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Lorenzo Minguzzi
chitarra
Negli anni '91,
'92 e '93 lavora
stabilmente con la cantante francese Pascale Charetton, in Italia, Francia,
Spagna e Germania, in situazioni di duo e trio con il fisarmonicista Luca Zanetti,
presentando un repertorio di canzoni francesi del repertorio classico e composizioni
originali.
Nell'Ottobre '98 suona al Padova Jazz
Festival presso il Teatro Verdi, per presentare il c.d. "Serenata
Celeste"
Ha inoltre collaborato con:
Flavio Boltro,
Gianni Cazzola,
Marco Vaggi, Gianni Basso,
Gianni Coscia,
Furio Di Castri,
Francesco Sotgiu, Giorgio Li Calzi, Riccardo Ruggieri, Nicola
Muresu,
Alessandro Minetto, Alessandro Maiorino, Gigi Di Gregorio,
Femke Krone, Mario Petracca, Luca Zanetti.
Nell'Ottobre 2000, forma il gruppo
stabile "Organ
Trio". Nell'aprile del 2003
nasce il New Organ trio che vede
Bruno Erminero all'organo hammond;
con questa formazione sono stati tenuti numerosi concerti sia in Italia che all'estero.
Scheda New Organ Trio:
italiano
DISCOGRAFIA:
1992 Daiudadà,
Beat Records CDJ 502
Flavio Boltro, Gianni Basso, Gianni Cazzola, Marco Vaggi
1995
The Mirror, Caligola Records 2008-2
Gianni Coscia, Furio Di Castri, Francesco Sotgiu
E' l'incontro con Gianni Coscia a caratterizzare il secondo
album di Lorenzo Minguzzi, giovane chitarrista torinese che, nella presente fase
di maturazione solistica, dimostra anche sensibili qualità compositive. Oltre al
fisarmonicista, lo affiancano altri notevoli partner, come il bassista Furio Di
Castri e il batterista Francesco Sotgiu, che contribuiscono non poco alla riuscita
del lavoro.
La sua musica si differenzia dai tipici modelli del mainstream. Più che una precisa
direzione espressiva prevale il recupero di una cantabilità tipicamente popolare,
con punti di riferimento certo più europei che nordamericani. Troviamo dunque la
musetteun cammino guidato più dalle ragioni del cuore che dal , il tango e nostalgiche
ballad in desiderio di mostrare virtuosismi strumentali. Poco importa dunque se
a Gianni Coscia è riservato un ruolo solistico più appariscente: il Minguzzi chitarrista,
che sta cercando una sintesi tra i vari modelli stilistici su cui si è formato,
vive in simbiosi con il compositore, più interessato a definire il quadro complessivo.
Gran parte della musica affascina per la delicatezza degli intrecci e per la vena
cantabile, talvolta sentimentale. Non per questo, comunque, scompaiono il feeling
jazzistico e il desiderio di esplorare situazioni più astratte: si ascoltino per
esempio The Mirror, dall'inconsueta articolazione, e il cantabile La Tour, dove
la vena nostalgica del tema si fonde nel dinamismo dialogo tra Coscia e Minguzzi.
MUSICA JAZZ, Agosto 1996 - A.L.
1997
Serenata Celeste, Caligola Records 2024-2
Giorgio Li Calzi, Riccardo Ruggieri, Nicola Muresu, Alessandro Minetto
"Monsieur
Catherine" (L.Minguzzi) - mp3 705 kb (2 min.)

A quasi tre anni di distanza da "The Mirror", Minguzzi espone le proprie qualità
di solista e di progettista in un altro pregevole disco (il suo terzo, e il secondo
per l'etichetta veneziana), una vera prova di maturità. E che il giovane chitarrista
torinese abbia voluto affrontarla come tale sembra dimostrato proprio dal confronto
con l'opera precedente. Qui infatti Minguzzi ritiene di non chiedere più, come nel
1994 aveva fatto, il sostegno rassicurante di compagni esperti quali Coscia, Di
Castri e Sotgiu: ha deciso di presentarsi invece con il proprio stabile quartetto,
formato da altri giovani e validi musicisti che si vanno affermando nell'area piemontese.
E, per quel che lo riguarda, in questi tre anni l'acqua non è scorsa invano sotto
i ponti del Po; il suo stile e la sua sensibilità, infatti, hanno trovato in quella
corrente del jazz contemporaneo approdi nuovi e personali, capace com'egli è di
creare atmosfere morbide, raffinate e introverse ma spesso anche aperte a squarci
di una musicalità semplice, lineare, perfino ingenua.
Già il repertorio attira l'attenzione. Sette composizioni di Minguzzi stesso (tra
le quali un irresistibile tango, Daniel Pennac, e un'esplicita dedica al "modello"
Philip Catherine) si affiancano a rivisitazioni di canzoni italiane vecchie e nuove,
cominciando da quella che dà il titolo al compact e che viene riscattata, con classe,
dal suo popolaresco languore anni Quaranta. C'è l'immancabile Tenco di Vedrai vedrai,
ci sono le due cose di Pino Daniele riunite in Second Medley, mentre il finale è
lasciato al Brasile di Vinicius De Moraes e Toquinho. Ma non si ha mai, in realtà,
l'impressione dell'ossequio furbetto a un filone da tempo radicato nel jazz nostrano:
quei temi vengono filtrati, meditati, realmente "interpretati", recando ciascuno
qualcosa di Minguzzi (ma anche di Ruggieri, l'altro solista in evidenza).
