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Nel marzo del
1999
suona a Chicago presso il famoso jazz-club Jazz
Showcase e firma un contratto esclusivo per la Hallway Records di Chicago
con la quale pubblica due album. E' docente
di jazz presso il Conservatorio
F. Morlacchi di Perugia. 2000 – Claudio Canzano – L'amo – Wide Sound WD101 2000 – Renzo Ruggieri Group – Accordion Voyage – Wide Sound WD103 2000 – Massimo Manzi – Quasi sera – Wide Sound WD104 2001 – Gianluca Esposito Quintet – Little Groove – Wide Sound WD105 2001 – Vito Giordano Quartet – Flavours – Videoradio – VR CD000391 Rassegna Stampa: HaremNon credo sia una scelta facile a ventitré anni quella di fare il pianista jazz in una città di provincia come Teramo. Se però si possiede del talento, un padre insegnante di Conservatorio e a sua volta jazzista, un piccolo bagaglio di esperienze accumulate qua e là in giro per la penisola e l'aiuto di musicisti esperti e rodati come il bassista Massimo Moriconi, il trombettista Marco Tamburini e il batterista Massimo Manzi, la scelta apparentemente impossibile può diventare una realtà praticabile. In poche parole è questa la genesi di Harem, primo lavoro per Paolo Di Sabatino, pianista e compositore abruzzese dotato di grande musicalità e grande padronanza della tastiera e del linguaggio jazzistico….Nove titoli composti dallo stesso Di Sabatino che possono e devono essere considerati un punto di partenza per la carriera di un musicista che ha tutte le carte in regola per farsi strada nel panorama jazz italiano… Antonio Santirocco – "Fare Musica" – Febbraio 1995 Brillante disco di debutto di Paolo Di Sabatino, classe 1970, pianista di Teramo diplomato al Conservatorio di Bari, già partner in concerto di alcuni tra i migliori jazzisti italiani. I tre che lo affiancano qui sono il trombettista Marco Tamburini, il contrabbassista Massimo Moriconi e il batterista Massimo Manzi, tre musicisti di grande sensibilità e di lunga esperienza che hanno dato un contributo importante alla buona riuscita dell'impresa del più giovane collega. Il quale è autore di tutti i nove brani in scaletta, che si richiamano alla lezione, tutt'altro che esaurita, del jazz di derivazione hard bop, interpretato però senza soggezioni ai modelli consolidati. Salvatore G. Biamonte – "Audio Review" – Febbraio 1995 Ecco un giovane leone del jazz italiano…sicuramente tra i più validi. Per il suo Cd d'esordio ha potuto circondarsi di strumentisti di primissimo livello….Un poker davvero riuscito, giacchè la musica che scaturisce dal gruppo scorre via piacevole e densa di significati, immergendoci in un mondo fatto di immagini sonore decisamente godibili, piuttosto differenziate e delineate alla perfezione. Un'atmosfera consona alla valentia dei singoli, che si sbizzarriscono in assoli costruiti al meglio, nei quali s'incastona perfettamente il panismo di Paolo, ricco di tecnica, di sicuro fiuto jazzistico e di una creatività tutta da scoprire. Sue anche tutte le composizioni presentate….Di Sabatino comincia là dove altri sono arrivati dopo molto tempo: complimenti!!! Carlo Peroni – "Ritmo" – Dicembre 1994/Gennaio 1995 Foto rubate Seconda fatica discografica per il giovane pianista e compositore abruzzese che superbamente affiancato da Massimo Moriconi al basso e Massimo Manzi alla batteria dimostra di sapersi muovere con incisività e raffinatezza dentro quei parametri di ricerca e sonorità alte che ben vengono espressi in temi come Foto Rubate, il pezzo che dà il titolo al CD, Blu Bop, L'albero dei sogni e Raptus. Il lavoro…ben mette in rilievo le capacità stilistiche del pianista, in un fraseggio jazzistico ricco di citazioni e al tempo stesso svincolato da facili scimmiottature di genere. Luca Gigli – "Diario della settimana – L'Unità" – 30 ottobre 1996
…Sentiti complimenti vanno poi a Paolo Di Sabatino, giovanissimo pianista
dal solismo morbido, quasi romantico ma sempre animato da uno swing sottile, oltre
che compositore notevole, che con Foto rubate firma un lavoro sorprendente per coerenza
