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Nato a Mosca nel 1972, Yuri Goloubev è un virtuoso del suo strumento. Si è diplomato in contrabbasso nel 1995 presso il famoso Conservatorio Caikovskij di Mosca dove ha anche studiato composizione. Nel 2002 gli è stato conferito il prestigioso titolo di "Artista ad honorem della Russia" diventando il più giovane contrabbastista russo ad aver mai ricevuto questo riconoscimento. Dal 1992 al 2004 è stato Primo contrabbasso di una delle più celebri orchestre da camera russe, I Solisti di Mosca sotto la direzione di Yuri Bashmet. In tal modo ha avuto occasione di suonare con alcuni dei massimi musicisti contemporanei come Gidon Kremer, James Galway, Mario Brunello, Sarah Chang, Lynn Harrell, Barbara Hendricks, Sviatoslav Richter, Mstislav Rostropovich, Thomas Quasthoff, Vladimir Spivakov, Maxim Vengerov, Uto Ughi – solo per citarne alcuni. Accanto alla carriera come musicista classico, Yuri Goloubev ha anche intrapreso da molti anni una solida carriera come jazzista, suonando insieme a grandi nomi del jazz quali Paul Bollenback, Eddie Gomez, Miles Griffith, Shawnn Monteiro, Adam Nussbaum, Denise Perrier, Christoph Spendel, Glauco Venier, e molti altri. Negli ultimi 15 anni si è esibito in quasi tutte le più importanti sale da concerto del mondo – Carnegie Hall di New York, Suntory Hall di Tokyo, Concertgebouw di Amsterdam, Musikverein di Vienna, Salle Pleyel di Parigi, Royal Albert Hall di Londra, Palacio de Bellas Artes nel Messico, Sydney Opera House a Sydney, Palace des Beaux Arts di Bruxelles, Academia di Santa Cecilia a Roma, Megaro Hall di Atene, Gewandhaus di Lipsia ecc. Molti dei maggiori festival classici e jazz l'hanno ospitato sul proprio palcoscenico – tra di essi Bath Music Festival (Gran Bretagna), Omaggio a Roma (Italia), Casals Festival (Puerto Rico), Festival di Perth (Australia), Prestige de la Musique (Francia), Kuhmo Chamber Music Festival (Finlandia), Hong Kong Festival of the Arts (Hong Kong), Boheme Jazz (Russia), Istanbul International Festival (Tuchia), St.Petersburg Jazz Spring (Russia), Eilat Festival (Israele), New Zealand Festival of the Arts (New Zealand), Loule Jazz Festival (Portogallo). Numerosi musicisti di fama e critici hanno lodato il talento musicale di Goloubev: Il tuo modo di suonare e le tue composizioni hanno una grande forza. Avrai molto successo sia nella musica classica che nel jazz – Dave Brubeck Nella tua patria rappresenti sicuramente un faro per la vera musica – continua così - Dave Liebman Tecnica straordinaria unita a una sofisticata musicalità... un musicista eccezionale - Jazz Quadrate (Minsk) Il contrabbassista Yuri Goloubev maneggiava il suo "bambino gigante" con tale leggerezza e agilità, interpretando le intenzioni del compositore con una vivacità e brillantezza tali che pareva un miracolo! - Rundshau (Bonn) Nel 2000 la nota rivista "Harper's Bazaar" gli ha dedicato alcune pagine. Goloubev ha scritto una serie di composizioni da camera e jazz, come anche delle trascrizioni che sono state pubblicate in Russia, Germania e negli Stati Uniti. Ha tenuto inoltre diverse master-classes negli Stati Uniti, in Gran Bretagna e Irlanda. Ha preso parte a più di 20 registrazioni e lui stesso ha inciso 3 CD di proprie composizioni come band leader ("Rendering", 1996, "Toremar Island", 2001, "The Bridge", 2003). Dal dicembre 2004 vive in Italia, a Milano, dove è attivo sia in campo classico, collaborando con orchestre quali la Filarmonica della Scala, Orchestra Filarmonica Toscanini, Milano Ensemble di Donato Renzetti, l'Orchestra Filarmonica Italiana ecc., sia in ambito jazz, con collaborazioni con musicisti come Enrico Pieranunzi, Antonio Zambrini, Giovanni Falzone, Gianni Cazzola, Rossano Sportiello, Glauco Venier, Davide Boato, Michele Franzini, Michele Di Toro e altri grandi jazzisti italiani. Tra le ultime performance si ricordano il concerto tenuto con Giovanni Falzone nel Gallarate Jazz Festival, la serata in duo con Glauco Venier nel jazz festival a Venezia, il concerto con Michele Di Toro Trio presso la Sala Verdi del Conservatorio di Milano di fronte ad oltre 1500 spettatori.
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