Jazz mitteleuropeo
Il jazz mitteleuropeo di un musicista di frontiera
by Tergeste

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MICHELSTAEDTER - Biografia di un pensiero furioso
07/11/2010 10:53:11
Forse ha fatto bene Laura Marchig, direttore artistico del "Dramma Italiano" di Fiume/Rijeka (Croazia) a scegliere quella tromba di latta del confine nord orientale italiano, come mi piace autodefinirmi, per affiancare la musica, alla pièce teatrale sul grande filosofo goriziano Carlo Michelstaedter. Ha scelto un triestino (un poco più in là di Gorizia quindi) forse l'unico rappresentante del jazz mitteleuropeo che vive in Italia.
Essere nati a Trieste significa anche essere legati per forza a passioni represse e nostalgiche irritazioni legate alla Mitteleuropa, all'impero absburgico, a Vienna, alla cripta dei Cappuccini e ......... alla Sachertorte. Ma tutto questo è una sorta di background che acquisisci appena nato, poi c'è ....... il Carso e la situazione di trovarsi all'estremo punto del confine nord orientale italiano. Si assorbe dalla nascita un particolare milieu.
Visto che sono nato nel periodo del T.L.T. (Territorio Libero di Trieste) ebbene sì, ho visto con i miei occhi la Trieste del delirio patriottico dell'annessione all'Italia, la Trieste piena di inquietudini oniriche su cui si innesta la psicanalisi di Weiss, ho vissuto le migrazioni degli istriani e fiumani, l'esilio dei dalmati, i martiri delle foibe sul Carso, e la Risiera di San Sabba era lì a quattro passi...... Un humus multiculturale ti entra dentro, ti forgia l'anima, ti contamina il cuore, ti influenza il tuo modo di pensare e di vedere le cose, i fatti della vita, perchè in ogni posto che frequenti aleggia un non so che di strano che allo stesso tempo è anche noto: le scritte sui muri, i dialoghi della gente per strada, nell'ambiente famigliare, nella scuola con insegnanti d'impronta austro-ungarica, nella frequentazione del ghetto ebraico, nella particolare atmosfera bilingue delle osmize sul Carso ..... E tutto questo è il documento di identità di chi vive la frontiera di Trieste. Lo conosci vero quell'aneddoto che circola a Trieste ......
"Una volta una signora forestiera chiese a un triestino dove fosse la chiesa. E quello le rispose: Se continua dritto, si troverà davanti alla chiesa greco-ortodossa. Quella cupola celeste in lontananza è della chiesa serbo-ortodossa. La Sinagoga è in via San Francesco. La chiesa protestante… Ma veramente io cerco una chiesa cattolica, per sentire una messa normale - lo bloccò lei -. Ah, sì allora può andare alla chiesa di Santa Maria Maggiore. E' accanto alla chiesa valdese. Alle 17 c'è la funzione in sloveno, poi c'è la messa in italiano!"
Di solito per presentarmi esordisco così, raccontando questo aneddoto perchè Trieste (artisticamente parlando) mi ha dato molto e dietro Trieste ho l'Istria di mia madre dalle ciabatte con la suola del copertone della bicicletta ma con un grande cuore e una grande umiltà e dignità e di mio nonno proveniente da Pola ma medico condotto per cinquant'anni a Buie.
Sono convinto che questo incontro di civiltà diverse assieme all'atmosfera cosmopolita e la presenza di più culture stratificate mi abbiano generato qualche stimolo in più rispetto ad un comune mortale nato in un altro posto qualsiasi. Vivere in un ambiente così estremo porta sicuramente a una grande introspezione, ad una ricerca di se stessi.
Le mie sortite sul Carso ad ascoltare il silenzio, il sibilo della Bora, il fruscìo dell'erba alta e secca, assaporare l'aspro del vino (Teran) in un'osmiza con lo sguardo sul golfo azzurro quasi sempre tenue (il mare di Umberto Saba) o verso la sconfinata estesa carsica fin oltre il confine con la Slovenia alla ricerca visiva del paese natio di Srecko Kosovel, il più grande poeta del Carso. Le sue rime mi hanno fatto soffrire e profondamente turbato. Sono sempre stato comunque attratto dalla poesia, dall'arguzia di quelle poche parole studiate ad una ad una, come comporre musica, una nota, poi un'altra e un'altra ancora. Un tormento e allo stesso tempo gioia.
Ho scritto le musiche per questo spettacolo con questi "parametri", e sono convinto anch'io che Carlo Michelstaedter, che ha quasi le mie stesse latitudini e che amava Beethoven, ma non solo, forse avrebbe apprezzato questi suoni.

