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Chitarrista
e compositore. Principale esponente del "jazz napoletano", nuova corrente musicale
che fonde gli stilemi armonico-melodici della tradizione musicale napoletana con
la musica afro-americana e che ha avuto la consacrazione internazionale con un concerto
tenuto nel dicembre del 2005 al "Blue Note"
di New York, tempio indiscusso del jazz mondiale. Studioso di etnomusicologia, ricordiamo
i suoi lavori discografici di contaminazione con la cultura africana (angolana)
- "Quatro linguas uma alma", "The
soul breath"; con la cultura brasiliana -"Tudo
azul", "Un grande abbraccio"; con
la cultura medio-orientale - "Sotto il cielo di Baghdad"
e svariati concerti in Marocco, Tunisia, Iraq. Ma soprattutto ricordiamo i suoi
lavori di contaminazione con la cultura dei Nativi americani, a cui si avvicina
sin dalla giovanissima età - "South winds",
"Native Spirits", con la collaborazione dell'attore
Enzo De Caro.
E' l'unico musicista al mondo ad utilizzare la "Breath Guitar" (o chitarra
a fiato), strumento rivoluzionario e futuristico. Ha inventato una tecnica personalissima
che gli consente di suonare una chitarra come uno strumento a fiato.
Numerose le collaborazioni con artisti nazionali ed internazionali, su
tutte quella con
Toninho
Horta e quella con
Franco Cerri.
Ha lavorato con il cinema ed il teatro, realizzando alcune colonne sonore
e con la televisione (Rai, Mediaset, BBC, ecc.) Attività concertistica molto intensa
con concerti in Italia e in tutto il mondo.
La sua chitarra é messaggera di pace e amore e lotta contro le ingiustizie
del mondo.
Alcune tra le ultime partecipazioni a festivals:
2005 Blue Note - NEW YORK
2007 JAZZ FESTIVAL - harrisburg (PA) U.S.A.
2008 MONTERREY (MEXICO) FORUM MONDIALE DELLE
CULTURE
2008 BENEVENTO JAZZ FESTIVAL (PREMIATO PER IL
SUO CONTRIBUTO " DIVULGAZIONE DEL JAZZ")
E- uscito il nuovo cd in collaborazione con
Eddy Palermo
Per l'acquisto:
www.pubilmoro.it/pagine/cd-onorato-palermo.php
"Note si rincorrono
si alternano, si fondono.
Due colori, due chitarre.
Tempi in levare che riportano in città oltre oceano,
rimaste ferme in pellicole in bianco e nero,
eppure bastano pochi attimi
per ritrovarci fra i colori pastello del Mediterraneo,
fra i suoni che più ci appartengono…
E' un continuo viaggiare, scoprire città
passando per la superba ed impeccabile tecnica de maestro Palermo
all'improvvisazione aperta ed inconfondibile del sempre elegante Onorato.
Hanno un legame forte "I nostri Signori del Jazz";
Onorato, appena adolescente è stato allievo di Palermo, e oggi, dopo più
di vent'anni eccoli qui a far convergere le loro esperienze parallele.
Se ciò che è parallelo non può incontrarsi…
Allora nell'arte e nella musica tutto è concesso. |
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Successi per entrambi in tutto il mondo, collaborazioni con grandi artisti, la stessa passione per la bossa nova, i lunghi viaggi nelle Americhe, in Africa, per ricercare inconsciamente se stessi attraverso l'origine dell'arte che continuano diligentemente a studiare. Ognuno esprime ciò nella propria e più intima maniera, ma lo scopo è comune. Eddy e Antonio sono realmente gioiosi ed emozionati per questo progetto e ad accompagnarli e sostenerli in questo primo viaggio insieme, non potevano mancare alla ritmica due ben noti e abili musicisti, Dario Deidda al basso elettrico e Giampiero Virtuoso alla batteria."
Valeria Saggese |
La sua "chitarra a fiato" la stessa velocità di una normale chitarra.
Yamaha G10 , strumento altamente rivoluzionario da lui ribattezzato "
chitarra a fiato". Caratteristica peculiare della G10 è quella di poter essere
suonata proprio come un sassofono grazie ad un Breath Controller (imboccatura
simile a quella di uno strumento a fiato). Trattandosi di uno strumento poco
esplorato, Antonio ha dovuto sperimentare nuove e personali tecniche per poterlo
suonare ed esprimere al meglio, da vero 'pioniere del suono', tutte le
potenzialità.
