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Barbara Casini
"Agora ta"
Teatro Lauro Rossi, Macerata - 7 aprile 2013

Barbara Casini, voce
Paolo Silvestri,
arrangiamenti – direzione

Colours Jazz Orchestra
Simone La Maida, Maurizio Moscatelli, Filippo Sebastianelli, Antonangelo Giudice, Marco Postacchini (sax)
Giorgio Caselli, Giacomo Uncini, Samuele Garofoli, Luca Giardini, (trombe)
Massimo Morganti, Carlo Piermartire, Luca Pernici, Pierluigi Bastioli (tromboni)
Luca Pecchia (chitarra)
Massimiliano Rocchetta (pianoforte)
Gabriele Pesaresi (contrabbasso)
Massimo Manzi (batteria)

"Agora ta' ", ultimo appuntamento del cartellone jazz maceratese organizzato dagli infaticabili ragazzi di Musicamdo Jazz, è in parte la continuazione di Uragano Elis, dedicato all'indimenticabile Elis Regina. Un progetto ambizioso che la musicista compositrice e cantante Barbara Casini e l'inesauribile arrangiatore, compositore e direttore d'orchestra Paolo Silvestri, hanno portato nei teatri e Festival di tutta Italia già dal 2012. Infatti nella scorsa estate, i nostri amici, hanno avuto modo di registrare un cd distribuito dall'etichetta Via Veneto, con l'Orchestra Jazz della Sardegna e l'evento, ha celebrato il trentesimo anniversario della scomparsa dell'indimenticabile cantante brasiliana.

Un concerto per chi ama la buona musica senza confini e con la Colours Jazz Orchestra in grandissima forma, si è dato sfoggio a ritmi, colori e arditezze armoniche condite da una potenza sonora tale da ricordare la mitica Clark/Boland Big Band. "Agora tà" brano di apertura appare come sigla dello "show" e rimanda alla memoria i primissimi anni ottanta quando Elis cantava nel suo programma televisivo diventato poi il doppio LP "Saudade do Brasil". La fierezza e il cipiglio con cui Barbara Casini intraprende ogni brano, ricorda un po' il carattere "Pimentinha" (peperoncino), uno dei soprannomi affibbiati alla cantante brasiliana che ricordiamo morta prematuramente nell'82.

I brani proposti appartengono a diversi linguaggi musicali: jazz e brasiliana, la tradizione sudamericana, il fascino della Bossa Nova e la canzone d'autore. Gli arrangiamenti arguti e intelligenti di Paolo Silvestri formano un intreccio dinamico, gli ingranaggi della scrittura danno vita ad assemblaggi ritmici e flussi improvvisativi tra fiati e terna ritmica, efficaci per una giusta coesione tra voce e big band.

Barbara è una raffinata interprete di musica brasiliana, la voce ha qualcosa di intimo e profondo, per lei parole e musica sono un unicum, la drammatizzazione e la sensibilità nell'affrontare il testo è un autentico coinvolgimento emotivo. Brani come "É com esse que eu vou" o "Na batucada da vida" vengono affrontati con naturale limpidezza delle parole, il respiro è scandito nel gioco dei ritardi e delle pause.

Un viaggio nostalgico con "Benzinho" e "Calcanhar de aquiles" dal sound ricco e denso di sfumature e poi ancora "Vera cruz" di Milton Nascimiento, che proprio la stessa Elis contribuì a far diventare una grande star della musica brasiliana. Una ritmica massiccia con Massimiliano Rocchetta al pianoforte e il suo tocco vigoroso, la solidità e il colore del contrabbasso di Gabriele Pesaresi e il drive incessante ed energico di Massimo Manzi, introducono la sezione fiati che sfodera all'unisono momenti di grande tensione musicale. E non mancano le proposte di brani originali quali "Cidade do amor demais" di Barbara Casini e Enrico Rava, titolo che fa tornare alla mente i suoni modulanti della Label Bleu e dell'album "Vento". Gli arrangiamenti trasformati dalla penna di Paolo Silvestri e il suono che sprigiona la big band, rendono la composizione carica di energia avvolgente e graffiante, intenso il solo di Filippo Sebastianelli che, alzandosi d'impeto e incalzato dalla sezione trombe, sguaina il suo tenore con un bel guizzo. Le rullate sonanti del "Mister" Manzi danno ulteriore impulso sulle dinamiche per un finale spinto in acutissimi da un Silvestri che ha un gran da fare nel gesticolare.