Mario Fragiacomo

Date spettacoli:

FIUME/RIJEKA (Croazia) - TEATRO NAZIONALE CROATO
26 novembre 2010 ore 19.30
Prima rappresentazione musico-teatrale di MICHELSTAEDTER - Biografia di un pensiero furioso

FIUME/RIJEKA (Croazia) - TEATRO NAZIONALE CROATO
27 novembre 2010 ore 19.30
Seconda rappresentazione musico-teatrale di MICHELSTAEDTER - Biografia di un pensiero furioso

FIUME/RIJEKA (Croazia) - TEATRO NAZIONALE CROATO
29 novembre 2010 ore 19.30
Terza rappresentazione musico-teatrale di MICHELSTAEDTER - Biografia di un pensiero furioso

Segue tournee Slovenia/Croazia 13-18 dicembre 2010

il 13 dicembre ad Umago - Cinema/Teatro ore 20
il 14 dicembre ad Umago - Cinema/Teatro ore 12 (matinèe)
il 16 dicembre a Pola - Teatro Popolare Istriano (INK) ore 20
il 17 dicembre a Capodistria - Teatro cittadino di Via Verdi ore 20
il 18 dicembre a Pisino - Casa delle Rimembranze ore 20




Formazione orchestrale dello spettacolo coordinata da Mario Fragiacomo:

Maja Veljak - violino
Janko Sepic - clarinetto
Mihalj Ivkovic - fisarmonica
Mario Fragiacomo - tromba, flicorno e multieffetti
Antonio Staude - pianoforte

Organizzazione: "DRAMMA ITALIANO" di Fiume.
Direzione artistica: Laura Marchig

MICHELSTAEDTER

(da una sceneggiatura cinematografica di Marco Colli e Giorgio Pressburger)
(prema filmskom scenariju Marca Collija i Giorgia Presburgera)
MICHELSTAEDTER
Biografia di un pensiero furioso/dramma
životopis jednog razjarenog uma /drama
Regia/Redatelj: Marco Colli
Musiche: Mario Fragiacomo


"Vivere vuol dire essere in pericolo” scriveva Nietzsche e proprio questa frase la chiave per penetrare nell’esistenza di Carlo Michelstaedter, il poeta, filosofo e pittore goriziano morto suicida per un colpo di rivoltella, il 17 ottobre 1910. In quei brevi ventitré anni di vita, o meglio nell’arco dei suoi ultimi cinque anni, elabora la tesi di laurea La persuasione e la retorica che viene considerato uno dei baluardi del pensiero filosofico del Novecento. Tratto da una sceneggiatura cinematografica scritta da Marco Colli e Giorgio Pressburger, lo spettacolo ripercorre alcuni punti fondamentali della vita e dell’opera di questa figura poliedrica e visionaria che racchiude in sé la complessità dell’anima della Mitteleuropa. La sceneggiatura viene tradotta in un continuum di luci e quadri, lampi e colori, musica, suoni e canti, voci, parole, voci fuori campo, suggestioni, monologhi e dialoghi, discorsi e versi, isolati nel silenzio. Un insieme di linguaggi teatrali che hanno lo scopo di esaltare ricchezza variegata di un pensiero in divenire, brillante e caustico, profondo ed essenziale.
Importante alla luce di una lettura "passionale” della sua esistenza, è il racconto del rapporto con le donne della sua vita.