e ricchezza di accenti…Roberto Parmeggiani – "Famiglia cristiana" – 26 febbraio 1997 …Accanto a questi arcinoti…doveroso segnalare un altro Splasc(h), stavolta di un quasi esordiente: è Foto rubate dell'abruzzese Paolo Di Sabatino. E' disinvolto, mai banale, insomma è ormai una bella realtà del jazz italiano… Gian Mario Maletto – "Sole 24 ore" – 10 novembre 1996 Teniamocele ben strette al cuore le Foto rubate del Di Sabatino Trio, perché sono alcuni tra i ritratti musicali più belli che ci sia mai capitato di ascoltare fino ad ora… Davide Ielmini – "La Prealpina" – Varese – 2 ottobre 1996 Ecco un giovane pianista e compositore di sicuro talento! …A dispetto della suo verde età, Di Sabatino esplora con grande disinvoltura e profondità i meandri ritmici, armonici, melodici del materiale tematico, quasi tutto dovuto alla sua fantasiosa penna, offrendo anche una suggestiva, sospesa rilettura del classico Someday My Prince Will Come…Il suo tocco, probabilmente maturato in contesti "classicheggianti", è morbido, elegantissimo; ma nello stesso tempo è deciso, virile , terreno…Un disco vario, tutt'altro che monocorde, ottimamente articolato… Stefano Arcangeli – "Musica Jazz" – febbraio 1997 Dialogo a due Cresce la discografia legata al duo piano-tromba/flicorno e lo fa con un prodotto pensato e realizzato da due tra le migliori promesse del jazz italiano degli ultimi tempi…Affinità e intesa restano, però, ingredienti indispensabili, in determinati contesti, come questo duo appunto, dove l'assenza della ritmica offre sì nuovi spunti e soluzioni, ma mette a dura prova le qualità dei musicisti. Prova superata a pieni voti… Enzo Gravante – "Jazz 'n' Blues 'n' Around" – novembre 1998 …Paolo Di Sabatino, già molto apprezzato di recente per il suo Foto rubate, si è avventurato nel febbraio scorso nel progetto di un disco basato su duetti con un buon trombettista, il ventiquattrenne torinese Fabrizio Bosso, briosamente vivacizzando memorie di standard quali Besame mucho, Mack the Knife e anche Anema e core, oltre a sue composizioni originali, ma anche aggiungendo pagine di piano solo capaci di attirare e trattenere interesse (notevoli in particolare le due su temi di Monk). Gian Mario Maletto – "Musica Jazz" – dicembre 1997 Introducing Paolo Di Sabatino Porta fortuna intitolare un CD in questo modo, specialmente se si è validi pianisti. Ricordate Introducing Brad Meldhau, Warner, 1995? …Fece dire a qualcuno, poco prima dell'Umbria Jazz '97, "questo è il migliore artista invitato", con tutto quello che ne è seguito. Auguro analoga sorte a Paolo Di Sabatino perché è bravissimo. L'incisione è avvenuta al jazzfest di Pomigliano, nel luglio 1997…I brani sono sei, dei quali quattro del leader…E' un ottimo disco (il quarto a nome di Paolo), del quale si parlerà assai…Fra i più importanti ricordi dal vivo che ho di lui c'è il suo primo concerto milanese con Massimo Moriconi e Massimo Manzi, nel 1995: avvenne nel non dimenticato Music Empire e io, nell'ascoltare Di Sabatino (gli altri li conoscevo) feci il classico salto…In altre parole: se da qualche parte vi imbattete in un concerto di Paolo Di Sabatino andate ad ascoltarlo di corsa… Franco Fayenz – "Soprattutto" – 21 aprile 2000-12-02 Giovane
ma già brillantissimo, Paolo Di Sabatino è pianista estroverso e aitante…abile
con le mani e con la testa. Alla guida di un quartetto in cui spicca il trombettista
Fabrizio Bosso, Di Sabatino presenta un jazz fatto soprattutto di swing.
Da seguire con attenzione.Roberto Parmeggiani – "Famiglia cristiana" – 14 novembre 1999 Il titolo del disco non inganni…Il termine introducing deriva forse dal fatto che il disco è pubblicato a Chicago dalla casa che ha sotto contratto il giovane pianista abruzzese e che mira a favorirne una giusta reputazione internazionale. Ma Di Sabatino, prima di questa registrazione dal vivo, già con altre si era segnalato…La musica fluisce in scioltezza, mai facendo lamentare la lunghezza dei brani, spinta com'è dal pianismo complesso, a volte debordante del leader… Gian Mario Maletto – "Musica Jazz" – febbraio 2000 Threeo …il pianista Paolo Di Sabatino…ci offre un prepotente e qualificante saggio delle proprie capacità espressive e creative. Nel ventaglio dei dieci brani del disco si trovano autori famosi…ma anche saggi dello stesso Di Sabatino che dimostra di essere valido esponente della musica jazz, in particolare quando si butta a capofitto in ritmiche boppistiche. Con il sostegno quindi di due "navigati" compagni, il lavoro del nostro pianista risulta facilitato ma lui è bravo a esprimere tutto il suo talento che non tocca solo il bop ma spazia nei territori jazzistici di blues, swing e tango… Dario Beretta – "Ritmo" – settembre/ottobre 2000 …il pianista di Teramo ha saputo ben approfittare della presenza di due blasonati colleghi d'Oltreoceano per realizzare un'incisione che non teme il confronto con un pubblico ben più ampio di quello italiano. Ma, poiché l'ambizione palese è quella di proporre un'opera che ne rappresenti anche la buona maturità, Di Sabatino ha affrontato l'impresa anche dal punto di vista compositivo, firmando la metà dei brani in scaletta. Il risultato è degno di nota… Ugo Sbisà – "Musica Jazz" – agosto/settembre 2001
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