Atmosfere solari e spunti jazzistici del bravo Rocchetta vengono maggiormente accentuati in "Valsa Rancho", enfatizzando l'aspetto melodico ed espressivo del piano con una serie di note cantabili di grande intensità. Meticolosa nelle sue interpretazioni, Barbara Casini si abbandona talvolta alla gestualità dondolandosi dolcemente al ritmo della musica, la voce gradualmente prende di vigore fino ad arrivare ai registri acuti. Un interpretazione del brano, da parte della brava cantante davvero magistrale e nella melodia fa capolino il trombone di Massimo Morganti che con i suoi fugaci innervati di swing, ben si sposano con le atmosfere di grande pathos. Paolo Silvestri, alla testa di una brillante Big Band, guida la sezione fiati con piglio deciso, il pubblico ascolta rapito i passaggi repentini dalla melodia fluida a quella swingante in un silenzio estatico. La voce chiara e cristallina di Barbara infrange le note lunghe della sezione dei sax, accentuando l'interpretazione del testo accompagnandosi più volte con il movimento di piccole danze, creando una disinvolta relazione prossemica con il pubblico. La cantante possiede una notevole tensione espressiva e una capacità di modulare e modificarne la linea melodica facendo chiaramente emergere la sua singolare personalità.

Un lavoro complesso ma nello stesso tempo affascinante quello di Paolo Silvestri, artefice di tanti e notevoli arrangiamenti, sembra adagiarsi su un robusto groove ritmico misto a un samba veloce creando un mirabile intreccio tra i brani "Y es assir" e "Passion Dance", quest'ultimo di McCoy Tyner. Un tripudio di battiti di mani incitano i nostri musicisti ad una strepitosa manualità. Il ritmo incalzante impegna la sezione fiati ma anche Gabriele Pesaresi, contrabbassista dal senso del tempo incrollabile, serio e riservato, sembra anche lui lasciarsi andare ad una danza sinuosa con il suo "ingombrante" strumento. Al contrabbasso, solido ma pur sempre discreto, viene data funzione di equilibrare i ritmi, affinché il graffiante baritono di Marco Postacchini possa entrare con il suo break a seguire l'alto sax di Simone LaMaida con il suo tocco di improvvisata freschezza e il trombone di Massimo Morganti che brilla d'inventiva e personalità. Sfumano i ruggiti dei fiati ed emerge con vigore quello di Massimo Manzi, "Re" dei ritmi e delle pelli vibranti, spodestando tutti in un insieme di particolarità stilistiche e ritmiche molto efficaci.

Una pioggia di note e presagi onirici affievoliscono i precedenti ritmi infuocati entrando nelle linee cantabili dalla qualità squisitamente vocale della tromba sordinata di Samuele Garofoli poi a seguire il flicorno del bravo Giacomo Uncini. E' l'introduzione a "You've Changed, elegante, che avvicina l'ascoltatore al piacere di un Jazz pieno di sfumature timbriche, lirico e narrativo. Barbara Casini dispone di una raffinata creatività, autentico coinvolgimento emotivo e rigore espressivo, il rifiuto a manierismi o virtuosismi esasperati contraddistingue la cantante fiorentina e la colloca non solo tra le migliori interpreti di musica brasiliana ma sul podio delle cantanti italiane tra le più originali ed apprezzate.

Il concerto si conclude con la riproposta del brano "Agora tà" e sulla scia delle emozioni, la passione, l'istinto, l'impegno e l'allegria, c'é la consapevolezza di aver assistito ad un concerto di grande emotività, pagini musicali figlie dell'istante e per questo irripetibili.

Dopo il concerto ci siamo soffermati a parlare con Barbara Casini, qualche domanda per una breve intervista:

Ci vuoi raccontare il percorso di creazione approdato a "Agora tá" ?
Il lavoro ci è stato commissionato dall'Orchestra Jazz della Sardegna, con la quale avevamo iniziato a collaborare, ed è un po' la continuazione di "URAGANO ELIS", un disco interamente dedicato al repertorio di Elis Regina, uscito nel 2006 per Via Veneto Jazz. Lì c'era un organico di nove elementi, tra cui tre fiati. Dunque Paolo ha riscritto gli arrangiamenti per la big band in un primo tempo riprendendo tutto quel repertorio, ma in seguito differenziandolo con l'aggiunta di nuovi brani e l'esclusione di altri.

Quali sono stati i criteri di scelta dei brani inseriti nel progetto ?
Oltre a sei pezzi del "vecchio" lavoro abbiamo scelto brani che fanno parte di altre nostre collaborazioni, come uno tratto dal cd VENTO, due da uno spettacolo per coro e big band dal titolo SYNKRETISMOS DE LAS AMERICAS, e uno dal lavoro di Paolo Silvestri con Fabrizio Bosso. In generale la scelta è stata dettata dalla volontà di valorizzare sia il lavoro di scrittura di Paolo che il lavoro interpretativo mio e dell'orchestra.