Se tutti i partner vanno elogiati, un particolare significato assume l'aggiunta
di Li Calzi, lirico trombettista. A lui spetta, in un delizioso colloquio musicale
con Minguzzi, attuare l'idea di abbinare la melodia partenopea di Anema e core a
uno standard stelle e strisce come My One And Only Love, scoprendo inaspettate affinità.
MUSICA JAZZ, Febbraio 99 - Gian Mario Maletto
Terzo lavoro per un chitarrista già noto a Torino con una formazione
di tutto rispetto per tecnica e capacità creative. Il disco è un concept-album organizzato
sotto forma di "fotografie", ovvero i pezzi, che dovrebbero descrivere persone con
cui Minguzzi ha avuto rapporti o che hanno influito su di lui. Dai brani emerge
un'interessante proposta artistica: è un jazz chitarristico tipicamente "bianco",
soft, ma a tratti interpretato in modo attuale (in brani come Daniel Pennac per
esempio), che ricorda il jazz con influenze etno, quello sviluppato soprattutto
da Actis-Dato o Daniele Sepe. Da notare la partecipazione al disco di Giorgio Li
Calzi, uno dei migliori trombettisti in circolazione dalle nostre parti. Altri brani
da sottolineare WVPTS, Anche Se Non T'incontrerò, e alcune covers (Pino Daniele,
Tenco, Toquinho e Anema e Core). Insomma una buona prova, in linea con la produzione
del jazz torinese, che ultimamente ha visto parecchie uscite, stilisticamente eterogenee
ma tutte di buon livello.
Marco Ciari - Informagiovani Torino
1999
La Isla. Songs from a Journey, Panastudio
Productions CDJ 1042 2
Gigi Di Gregorio, Alessandro Maiorino, Femke Krone, Mario Petracca, Luca Zanetti
Atmosfere decisamente diverse quelle proposte da Lorenzo Minguzzi
che in La Isla (Songs from a journey) si avvale dei colori acustici di contrabbasso,
sax soprano e percussioni per proporre un mondo sonoro in cui si incontrano ritmiche
latine e feeling jazzistico. L'equilibrio degli arrangiamenti e la scelta felice
delle sonorità sono i punti di forza di questa sorta di fusion acustica che, pur
ricollegandosi ora al Brasile ora alla California, presenta un suo specifico carattere
mediterraneo avvertibile soprattutto nella delicatezza delle linee tematiche (i
brani sono tutti composti da Minguzzi) e nella solarità delle ritmiche. Il mood
creato dal quartetto è comunque del tutto originale al punto che diventa difficile
indicare un possibile riferimento stilistico, anche se a volte vengono alla mente
alcune atmosfere del primo Earl Klugh. Minguzzi fa la scelta giusta nel preferire
le percussioni alla batteria e nel rinunciare alle tastiere. In questo modo la sonorità
della sua classica viene fuori nella maniera migliore e il chitarrista può mettere
in risalto la completezza della sua tecnica fingerstyle, dimostrando grande gusto
nel comping e ritagliando linee eleganti e misurate nei soli (Heaven in Tarida).
E' talmente giusto l'equilibrio dinamico tra i vari strumenti acustici che gli inserimenti
di chitarra elettrica presenti in un paio di brani appaiono quasi come "estranei"
ad un panorama sonoro così raffinato nei colori e negli arrangiamenti.
AXE, Febbraio 2000 - Michele Ariodante
2005
N.O.T. for me, Splasc(h) Records CD
H950.2
Lorenzo Minguzzi New Organ Trio con Bruno Erminero e Maurizio Cuccuini
"Shut up!" (New Organ
Trio) - mp3 1,2 mb (2 min.)

Nous sommes en présence d’un trio qui présente une musique très sympathique. Une
combinaison du beau son original de l’orgue Hammond de Bruno, de la batterie de
Maurizio et de la sonorité chaleureuse de la guitare de Lorenzo. Lorenzo m’envoie
tous les ans environs des enregistrements qui témoignent de son évolution. J’entends
ses progrès. Il présente ici son jeu de guitare délicat, un groupe bien homogène.
Il nous fait découvrir son talent de composition. C’est une belle carte de visite
et je lui souhaite bonne continuation et bonne chance, ainsi qu’à ses partenaires.
Philip Catherine (guitar)
Traduzione di Lorenzo Minguzzi:
Siamo in presenza di un trio che presenta una musica simpatica. Una combinazione
dal bel suono originale dell’organo Hammond di Bruno, della batteria di Maurizio
e della sonorità calorosa della chitarra di Lorenzo. Lorenzo mi manda tutti gli
anni, all’incirca, delle registrazioni che testimoniano la sua evoluzione, Ed io
ascolto i suoi progressi. Lui presenta qui, il suo modo delicato di suonare la chitarra,
un gruppo ben omogeneo. E ci fa scoprire il suo talento nella composizione. E’ un
bel biglietto da visita ed io auguro, a lui ed ai suoi compagni, una buona continuazione
e buona fortuna.
Philip Catherine
Lettera di Steve Swallow a Lorenzo Minguzzi
Dear Lorenzo,
At last I'm off the road for a minute, and I've just listened to N.O.T. For Me (great
title!), and I can tell you that I very much enjoyed it. It's good to hear, as Philip
Catherine points out, that you're pushing forward, both as a player and writer.
And I think you've found sympathetic collaborators in Bruno and Maurizio. Please
give them my compliments.
Thanks for sending me this CD; it's always an encouragement to hear someone persisting
in making good music. I hope we'll cross paths again, somewhere out there.
All The Best, Steve
Per contatti e informazioni:
Lorenzo Minguzzi
e-mail: lorenzo@lorenzominguzzi.it
Web site: www.lorenzominguzzi.it
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