Antonio l'ha definita spesso come una chitarra che rispecchia in toto l'era
tecnologica in cui viviamo oggi, anche grazie all'utilizzo della sintesi
virtuale che consente di intervenire sui suoni creando dei nuovi strumenti
virtuali molto interessanti. Nel contempo conserva le caratteristiche di uno
strumento tradizionale che risponde ad ogni sollecitazione fisica umana perché
ci si soffia dentro e il soffio dà vita e lo umanizza.
Rassegna Stampa (in aggiornamento...)
Platea altrettanto numerosa ad Arona per gli YellowJackets, una formazione
brillante, fautrice di un genere moderno di grande intensità,
apprezzato
soprattutto da una fascia di pubblico giovane. Sul lungolago Feriolo di Baveno ottima
esibizione dei Doctor 3 di Danilo Rea mentre a Orta, il 25, il quartetto di Antonio
Onorato ha dimostrato ottime qualità compositive.
recensione del
Lago Maggiore Jazz Festival 2002
dal quotidiano "La
Stampa Web" del 31 Luglio 2002 (click)
Successo di pubblico hanno fatto registrare anche i due appuntamenti pomeridiani
mercoledì e giovedì scorso con i Doctor 3 e Antonio Onorato, che hanno richiamato
sul Lungolago di Feriolo e ad Orta San Giulio centinaia di persone, ripagando gli
organizzatori della sfida particolare all'interno del festival jazz: la proposta
di concerti pomeridiani, in una fascia oraria inusuale per questo tipo di musica.
recensione del
Lago Maggiore Jazz Festival 2002
dal quotidiano "La
Stampa" del 28 Luglio 2002
Lo sa che Antonio Onorato è stato ribattezzato il Metheny vesuviano?
«Posso immaginarlo. Conosco Antonio da vent'anni ormai, ed oltre ad essere uno straordinario
musicista è anche un vero amico. Però è vero, la prima fase della sua carriera carriera
era troppo influenzata dalla mia personalità e questo alla lunga poteva essere un
limite. Ma lui ha lavorato duro e con grande ostinazione, e da qualche anno credo
che abbia raggiunto una sua forte identità. Ad esempio, è l'unico chitarrista a
usare la chitarra a fiato che offre risultati acustici davvero singolari»
Pat Metheny
intervistato da
Stefano De Stefano per l'edizione
napoletana del "Corriere della
Sera" del 4 giugno 2002 (click)
"Almamegretta e 99 Posse sono gli artisti che rispecchiano maggiormente
la Napoli di oggi. E poi c'è Antonio Onorato: lui rappresenta una Napoli diversa,
è un chitarrista, un compositore, fa delle cose molto buone. Con questo tipo di
musicisti siamo anche oltre l'identità napoletana; siamo al Mediterraneo."
Intervista a
Pino Daniele dall'edizione napoletana
del quotidiano "Repubblica"
del 10/10/99
"Una
chitarra a fiato per sognare, per liberare stati d'animo e sonorità di un napoletano
con il volto da meticcio e il cuore da jazzista. Antonio Onorato parte da Napoli
in viaggio per il centro del mondo con la sua sei corde."
da "La
chitarra suonata con il cuore". Numero 190 di "Musica!",
inserto del quotidiano "Repubblica"
del 22/4/99
"La sorpresa della serata napoletana di Toninho Horta, giunto all'Otto
Jazz Club con Nicola Stilo, flautista di origine calabrese (da ricordare i suoi
otto anni al fianco di Chet Baker), è stato il duetto chitarristico con Antonio
Onorato. Da 'Waiting for Angela', brano di Horta che Onorato ha voluto inserire
nel suo ultimo cd, si è giunti fino a 'Manoel o audaz', canzone di rara bellezza
resa ancor più celebre al grande pubblico dall'assolo finale di Pat Metheny."
dall'edizione napoletana
del quotidiano "Corriere della
Sera" del 7/1/99
"Non capita spesso ad un musicista napoletano l'occasione di rappresentare l'Italia
ad una Guitars Reunion che vede nella stessa sera, oltre allo stesso Onorato, il
brasiliano Irio De Paula e l'americano Bruce Forman. Tre storie diverse portatrici
di tre modi autonomi di intendere l'uso della chitarra, dalla Bossa al Be Bop."