Un lungo sodalizio quello con Paolo Silvestri, ci vuoi raccontare del lavoro che state condividendo ?
Sì, io e Paolo collaboriamo dal 1999, quando abbiamo iniziato la realizzazione del disco VENTO con Enrico Rava e Stefano Bollani. In seguito lui ha prodotto il disco URAGANO ELIS, scrivendo tutti gli arrangiamenti e seguendo tutto il lavoro in studio sia in fase di registrazione che di mixaggio. Abbiamo poi realizzato un lavoro commissionato dal Conservatorio Buzzolla di Adria, quel SYNKRETISMOS DE LAS AMERICAS per coro e orchestra jazz a cui ho accennato prima, uno spettacolo contro il razzismo che mescola musiche di tutte le Americhe. Di AGORA TÁ abbiamo già parlato. Una cosa interessante e di cui invece si parla poco è la realizzazione della colonna sonora per LOOK UP AMERICA, un monologo teatrale di Marco Melloni per Ugo Dighero, utilizzando canzoni dei Pink Floyd completamente rivisitate per voci a cappella, solo le nostre voci sovraincise più e più volte. Speriamo di poter utilizzare questo materiale anche per un disco.

Con la Colours Jazz Orchesta hai avuto modo di provare solo nel pomeriggio poco prima del concerto, cosa ne pensi di questi aitanti giovani musicisti marchigiani ? Come ti sei trovata a cantare con la loro "spinta" musicale?
E' stata un'esperienza bellissima, cantare con un'orchestra che "funziona" così bene e che sostiene e sospinge con la sua energia è una delle cose più gratificanti per una cantante. Posso solo dire tutto il bene possibile dei musicisti che la compongono, e di Massimo Morganti che ne è il direttore.

"Agora tá " è in parte l'omaggio all'indimenticabile Elis Regina, una tra le più grandi interpreti di musica brasiliana, come descriveresti il tuo approccio con questa autentica icona prematuramente scomparsa nel gennaio dell'82 ?
Per me Elis Regina è stata e resta la più grande cantante brasiliana di tutti i tempi, un modello costante e ovviamente inarrivabile. Sono profondamente impregnata del suo modo di cantare, tanto da aver dovuto impegnarmi in un lavoro di autoconsapevolezza non indifferente per svincolarmi dalla sua impronta e trovare una mia personalità.

Compositrice e interprete profonda, hai un vero legame con le Marche e in particolare con Macerata e l'etichetta Jazz Philology con la quale hai inciso numerosi e importanti album che fanno parte di una nutrita discografia personale, ci vuoi raccontare alcuni momenti di queste avventure discografiche ?
Prima di tutto devo esprimere, oltre al mio affetto, tutta la mia gratitudine per Paolo Piangiarelli: è lui che ha fatto uscire il mio primo disco, nel 1997, ed è dunque grazie a lui che il mio lavoro di interprete e compositrice ha cominciato ad avere un riscontro più ampio. Ed è stato Paolo Piangiarelli a stimolarmi e a incoraggiarmi nella maggior parte dei miei successivi lavori discografici, fino all'ultimo uscito Philology, BARATO TOTAL, del 2011. Sicuramente il momento più emozionante è stato proprio il primo cd, TODO O AMOR, in cui per la prima volta ero responsabile di tutto, dalle composizioni agli arrangiamenti alla scelta dell'organico strumentale fino alle foto e alla grafica, e che ha suscitato così tante critiche positive, a cominciare dall'apprezzamento di Rava che ha scritto delle bellissime note di copertina. Un'altro momento particolarmente interessante è stato il lavoro per NORDESTINA, un disco in sestetto, dedicato alla musica del Nordeste del Brasile, con un insieme insolito di musicisti, sfociato in numerosi concerti e in grandissimo divertimento. Poi senz'altro FORMIDABLE, l'omaggio a Charles Trenet con Fabrizio Bosso, una vera "sfida", in quanto ho cantato e soprattutto "interpretato" in francese! Ma tutti hanno la loro importanza, il loro carico di emozione e allegria.

Tanto Brasile ruota attorno a te ma non solo, tu sei una sensibile e apprezzata cantante jazz per questo hai scelto di inserire nel progetto i brani You've Change, ballad straordinaria e il brano Passion Dance di McCoy Tyner in un originalissimo arrangiamento ?
In parte. La scelta come dicevo si è basata sui precedenti lavori di Paolo, ma è vero che mi faceva piacere propormi come interprete di uno standard, che in sostanza è semplicemente una canzone, cantando in inglese, sfiorando il linguaggio jazz. Invece PASSION DANCE di McCoy Tyner è stato agganciato in una medley a un brano uruguayano di Jaime Roos, Y ES ASI', dunque io canto solo la parte sudamericana e l'orchestra prosegue con il brano jazz.

