THE LODGER
una colonna sonora eseguita dal vivo
da un'orchestra jazz per il capolavoro di 
Alfred Hitchcock 


Musica per l'orchestra di Corrado Guarino 
Musica per nastro magnetico di Maurizio Zappatini


Ensemble Mobile big band 
diretta da Roger Rota o Corrado Guarino 

Gianluigi Trovesi, Guido Bombardieri
Maurizio Moraschini, Tino Tracanna, 
Alberto Nacci, Ugo Gelmi:
saxofoni, fagotto, clarinetti 
Sergio Orlandi, Umberto Marcandalli:
tromba 
Oscar Gelmi:
corno 
Mauro Parodi, Claudio Barbieri:
trombone 
Silvia Infascelli:
voce 
Fabrizio Garofoli:
pianoforte 
Adelio Leoni:
chitarra 
Sandro Massazza:
contrabbasso 
Vittorio Marinoni:
batteria 
Robi Marchesi:
percussioni
    



THE LODGER (
1926), primo lungometraggio muto di Alfred Hitchcock, è pellicola poco nota di grande valore artistico che mostra il nascere di un'immaginario cinematografico destinato a formare il gusto di generazioni di spettatori. Il ruolo della musica non è quello, subordinato, di puro commento alle azioni, assecondando atmosfere ed emozioni provocate dalle immagini; viceversa la musica opera effetti di straniamento (con qualche punta di disincantata ironia), risultando così sviluppo parallelo alle immagini ed evidenziando il punto di vista esterno del compositore che, analogamente allo spettatore contemporaneo, si rapporta a consuetudini di recitazione e a modelli di comunicazione e di linguaggio filmico che non hanno più riscontri nella cinematografia attuale. Le immagini di A. Hitchcock sono incalzate e interpretate dalle musiche composte da Maurizio Zappatini e Corrado Guarino, affidando le sequenze più drammatiche a timbriche elettroniche per nastro preregistrato (M. Zappatini) e i momenti più narrativi all'orchestra che suona dal vivo (C. Guarino). L'organico dell'orchestra si discosta da quello della big band jazz e adotta soluzioni timbriche cameristiche che consentono varietà di situazioni grazie all'aggiunta di una sezione legni (clarinetto, clarinetto basso, fagotto) e alla riduzione delle sezioni dei saxes e degli ottoni. Il lavoro orchestrale si avvale anche degli interventi estemporanei e improvvisati dei musicisti dell'orchestra. 

"Corrado Guarino e Maurizio Zappatini hanno scritto le musiche, splendide. 
"La prima parte orchestrale è intrisa di umori stravinskiani, mentre, via via che si procede, la partitura diventa sempre più jazzistica, con ampi momenti per l'improvvisazione. Va sottolineato che i due compositori non hanno scelto la facile via dell'improvvisazione a tappeto, ma hanno preferito un lavoro sincronizzato sui ritmi del film. 
(...) "Nel complesso, direi che tra i numerosi matrimoni tra jazz dal vivo e cinema visti di recente, questo è senz'altro uno dei più riusciti." 
Stefano Zenni - Musica jazz - marzo 1994 


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