dall'edizione napoletana del quotidiano "Corriere
della Sera" del 28/11/98
"Un premio prestigioso quello della stampa estera. Antonio Onorato, jazzista
di caratura internazionale, lo ha ricevuto nel corso della diretta su Rete4 del
Festival di Napoli. Tributo meritato che premia la giovane ma già prolifica e granitica
carriera dell'artista, decisamente tra i più interessanti del panorama partenopeo."
dal quotidiano "Il
Mattino" del 26/8/1998
"Pino Daniele racconta la sua generazione e quelle di oggi, tifando apertamente
per le ultime. Ci dice: Quando ho potuto ho speso parole e fatti per il nuovo sound,
dai 99 Posse agli Almamegretta e Antonio Onorato."
dal quotidiano "Il
Mattino" del 16/7/1998
"Esprime il meglio di sé con la Yamaha G10, inventando sonorità e fraseggi intimamente
coerenti, espressivamente molto belli e tecnicamente interessanti."
dalla rivista mensile "Chitarre"
di Marzo 1998
"Questa chitarra per me ha delle possibilità sorprendenti e una escursione dinamica
micidiale. Mi sto divertendo a rifare dei pezzi di John Coltrane e mi dà delle soddisfazioni
incredibili."
Intervista alla rivista mensile "Chitarre"
- Marzo 1998
"Ad aprire il mio concerto c'è Antonio Onorato, chitarrista partenopeo che ha
avuto la benedizione persino del mio amico Pat Metheny, che di chitarristi se ne
intende. E' anche specialista di uno strano strumento, una chitarra a fiato, ci
soffia dentro e la fa suonare in una maniera incredibile."
Pino Daniele
intervistato dal quotidiano "Il
Mattino" del 29/7/1997
"Spesso
bistrattati e chiamati a riempire lo spettacolo, fra i supporter vi sono però degli
autentici talenti. E' il caso di Antonio Onorato, che con la chitarra ha una confidenza
non indifferente: L'utilizzo di particolari tecniche gli ha consentito di riprodurre
le sonorità di strumenti a fiato, sorprendendo ed entusiasmando."
Recensione del concerto di Pino Daniele dal quotidiano
"La Nuova Ferrara"
del 27/7/1997
"E' grande, come musicista e come uomo. Ogni musicista cresce con una propria
influenza artistica. Dategli tempo di sviluppare un suo suono e vedrete."
Pat Metheny
intervistato dal quotidiano "Il
Giornale di Napoli" del 21/10/1996
"Che ci fa Pat Metheny al Murat, locale alternativo del centro storico? Prima
di affrontare il debutto cavese con Pino Daniele è andato a trovare un amico, Antonio
Onorato, star della fusion partenopea che ha dedicato al collega-maestro un concerto,
mentre la notizia della presenza di Pat faceva il giro della città e il locale diventava
troppo piccolo per contenere i fans che sognavano almeno di potergli strappare un
autografo."
Dal quotidiano "Il
Mattino" del 20/9/1995
"Roma. Un talento emergente domani si esibirà al Palladium. Ha alle spalle un
buon numero di esperienze tutte di ottimo livello. E' napoletano ed esprime certe
cose attraverso la chitarra in maniera più che naturale. Il suo album Gaga raccoglie
ottimi pezzi di un promettente sound mediterraneo che sembra essere il più congeniale
veicolo espressivo di questo chitarrista. Nella sua band Antonella Morea, cantante
scoperta da Roberto De Simone, capace di fondersi con lo stile di Onorato grazie
ad una voce ricca di echi meridionali."
Luigi Leone
dal quotidiano "Paese Sera"
del 20/5/1992
"Il brano 'Vecchiariello' è un ritratto amorevole, appena accennato in punta
di china da Onorato che, impegnato all'acustica, dà un saggio elegante che miscela
con stupori quasi infantili Jazz, New Age e Sound Mediterraneo. Bello, come il resto
del suo CD."
Recensione del CD
Gagà dalla rivista "New
Age and New Sounds"
"Mi sarebbe piaciuto suonare la chitarra a 20 anni come la suoni tu"
John Scofield durante le clinics
di "Mister Jazz"
a Ravenna nel 1985.
Per contatti e informazioni:
Antonio Onorato
email: ao@antonioonorato.com
sito: www.antonioonorato.com
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Data ultima modifica: 07/02/2009
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