titolo "Holiday in Dixieland" e sempre nello stesso anno lavora nel famoso cabaret di Harlem di Barron Wilkins. L'anno successivo sarà nel cast di Mamie Smith. Nel 1924 è impegnata nello show "Chocolate Dandies" di Noble Sissle e Eubie Blake, che sarà in tournée sei mesi prima di debuttare a Broadway. Josephine Baker e Lena Horne sono nel coro. Sarà l'inizio di un periodo di lavoro intenso che le servirà come esperienza e che la porterà in Europea e in Oriente. Alternerà il canto, la tromba e il ballo, accompagnata dalla band.
Nel 1930 è di nuovo sul palco della black revue, accanto ad un'altra diva Ethel Waters. Si tratta di "Rapsody in Black" di Lew Leslie, ma nonostante il cast importante che includeva anche i famosi ballerini Berry Brothers, il lavoro non ottiene il successo sperato. Per Valaida sarà un duro colpo, perché verrà temporaneamente licenziata. Si fa risalire a questo periodo ed a questo episodio, un tentativo di suicidio, di cui le cronache dei black newspapers parlarono abbondantemente. Gli anni Trenta saranno decisivi per la sua carriera. Lavora molto in Inghilterra, dove appare in una versione aggiornata dello show "Blackbirds". Nel 1936, accompagnata dai Six Singers, incide sue composizioni, diventate poi tra le sue più famose, "High Hat", "Trumpet and Rhythm", "I Want A Lot Of Love", "Take Care Of You For Me". Di ritorno in America, farà qualche apparizione in films holliwoodiani intorno al 1938, ma è ancora l'Europa a richiamarla a sé, nonostante i venti di guerra. Arriva a Parigi nel 1939 e da lì si dirige in Nord Europa, in Danimarca. Alla fine degli anni Trenta la guerra è imminente. La sua buon'amica Josephine Baker l'aveva avvertita di scappare prima possibile, ma per Valaida è troppo tardi.
La scrittrice afroamericana Candace Allen, che ha ricostruito in un romanzo la vita di Valaida, ammette di aver trovato poche notizie sulla vita dell'artista. Non si sa niente della sua infanzia. E' per questo che il libro non può essere considerato una biografia vera e propria, nonostante il lungo lavoro di ricerca che c'è sotto. E' la stessa Allen ad ammettere: "C'erano enormi vuoti nella storia della sua vita. Come storica o biografa non potevo inventare un'infanzia per Valaida o correggere le sue lettere dal carcere. Potevo farlo solo come scrittrice di romanzi". Se Josephine Baker aveva scioccato l'Europa con la sua trasgressione e libertà, Valaida aveva fatto lo stesso in America. Vestiva in modo eccentrico, portava abiti colorati, lussuosi, viaggiava nella sua Mercedes Benz color orchidea, portando con sé la sua scimmietta, che vestiva allo tesso modo dello chauffeur. Visse una vita intensa, ma come spesso accade ai grandi, non mancarono alti e bassi. Nei difficili anni trenta il nome di Valaida era spesso nelle cronache dei giornali che si occupavano della gente di colore. E' sempre Candace Allen che dice nel suo romanzo: "Valaida viveva alla grande, facendo tendenza con carisma, energia ed uno stile inimitabile".
Paradossalmente il suo eclettismo poté ostacolare l'affermarsi di un unico talento, se si considera cosa la pianista Mary Lou Williams disse di lei: "Prendeva quei Do alti, proprio come Louis Armstrong. Sarebbe stata una grande trombettista se avesse abbandonato il canto (e di conseguenza anche il ballo) e se si fosse concentrata sulla tromba". Nell'ultimo periodo della sua vita, ritornata in America dopo l'esperienza tragica della prigionia, appare di nuovo in alcune riviste musicali, quelle stesse che segnarono il suo esordio. Si stabilisce a New York con il suo nuovo marito, il produttore Earle Edwards. La sua ultima performance sarà al Palace Theatre di New York, dove il 30 maggio del 1956 morirà in seguito ad una emorragia cerebrale, nel camerino del teatro. Orchids in Snow: The Life and Music
of Valaida Snow.
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