"Živjeti znači biti u opasnosti", napisao je Nietzsche i upravo je ta izrijeka ključ proniknuća u život Carla Michelstaedtera, pjesnika, filozofa i slikara iz Gorice koji se ubio revolverskim hitcem 17. listopada 1910. U te kratke dvadesettri godine, ili bolje u razdoblju svojih posljednjih pet godina, obradio je doktorsku tezu Uvjeravanje i govorništvo koja se smatra jednim od stupova filozofske misli 20. stoljeća. Izvučena iz filmskog scenarija Marca Collija i Giorgia Pressburgera, predstava obuhvaća neke bitne trenutke života i djela te mnogoznačne i vizionarske osobe koja u sebi sadržava složenost duše srednje Europe.
Scenarij je preveden u neprekidan niz svjetla i slika, bljeskova i boja, glazbe, zvukova i pjesama, glasova, riječi, glasova izvan scene, sugestija, monologa i dijaloga, rasprava i stihova, usamljenih u tišini. Objedinjeni kazališni jezici imaju cilj naglasiti bogatstvo šarolikosti postojane misli, briljantne i oštre, duboke i esencijalne.
Važnost je stavljena na osvjetljavanje "strastvena" čitanja njegove egzistencije, i na priču o odnosu prema ženama njegova života.


Il Dramma Italiano, Compagnia facente parte del Teatro Nazionale Croato «Ivan pl. Zajc» di Fiume e unico Stabile italiano esistente fuori dei confini della Repubblica Italiana, è una delle più antiche istituzioni della Comunità Nazionale Italiana di Croazia e Slovenia. Nato nel 1946 a Fiume, lo stesso Dramma Italiano fu uno dei fondatori del Teatro Popolare di Fiume, oggi Teatro Nazionale.

Nel 2006 la Compagnia ha festeggiato i suoi primi 60 anni di vita. Un periodo non certo breve in cui i momenti difficili dell'inizio trascorsi spesso lottando per bloccare i vari tentativi di delegittimazione di questa non comune realta' teatrale, si sono alternati momenti di gloria, di grandi successi ottenuti sia nei luoghi dell'insediamento storico della Comunità Nazionale Italiana di Croazia e Slovenia, sia nelle più importanti piazze italiane, croate e slovene.

Più di trecento sono state le messinscena proposte dal Dramma Italiano in tutti questi anni e diversi i riconoscimenti ottenuti per la sua attività tra cui ricordiamo il Premio dell'Associazione Nazionale dei Critici Italiani «Dramma Italiano», il Premio Flaiano, il Premio Città di Fiume e per ultimo, nell'estate del 2005, il Grand Prix al Festival Internazionale dei Teatri da Camera «Leone d'oro» di Umago vinto per lo spettacolo «Maratona di New York» di Edoardo Erba, per la regia di Neva Rosic con Bruno Nacinovich e Mirko Soldano.




TEATRO NAZIONALE CROATO

Indirizzo dell'Istituzione teatrale
Uljarska 1,
51000 Rijeka/Fiume



Recapiti:
Tel: 051/355-934
Fax: 051/355-902
Mail: dramma-italiano@hnk-zajc.hr
Url: www.hnk-zajc.hr


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Nato a Trieste da chiare ascendenti istriane, inizia privatamente lo studio della musica all'età di nove anni frequentando la scuola della banda del ricreatorio comunale Guido Brunner di Trieste. Subito dopo si iscrive alla Scuola di tromba del Conservatorio di musica G. Tartini di Trieste e studia con il maestro Dino Sandri. A Milano perfeziona i suoi studi con il maestro Giorgio Gaslini presso il Conservatorio G. Verdi di Milano e alla Nuova ...

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