Sempre in continuo movimento creativo tra i tanti progetti quelli teatrali-musicali come "Palavra Prima" la poesia in musica di Chico Buarque con l'attrice Monica Demuru e "Costruzione" sempre con la brava Monica Demuru e il clarinettista Gabriele Mirabassi, ci vuoi spiegare di cosa si tratta ?
Sono due spettacoli in cui si mescolano le canzoni cantate e suonate da me ai testi tradotti in italiano recitati da Monica Demuru, che canta - meravigliosamente bene - insieme a me in alcuni brani. Il primo è interamente dedicato alle composizioni di Chico Buarque, il secondo è più vario e si occupa degli aspetti della società brasiliana che si riflettono nella sue canzoni d'autore. Con Monica abbiamo ultimato un altro lavoro basato sulla musica sacra del Brasile, sia quella di tradizione cattolica che quella afrobrasiliana. E' uno spettacolo a cui teniamo molto e che speriamo di far girare il più possibile in futuro.

Hai scritto recentemente un lavoro letterario, "Se tutto è musica" distribuito dalla casa editrice Angelica, nel libro si "raccontano" alcuni tra i massimi esponenti della scena musicale brasiliana intervistati nei tuoi viaggi in Brasile. Gilberto Gil, Guinga, Joyce Moreno, Nana Caymmi, Edu Lobo, Egberto Gismonti, Miúcha, Chico Buarque de Hollanda, Hermeto Pascoal e Ivan Lins solo per citarne alcuni, ci vuoi raccontare questa fantastica esperienza ?
Devo molto all'incoraggiamento di Paolo Silvestri che mi ha spinto ad affrontare questa bellissima sfida. Si tratta di un insieme di chiacchierate con grandi nomi della musica brasiliana, svolte in un clima molto rilassato e a tratti amichevole. Con l'eccezione di Nana Caymmi sono tutti dei compositori, cioè persone che creano la musica, non semplici interpreti. Infatti quello che più mi interessava era riuscire a penetrare anche solo in parte quel mistero che è la "creazione", il momento in cui l'autore "fa" la sua musica. Non ho posto domande in modo tradizionale, semmai ho cercato di dare lo spunto per il loro racconto di sé stessi. Naturalmente ci sono le mie riflessioni personali, e i commenti di un caro amico, a sua volta grande compositore, che mi ha accompagnato in questo viaggio. Come amo dire, mi sono fatta proprio un bel regalo, ho incontrato tanti dei miei "idoli" nelle loro case, ho stabilito un contatto più stretto, e spero di trasmettere questa emozione a chi leggerà il libro, e provocare la curiosità di conoscere di più e più profondamente l'immenso universo della musica brasiliana che spesso da noi si riduce, se va bene, a samba e Bossanova, e talvolta diventa addirittura un banale stereotipo.

Puoi svelarci i progetti futuri e un sogno nel cassetto?
Nell'immediato mi sto occupando della promozione del libro, e quindi percorro l'Italia in lungo e in largo per fare presentazioni e concerti annessi...Ma il vero progetto per il 2013 è un nuovo disco di canzoni mie. Ho quasi tutto il materiale, e sto iniziando a fare dei concerti in trio proprio basati su questa idea. Nel disco le formazioni saranno varie, probabilmente dalla performance da sola chitarra e voce a organici allargati e forse qualche arrangiamento per archi o fiati. Vorrei far partecipare un po' tutti i musicisti con cui ho avuto una collaborazione più stretta in questi lunghi anni di "carriera". Ma le idee sono tante. Per esempio consolidare la collaborazione con due giovani straordinari, il pianista Alessandro Lanzoni e il contrabbassista Gabriele Evangelista, due musicisti davvero incredibili per sensibilità e maturità nonostante abbiano entrambi poco più di 20 anni. Sto cercando di concretizzare la traduzione del mio libro in portoghese e la conseguente pubblicazione in Brasile... speriamo! e chiaramente immagino già il volume secondo, uno sguardo ravvicinato sulla musica del Nordeste e del Minas Geraes. Ma questi davvero sono ancora sogni, insieme a un omaggio a Edu Lobo in occasione del suo settantesimo compleanno, me lo immagino con una grande orchestra, e con lui come ospite d'onore! Sognare non costa nulla e fa bene all'anima, ma voglio lavorare in concreto perché tutto questo possa tradursi in realtà, naturalmente con l'aiuto di chi mi sta vicino.

Grazie a Barbara Casini per la cortese disponibilità.
 






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inserito il 31/10/2013  da HandEye Family - visualizzazioni: 3001


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Data pubblicazione: 16/06/2013

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